mercoledì 18 febbraio 2015

Comprereste un’auto usata da questa persona?

L'intervista di Nicoletta Somma (Quotidiano Travel) a Angelo Berlangieri...

A pochi mesi dalle regionali, abbiamo intervistato Angelo Berlangieri, assessore al turismo e cultura delle Regione Liguria.
Un commento sulla (contestata) vittoria delle primarie PD da parte di Raffaella Paita, assessore alle Infrastrutture, indicata come l'erede del governatore uscente Burlando e per la quale lei ha pubblicamente espresso il suo sostegno.
Sarà una donna il prossimo governatore della Regione Liguria?
Ci auguriamo di sì. E' una donna con una visione riformista, che sa leggere le esigenze del territorio vivendolo direttamente. Ha conoscenza, voglia di fare e capacità gestionali: una volta presa una decisione, sa portarla avanti”.

L'esempio:
Innondazione di Genova (ottobre 2014... un morto e danni per 250 milioni di euro)... l'Arpal (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure) non ha dato l'allerta, sostiene Marco Doria, il sindaco di questa città.
Mentre la Raffaella Paita: “io sono responsabile della protezione civile non sono responsabile dell’Arpal”... beh, andiamo a vedere.
Secondo la D.G.R. n. 746 del 9 luglio 2007 il Centro è gestito da ARPAL, ai sensi della L.R. n. 20/2006 ed è dipendente funzionalmente dalla struttura  regionale competente in materia di protezione civile secondo le modalità di cui alla D.G.R. n. 915/2007 (per il testo vedi QUI)

Quindi, come dice Berlangieri, proprio una donna con una visione riformista (infatti non sapeva che l'Arpal è sotto l'egida del suo assessorato), che sa leggere le esigenze del territorio (ma probabilmente non sa leggere i D.G.R.) vivendolo direttamente (infatti quella sera non c'era).
Ma la cosa più bella è quel: “Ha conoscenza (“me n'inbelino” che tradotto dal genovese vuol dire “e che caspita”), voglia di fare (“poubelin” che vuol significare “perbacco”) e capacità gestionali (ou belin...o insomma): appena prende una posizione, sa portarla avanti (a sfurtûn-a a l’è ‘n belin ch’ù xeua ‘ngìu au cû ciû vixín di "Fabrizio De Andrè"... che vorrebbe dire: la sfortuna è un belino che vola in giù al culo del più vicino)”.
E a dimostrazione di ciò, ecco che la signora Raffaella Paita sparì di botto (dissero in molti) per un po di tempo.
ma continuiamo con l'intervista...

Vorrebbe essere rieletto?
Io ho già fatto una bella esperienza, sono quasi 9 anni... “... di cui i risultati li vedremo poi!!
Ma se lo fosse, quali sarebbero le sue prime tre priorità?
La prima è una cosa che non siamo riusciti a fare per il balletto tra provincie e città metropolitana: rivedere l'organizzazione turistica territoriale in termini più moderni. Rendere più competitiva l'informazione e l'accoglienza del turista. Il sistema, ancor oggi basato su
IAT e deleghe alle provincie è obsoleto. La seconda, completare il progetto Liguria Wi-fi; oltre al versante pubblico, cioè i comuni che stanno via via aderendo, ampliare il discorso al privato, coinvolgendo autogrill, stazioni ferroviarie, alberghi, eroporti (a oggi i comuni aderenti sono 160 e quelli collegati 60, ndr). Nel mondo perfetto il turista dovrebbe ricevere la password via email, per poi poterla utilizzare ovunque appena arriva. La terza, l'outdoor: per quanto riguarda l'aspetto infrastrutturale, c'è da fare, ma non tantissimo in termini di manutenzione e di segnaletica”.

L'esempio:
Per la precisione i comuni in Liguria sono 235 (quindi ne mancano 85), mentre se quelli collegati sono 60, beh; la percentuale è del 25,53%... un po pochino, neh!!... e che non conferma “pé un bellu belin” (traduzione: niente) le dichiarazioni su quel suo “gran parte del territorio ligure”.

