giovedì 21 agosto 2014

Liguria: sconto del 40% negli alberghi a tutti quelli che avranno fatto visita all'Expo 2015 di Milano

Ieri si sono riuniti gli associati di Federalberghi, di Confturismo, di Confesercenti, con Mimì, Cocò e quell'altro di cui non mi ricordo mai il nome.

Come a dire che c'erano proprio tutti … anche Grazia, Graziella e il miglior amico di quello di sopra che accompagna sempre Mimì e Cocò.
Dicono che quei due siano amici per la “pelle” delle "..?.." proprio come Apelle figlio di Apollo.

Ah dimenticavo di dire che ovviamente c'erano anche tutti i rappresentanti delle istituzioni preposte al caso … intendo gli assessori del turismo a gogò, da quello regionale giù giù fino a quello del paesino più piccolo che c'è della bellissima striscia di terra baciata dal mare e pure dagli Appennini ad un tiro di scioppo, e in alcuni casi pure ad un tiro di sputo.
Mica poco, neh!

E, dopo innumerevoli ore di accesa discussione, hanno finalmente deciso che negli alberghi in Liguria (tutta) avverrà lo sconto del 40% a tutti quelli che faranno visita all'Expo 2015 di Milano.

Alè, ed ecco che quando meno te l'aspetti l'inventiva dei geni del turismo tirano fuori il coniglio dal cappello.

Peccato però che non sia uscito nemmeno un ratto o pantegana che sia.
Infatti non è successo nulla di questo, me lo sono inventato io … e chissà se leggendo questo post … ma ci credo poco.

P. S.: Però, mica male come idea neh ... considerando che circa il 30% lo devi dare alle OLTAs che in questo caso risparmi. O no ?





mercoledì 20 agosto 2014

E se Vladimir Putin decisse di farci l'embargo anche sul turismo?

Bene, anzi male, la Russia che non è amministrata dall'ultimo dei fagiolini da mettere nei minestroni, non fa parole (non ce le manda a dire) e si prende immediatamente la sua bella rivincita a seguito della ben poca maestria dei nostri preposti nel saperci fare.

Ma non entro nel merito della questione politica sulla Crimea per non farla troppo lunga, anche perché della questione me ne capisco ben poco.
Quindi tiro avanti e camminare.

Il fatto però è preoccupante, sempre che lor signori che ci amministrano da quegli scranni, sappiano valutarne in fretta la pericolosità, sperando che non preferiscano lasciare le eventuali soluzioni (si spera) al tempo che verrà.

Ma facciamo luce sulla questione.
E' recentissima la decisione di Vladimir Putin in merito all’embargo imposto dalla Russia ai prodotti agroalimentari italiani, con blocchi di interi di container di Grana Padano che sono stati rispediti indietro, mentre gli importatori russi consigliano di non inviare salumi.
La lista di prodotti che non verranno più importati, comprende per ora la carne di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare, latte e latticini, frutta e verdura, con l’esclusione di alcolici e di prodotti per bambini ... ma tempo al tempo ...

E sarà il Brasile in primis a sopperire a questa “mancanza” mentre il governo russo si sta già adoperando in gran fretta per potersi sostenere da solo per tutte le necessità.
E' dura ma è gente tosta e sono certo che ce la farà.
Quindi svariati miliardi di euro che non entreranno più nelle casse delle aziende italiane per l'esportazione, a cui presumibilmente si aggiungeranno i prossimi per via di altri “lavorati”.
Complimentoni a chi non ha previsto questo ma s'è fatto forte con delle “banali” prese di posizione nei loro confronti anziché cercare di fare “il saperci fare”, che visti i tempi di ristrettezze tutte nostrane, si sarebbe di certo preferita tutt'altra “scelta” che il mandarli praticamente a quel paese con un effetto che si ritorce contro noi stessi.

