domenica 25 giugno 2017

Io non voto Marco Bucci e nemmeno ci penso, perché...

Oggi a Genova ci sarà il ballottaggio tra il rappresentante del CSX, Gianni Crivello, e quello del CDX, Marco Bucci, per diventare il prossimo sindaco di questa città.
Ho conosciuto Marco Bucci ancor prima che diventasse l'amministratore unico di Liguria Digitale e l'impressione che ne ho tratto è... ma prima forse è meglio che... e poi vedremo.


Premetto che di politica me ne intendo sempre di meno, più li vedo e li ascolto, e più cerco di estraniarmene anche se la politica l'amo.... non l'amo di certo come il turismo, per carità, ma credo sia fondamentale anche per questo settore.
Il problema è che lì politicamente, intendo nel turismo, ci vanno sempre ed immancabilmente a finire (poche ma davvero poche le eccezioni) delle persone che... ma lasciamo perdere va.


Ma è del “capo” che vi voglio parlare (e l'esempio penso c'azzecchi molto con uno dei due candidati sindaco)... sia che questi comandino aziendalmente che politicamente.
Quand'ero lavapiatti a Rio De Janeiro nel '69, ebbi la fortuna, per tre anni, di avere un DG che di gran lunga preferiva essere più rispettato che temuto... e così pure nel mio secondo lavoro caraibico.
Inutile aggiungere che la mia resa lavorativa procedeva su percentuali ben oltre il 100%, e così pure tutto il resto di quello staff alberghiero... mentre da loro ho cercato in tutte le maniere di “spugnare” (assorbire) questa loro grandissima qualità (nel limite del mio possibile)... e quelle aziende volavano, finanziaramente.


Mi capitò poi un terzo CEO, a quei tempi ero negli U.S.A. (NY), di un'arroganza pazzesca... rimproverava chiunque alla moda del tre per due e questo davanti a tutti anche laddove non ce ne sarebbe stato un gran bisogno e per cose davvero futili.
Li umiliava facendo valere unicamente il suo grado... nel mentre si circondava di emeriti ruffiani, poco inclini al lavoro e più che altro bravi a spargere la loro saliva nel deretano di quel CEO.
Furono anni che ricordo con dispiacere e imparagonabili a quelli precedenti, ma tutto serve per fare esperienza, e pure i cattivi esempi... e anche se personalmente di “scontri” con quel soggetto non ne ebbi mai, ben ricordo che il personale viaggiava costantemente con la paura e nessuno ebbe nei suoi confronti il benché minimo rispetto,,, alle spalle lo deridevano tutti, mimandone in continuazione il suo modo d'agire.
E devo anche dire che i miei colleghi di allora, con quel tale soggetto, non è che avessero molta voglia di fare (bene), neh. 
Credo sia anche utile aggiungere che quell'azienda non è che andasse poi alla grande... e qualcuno, per rimediare a dei bilanci scandalosi, fu anche licenziato.


Poi con gli anni, diventato io CEO o DG, beh; ovviamente da quei miei due primi estrapolai il come si doveva fare, mentre dal terzo; esattamente l'opposto.
Se uno/a non capiva le mie procedure o se non le condivideva (e capita sovente), ebbene, con la dovuta calma, spiegavo/spiego e rispiegavo/rispiego, il perché sia meglio fare in una determinata maniera per il beneficio aziendale... e alla fine i risultati si vedono sempre.
Credetemi!
Stessa cosa l'ebbi a notare quando, in quelle nazioni che mi ospitavano lavorativamente, contribuivo con i ministri del turismo per il loro miglioramento... tutta gente con l'istinto del “leader” e non del “capo”, e così pure i loro diretti subalterni.
Come a dire che se in cima alla piramide ci va a finire un “giusto”, di seguito anche la base sarà così.
E questo mi ha sempre portato a pensare che tutta 'sta differenza, tra politica e azienda, in verità non c'è per nulla.
In definitiva diciamo che di CEO o DG bravi ne ho avuti in maggior quantità per mia fortuna.


Il leader non ordina, chiede; non pretende, ispira, tanto che lavorare per lui può non essere semplice proprio perché ti porta a pretendere molto di più da te stesso, infondendoti fiducia e spingendoti a credere che puoi raggiungere grandi risultati proprio grazie alle tue qualità.
Le riunioni si trasformano non di rado in uno stimolante confronto e ogni incarico che ti viene affidato è accompagnato dalle informazioni e dagli strumenti necessari ad eseguirlo.

Guardare o insegnare...

Il boss si comporta spesso come il Grande Fratello di Orwell, che in 1984 controllava e spiava i cittadini per dominarne ogni mossa e persino le emozioni.
In ufficio tutto si svolge sotto lo sguardo vigile ed indagatore del capo, che mira a rilevare ogni piccolo errore e non manca mai di farlo notare, spesso scadendo in comportamenti che hanno molto a che vedere con il bullismo.


Ho conosciuto direttamente Marco Bucci, ed ancor prima che diventasse l'amministratore unico di Liguria Digitale, ma non è questo l'importante.
Devo confessare che d'acchito ne ebbi una buona impressione... anche perché vestirsi di vesti non proprie è facile facile.
Poi ebbi a che farci proprio nel suo settore... la digitalizzazione, e quella mia opinione cambiò radicalmente.