Sullo stato delle infrastrutture che portano in questa Regione non credo che ci sia da spendere tante parole: fanno pena e pure schifo, e questo pare sia di dominio pubblico anche per i più tonti.
Qui si parla del progetto di Burlando e di Berlangieri che avrebbero voluto fare una linea ferroviaria velocissima (vabbeh, scherzavano... forse) tra Milano e Genova in occasione dell'Excpo 2015... mentre poi è finita che faranno uso delle corriere che... ma lasciamo perdere, va.
Eppure lui dice che “... per quanto riguarda l'aspetto infrastrutturale, c'è da fare, ma non tantissimo in termini di manutenzione e di segnaletica”.
E poi il suo primo “desiderio”: “...una cosa che non siamo riusciti a fare per il balletto tra provincie e città metropolitana: rivedere l'organizzazione turistica territoriale in termini più moderni. Rendere più competitiva l'informazione e l'accoglienza del turista. Il sistema, ancor oggi basato su IAT e deleghe alle provincie è obsoleto”.
Beh, se non c'è riuscito in nove (9) anni... non vedo come possa riuscirci nei prossimi cinque; considerando che qualsiasi valido tecnico del settore avrebbe ovviato il problema in pochi mesi.
Come?
Non vedo l'ora di spiacciccarglielo face to face!!

Ma andiamo avanti con l'intervista...
Ci dà qualche dato sugli arrivi italiani e stranieri?
Siamo partiti da 3,5 mln di turisti e oggi siamo a 3,7 mln. Gli italiani sono diminuiti del 4-5%, mentre gli stranieri sono cresciuti del 20%. In più con la crisi è aumentato il flusso verso le seconde case. In termini di durata del soggiorno, gli stranieri hanno una permanenza inferiore agli italiani (la media è di 3-4 giorni, ndr), ma in generale il dato è rimasto stabile”.

L'esempio:
Per quanto invece riguarda i pernottamenti e sempre seguendo i dati dell'Osservatorio del turismo ligure che è sotto l'egida dell'assessore, nel 2006 (9 anni fa e quindi l'anno del suo avvento in Regione come DG dell'agenzia di promozione), questi furono 14 milioni e 180 mila, mentre nel 2013 furono 13 milioni e 521 mila, con un calo approssimativo di 650.000 pernottamenti.
Purtroppo si possono fare i conti solo con l'anno scorso poiché risulta ancora impossibile conoscere quelli del 2014 anche se il Berlangieri tempo fa sostenne che la Liguria sarebbe stata la prima Regione italiana a darli in tempo reale... ved. Qui... ma se prima li conoscevi dopo cento giorni, adesso manco dopo 200).

In considerazione poi che il Berlangieri rilasciava queste dichiarazioni nel 2014 a quasi fine stagione estiva... “... crollo delle presenze nelle due Riviere... “, è presumibile che ai quei 650 mila persi in 8 anni, nel suo nono se ne siano aggiunti molti altri.

Gli arrivi:
Gli arrivi nel 2006 furono quasi 3,6 milioni e non 3,5 (centomila arrivi non sono mica pochi, neh, ma forse a lui conviene dire così), mentre se diamo per buono il suo 3,7 milioni attuale, ecco che l'incremento degli arrivi sarà stato di sole centomila unità in quasi un decennio.
Beh, alla faccia dell'essere bravi, del saperci fare e dell'essere produttivi.

Poi col calcolo di quanto un turista si ferma in questa regione al confronto di ciò che avveniva 9 anni prima...
2006 il turista si fermava in media 3,93 giorni
2014 il turista adesso si ferma in media 3,65 giorni
come a dire che tanto piacevolmente non è che ci stanno e pertanto quel berlangeriano “il dato è rimasto stabile”... una mazza fionda, frusta e pure balestra; è rimasto stabile.
Se poi volete sapere i dati (Eurostat) delle Regioni italiane in merito alle migliori e alle peggiori (ved. Qui), ecco che troverete la Liguria con un bel (per modo di dire) – 13,7% (meno).

E andiamo avanti...
Quale ritiene sia il risultato più importante ottenuto durante questi 5 anni?
Aver coinvolto il territorio e le imprese nella pianificazione regionale, proponendo, la Regione come partner e non come ente e rendendo partecipe la filiera dal basso”.

L'esempio:
Infatti è notizia che questo suo/loro gran da fare abbia prodotto che... anche Costa Crociere (fiore all'occhiello per Genova e la Liguria) stia portando via le balle da questa Regione, mentre di entità di nuove imprese... manco a parlarne.
E per quanto riguarda quelli “dal basso”, beh; io me mi, in quel “basso” c'ero, e una minkiata del genere non l'avevo mai vista in oltre 40anni di mestiere.
Poi, se qualcuno ha dei dubbi sulla questione... (ved. Qui)... e pure qui.

Continua l'intervista:
La privatizzazione di Enit, la stasi nella ripartenza del portale italia.it, la riforma del Titolo V.
Qual'è il suo parere su questi tre argomenti?