Ma veniamo al turismo.
La popolazione russa contribuisce per circa 8 mln di pernottamenti all'anno nel Bel Paese mentre la loro spesa s'aggira sul miliardo e trecento milioni e rotti.
Poi ci sarebbe da ricordare che molti altri ne vengono spesi durante il soggiorno per gli acquisti e cosette varie e nella spesa procapite giornaliera sono i primi ... Russi (149,48 euro) seguiti dai Giapponesi (122,00 euro), dagli Spagnoli (111,17 euro), dai Britannici (105,14 euro), dai Tedeschi (104,42 euro) e dagli Statunitensi  (102,34 euro). Sotto la media, invece, Francesi (98,33 euro), Svizzeri (96,57 euro), Austriaci (95,48 euro) e infine Olandesi (83,54 euro).
E se nel caso a Putin gli girasse di fare ciò che avvenne circa 30anni fa negli Stati Uniti?


Eh già, ricordo molto bene poiché in quel periodo ero proprio là a lavorare quando Ronald Reagan, per rilanciare l'economia statunitense dopo il disastro di Carter, chiese ai suoi concittadini di spendere i propri dollari negli States per le loro vacanze e per gli ovvi motivi finanziari.
E il risultato fu che ben pochi uscirono dai quei confini.

Ora lo scopo non è certamente lo stesso ma se così fosse, ossia che Putin richiedesse la medesima cosa alla sua popolazione tanto per farci capire che gli zebedei giusti lui gli ha a differenza dei nostri rappresentanti, il danno sarebbe immenso in quel settore che per varie cause stra riconosciute ma mai attuate, poiché è abbastanza evidente che non stia andando nel modo voluto, anzi.







martedì 19 agosto 2014

Turismo: il chiasso degli incompetenti

Da qualche giorno si susseguono senza sosta una serie di numeri e dati che apparentemente contrastano sia tra loro, che con quelli della Banca d’Italia, ma onestamente tutto questo sorprende poco in un periodo di sede vacante ormai da anni di una vera governance del turismo autorevole e riconosciuta.

Vi sono poi una lunga serie di ‘personaggi’ che si dicono sorpresi dello scivolone dell’Italia al 5° posto nella classifica mondiale.
Guarda caso si tratta nella stragrande maggioranza dei casi, di coloro che hanno favorito questo scivolone, appoggiando e supportando azioni scellerate, ma che oggi ipocritamente si sorprende.

Questo dato non aggiunge e non toglie niente di quello che già sapevamo, un declino graduale ma realistico.
Serve a poco cercare di confortarsi con altri dati, serve invece prendere atto che ormai da anni esiste una forte inconsistenza di persone e fatti che hanno procurato tutto questo.

Panorama da una parte e il FattoQuotidiano dall’altra, hanno ben fotografato lo scenario in cui versa il turismo.
La politica ha solo sporcato questo settore, gettandoci dentro veterinai, ingegneri nucleari (davvero spero di sbagliare in questo caso che presto dovrei capire), pasticcieri, amici e parenti.
Consumandosi in parole spesso squilibrate come quelle della Sig.ra Borletti quando parla di ulteriori balzelli da pagare a Venezia, una città già cara per qualsiasi cosa.

Franceschini, ci ricorda di voler adoperarsi per la cultura, altre parole prive di contenuto, tenuto conto che gli Uffizi sono rimasti chiusi perché non ci sono soldi per pagare i dipendenti.

Purtroppo questa è la realtà delle cose, qui non si tratta di fare più o meno critiche costruttive ma bensì di ricostruire un settore che sia nel pubblico che in parte del privato è totalmente impazzito e allo sfascio.

Federalberghi, altra entità che non si capisce cosa faccia, come del resto tutto queste associazioni o federazioni, immobili, i cui vertici sono rimasti invariati da anni.
Ebbene, l’ultima iniziativa ci arriva, attraverso Roscioli, che racconta che vogliono scrivere un libro nero sulle truffe ai danni dei turisti, sarebbe cosa apprezzabile se vi includessero anche tutte le strutture che applicano prezzi fuori dalla normalità, non sarebbe anche questa truffa? 
 