Da tempo infatti mi occupo di risolvere i problemi del turismo attraverso la digitalizzazione e proposi una forma di Big Data al medesimo per scoprire il sommerso nel ricettivo (in Italia ne avvengono almeno 100 milioni all'anno); per annullare le opportunità delinquenziali e anche quelle terroristiche poiché hanno quasi tutte la stessa matrice.
Non so in verità quanto possa interessare loro, anche perché più attentati e atti delinquenziali avvengono, ecco che qualche partito aumenta con le preferenze, di conseguenza... ?
Big Data che poi sono stati inclusi nel triennale della digitalizzazione della regione Liguria.
Contemporaneamente a questi, anche la possibilità di avere dati precisi al 100% sulle presenze turistiche davvero in tempo reale (ogni secondo del giorno), sulle nazionalità e sulla motivazione... che sono essenziali per chi “macina” questo settore.
Ebbene, dopo essermi sentito richiedere il costo del mio eventuale lavoro nonché il mio personale C. V. (il che cosa fosse loro necessario lo devo ancora capire) per seguire personalmente l'andazzo dei consulenti informatici, beh; il tutto, dopo averlo spiegato per bene agli informatici, m'è stato carpito con l'inganno.
E buona notte al secchio.
Ricordo quindi una lettera che scrissi al Marco Bucci dove lo informavo che quelli non erano i nostri patti, e che lo diffidavo dal mandare avanti il mio progetto senza la mia autorizzazione. 
In poche parole ci provai anche se ne immaginavo l'inutilità.
Infatti il Bucci, ovviamente, sa bene che in Italia le idee non sono tutelate, come invece avviene ad esempio negli Stati Uniti dove anche lui ci ha lavorato... e nemmeno rispose.
Poi venni a sapere che loro continuavano a studiarne la possibilità ed assunsero le informazioni dei Big Data attraverso la Telecom... oltretutto spendendo il doppio (?), e per tutti gli anni a venire, a differenza della spesa del 50%, e una volta per sempre... e nemmeno preciso al 100% come invece riscontrabile nel mio software.
Alla faccia del saper spendere bene.


Va beh, è andata così e buona notte al secchio... la prossima volta mi farò più furbo.


Ma è durante una di quelle riunioni, dove il Bucci fu quasi sempre presente, che capii che quel “galantuomo” amava più il farsi temere che rispettare, imho.
Infatti per molti minuti riprese, davanti ad almeno una decina di responsabili aziendali di Liguria Digitale, un ingegnere informatico, mettendolo sovente in imbarazzo, poiché non riusciva a spiegargli il mio programma.
Personalmente non mi sarei mai permesso di trattare così un mio collaboratore e mai lo feci o l'ho fatto.
Eh no, così non si fa... se un tuo subalterno non capisce o non sa spiegarsi, beh; in quel preciso momento ti devi alzare e andare tu alla lavagna, anche perché se sei un suo superiore, sei tu che devi semplificare il tutto... altrimenti che leader sei (?)... e infatti non lo è, imho!


Ed è appunto per questi motivi che non mi sogno nemmeno lontanamente di votare Marco Bucci come sindaco della mia città... poiché se un manager spende il doppio e pure male, beh; mica sei poi così tanto un bravo manager... questa non si chiama professionalità... oppure quella scelta l'hai dovuto fare per chissà quale motivo?
E tanto meno è professionale carpire con l'inganno le idee altrui nonché trattare in quella maniera i propri subalterni.
E per quanto mi riguarda, il gioco è bello che fatto!

Non è l'abito che fa il monaco, neh!... e quello mi sa che monaco non lo è proprio per niente!

mercoledì 21 giugno 2017

Se la trasparenza di Giovanni Toti è questa... cou belin (eccome no!)

Certo che se chi dirige delle catene alberghiere o di navigazione facesse inserire, tanto per fare un esempio, le spese del food & beverage nel dipartimento della manutenzione per le apparecchiature elettriche o via dicendo, beh; sai quanti calci nel culo avrebbe preso dalla proprietà!
E se li darebbe da solo ('na fatica corrersi dietro da solo) nel qual caso l'ambaradan lo producesse addirittura lui. Eppure pare che ci sia qualcuno che lo fa.
Mi spiego meglio...


8,4 km di tappeto rosso tra Rapallo, Santa Margherita fino a Portofino (record del mondo), anche se forse quelle palanche sarebbe stato meglio spenderle per migliorare qualcosa di esistente che tanto bene da quelle parti non è che va...
… diciamo che è come pensare più all'etichetta di una scatola di pelati piuttosto che alla bontà del suo contenuto... e senza nulla togliere alla brillante idea che però andrebbe fatta solo e quando tutto il resto è perfettamente in qualità.
Vabbeh, tanto non lo capiranno mai e andiamo avanti...


In Commissione regionale viene chiesto al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il costo della bella pensata e lui di rimando: “6.000 euro dalla banca CariSpezia mentre il resto da un privato”, e morta là.
Ma a Fabio Tosi, un consigliere regionale del M5S, la cosa non riesce proprio ad andar giù e ci si mette di buona lena per cercare di capirne l'andazzo.
Gli risulterà poi che quell'ipotetico “privato” non è altro che Liguria Digitale (Società Consortile per azioni) di proprietà... ma tu guarda un po'... proprio della Regione Liguria.
Alla Faccia del “privato”, neh!


A questi punti saltano fuori altri innumerevoli prezzi del costo di quel belin di red carpet... G. Toti, infatti, colto con le mani nella marmellata, tenta dei salvataggi... 16.000 euro (?... ved. qui) e via cantando.
Ma un presidente di Regione non dovrebbe, ripeto dovrebbe visto che menziona alla moda del due per tre la trasparenza e l'onestà, dire la verità?... vabbeh, dai scherzavo.
Nel mentre il totale dell'immaginario “privato” arriva circa a ben 31.000, a cui però andrebbe anche sommata la spesa per il posizionamento (6.500 euro), portando il totale a circa 50/55.000 euro, aggiungendoci appunto anche quelle della banca Carispezia.
Ma cerchiamo di capire il perché un'agenzia “DIGITALE”, e lo dice anche il nome, Liguria Digitale, fa spese che poco le sono di pertinenza o che le competono... ricordate le spese del food and beverage riportate nella maintenance... ma soprattutto, vi ricordate i calci nel culo?... e allora...


comunque, pare che in base al suo statuto, possa svolgere attività di comunicazione e nell'ambito di questa fare da stazione appaltante.
E lo fa al posto dell'altra agenzia, sì quella che sarebbe più attinente allo scopo turistico come appunto il red carpet è in verità stato.
E sarebbe l'agenzia InLiguria del marketing turistico, ma ahimè/ahinoi amministrata da un trombato politico, tale Carlo Fidanza (ved. qui... di Fratelli d'Italia come l'assessore Gianni Berrino) dicono che sia stato voluto espressamente (?) dalla Giorgia Meloni, che di specifiche conoscenze ne aveva, e presumo ne abbia ancora, lo zero periodico senza virgola alcuna... 0000000... fino alla fine.


