martedì 18 aprile 2017

Suvvia, dai.

Da Il Secolo XIX (La Spezia)...
Cinque Terre, Pasqua di passione sui treni del ritorno. Arrivano i carabinieri.

Ore 17:00
Treno regionale stracarico di persone e proveniente da Monterosso (Cinque Terre)... mentre all’altezza di Camogli, considerato il numero altissimo di turisti che volevano salire e che moltissime persone si erano accalcate dalle porte non potendo accedervi, sono stati chiamati i carabinieri.

Dopo una sosta di 20 minuti, vengono fatti scendere tutti i passeggeri con destinazione Genova, poiché era in arrivo un altro treno.

Una volta scesi e aspettato il treno successivo, ecco che anche questo è stato nuovamente preso d’assalto costringendo molti passeggeri ad attendere un terzo treno (questo per Savona) che è arrivato alle 19:30 (ved. qui).

... mentre qualche minuto prima...

Sono molto soddisfatto del bilancio di questo ponte pasquale che ha dimostrato l’efficacia del servizio Cinque Terre Express e dell’assistenza a terra, disposta da Trenitalia, nelle stazioni dei borghi, superando brillantemente un impegnativo test... hanno consentito a residenti e turisti di potersi muovere senza disagi, in questo fine settimana che ha visto le nostre Riviere prese letteralmente d’assalto da migliaia di visitatori... e noto con piacere che finalmente i benefici siano riconosciuti anche dai pendolari, dai residenti e dagli operatori... anche in questi giorni di altissima affluenza nei borghi, è stato possibile evitare l’effetto-ingorgo nelle stazioni, garantendo ai turisti e non solo di potersi spostare con adeguata velocità, da e per le Cinque Terre”.

Lo dichiara l’assessore regionale al Turismo e ai Trasporti Gianni Berrino (Fratelli d'Italia) commentando la situazione dei trasporti ferroviari nelle Cinque Terre, tenuti sotto costante monitoraggio nel week end di Pasqua (ved. qui)... dicono loro.

Olè...

... aggiornamento al 21 aprile 2017... (ved. qui), dove pare che la situazione sia stata ancor peggio di come descritta in questo post.

RI-DI-CO-LO

mercoledì 12 aprile 2017

Marco Bucci, Liguria Digitale e quella candidatura a sindaco di Genova per il centro destra (Lega Nord)...

... che forse sarebbe meglio lasciar perdere.
Ma vediamo il perché...

... Marco Bucci, l'attuale candidato sindaco del centro destra (CDX) della mia città, Genova, è l'amministratore unico di Liguria Digitale (ex Datasiel) dall'ottobre 2015, ed è quello che avrebbe dovuto mettere a posto l'ambaradan del digitale regionale che tanto bene non andava per niente.
Ci sarà riuscito dopo il suo avvento?
Vediamo un po'!

Nel campo dei servizi sw e IT è abbastanza normale in Italia, da quel che si vede in giro, che i fatturati siano relativamente modesti in rapporto al numero dipendenti.
Questo dipende dal fatto che l'attività di sviluppo sw è di fatto manuale e non automatizzabile, a contrario di molte attività industriali.
Per cui i margini sulla vendita dei servizi sono relativamente ridotti.

Leggendo il bilancio 2012 (quand'era ancora Datasiel) si scopre che il costo del personale era pari a 21,787 milioni di Euro (pag. 46), con un costo medio del lavoro per dipendente che risultava pari a ca. 53,28 mila € (così è dichiarato a pag 6, ma a me risulta 55,58 mila € in rapporto a 392 dipendenti)... che non sapessero fare di conto?
Vabbeh!
Pertanto l'incidenza sul fatturato era abbastanza pesante e arrivava a quasi il 59%.
Dubito comunque siano stati un modello di produttività, visto che il ROS (margine operativo/valore produzione) si aggirava sul 8,86%.

