lunedì 24 settembre 2012

Alla fine della favola, quanto ha speso il Governo per il portale italia.it?


Quanto abbiano speso cinque diversi governi (Berlusconi II, Berlusconi III, Prodi II, Berlusconi IV, Monti), dal 2004 ad oggi, in oltre otto anni, per il portale nazionale del turismo italiano è a tutt’oggi un bel mistero.

L’annuncio originale del progetto dell’allora Ministro per l’innovazione e le tecnologie Lucio Stanca, il 16 marzo 2004, aveva toni perlomeno trionfalistici :

Con uno stanziamento globale di almeno 140 milioni di euro il Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione riunito il 16 marzo 2004 dà il via alla progettazione e realizzazione di un portale, denominato in via provvisoria “Scegli Italia”, con l’obiettivo di:

- promuovere e rilanciare l’ offerta turistica italiana
- convogliare le prenotazioni 
- ridare competitività alla principale industria del Paese rappresentata dal turismo.

Quei 140 milioni di euro, cifra assolutamente iperbolica, vennero ridimensionati  con il decreto ministeriale D.M. 28/04/2004 ad un fabbisogno di 90 milioni di euro e subito finanziati, per il triennio 2005-2007, esattamente la metà dei fondi stimati: 45 milioni di euro.
Il budget venne poi integrato con atti successivi:

D.M. 07/03/2006 – decreto Lucio Stanca
salendo alla ragguardevole cifra di 58,1 milioni di euro.

Nel gennaio 2008 il blog The Million Portal Bay, dopo la pubblicazione del rapporto della commissione d’indagine Nicolais, prova a stilare una sommaria contabilità del progetto, ipotizzando una spesa effettivavariabile tra i sette e gli otto milioni di euro.

Nel maggio 2008 viene nominata sottosegretario al turismo Michela Vittoria Brambilla (MVB), poi promossa un anno dopo a ministro.
Ad ottobre del 2008 il ministro Renato Brunetta presenta il piano industriale per l’Innovazione con un budget ridimensionato, per i vari progetti collegati al portale italia.it,  in 34 milioni di euro.

Il 17  ottobre 2008 allo SMAU di Milano MVB dichiara
“nei prossimi giorni spiegheremo il progetto del portale Italia.it, che sarà molto diverso da quello precedente”
E metteremo tutto online perché ogni cittadino conosca i costi del progetto, con chi lo realizzeremo, il suo scopo. Anche questa iniziativa rappresenterà un modo per cambiare finalmente registro in questo settore”.
Nulla del genere verrà mai fatto.
Il 15 gennaio 2009 Brambilla e Brunetta firmano un protocollo d’intesa che prevede il trasferimento, al dipartimento guidato dalla rossa di Calolziocorte (DSCT), di una cifra pari a 10 milioni di euro.

Sei mesi dopo viene presentato a Palazzo Chigi il progetto del “nuovo” portale ed il ministro Brunetta, dopo aver glissato allegramente sugli eventi passati, dichiara entusiasta che:
“Adesso abbiamo recuperato, recuperato come dirà la collega Brambilla in maniera brillante e soprattutto risparmiosa. Perchè spenderemo solo poco più di 5 milioni di euro per fare il portale.“
Dei costi aggiuntivi effettivi della gestione Brunetta-Brambilla, di preciso, nulla è dato sapere.
Quando a luglio 2009 Giacomo Dotta su Webnews pone 10 domande sul portale Italia.it, chiedendo
Qual è il computo esatto dei costi di Italia.it dalla prima idea di Lucio Stanca fino ad oggi?
e l’associazione di consumatori Altroconsumo lo segue a ruota, l’ufficio stampa di MVB fa sapere che il ministro ha una serie di impegni e quindi non ha tempo per rispondere.
La realizzazione del nuovo portale è così assegnata ad ACI Informatica, società di software in-house di ACI, la cui vigilanza compete al dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo (DSCT) di MVB.
Il 18 maggio 2010 Promuovitalia, azienda partecipata al 100% da ENIT, anch’esso vigilato dal DSCT, indice un bando di gara triennale per l’assegnazione dei servizi redazionali del portale italia.it con durata di 36 mesi ed importo a base d’asta di 2.030.000,00 euro + IVA.
Seguirà un contenzioso sull’aggiudicazione di gara della durata di 16 mesi che si concluderà soltanto nel marzo 2012.

Pochi giorni dopo, il 27 maggio 2010, debutta in rete l’improponibile versione cinese del portale italia.itcommissionata per l’EXPO di Shangai e per la quale emergeranno, sei mesi dopo, mandati di pagamento per320.000 euro verso il Commissariato generale del Governo EXPO Univ Shanghai 2010.
Il 3 marzo 2012, nel seguito dell’audizione del 24/02/2011 in X Commissione Attività Produttive della Camera, MVB dichiara che le risorse a disposizione nel triennio 2009-2011 per la gestione del portale italia.it ammontano a 9 milioni e 452mila euro.