Dicono poi che tra l'assessore ed il Dg dell'agenzia (e pure dello stesso partito) non corra buon sangue, a chiara dimostrazione che del turismo, a loro, non può fregare di meno, altrimenti agirebbero proprio all'opposto, poiché è solo andando d'accordo che le cose vanno alla grande.
Infatti, fatta una piccolissima ricerca, pare che all'agenzia del marketing turistico, InLiguria, abbiano abbassato enormemente il budget di loro spettanza... portandomi così a pensare a che picchio servano le oltre 40 prs. (?) che in questa ci “lavorano”.
A conti quasi fatti dovrebbero spendere il triplo, se non qualcosina anche di più, per pagare quegli stipendi, lasciando praticamente pochi spiccioli per la promozione turistica della Liguria.
Vabbeh, lasciamo stare, anche perché in 'sta faccenda abbiamo già dato su di questo blog fino alla nausea, e vediamo che altre spese ha affrontato Liguria Digitale che di “digitale” hanno ben poco, anzi niente.
Ma prima qualche precisazione sull'acquisto del tappeto rosso, anche per evidenziare qualche “balla” del Toti raccontata a mo di obici durante la guerra che ne sparavano in gran quantità.


Infatti... quiil link per l'ordine di acquisto del red carpet... denominato per l'occasione "SPRING WALK" (passeggiata di primavera).
C'è la data di pubblicazione del bando e praticamente si evince che alla gara del red carpet ha partecipato solo un'impresa.
... altri 6.500 euro per la posa come già detto...


Comunque, visto i miei dubbi sulla possibilità che in LD possano comprare cose che manco a parlarne, andando qui e selezionando Esiti senza Bando nonché facendo una ricerca per Amministrazione scegliendo Liguria Digitale... buon divertimento!
Ho visto acquisti di fiori e di focacce al formaggio per un evento milanese sui fiori e tante altre belle cosette come riportato dalla stampa ma nessuno che abbia fatto accenno (io non lo ricordo) a quei 61.000 euro per polizze vita dirigenti... fin dal 2013, pare.
Ora ben capisco i vari benefit (cellulare, allowance, auto etc.) ma mai m'era capitato di vedere e di pagare la polizza a vita dei miei o altrui dirigenti.


Potevano mancare i servizi televisivi per altri 8.000 euro + IVA ?
... un po' di pubblicità su camion vela ci stava tutta ...
E vai pure con 'sti 2.400 euro + IVA
A quanto siamo arrivati ?
Sicuramente sopra la soglia comunitaria, ma tanto basta frazionare e il problema si risolve facile facile... 
Sarà finita qui?... non credo!


... e dai ... ma non vuoi fare un po' di pubblicità anche sugli autobus del Tigullio ?
Suvvia... te la cavi con appena 4.000 euro + IVA ? 
... quasi quasi dimenticavo gli stendardi da euro 2.960 + IVA 


Ora, se ho fatto il conto giusto, dovremmo essere arrivati +/- ad euro 49.168,68 + IVA.
E secondo me c'è ancora dell'altro...
... se poi ne avete ancora voglia e andate qui:


selezioni Esiti senza BANDO, nel riquadro scegli l'opzione Esiti Senza Bando, nel campo Oggetto inserite le parole Spring Walk e poi nel riquadro premete il bottone Avvia ricerca, vedrete che vi saltano fuori 6 risultati.


Ora se fate click, riga per riga, nella casella ALLEGATI, troverete i testi veri e propri dei bandi ed anche le determine a contrarre (i veri e propri atti amministrativi) con le cifre "presunte", tipicamente più elevate di quelle poi aggiudicate che trovate invece facendo click, riga per riga, nella colonna ALLEGATI ESITI.


Poi si viene a sapere che Giovanni Toti, il governatore della Liguria, ha "dato" 1,1 milioni di euro a Liguria Digitale per le spese di comunicazione... ma non esiste la Legge Brunetta che pone il tetto a 280.000 euro per quelle spese?

Beh, che dire?





giovedì 8 giugno 2017

Sul turismo in Liguria non contiamoci balle... (aumento esponenziale decché?)

La gente ne ha per il “belino” di passare le vacanze laddove avvengono continuamente degli attentati terroristici... e questi in Liguria ci marciano, auto omaggiandosi di chissà quale loro bontà.
Ma per piacere!

Non passa giorno (du palle) che i presunti sapienti del turismo regionale del centro destra (CDX: Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega Nord) non si dichiarino d'essere bravi e del loro saperci fare (Gianni Berrino, l'assessore, Carlo Fidanza, il DG del marketing turistico, messo a dirigere un settore tecnico che di più tecnico non c'è, quindi per chissà per quale motivo "ved. qui"... però era un trombato politico dello stesso partito dell'assessore, Fratelli d'Italia, e quell'altro, Gianni Toti, che della Liguria è il presidente)... ma saperci fare decché?
Normalità!... assoluta normalità e pure 'na botta di culo.