L'idea di un coordinamento statale non è sbagliato, come concettualmente è giusto che ci sia uno strumento di promozione come Enit. Se lo Stato avesse un vero piano in materia di turismo, un soggetto come Enit potrebbe svolgere attività di promozione sul lungo raggio, mentre le Regioni potrebbero occuparsi del mercato interno e gli operatori della commercializzazione. Lo Stato detta le linee generali d'intervento e le Regioni le calano sul territorio. In Francia e Spagna fanno così...”.

L'esempio:
Innanzi tutto va definita la parola commercializzazione che chissà se è nelle concezioni dell'assessore...
la commercializzazione è l'attività necessaria per vendere un prodotto... e quale buona attività ha potuto mai effettuare l'assessore se le presenze non sono aumentate in ben 9 anni come invece accede in gran parte del mondo?
Vabbeh, cose stra risapute sulle facoltà produttive dei predestinati ad occupare certe cadreghe, ma quasi mai adeguate alla verità dei fatti.

In Francia e Spagna non fanno assolutamente così come asserito dal Berlangieri, e mi spiego meglio.
Per prima cosa, la più evidente, in quelle nazioni non c'è il Titolo V come da noi e che demanda la responsabilità del turismo alle Regioni al 100%, dopodiché è proprio inutile fare degli esempi sui generis.
Tutto il resto è di conseguenza dell'aria fritta e rifritta.
E via con le prossime domande dell'intervista:

A oggi quanti incontri avete avuto con il Convention Bureau nazionale? Qual'è la situazione attuale?
Il contatto è dell'Agenzia regionale. Franzosi (il direttore dell'Agenzia In Liguria, ndr) mi ha tenuto informato. Ci sono stati incontri preliminari quando è stato costituito, poi non se ne è più visto nulla”.

L'esempio:
A parte che la Liguria risulta iscritta al Convention Bureau Italia, e che la congressistica appartenendo allo spicchio più importante del turismo che c'è (un esempio qui), forse meritava una maggiore attenzione da parte dell'assessore, anziché demandare al DG.
Poi, magari, che non ci si potesse fare niente per i soliti motivi di “belinismo” nazionale, cosa molto frequente in questo Paese, beh; questa è un'altra cosa.

Il congressuale è un turismo che produce mediamente per ogni congressista una spesa di circa 320 euro al giorno che vengono spalmati sulla città tra pernottamento, trasferimenti, ristorazione, tipografie, hostess, interpreti, fornitori d’impianti e piante, senza contare tutto il resto.
E Genova è stata ritenuta “non idonea” per la qualità dei suoi collegamenti aerei da una grande associazione internazionale che opera in campo medico.
L’Italia era stata selezionata superando concorrenti come Olanda e Svezia, dove Genova aveva le caratteristiche per l’ospitalità alberghiera e spazi per i congressi.
Ma siamo crollati sui collegamenti; siamo fuori, restavano in gara Milano, Venezia e Roma.
Ne azzeccassimo una.
E un recente convegno, molto importante, di una multinazionale dell’informatica si è già svolto invece a Torino e non in Liguria per la stessa ragione.

E passiamo all'ultima domanda...
Manca poco all'Expo: quali iniziative avete predisposto?
Saremo presenti nel padiglione Italia e parteciperemo alla mostra permanente delle Regioni a Palazzo Italia. Per quanto riguarda lo spazio espositivo dato in rotazione alle Regioni, andremo in scena dal 22 maggio al 18 giugno e dal 21 al 27 agosto. In più ci sarà una settimana di eventi dall'11 al 17 settembre. E infine l'accordo di promozione dell'agenzia regionale con Explora.

L'esempio:
Di come invece i turisti raggiungeranno la Liguria non è dato sapere, almeno dall'intervista si evince che il Berlangieri s'è dato molto da fare per non informare gli eventuali attenti lettori.
Infatti non c'è accenno alcuno al fatto che in due anni i treni veloci da Milano alla Liguria si sono tramutati in autobus, che con le autostrade che portano in questa Regione, che paiono più dei percorsi di montagna che altro... campa cavallo.

Infatti, mentre le tre città capoluogo principali del Nord Italia oltre a Milano - Torino, Bologna e Venezia - inaugurano quest’anno, non a caso, maxi spazi espositivi, a Genova e in tutta la Liguria, invece, non è previsto nulla di simile.


P. S.: Belin, manco se me la regala!!





2 commenti:

Anonimo ha detto...

Neanche gratis

sergio cusumano ha detto...

Da quello che Berlangeri dice sembrerebbe che la Liguria va meglio di altre regioni ma, a conti fatti, parrebbe diametralmente l'opposto.