mercoledì 30 settembre 2015

Belin che differenza (come noi usiamo quei 2,2 milioni della tassa di soggiorno per il marketing turistico e come loro usano la stessa cifra per la stessa cosa )


L'assessore al turismo di Genova, Carla Sibilla (ved. Il Secolo XIX del 29/09/2015), dichiara che l'anno si chiuderà con oltre un milione e 600.000 pernottamenti che porteranno nelle casse comunali oltre 2 milioni di euro derivanti dalla tassa di soggiorno.
Facciamo 2,2 che poi vi spiego il perché.

E c'aggiunge che queste palanche saranno “donate”, in accordo con le associazioni del settore, per il marketing (2016) e per la pulizia della città.

Mah, sarà, ma personalmente non l'ho mai vista una città più sporca di questa!!

Ma vediamo a cosa serve la stessa cifra (2,2 mln di euro) per un'altra città europea: Barcellona, e come vengono spese là quelle palanche per produrre del marketing turistico e per...

La Fondazione per la promozione turistica di Barcellona consiste proprio in questo mix tra pubblico e privato, tra il Comune e la Camera di Commercio della città... anche a Genova l'hanno fatto ma devono probabilmente essersi sbagliati in qualcosa.

La Fondazione, nel caso di Barcellona, è di pertinenza quindi della Camera di Commercio. 
Ed esistono due organi: il consiglio generale, che è presieduto dal sindaco della città e che si riunisce due volte all’anno, e il comitato esecutivo, che di fatto determina la politica turistica per la città.
Quest’ultimo si riunisce dieci volte all’anno e il suo presidente è lo stesso della Camera di Commercio.
Quindi il presidente esecutivo è lo stesso della Camera di Commercio: un imprenditore.
Poi c’è la struttura esecutiva.

Dico che è un ente reale, sia pubblico che privato, dato che il finanziamento è diviso al 50% tra il Comune, che fornisce un introito di 1,1 milioni di euro, e la Camera di Commercio più la fondazione, anche qui la cifra è di 1,1 milioni di euro.
Nel complesso dispongono di un finanziamento, un apporto diretto da parte della Camera e del Comune, che ammonta a 2,2, milioni di euro suddivisi al 50%.
Sin dal primo anno il contributo, è stato sempre lo stesso 2,2 milioni di euro.

E con quei quasi 2,2 mln di euro, a Barcellona sono stati in grado di produrre anche delle risorse proprie e questo fa sì che il bilancio turistico di Barcellona sia di 24 milioni e mezzo di euro, soldi che verranno poi usati per l'anno a seguire in molte maniere che... eccetera eccetera.

Riassumendo: a Barcellona hanno un 9% di contributo istituzionale, che dipende dal Comune più la Camera, e un 91% di risorse che si generano autonomamente.
A questo punto la domanda che si pone è questa: com'è possibile che ci sia 'sta belin di differenza tra le due città?
Ed è mai possibile che là il marketing fa entrare nelle casse comunali tutte qulle palanche mentre qui una cippa di niente o al massimo la parità?... vabbeh, ma cosa continuo a fare che tanto l'è tempo perso.

P.S.: C'avranno messo i migliori della piazza che abbiamo a fare 'sto lavoro (turismo), oppure... mi sa che ancora una volta propendo per l'oppure. 




martedì 29 settembre 2015

PENSIERI STUPENDI




sabato 19 settembre 2015

Ora v'è chiaro che a Genova non siamo più alla frutta?!? ... finita anche quella e resta solo la cassetta... per ora!


... o no?




giovedì 17 settembre 2015

Ignoranza e stupidità nel turismo


Oggi mi sono preso una giornata di libertà e...
...ho fatto l'ennesimo ripasso sulle Leggi di altre nazioni in merito al turismo.

Ho letto le loro innovazioni per il comparto.
Ho riletto quello che altrove si dice nelle riunioni, nei meeting, conferenze etc. etc.
Ho ascoltato e visto nuovi video perfino in quei Paesi che si stanno affacciando solo adesso in questo settore, e sempre più mi sto accorgendo che...

... in Italia viviamo in una società dove nessuna legge proibisce di guadagnare denaro diffondendo ignoranza o, in qualche caso, stupidità... vedi quello che sta accadendo ogni minuto in questo Paese nel turismo e te ne renderai conto. 

P.S.: E' sufficiente capirsene un po, ma mica poi molto, neh.




martedì 15 settembre 2015

... anche per dare un segnale al "turismo" (lo stanno massacrando) poiché in questa maniera non si può proprio più continuare


Cerchiamo contributi per una campagna che faccia sapere a Matteo Renzi che i veri generatori di reddito (partite iva, piccoli imprenditori e dipendenti privati) NON sono affatto contenti del suo governo.

E vogliamo fare questo comprando una pagina sul Corriere, proprio come hanno fatto i suoi 209 amici a luglio, per dirgli quanto è bravo. 