Già non molti anni fa la Michela Brambilla si omaggiava di dati col segno più in merito agli arrivi e alle presenze turistiche nello Stivale (solo ed esclusivamente tanta fortuna, imho), ma poi la “fortuna” svanì, come capita sempre, e il suo “saperci fare” ha fatto sì che la signora ora c'appare come il peggior ministro del turismo che l'Italia abbia mai avuto... anche se l'attuale Dario Franceschini non è che sia molto da meno, neh!... anzi.
Mi sa che se la battono fin sul filo di lana.

Ma tornando alla Liguria...
… “chillillà” (quelli elencati sopra) parlano di aumenti esponenziali turistici in questa Regione ma, naturalmente, senza mai accennare al fatto che il segretario generale dell'UNTWO (Organizzazione mondiale del turismo), Taleb Rifai, sostenga da sempre che nel mondo, ogni anno, chi fa turismo aumenta del 4/5% (età che si allunga e i cinesi che in pochi anni sono diventati oltre 100 milioni che escono dai loro confini sono le cause principali), poi se ci mettiamo che la Francia ha perso il 10% delle presenze per i noti fatti terroristici (e qui sono almeno una decina di milioni di prs. che là non ci sono andate), la Turchia che viaggia con un meno 55%, la Tunisia con un meno 50%, l'Egitto con un meno 60/65%, e poi Marocco etc., beh; da qualche altra parte quel 4/5% di turisti in più devono pur andare, o no!

E dulcis in fundo, che la stessa di città di Taranto, che non è che sia così turistica al pari di quelle presenti in Liguria, ha realizzato nel 2016 un bel + 5%... e che la Liguria, nel periodo preso in questione, è l'unica Regione che ha abbassato i prezzi del ricettivo che di 'sti tempi, di crisi perenne, vuol dire tanto ma tanto ben.
Ma allora che stanno a dì?

Normalità e pure fortuna che, come ben si sa, prima o poi finisce, lasciando ai posteri e a chi dopo di loro verrà, il nulla assoluto.

Ma d'altronde... "La differenza fra un politico ed uno statista sta nel fatto che un politico pensa alle prossime elezioni mentre lo statista pensa alle prossime generazioni"... e questi, statisti, non lo sono di certo, imho.

P. S.: E poi ci sono quelli elencati come “secondi” nel Codice della vita di G. Prezzolini del 1919 (ved. qui), che per chissà quale motivo, beh; in quelli ci credono pure.
... giunge notizia dall'Istat che la Liguria nei primi tre mesi del 2017 ha lasciato per strada 20.000 prs. che hanno perso il lavoro... e addirittura 3.500 nell'alberghiero e nel ristorativo.
Ma da quando in qua chi ha più clienti... licenzia la gente, eh!



lunedì 5 giugno 2017

ENIT: Dov'eravamo rimasti? Ah sì...

Dove eravamo rimasti?
Ah sì... dicevano di aver inserito dei "pilastri" del turismo nazionale per tenere su l'Enit e... 

... s'era a maggio inoltrato e il portale italia.it ti accoglieva con la Pasqua romana avvenuta circa un mese prima (ved. qui)... ed ecco che casualmente, subito dopo quel nostro post, la Pasqua a Roma è stata sostituita dai Fori imperiali e sono comparse 4/5 sporadiche news collegate ai festival italiani... più un link in home page ad Italiafestival che è un'associazione privata costola interna di AGIS.
Ovviamente solo nella versione italiana.

Mentre in tutte le altre lingue siamo fermi a Carnevale, con le news.
Nella versione cinese poi c'è sempre l'immancabile link in home-page a Expo 2015... roba di ben due anni fa.

Adesso siamo a giugno, la gente va al mare, e il massimo che si riesce a vedere è un link ad una scheda descrittiva di Villasimius che sarà lì da anni e anni.
Poi c'è una foto della Baia del Silenzio di Sestri Levante che in realtà conduce alla scheda descrittivo-didascalica della città di Genova.
Mentre la baia è citata di sfuggita in due parole a fine scheda.
Ma ditemi voi se si può continuare così...

E per sola mera curiosità... ... leggetevi i costi di missione di ENIT dei primi 3 mesi e ditemi se vi paiono credibili... (ved. qui).

Gennaio 2017: 449, 36 euro (quattrocentoquarantanove euro virgola 36 centesimi)
Febbraio 2017: 2.784,05 (due mila settecento... virgola cinque centesimi)
Marzo 2017: 0 (zero)
si deduce pertanto che non facciano granché...


A guardare poi lo stato di aggiornamento del sito dell'Osservatorio del Turismo gestito da ENIT... beh?...
Boh!
Mentre per quanto riguarda il materiale che hanno prodotto da gennaio ad oggi ed il livello dei dati dell'ultima pubblicazione (il turismo in cifre 2017)... beh?
Boh!
Ora se si prova a fare una ricerca sui dati di Banca Italia selezionando il periodo di riferimento... i dati sono fermi al 2014... beh?
Boh!
E poi parlano di acquisire dati sul sentiment, i big data, ecc. ecc. e non riescono a far funzionare e tenere aggiornate le cose più elementari.
Chi dovrebbe occuparsi di questo?
È scritto qui, ma ve lo anticipo... Roberta Milano... 95.000 EURO /anno + 20% premio che molto probabilmente le verranno dati per aver prodotto questi risultati qui.

Non stanno facendo niente, non c'è una gara in corso...
Senza parole.


venerdì 26 maggio 2017

Brevemente Dario Franceschini (ahimé, ministro della cultura e del turismo che si dimentica delle "sue" Leggi) e quell'altro, ahinoi, Matteo Renzi.

La storia è semplice semplice e tutta qua di seguito, ma seppur nella essenzialità, questa dà l'esatta dimensione di chi ci amministra...