Il 6 ottobre 2011 il Fatto Quotidiano fa emergere la presunta esistenza di contratti triennali di consulenza (152.000 euro a testa) per “lavoro sul portale italia.it” riconducibili a cinque diversi project managers, contratti stipulati da Promuovitalia tramite “delegazione interorganica”  del DSCT nel marzo 2010, con scadenza 21 marzo 2013; peccato che il portale, nel frattempo, sia fermo da mesi e mesi per il contenzioso di gara citato sopra e che la questione si risolva soltanto mesi dopo.
Il 16 novembre 2011 viene nominato ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport Piero Gnudi.
Il 25 aprile 2012, in un articolo pubblicato su corriere.it Gian Antonio Stella sostiene che il portale italia.itsarebbe
costato ai vari governi nel complesso l’enormità di 35.451.355 euro, con alcune scelte contestate.
Pochi giorni dopo l’attuale ministro Gnudi risponde lamentando “tanti problemi e dispiaceri” nel tentativo di risolvere la vicenda, ma sulla cifra indicata dal giornalista non dice una sola parola.
Quanto è costato davvero, ad oggi, il portale nazionale del turismo italiano?
Già nel maggio 2007 oltre 1500 cittadini italiani lo chiesero al Governo Prodi e questa fu la risposta:
… la giuriprudenza maggioritaria e l’opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto dall’art.22 L.241/90 non configura una sorta di azione popolare diretta a consentire un generalizzato controllo dell’attività della Pubblica Amministrazione, ma deve correlarsi ad un interesse qualificato che giustifichi la cognizione di determinati documenti.
Nel caso di specie, non si è rilevato un interesse diretto, concreto, attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti ai quali è chiesto l’accesso, così come previsto dal nuovo art.22 della L.241/1990, novellato dalla L. n.15/2005.
… 
la semplice riunione di soggetti non legittimati all’accesso non può creare ex se la prescritta legittimazione in capo alla riunione stessa.

Seguì il mio ricorso alla Commissione per l’accesso agli atti della Pubblica Amministrazione, allora presidente Enrico Letta; ricorso ricevuto e regolarmente bocciato.

Ecco perché, oggi, a distanza di cinque anni, è importante firmare l’appello di FOIA.it, iniziativa perl’adozione di un Freedom of Information Act in Italia.





13 commenti:

Anonimo ha detto...

costi a palate..ma ancora più grave nemmeno mezzo risultato.
Per quanto riguarda il punto di "dirottamento delle prenotazioni" sarebbe ora che gli albergatori facessero un bel portale di loro proprietà.. piccola spesa iniziale per la sua creazione (500-1000 € ad hotel in base alle adesioni non è niente in confronto a tutte le commissioni che ogni mese paghiamo), piccola percentuale sulle prenotazioni ricevute per il mantenimento e l'aggiornamento del sito (3-4%)...e via dagli altri portali.. sul presente portale tante informazioni sullew nostre città, eventi, programmi etc etc..

Gabriele Apostoli

Francesco Pedroni ha detto...

E non è finita!


Luciano Ardoino ha detto...

@Gabriele

Credo che fosse quello che volevano fare e che poi ci si siano messi di mezzo ... i poteri forti?

E di chi ti puoi fidare?
Federalberghi?
Confindustria?
Sindacati o Coop?

mah!

:(

Luciano Ardoino ha detto...

Senza contare che chi magari l'avrebbe voluto fare così ... non ne era neanche in grado.


Oibò



frap1964 ha detto...

@G.Apostoli @Luciano
In realtà Federalberghi 'sta cosa l'avrebbe anche fatta:
www.italyhotels.it
e fatta realizzare pure ad Amadeus, che è leader nel settore.
Ma pare non abbia preso granché piede. Vai a capire il perché...

Luciano Ardoino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luciano Ardoino ha detto...

Se non ricordo male ci fu anche una diatriba per questo e che finì poi nel nulla.

Mah!

Luciano Ardoino ha detto...

Senza contare quello di Confindustria Astoi sui T.O. di destinazione.

http://www.astoi.it/destinazioni.html


vinc ha detto...

E tra Winteler e la Brambilla per quanto riguarda il portale di Alpitour da 2 milioni di euro?

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-703034/alpitour-presentato-nuovo-portale/



B. C. ha detto...

Dal web

Le regioni hanno apprezzato il modello culturale proposto da Piero Gnudi per il nuovo Piano per il turismo. Anche la Brambilla aveva proposto un modello. Solo che la sera andava a sfilare.

B. C. ha detto...

Argomento chiuso, o quasi. Tui ha smentito il suo interessamento nei confronti di alcuni tour operator italiani.

Il gruppo tedesco di Hannover, contattato da TTG Italia, ha infatti spiegato che "la nostra posizione ufficiale è chiara da sempre e non abbiamo intenzione di commentare i rumors". Spifferi provenienti dalla casa madre tedesca confermano che al momento non vi sono trattative in corso con operatori nazionali.

La notizia era circolata negli ambienti del tour operating nelle scorse settimane, con particolare attenzione verso alcune società del mercato con sede nel Centro-Sud Italia. Da tempo infatti una lunga serie di t.o. sono pronti a cedere il controllo delle aziende per chiara necessità di denaro fresco.

La crisi economica sta sicuramente accentuando le difficoltà di molti che, travolti dal calo netto di presenze sulle mete del Nord Africa, hanno visto scendere il fatturato e la marginalità. L'arrivo di un socio di portata internazionale potrebbe ridare fiducia e liquidità.

Ma ancora una volta Tui pare gelare le attese.

vinc ha detto...

http://www.ttgitalia.com/stories/incoming/80116_gnudi_abbiamo_investito_come_la_francia/

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

La cosa più sciocca è che lo dicono tutti quelli che si alternano al comando e che poi non cambia una mazza.

Che poi ce lo vengano anche a dire come se fosse una bella novità ...

:(