Ma come fa il controllato a divenire controllore?
Per non parlare dei loro intrecci a sostegno di iniziative prive di senso. ma piene di amici e conoscenti. che solo per questo meritano a loro parere grande importanza.
Tavoli inutili che hanno solo lo scopo di placare appetiti personali e politici, e dar da mangiare a vari tarli e tarme di varie dimensioni.

La cosa più triste sono i tanti, che nel settore privato si rendono disponibili, totalmente allineati a questo modus operandi. come se fosse normale far gestire il turismo ad una serie di soggetti che dovrebbero far bene altro.
Iorio di Federturismo pur di appoggiare il TDLAB (altra entità la cui composizione dovrebbe semplicemente far rabbrividire per la totale assenza di trasparenza, ma fortemente legata a Federturismo e Federalberghi per ovvie ragioni di cordata) affermava prendendo un articolo di Ericsson Media Vision 2020, che saranno centinaia di milioni i soggetti connessi a internet nel 2020, dimenticando però che tale ricerca del tutto empirica, non parlava di utenti ma bensì di oggetti connessi, cosa ben diversa.
Questo è solo uno dei tanti, se avete tempo deliziatevi a leggere i tweets, si ha l’impressione di entrare in una gelateria della periferia romana.
No, non è il turismo che merita l’Italia, ma roba da bar del Quarticciolo (con tutto il rispetto per il Quarticciolo)

A questo bel quadretto di soggetti coesi e intrecciati l’uno con l’altro, a protezione del proprio orticello personale, si aggiunge Farinetti patron di Eataly, che ci ricorda che forse sarebbe bene mettere a capo del turismo un romagnolo.
Onestamente, in un Italia fatta di 20 regioni mi piacerebbe che a capo ci fosse qualcuno che ci capisse qualcosa indipendentemente dalla regione di provenienza.
Farinetti farebbe bene a prendersi cura dei suoi dipendenti, non mi risulta che tra quelli che lavorano nella sede di Roma a Porta San Paolo tutti siano in possesso di un contratto di lavoro non a scadenza.
Se far gestire ad un romagnolo significa questo, la risposta è: no grazie, il turismo ha già dato e continua a dare.

Non è con le parole o mettendo paroline magiche nel proprio avatar che si modifica il turismo, ma prendendo atto che bisogna cambiare, con fatti concreti.
Certamente rispetto al passato vi è una crescente preoccupazione diffusa che bisogna far pulizia, lamentarsi del 5° o 10° posto serve a poco, bisognerebbe chiedersi guardandosi allo specchio e cercando di non mentirsi, cosa in realtà siamo ognuno in grado di fare in modo corretto per questo settore e quanta incoerenza fino ad oggi abbiamo profuso per qualche briciola.

Il turismo impiega oltre 2 milioni di addetti, e rappresenta il 10% del Pil nazionale, basterebbe che solo il 10% di questi due milioni di addetti si svegliasse da un coma profondo che dura da anni per riprendersi nelle mani un patrimonio mondiale da rendere fruibile a tutti, invece che ad una manciata di individui trash.
La fiducia è qualcosa che si costruisce non si compra al supermercato, come la dignità che tanti di voi hanno messo in vendita offrendola all’asta.
Non ci sono parole per queste azioni, perché quando ci si vende, vuol dire davvero che si è perso tutto, anche il rispetto degli altri.


E di me quello che segue.

Vorrei solo ricordare quelle associazioni che a suo tempo firmarono questo bel documento di Legge (ved. sotto) e che permisero la nascita di Equitalia ... giusto per la precisione e per ricordare che tutti quei signori occupano ancora (?) delle posizioni di prestigio nel panorama politico e associativo italiano.

 
A cui va aggiunta la gioia e il grande vanto che, a mo di orgoglioni, si fanno quelli del sindacato UIL PA per aver suggerito l'idea di dare un incentivo a chi poi ti stangherà anche di fronte all'evidenza di non aver fatto alcunché di scorretto (vedi sotto) ma guadagnandoci in bonus anche 20.000 euro (secondo indiscrezioni).







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