L'8 gennaio 2015, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha indetto una selezione pubblica per il conferimento dell'incarico di direttore in 20 musei (ved. decreto Art Bonus).
Ad onor del vero il miglioramento è avvenuto, nulla da dire ma...
ma s'arriva ai giorni nostri e il Tar del Lazio boccia 5 di quelle nomine, punto e a capo.

La reazione di Fraceschini è a dir poco “inusuale” per un “galantuomo” istituzionale... e vale a dire un ministro della Repubblica che notoriamente dovrebbe dare l'esempio... e queste le sue prime parole: “... non ho parole, ed è meglio!”.
Ancor peggio il suo ex “capo”, quel Matteo Renzi di cui instancabilmente mi chiedo il come possa essere arrivato fino a dove è riuscito, che così commenta: “Ha fatto bene sui musei, sbagliato non cambiare il Tar”... che già da sola si spiega alla perfezione sul personaggio.

Ma sembrano costretti, al Tar, a dar conto di come, nella legge speciale che istituiva la selezione, venivano eliminati sì tanti legacci della macchina ministeriale, ma ci si era dimenticati di una legge, a cui non si estendevano le deroghe. 
È una legge del 2001 che stabilisce che tutti, stranieri e italiani, possano ambire a qualsiasi posto pubblico in Italia, a meno che questo non implichi «l'esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri», «che attengono alla tutela dell'interesse nazionale».
E in questo caso, la tutela c'era (ed è anche nella nostra costituzione)!

Possibile quindi che nessuno al MIBACT fosse a conoscenza di quella Legge?... ma soprattutto: E' mai possibile che il Franceschini non la conosca visto che nel 2001 la propose proprio lui stesso? (ved. qui).

Franceschini poi c'aggiunge che abbiamo fatto una brutta figura internazionale... eh no, la figura barbina, a quanto pare, imho, ce l'ha fatta solo lui e chi lo circonda direttamente.
Sì, è anche vero che lui ci rappresenta, ma di certo lì non ce l'ho messo io, e con me moltissima altra gente... quindi perché ci dobbiamo andare di mezzo tutti, eh?

Dulcis in fundo, mi chiedo il come mai Claudia Ferrazzi (ved. qui) sia stata scelta dal nuovo presidente francese, Macron, come suo braccio destro alla cultura di quella nazione... ma mai dallo stesso Franceschini che ne aveva di certo il tempo poiché lui lì c'è da più di 4 anni... o forse non c'è alcun bisogno che me lo chieda?
Vabbeh, non me lo chiedo, anche perché è talmente evidente che... e avanti così, porca paletta e maremma maiala... e pure “belin”!


mercoledì 24 maggio 2017

Belin 'sto blog come rompe i ... ma pare se lo meritino pure!

Reclutamento personale Enit, interrogazione al Mibact
di Aris Prodani (Gruppo Misto)

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo
Per sapere – premesso che:

l’ENIT, Agenzia nazionale del turismo, è l’ente pubblico economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, a cui è affidata la missione istituzionale di promozione dell’offerta turistica nazionale;
come riportato dalla relazione illustrativa al progetto di bilancio di previsione 2017 – 2019 del 19 gennaio 2017, «l’ENIT è stata trasformata in ente pubblico economico al fine di assicurare risparmi della spesa pubblica, di migliorare la promozione dell’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale e di favorirne la commercializzazione. Nella cornice di tale ruolo, l’ENIT interviene per individuare, organizzare, promuovere e commercializzare i servizi turistici e culturali e per favorire la commercializzazione dei prodotti enogastronomici, tipici e artigianali in Italia e all’estero (…)»; 
il 23 dicembre 2017, sul proprio sito online, l’Agenzia ha pubblicato le procedure selettive, per titoli e colloquio, finalizzate all’assunzione di 21 unità a tempo indeterminato; 

il blog tematico « tuttosbagliatotuttodarifare» curato da Luciano Ardoino, nell’articolo del 22 marzo 2017 (ved. qui) ha informato dei problemi tecnici che si sarebbero verificati durante l’invio di alcune candidature. Il procedimento non sarebbe stato perfezionato a causa del raggiungimento dello spazio limite della casella di posta elettronica certificata (PEC) dell’Agenzia; 
in questo contesto, non risulterebbe chiara la modalità di azione dell’ente allo scopo di assicurare la partecipazione dei candidati; 
nell’home page del proprio sito internet, ENIT ha comunicato che «a causa dell’elevato numero di domande di ammissione ricevute, è ancora in corso l’esame di queste ultime e della documentazione ivi allegata ai fini dell’ammissibilità dei candidati. Una volta terminato tale esame, l’ENIT procederà alla verifica dei titoli e dei candidati ammessi al colloquio, così come previsto negli avvisi pubblici»; 
con la delibera n. 27 del 30 giugno 2016, il consiglio di amministrazione ha adottato il regolamento di Enit per il reclutamento del personale dipendente. All’articolo 5 prevede che «la Commissione incaricata delle attività di reclutamento e selezione sia composta dal Direttore Esecutivo, da un suo delegato, dal Dirigente Responsabile delle risorse umane o da un suo delegato e dal Dirigente dell’area dell’attività richiedente, ed eventualmente da esperti anche esterni, nominati dal consiglio di amministrazione»; 
come riportato negli avvisi di selezione pubblicati con la delibera del consiglio di amministrazione n. 38 – 2016, è stata costituita la commissione di valutazione «per l’accertamento dei requisiti e per la selezione dei candidati idonei ed è composta esclusivamente da personale interno e, segnatamente, dal Direttore esecutivo, con funzione di Presidente, dal Direttore Finanziario e dal Direttore Marketing digitale. La Commissione si avvarrà dell’Ufficio legale interno e sarà assistita dalla Segreteria di Direzione, e potrà avvalersi di professionalità specifiche interne o esterne»; 
per quanto concerne la composizione della commissione, Ardoino ha spiegato come «(…) contravvenendo alle precedenti determinazioni e al Regolamento e, smentendo quanto pubblicato nei bandi per la selezione delle 21 unità, con delibera del 3 febbraio 2017 il CdA ha stabilito di affidare l’opera di valutazione dei candidati a commissioni composte da esperti esterni all’Ente»; 
inoltre, la citata delibera prevede che, ai membri di dette commissioni esterne, Enit corrisponda «un importo giornaliero forfettario pari a 100 euro, fino ad un compenso massimo di 3000 euro per tutta la durata dell’attività di selezione svolta»; 
intervistato da Stefano Iannaccone per La Notizia, il direttore esecutivo di Enit Giovanni Bastianelli ha precisato che la scelta di incaricare consulenti esterni per le commissioni risponda all’esigenza di assicurare una maggiore trasparenza nel corso della procedura; 
Bastianelli ha spiegato come per l’Ente «non sia un costo aggiuntivo. Per noi è una scelta di trasparenza. Lo riteniamo il modo ottimale per gestire tante domande, siamo l’Agenzia del turismo e non un ufficio di collocamento che deve selezionare». Per quanto concerne la tempistica delle nuove assunzioni, l’iter si dovrebbe concludere in tempi brevi e «dobbiamo siglare il protocollo con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Contiamo di finire entro l’estate, anche se è una procedura complessa, visti i numeri» –: 
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e come intenda sopperire, sentita l’Agenzia Nazionale del turismo, ai problemi riscontrati nell’invio delle candidature telematiche, in modo tale da evitare il ripetersi di simili criticità e disservizi in futuro; 
se si intenda confermare l’affidamento dell’incarico per la selezione del personale ad esperti esterni contrariamente a quanto previsto nel regolamento di Enit; 
se si intendano chiarire le modalità ed i criteri di selezione dei componenti esterni della commissione di valutazione. 