Mentre adesso, col Bucci al comando, aprendo il bilancio 2015 a pag. 4 (ved. Qui) si nota chiaramente che l'andazzo non è per nulla migliorato, anzi...
Il fatturato continua ad essere sui 37-38 milioni di euro e la dotazione organica è passata dagli allora 392 agli attuali 411 (hanno incorporato una srl che era in-house ad una ASL).

Se poi si apre il conto del personale (ved. Qui) si nota subito che oltre 23 dei 38 milioni se ne vanno in costi del personale, scoprendo così che l'incidenza del costo del personale sul fatturato è addirittura peggiorato... infatti l'attuale è del 60,5%.
Alla faccia del bicarbonato!
Considerando poi che altri 13.5 milioni se ne vanno per l'acquisto di servizi, buona parte dei quali saranno sicuramente costi di consulenti esterni.
Ma cos'è cambiato da allora?... e dov'è sta bontà operativa che vanno auto dicendosi, eh?
Dando poi un'occhiata alla distribuzione per età anagrafica... e si considera in che ambito lavorano... o mamma mia!
Il rapporto dirigenti/dipendenti sembra anche buono, ma hanno però parecchi quadri e settimi livelli, in totale oltre 150... assurdo, imho!... ma probabilmente per mere questioni anagrafiche.
Chiediamoci chiaramente: ma è uno stipendificio?... e stanno in piedi solo perché il lavoro è continuativamente assicurato da Regione e ASL varie.

P. S.: Certo che se avessi gestito anch'io in questa maniera le aziende turistiche nel mio passato lavorativo e avessi portato un bilancio così al CEO o alla proprietà... meglio non dire va... e vorrebbe amministrare la città di Genova?

Meglio lasciar perdere, va!


Per il resto delle str... anezze (di non poco conto) che in prima persona mi risulta essere effettuate in quell'ambito... a presto.
C'è molto altro da dire.



mercoledì 5 aprile 2017

Come fare con la "movida"?

L'obbiettivo è la salvaguardia della vivibilità urbana e in particolare della quiete pubblica di fronte al dilagare della cosiddetta “movida”, che sta provocando danni sempre più drammatici alla salute dei cittadini residenti e dei fruitori, spesso adolescenti e giovani.

Ma anche i luoghi in cui la movida si svolge vengono danneggiati da sporcizia e degrado; e non di rado si tratta di centri storici che custodiscono veri gioielli architettonici, molti dei quali sono addirittura dei siti protetti dall’Unesco.

C'è tutta una generazione di giovani che viene in parte sacrificata sull’altare di lobby ben conosciute, mentre un numero continuamente crescente di quartieri cittadini è colpito da vere e proprie piaghe sociali: diffusione di alcol e droga, e questo avviene proprio in particolare tra i giovani e i giovanissimi.
Sullo sfondo di una crisi economica persistente, insistono, ed è facile sfruttare il disagio, lo sconforto, il pessimismo giovanile per ottenere profitti consistenti.
E infatti l’azione di lobbying dei venditori di alcol e dei promotori dello “sballo” continuo è ormai penetrata nel quadro istituzionale stesso.
Solo in talune situazioni come a Torino, a Roma (dove ogni estate scatta l’ordinanza anti alcol) e a Rimini (
sarà vietato tenere alcolici in fresco da vendere per asporto, nei negozi di alimentari vicini alle zone della movida), si riesce a fare qualcosa. Ma è sempre troppo poco.
Tale atteggiamento irresponsabile è sempre più vissuto dai cittadini coinvolti come una negazione, una regressione ed un abbandono.

