domenica 30 novembre 2014

10.000 (diecimila) euro a chi smonterà questo programma ... e non sto scherzando



L'innovazione totale del ricettivo nazionale con la digitalizzazione e in un solo file from Luciano Ardoino

Poi potrei anche offrirne altri 10.000 euro a chi mi spiegherà il perché a questo programma non vengono date le gambe per camminare e per salvare il ricettivo nazionale, ma credo d'esserci arrivato da solo.







 
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-2 al BTO (Bovine Tolstoj Observatory)

Un asino si mise addosso la pelle di un leone e andava attorno seminando il terrore fra tutte le bestie.
Alcune delle quali ebbero degli immensi danni morali e non solo.

D'altronde delle cose simili, non solo succedono tra le diverse razze, ma accadono anche tra quelle delle stessa specie e quindi anche tra gli umani.

Infatti l'asino vide una volpe e volle provarsi a far paura anche a lei.
Ma quella, che per caso aveva già sentito quel tipo di voce molte altre volte e che quindi ben conosceva quel tipo di "quadrupedi", gli disse: “Sta pur sicuro che, se non avessi mai sentito ragliare degli altri asini come te, avresti fatto paura anche a me”.

Così ci sono degli ignoranti presuntuosi che non pensano al danno che fanno (anzi, ci sguazzano), e che grazie alle loro fastose apparenze, sembrerebbero persone importanti, se la smania di parlare non li tradisse … purtroppo però si tradiscono solo nei confronti degli animali che non sono fessi.




sabato 29 novembre 2014

- 3 al BTO (Bovine Trumpet Observatory)


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venerdì 28 novembre 2014

100 milioni di pernottamenti non dichiarati ogni anno


100 milioni di pernottamenti abusivi in un anno.
E' questa la stima che Federalberghi fa in merito al ricettivo italiano.
E questi numeri, purtroppo, s'avvicinano molto alla realtà.


Bernabò Bocca, il presidente di Federalberghi, richiama così l'attenzione sulla miriade di esercizi ricettivi e della ristorazione, abusivi e semi-abusivi, che continua a inquinare il mercato con un'offerta parallela, sfuggendo a qualunque regola, a partire da quelle basilari in materia di fisco, previdenza, lavoro, igiene e sicurezza.
In Italia, gli esercizi ricettivi regolari ospitano ogni anno circa 103 milioni di turisti, tra italiani e stranieri, per 360 milioni di pernottamenti, e danno lavoro a più di 230mila lavoratori.
“Non esistono cifre ufficiali che censiscano i flussi in strutture abusive e semiabusive, dice Bocca, ma possiamo stimare che il fenomeno valga almeno 100 milioni (CENTO MILIONI) di pernottamenti all'anno e bruci la possibilità di creare 70 mila nuovi posti di lavoro per i nostri giovani. Per questo motivo, insieme ai sindacati dei lavoratori, Federalberghi ha ufficialmente richiesto che tali attività siano soggette ad un efficace sistema di controlli”.

No, non servono controlli e nemmeno serve un esercito di ispettori.
Niente di niente di tutto questo.
Ma un piccolo algoritmo e pure semplice semplice.
E in pochi attimi ... (ved. sotto la slide 11, ma per comprendere il come si fa, beh; si devono guardare anche tutte le altre) … e zac, sparito tutto il sommerso.

Ma nelle “fiere” del turismo “bla bla bla” (forse quelle dell'Est dove sono i topolini che pagano per farsi comprare, ma non per due soldi?) … si parla d'altro e di problematiche mai evase del secolo scorso … e la gente onesta fallisce, chiude, crea disoccupazione e pure dell'altro che è meglio non dire.

Complimentoni davvero … tanto le “fiere” però ci guadagnano.
Dio mio che PE-NA.
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giovedì 27 novembre 2014

La storia di Giuseppe che fa l'albergatore onesto, quella del suo vicino che non lo è, quella dello Stato italiano e ...

La mail è arrivata lunedì.
L'uomo che l'ha scritta ha 40 anni.
È un albergatore.
Si chiama Giuseppe.
Non chiede favori.
Non si sente protagonista.
Pensa, soltanto, che quelli come lui non hanno nessuno che li rappresenti davvero.
Non ci sono romanzi su quelli come lui.
Non ci sono film.
Non ci sono fiction.
Non ci sono canzoni.
Qualcuno come Giuseppe va in tv, ma le loro storie vengono dimenticate in fretta.
Giuseppe è semplicemente uno che fatica dalla mattina alla sera.
E la notte pensa ai conti che non tornano.
Giuseppe sa che vicino al suo albergo c'è un abusivo che affitta camere ai turisti e che gli fa della concorrenza sleale.
Giuseppe sta fallendo e gli hanno pignorato la casa.
Ora vive in albergo con la moglie e i loro due figli.
Nel frattempo il vicino abusivo ha appena cambiato la macchina con una di grossa cilindrata nonché nuova fiammante.