lunedì 22 maggio 2017

Siamo a maggio inoltrato ed il sito italia.it ti accoglie con la Pasqua di Roma (16 aprile), e poi...

E meno male che con questi si corre... dicono loro. 

. questi, quelli dell'ENIT, non hanno attualmente uno straccio di gara in corso.
L'ultima è stata quella per individuare un'agenzia interinale cui richiedere con accordo quadro, per un anno, lavoratori in regime di somministrazione per una cifra massima di 140mila euro.
Per ottenere cosa poi?
Personale con competenze amministrative, di segreteria di direzione, di comunicazione e media, di gestione e inserimento dati statistici, con possibile inquadramento dal 3° al 1° livello del CCNL per i dipendenti di aziende del Settore Turismo.
A partire (presumono) dalla metà di maggio 2017.
Il che, secondo me, la dice lunga sui tempi reali nei quali pensano di chiudere le loro procedure di assunzione di 21 persone.

E come l'hanno organizzata 'sta faccenda di assumere quelle 21 prs. ?... e non potevano pensarci prima all'agenzia interinale anziché farlo dopo, eh?... (o hanno copiato il nostro suggerimento, però a tempo oramai scaduto, eh... ved. qui)... come a dire che chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati, beh; pare che non serva più a nulla...
… e che anziché non aver nemmeno pensato, all'inizio della loro bella pensata, di spendere quei pochi euro per avere una Pec decente di archiviazione, cosa che ha comportato che i “pretendenti” ricevessero in risposta la seguente informazione: “Non consegnato causa casella piena” (ved. qui)... roba da matti... e che se la racconti alla gente, beh; non ti credono nemmeno se gliela spieghi per filo e per segno e con tutte le pezze d'appoggio.
per poi arrivare a non capire che per fare i colloqui per quelle 21 nuove assunzioni sarebbero stati necessari ben 225.000 euro e circa 7 mesi per la sola prima selezione (ved. qui)... poi almeno altri 5 mesi per finire l'ambaradan che si sono creati da soli.

Tra l'altro se leggete la relazione accompagnatoria al budget 2017 si parla di una media di 55 lavoratori in sede centrale e 85 all'estero (mentre ora ne dichiarano 80)... ma chi li capisce.
Eppure hanno sempre detto (ed effettivamente dichiarano) di essere attualmente in 22 (+3 dirigenti); se ne assumono altri 21, a 55 come pensano di arrivarci?... infatti 22 + 3 e + 21, fanno 46!
E con lavoratori in regime di somministrazione anno per anno?
La pagina non esiste più (almeno io non la trovo), però esiste la copia cache (ved. qui).

Mah...
E gli attuali 22 + 3 cosa fanno attualmente tutto il giorno?
L'impressione personale è che in ENIT siano totalmente allo sbando, non diversamente dai tempi del rinnomato “carrozzone” se non addirittura peggio.
Anzi, senza il “se non”, perché peggio di così non è mai stato.
Mi sbaglierò (?), ma... quel che appare all'esterno è veramente ma veramente triste.

Il portale Italia.it attualmente ti accoglie con... la Pasqua a Roma... (sic!) ed è palesemente abbandonato, contrariamente ai piani dichiarati di riorganizzazione in attesa del nuovo aggregatore dei contenuti regionali da 1.5 milioni di euro.
Ma che volete, l'esperta 2.0, Roberta Milano, è sempre convinta di poter attirare turisti semplicemente postando qualche link e qualche foto giornalmente su Facebook e Twitter.
Contenuti zero.
Oppure facendo accordi con Alibaba, con dettagli che sono a tutt'oggi ignoti: … tutto fumo negli occhi (?), imho!
O qualche comparsata ad un convegno qui è là, ogni tanto.
E qualche video che a risentirlo fa davvero accapponare la pelle (eeeeeeeeeehhhh... eeeehhhhhh... ehhhhh.... eeeeeeeeeeeeeeeehh... eccetera eccetera)... cose che definire trite e ritrite è ben poca cosa per chi macina questo settore anche solo di striscio... nonché delle dichiarazioni elargite con palese difficoltà di dire qualcosa di concreto e di credibile?
Mah!