E la questione è talmente così estesa in Europa che l'EU dovrebbe essere portata (ci stanno studiando... sic!... ma chissà quando partoriranno...) ad una direttiva che possa accontentare tutti... ma qui casca l'asino e campa cavallo.
Da tempo i comitati contro la «Mala movida» di tutta Europa hanno scelto di riunirsi a Parigi per il più grande incontro degli anni Duemila contro le notti insonni e il fracasso delle strade ad alta densità di locali.
Raggruppati all’interno della Rete “Vivre la Ville !”, le associazioni di residenti di molte grandi città europee; da Parigi a Lisbona, da Barcellona a Roma, Lille, Madrid, Torino, Bruxelles, Napoli, si riuniranno con l’ obiettivo di un Coordinamento europeo finalizzato al rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini nei quartieri dedicati all’intrattenimento notturno , nonché alla salvaguardia del patrimonio dei luoghi dove si è sviluppato fenomeno.
In Italia “No degrado e mala movida” raccoglie 31 tra associazioni tra i comitati di altrettante città italiane, e sfiorano il milione di aderenti, nel tentativo di dare più forza a questa tematica e portarla all’attenzione dei Governi che fino ad oggi non hanno dimostrato grande attenzione al fenomeno.

Le soluzioni (presunte) attuali?
Beh, le presunte soluzioni sono sempre le stesse, nonché proposte un po da tutte le parti, come ad esempio:
Non dare autorizzazioni per eventi musicali nelle piazze del centro storico e comunque con alta densità abitativa; comunque impegno assoluto per il contenimento del volume acustico (no amplificazione) e degli orari .
Potenziare il servizio dei Vigili Urbani preposti alle rilevazioni fonometriche.
Controlli sistematici e sistemici dei locali a 360° . Quelli sporadici servono a ben poco
Ridurre dimensioni e quantità dei dehors; per evitare assembramenti su  marciapiedi e strade.
Obbligare le consumazioni al tavolo e comunque all’interno del locale.
Vietare aperture di locali che non abbiano una area fumatori.
Esercitare il potere del sindaco che consente di emettere ordinanze contingibili urgenti.
Utilizzare le eventuali possibilità offerte dal Decreto Sicurezza anche per la emissione di ordinanze “non” contingibili e urgenti.
Attuare/deliberare il blocco per tre anni di nuove aperture di attività di somministrazione.
Oppure il “Modello Notte”, ovvero un servizio sperimentale di sorveglianza ad opera di Vigilantes che chissà con quali modalità potrà essere implementato, etc. etc..
E, giustamente, multe a gogò... nel caso di Andria, l’articolo 659 sancisce e sanziona che chi disturba la quiete pubblica, chi trasforma le piazze in discoteche o distese di bottiglie, in campi di battaglia per risse da ubriachi o scontri con la polizia, Beh; resta un reato.
Mentre chi disturba mediante schiamazzi o rumore, ovvero abusando di strumenti sonori le occupazioni o il riposo delle persone, è punito con l’arresto fino a 3 mesi.
E così in molti altri casi in Italia.

Genova
Mentre a Genova, la giunta di CSX, l'anno scorso ha fatto prima: “ordinanza movida” che praticamente vuol dire: coprifuoco, tutti a nanna e buonanotte al secchio.
E considerato che tra due mesi in questa città, Genova, avverranno le elezioni comunali, ecco che di botto partono le prime (in questo caso la sua prima in assoluto... ved. qui)) str... anezze da parte dei candidati e dei partiti che ambiscono a quella poltrona.
Il CDX, capitanato dal candidato della Lega Nord, tal Marco Bucci, che le idee è forse più abituato a “rubarle” (ne so qualcosa) che ad emetterne di sue (sempre che ne abbia), vuole togliere l'ordinanza... ettepareva!
Deduzione personale: molto probabilmente lui non abita da quelle parti.

Più logico ed attento alle problematiche della popolazione è il candidato del M5S, Luca Pirondini, che invece (ved. Qui) la vede sì come una notevole risorsa per il turismo (e così è!) ma che non dimentica la salute di chi ci vive nonché tutte le conseguenze (droghe, alcol e quant'altro) che ne derivano.
Il candidato del CSX penso che mantenga l'ordinanza così com'è ma per ora non s'è ancora pronunciato... si vede che aspetta consigli dai suoi capi.

La soluzione?
C'è!
Ma son fatti miei!