venerdì 10 febbraio 2012

Questo succede in Germania ...

... mentre qui nel turismo, dopo l'infelice gestione della Michela Brambilla, c'è finito Piero Gnudi e adesso all'Enit ci vogliono mettere addirittura Pier Luigi Celli.

Ma basta, e per piacere, che la finiscano un pò.
Il turismo è una cosa troppo seria per continuare a fare dei tentativi.

Comunque leggete e incavolatevi pure, io da tempo, lo sono già ...
... poi per fortuna passa, ma subito dopo ne arriva un altro, e siamo d'accapo; comunque ...

... qual è il settore più forte dell'economia tedesca?
Le auto, dalle Porsche alle Volkswagen (Xetra: 766400 - notizie) , dalle Mercedes (Xetra: 710000 - notizie) alle Audi (Xetra: 675700 - notizie) ? 
Le macchine utensili, i trattori, le rotative?
O la chimica?
O l'alta finanza con i suoi prodotti, che opera a Francoforte, la Mainhattan di Germania, gioco di parole tra Meno e Manhattan (Xetra: A0X9G1 - notizie) ?
Sempre sbagliato. 
È il turismo.

E pensare che nessun italiano sogna di andare in vacanza in Germania, tranne le settimane dell'Oktoberfest, a bere birra a Monaco che, in fondo, è a due passi da casa. 
O a Berlino che, però, è soprattutto una meta di giovani squattrinati.

Invece, con il 4,4% del prodotto nazionale lordo, al primo posto si trova il turismo, tra alberghi e ristoranti, rivela il sottosegretario liberale Ernst Burghacher, responsabile del turismo per il governo.
Un posto di lavoro su otto dipende dal turismo, quasi 3 milioni sono addetti al settore e altri 2 milioni svolgono attività collegate.
«Il turismo è un peso massimo», commenta Burghacher.
C'è una punta polemica nascosta. Il suo partito, l'Fdp, appena entrato nel governo di Frau Merkel nel 2009, chiese e ottenne di abbassare l'Iva per gli hotel dal 19 al 7%.
Poi venne alla luce che gli albergatori si erano sdebitati regalando al partito un milione di euro.
Tutto legale, ma i tedeschi non gradirono.
Lo sconto, tuttavia, servì a rilanciare gli alberghi, già in media più economici dei nostri.

La Germania, con opportune campagne pubblicitarie e iniziative locali, oltre alle fiere e ai congressi, riesce a attrarre visitatori stranieri.
Il trend è in crescita da dieci anni, e per la prima volta si sono superati i 60 milioni di pernottamenti, di cui il 76% è rappresentato da ospiti giunti dall'estero.

Si spera, entro dieci anni, di superare quota 80 milioni.
Una crescita superiore, in proporzione, a tutti gli altri paesi d'Europa.
Gli operatori tedeschi sanno di dover competere con una concorrenza più agguerrita, dalla Francia all'Italia alla Spagna, e quindi si danno da fare con energia, dice il sottosegretario.
Si cerca di calamitare i visitatori verso mete meno usuali: non solo Heidelberg, Monaco o Berlino.

Magari verso la Ruhr, il vecchio cuore del carbone e dell'acciaio, che è diventato un gigantesco parco di divertimenti, trasformando le acciaierie e le miniere in musei industriali, o aprendo teatri e centri commerciali nelle vecchie fabbriche.
Si organizzano tour sulle orme di Lutero o percorsi culinari nella Foresta Nera: anche in Germania, scoprono i turisti, si mangia bene, e si paga di meno.

I tedeschi sono stati i primi a intuire lo sviluppo del turismo dalla Cina e stanno aprendo i primi alberghi ideati per i turisti orientali, che hanno le loro esigenze.

Ora, alla vigilia dell'Itb, la gigantesca fiera del turismo, la più grande al mondo, che si aprirà il 5 marzo a Berlino, si cerca di convincere la Merkel a tornare sui suoi passi: la cancelliera ha voluto una tassa straordinaria sui voli, che penalizza le compagnie low cost e il turismo giovane.
Forse ci riusciranno, ormai la crisi è alle spalle. In rapporto con la Germania, l'Italia dovrebbe triplicare almeno il suo fatturato turistico.
Ma negli ultimi tre anni all'Itb non si è presentato nessuno dei nostri responsabili politici per il turismo, evidentemente occupati da cose più importanti. Vedremo se mancheranno anche il prossimo appuntamento.


Fonte

8 commenti:

sergio cusumano ha detto...

Roba da matti!

Anonimo ha detto...

In seguito all'incidente della Costa Concordia, la Cruise Lines International Association (Clia), l'European Cruise Council (Ecc) e la Passenger Shipping Association, con il sostegno delle compagnie crocieristiche associate, hanno concordato una revisione delle procedure d'emergenza. Le nuove norme prevedono per i passeggeri un'esercitazione prima che la nave lasci il porto, e non entro 24 ore dalla partenza come previsto dai regolamenti attuali.

Anonimo ha detto...

Ma non gli va il sangue al cervello a quei tre?

crauti ha detto...

Questo post lo ha scritto un tedesco?

Si parla solo di Berlino

Luciano Ardoino ha detto...

@crauti

Solo di Berlino?

E Monaco, Foresta Nera, Heidelberg e Ruhr, secondo te dove sono?
In Cina?

O forse preferivi un post sulla geografia?

Ma per piacere, leggi prima di ...

Cordialmente
:(

Anonimo ha detto...

Se dobbiamo anche arrancare dietro la Germania per il turismo, allora è meglio spararci da soli.

frap1964 ha detto...

@Anonimo
Ma non gli va il sangue al cervello a quei tre?

Migliorando l'irrorazione potrebbero anche trarne dei benefici. E noi con loro.

Luciano Ardoino ha detto...

@frap


:)

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