Logo, immagine coordinata, brand, una seria campagna promozionale... avete visto concretamente qualcosa sino ad ora?
Io no, e non sono nemmeno il solo, anzi...


domenica 21 maggio 2017

Cioè, l'Enit...

Cioè...
ma questi qui di ENIT si prendono quasi 4 mesi di tempo nel 2017 solo per approvare una delibera che differisca l'effettiva approvazione del loro bilancio consuntivo 2016 di sei mesi dalla data del 31/12/2016.... ma in via del tutto "occasionale", sia chiaro.
E come la motivano?

A causa delle "particolari esigenze" relative alla situazione dell'organico dell'Agenzia e in virtù dell'entrata in vigore di un decreto-legge (139/2015) pubblicato sulla G.U. il 18 agosto del 2015 attinente alle regole di redazione del bilancio per le grandi società di capitali e gli enti di interesse pubblico.

In una delibera che chiarisce peraltro come il direttore finanziario sia stato nominato esattamente un anno prima (il 20 aprile 2016).
E che caspita avrà fatto questo signore qui (Leonardo Francesco Nucara) in 8 mesi di lavoro, nel 2016, secondo voi, per prepararsi all'inevitabile scadenza?
Eh... ma che volete, il problema è che l'OIC (Organismo italiano di contabilità... ved. qui), che peraltro non è nemmeno un organismo pubblico, ma privato...

ha pubblicato i principi contabili aggiornati solo a fine del 2016... poi siccome entro il 30/04/2017, secondo statuto ENIT, bisognava depositare il bilancio 2016 al MiBACT e il bilancio ohibò... proprio non c'è... perché pure gli ulteriori 4 mesi del 2017 mica sono stati ancora sufficienti per redigerlo, eh... ecco che 10 gg. giusti giusti prima della scadenza "fatale" si fa scattare la "provvidenziale" proroghina di un paio di mesetti.

Una delibera che a leggerla tutta è un vero capolavoro di arrampicata sugli specchi... perché cosa volete... pure la mancanza del correlato disposto fiscale non permette di definire bene le imposte correnti e la fiscalità differita e comunque la sua pubblicazione potrebbe anche comportare ulteriori sforzi interpretativi...
Che, sia detto francamente, alla modesta cifra annuale di euro 90.000 + 20% max di premio variabile (è lo stipendio del Nucara) appaiono davvero davvero improbi da sostenere tutti quanti insieme... così.
Ved. qui il bilancio consuntivo... sic!... tanto per farsi un'idea.

ME-RA-VI-GLIO-SI... si fa per dire...
E che altro si può dire, eh...
Ah, già... attenti... che sul piano della promozione tutto procede per il meglio, poiché per la prima volta in assoluto al mondo (ved. qui... ma si può?)

E il video da 30" per l'evento sportivo quale sarebbe? 
Temo di saperlo... è mica questo qui?... ormai realizzato tre anni fa...

E la foto vincitrice del concorso su Instagram? 
Davvero originalissima !!!!... eccome no e vedi a lato... e anche qui si fa per dire, neh! (ved. qui)

... ed ecco che la Roberta Milano, il direttore del marketing digitale dell'Enit, ha finalmente ingranato la quinta marcia (retro, però).



lunedì 15 maggio 2017

Il sommerso nel ricettivo e quei "galantuomini"...

Ogni volta che mi accingo a scrivere di turismo e affini mi tremano i polsi: ho paura di disgustare i lettori, che non ne possono più di discorsi inconcludenti, di premesse e di promesse mai mantenute.

Lo so.
La mia è una excusatio non petita, o forse patita, ma è indispensabile metterla nero su bianco per tentare di essere assolto... e raccontare una volta per tutta la vera storia del sommerso e da dove è cominciata... anche perché pare che l'artefice sia stato proprio 'sto blog e chi sopra ci scrive.
Attenzione, signori.
Parlo di faccende istituzionali, di Leggi mai “volute” applicare e di ciò che di più palloso ed improduttivo possa esistere.
Veniamo al dunque.

In Italia ci sono circa 110.000 alloggi che sfuggono ad ogni controllo... il sommerso.
E questo senza calcolare i B&B, altrimenti quella cifra salirebbe vergognosamente... portando il totale approssimativo a ben oltre i 100 milioni di pernottamenti all'anno di cui non si sa nulla.
Scandaloso!... vuoi perché già di suo crea della falsa concorrenza a cui il ricettivo onesto è obbligato a sottostare per l'insipienza (fosse solo questa?) dei preposti istituzionali, vuoi perché il sistema digitale per ovviare alla cosa esiste da mo... e parte proprio da 'sto blog circa 5 anni fa.
E loro, le istituzioni e le associazioni del settore alberghiero, seppur conoscendola a menadito, Fanno gli indiani.
Ma allora perché si lamentano e non attuano quel belin di programma digitale?
Alcuni di questi (quasi tutti) dicono che le istituzioni non vanno del loro pari passo e che sono lenti, ma lenti lenti.
Ma, seppur gli possa dar loro ragione, non è che anche le associazioni corrano poi così tanto, neh!
E un'idea della semplice verità l'avrei pure ma è meglio tenerla per me... comunque poi qualcosina l'aggiungerò in fondo a questo post.