Il testo che vorremmo pubblicare e' questo:




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NO PARTITE IVA, NO PARTY!
Senza di noi il paese si ferma,
ma noi siamo aggrediti, vituperati,
ammazzati di tasse e burocrazia.
838 Miliardi di euro, previsti in crescita secondo il ministero.
Chi li paga secondo Voi ?
(ved. schema sopra)
Noi rappresentiamo il capitalismo sano, non quello di relazione che si abbevera presso lo Stato e il mondo della politica, cioè quel capitalismo che ha tutto l’interesse a mantenere il paese inchiodato all'attuale situazione di declino plaudendo a cambiamenti di facciata e ad annunci tanto sciocchi quanto ridicoli.
La nostra ricetta è semplice: meno stato e più libertà.
Chi vive di politica, di stato o di relazioni con esso ricordi sempre che il governo ha solamente una fonte di reddito: i soldi dei cittadini, attraverso le tasse.
Pertanto la riduzione drastica delle tasse diverrà credibile e fattibile solo dopo una equivalente riduzione della spesa pubblica. Diversamente saranno sempre e solo annunci elettorali.
Quasi 1 su 2 non vota più... Questo significa sempre più una sola cosa: questa politica e questo governo non ci rappresentano.
Firmato "Comitato No Partite IVA, No Party"
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Per l'iscrizione e il contributo sul sito in questione (digitare qui)
Grazie per l'aiuto e sono sufficienti anche degli spiccioli sull'ordine di pochi euro!!
e senza accennare alcunché sul turismo, anche perché ce ne sarebbe da dire sul “disastro” che continuano a perpetrare in questo settore, nonché l'assenza totale di soluzioni e delle giuste innovazioni come invece accadono nelle altre nazioni, neh.




martedì 8 settembre 2015

Ma davvero l'Italia è l'unico Paese democratico dove chi arriva in albergo viene registrato dalla questura?


Antonio Preiti, recentemente “promosso” nel CDA dell'Enit, sull'Huffington Post “de noantri” scrive che (ved. Immagine a lato sottolineato in rosso).

… un'emerita mazza frusta, fionda, balestra e pure catapulta che nell'altre nazioni “democratiche” chi arriva in albergo non viene registrato dalla questura o dalla police del posto.
Ometto di aggiungere delle mie personali considerazioni in merito al fatto che se nel CDA dell'Enit ci mandano gente così che non conosce nemmeno 'ste cose, beh; che dire... chissà che tipo di marketing pazzesco riuscirà a produrre nel breve tempo e già che siamo c'aggiungo anche in quello lungo.

Ma dico.
Possibile che non sia mai uscito dai nostri confini ed abbia appurato che... e se l'ha fatto, com'è che non s'è mai informato o si sia reso conto che... vabbeh; ho detto che non voglio entrare nel merito e non lo farò.

E poi la “storia” che negli Stati Uniti sia sufficiente la carta di credito e talvolta neppure quella in qualche Motel... senza sapere che già a priori hai dichiarato tutto l'occorrente alla “police” e che eccetera eccetera...

Antonio Preiti, durante il “regno” in quel di Firenze di Matteo Renzi, fu il direttore dell'ATP appunto di quella città (ved. Foto a lato) e boh... e che ne so!

Ma il CDA dell'Enit non s'è ancora insidiato?
Sul sito risulta ancora Cristiano Radaelli... è da mo che non c'è più.
Se la prendono comoda mi pare.
E detto dopo tempo immemore di commissariamento senza quasi nulla da fare.

P. S.: So bene che questo post sul social non prenderà un gran quantitativo di “mi piace” (vabbeh, non piango di certo) per il motivo che quando scopri “assurde panzane” della gente che occupa “meritocraticamente” delle posizioni di rilievo, et voilà, nessuno ti considera, anzi, se può ti evita pure.
A dimostrazione delle gente che circola sul web, nel qual caso ce ne fosse ancora bisogno descriverne la “qualità”... orsù, meglio perderli che trovarli.
... e contenti loro... ma che picchio vogliono cambiare continuando a fare così, eh! E poi si lamentano?

… manco un “mi piace”, nemmeno un retweet o chessò, almeno nei preferiti (ved. immagini sotto)... no, un belin di niente. Ma come già detto non ci piangerò sopra.

P. P. S.: Poi il come si dovrebbe fare per avere i dati veri in tempo reale con la motivazione del caso e una marea di altre opportunità (sono quasi tre anni che lo spiego in tutte le maniere ai loro predecessori), ma senza l'uso dei Big Data che sono tutt'altra cosa di quello che ho letto nel fondo, all'Enit ormai dovrebbero saperlo... ma campa cavallo.
Mentre altre nazioni, che fesse non sono di certo, ecco che lo copincollano a tutto andare.