Fatto sta che in Liguria, ad esempio, che ha una delle più alte densità tra alloggi di Airbnb e chilometri quadrati (subito dopo il Lazio), esistono 8.400 appartamenti disponibili (ma altri, i “malandrini”, sono molti ma molti di più)... Federalberghi ha rilevato che “Guido” su Airbnb gestisce 507 alloggi e “Simone” ne mette in affitto 347.
Non sono persone che arrotondano, ma sono imprese che agiscono in un clima di illegalità diffusa e tollerata” dice Federalberghi.
All'estero hanno già cominciato a regolamentare il fenomeno, oltre alle multe che fioccano nei confronti di Airbnb... vedi in Catalogna dove quella comunità autonoma della Spagna (ved. qui), ha inflitto una multa di 30 mila euro all'azienda con sede a San Francisco, rea di non aver rispettato (insieme ad altre 7 aziende del settore) le leggi locali in materia di affitto... che sono pure qui in Italia, ma...
Una legge catalana datata 2012, infatti, impone la registrazione di tutti gli appartamenti affittati per turismo presso un ente apposito, che poi trasferisce i dati al Ministero del Turismo spagnolo.
La stessa legge, inoltre, dichiara illegale la pratica di affittare stanze all'interno degli appartamenti.
E così pure in molte parti del globo.
Ad Amsterdam si possono affittare appartamenti privati (dichiarati alla CdC), ma per non più di 60 giorni.
A Berlino e a Barcellona è necessario chiedere una licenza.
A Bruxelles si può fare solo per 90 giorni e se c'è il consenso di tutti i condomini, mentre a Parigi bisogna essere iscritti ad un registro pubblico.
Mentre in Italia si pensa solo ed esclusivamente al lato fiscale: in discussione c'è il decreto che prevede una cedolare secca del 21% da prelevare sul prezzo dell'affitto dell'alloggio.
In Francia ad esempio Airbnb ha un giro di affari da 5 miliardi $, mentre gli hotel tradizionali arrivano a 16 miliardi... il sito americano però nel 2014 ha pagato poco meno di 85 mila euro di tasse, mentre gli alberghi hanno sborsato 3,5 miliardi di euro.
E in Liguria?
Beh, in Liguria gli attuali amministratori regionali di centro destra, con Airbnb, ci hanno fatto addirittura un accordo... in poche parole... tu, Airbnb, mi dici chi pubblicizzi sul tuo sito e io intervengo (ved. qui)... e quelli del centro sinistra di Genova, pure.
e te lo devono dire loro?... come a dire che da solo non lo capiscono?

Ma porca paletta... su queste pagine, già 5 anni fa, s'era scritto che sarebbe stato sufficiente ideare un programma digitale dove degli algoritmi, valutando le iscrizioni del ricettivo nelle Camere di Commercio, ossia quelli in regola, e confrontandoli automaticamente con le proposte di Airbnb (e non solo) e di ciò che appare sul web... avrebbero così portato quegli algoritmi a dirti in un solo miliardesimo di secondo chi sono gli “scorretti”... e ci vuole così tanto, eh!
Oltretutto quella proposta (programma digitale anti sommerso e non solo) giace e riposa in pace al MIBACT (col TDLAB)... sempre che l'abbiano poi capita.
Ma se ci sono riusciti ho sperò eri dubbi sul fatto che la si voglia davvero portare avanti.
Ma al di sopra di qualsiasi comprensione normalmente umana, è che è stata presentata anche alla Regione Liguria (in campagna elettorale ne fecero proprio un cavallo di battaglia quelli del CDX)... nonché dapprima accolta a pieni voti ed inserita nel programma triennale (2016 – 2018) alla voce Big Data.
Poi, dopo averne richiesta la mia possibilità d'attuazione, eccomi arrivare la richiesta del costo nonché ogni possibile ed immaginabile dettagliatissima spiegazione all'attuale amministratore unico di Liguria Digitale, Marco Bucci (innumerevoli i messaggi di stare tranquillo avvenuti tra di noi) e ai suoi dirigenti incaricati... il “galantuomo” decise di portarsela avanti autonomamente (ved. Qui)... dove appunto viene menzionato che Liguria Digitale stavano studiando un programma per scovare chi affitta in nero, avvalendosi in molti casi di annunci in rete.
E questo nonostante una mia cortese lettera di “diffida”, una volta scoperto l'inganno, di portare avanti quel programma in assenza di una qualche regolamentazione contrattuale che prendesse in considerazione i miei diritti sul programma su cui Liguria Digitale stava lavorando, e che chiaramente m'erano stati sottratti non certo elegantemente.
Eh già, ma le idee non sono tutelate come invece accade in altre nazioni (vedi U.S.A. che il Bucci dovrebbe conoscere bene) dove, se non ricordo male, c'è addirittura il rischio di finire davanti ad un giudice con un'accusa penale.

scoprire poi che quel Marco Bucci è il candidato sindaco della mia città (Genova) del centro destra poiché spinto dalla Lega Nord, beh; lasciamo perdere, va... non l'andrò di certo a votare e tanto meno gli si farà della buona propaganda elettorale, anzi...
E ben lontano da quel tipo gente!

P. S.: Ma la cosa più “strana” è quella che hanno realizzato a Rapallo, dove il sindaco di questa città, Carlo Bagnasco (Forza Italia), ha dichiarato di aver assunto dei vigili urbani facendoli girare in borghese a fare domande sui pullman e sui traghetti, all'uscita dei ristoranti e in prossimità dei monumenti... per scoprire quelli che in regola non sono (ved. Qui).
Ossia, in Regione, che poi sono dello stesso partito politico di quelli di Rapallo, “fregano” i programmi digitali altrui che scovano il sommerso in un attimo, mentre il Bagnasco non lo sa e tanto meno gli viene detto... e così assume dei vigili per... ma si può!
Quindi, la mano destra non sa cosa fa quella sinistra (ettepareva che fosse diverso), oppure c'era qualche posto lavorativo da dare?
Mah, vai a sapere.

P. P. S.: Ci sarebbe poi dell'altro da raccontare "lavorativamente" sul "galantuomo"... ma questo lo scriverò la prossima volta.