Giuseppe ha letto il mio programma sul web (ved. pagina 11 delle slides sotto) dove, tra le altre cose, c'è scritto che il ricettivo abusivo verrebbe di fatto “annientato” (si dice 100 milioni di pernottamenti all'anno con 40.000 realtà ricettive che non appaiono da nessuna parte) e allora vorrebbe tentare ancora di salvare baracca e burattini.
Ma è troppo solo davanti alle leggi bizantine, alla burocrazia, a tutti quelli che ogni giorno vanno a bussare davanti nel suo albergo con un controllo, una richiesta, con la faccia di chi ti considera un presunto colpevole.
Mentre il suo vicino non riceve mai di queste inaspettate visite.
Giuseppe è onesto, il suo vicino no.

Qualcuno dirà che lo Stato serve.
Lo Stato è utile.
Lo Stato ci protegge e ci rassicura.
Forse un altro Stato.
Non questo.
Non uno Stato che ha trasformato le buone idee italiane in una fabbrica di clientele.
Non lo Stato dalle cento tasse ma che non le attua ai disonesti.
Non uno Stato che parla la lingua maledetta del burocratese.
Non lo Stato che considera artigiani, commercianti e imprenditori un corpo indegno da scarnificare. Non uno Stato di oligarchi e servi.
Non lo Stato parassita.
Ed è quello che pensa Giuseppe a cui mi unisco anch'io.

P. S.: Ma chi cazzo sono quelli che non permettono a quel progetto di avere le gambe per poter camminare e permettere quindi anche a Giuseppe di continuare la sua attività … onestamente!
I disonesti?
... e quanta gente c'è nelle medesime condizioni di Giuseppe?


mercoledì 26 novembre 2014

Il bene del "turismo" per trenta denari?

Con Filippo è un piacere discutere del nostro settore, intendo il turismo in generale ma con un occhio più attento all'alberghiero.

D'altronde a questo “ramo” vi apparteniamo entrambi da molto tempo.

Filippo Donati, è il presidente nazionale di Assohotel, una branchia di Confesercenti, con cui sovente scherzo.
Infatti Filippo è goliardico come piace a me, ma quando si parla di turismo, ecco che la burla finisce di botto.
In poche parole si chiacchiera delle divergenze del settore elencate da altri, ma che tra di noi convergono sempre.
E poi come due binari perfettamente paralleli, senza deragliamenti, ci si scambia quelle informazioni necessarie per arrivare al dunque.
Mai disuguale.

E anche questa mattina …
… il riferimento è andato alle OTA's, quelle che entrambi, ma non solo, reputiamo una delle “mannaggia a loro” del ricettivo, in merito all'ultima loro apparizione al forum europeo del turismo svolto a Napoli poco meno di un mese fa.

Dove gli interventi di TripAdvisor e Booking.com (per nulla esaurienti) non hanno fornito risposte concrete in merito alle falle dei sistemi di prenotazione e di recensione, che da tempo hanno attirato l'attenzione delle autorità antitrust di numerosi paesi europei, incluso noi (ne ho scritto proprio ieri … ved. qui).

Di cui i nodi primari, mi suggerisce Filippo, sono l'abusività (Roma, Firenze e Genova in prima fila), che nasconde presenze e tasse, che elude regole ed obblighi senza essere minimamente sfiorata da controlli o accertamenti.
La prepotenza delle OLTA's, che si stanno impossessando via via della disponibilità totale del ricettivo italiano senza acquisire nemmeno un albergo ma semplicemente blindandolo tra allottment, prezzo, commissione e recensione.
In generale quindi si può dire che il sistema turistico italiano e' fragile quanto il sistema Paese ed e' ostaggio di quelle aziende che incassano la rendita del prodotto Italia in altre nazioni ma anche in questa.

Per non parlare della tassa di soggiorno di cui i dati sono sconfortanti, perché evidenziano un processo debole ed un settore senza governance, alla deriva ed alla merce' dei più furbi.
Dati disuguali gli uni dagli altri per la medesima località e nello stesso periodo ... e come posso non pensarla, anche 'sta volta, perfettamente nella stessa maniera?
Scopro poi nel web che anche Alessandro Nucara, il DG di Federalberghi, la ragiona esattamente così, e più siamo, meglio è. 
E un sacco di altre cose di non poco conto che immancabilmente non vengono affrontate con … si può dire con onestà?
Onestà?

E da qui parto con delle personali considerazioni ... quale migliore occasione per riporre su di un vassoio d'argento che ...
... che è inspiegabile il perché, nonostante tutte (sì, proprio tutte e altre pure che per il momento non ho riportato) queste grosse problematiche sopra descritte dal buon Filippo, siano ormai state risolte da circa due anni con un semplicissimo programma nella comprensione, ma difficilissimo nella creazione (mi ci sono voluti più di 2.000 giorni), non gli vengano, non solo date le gambe, ma nemmeno la minima luce.
Eh già, come mai?
Programma che oltretutto dovrebbe essere depositato sulla scrivania del ministro della Cultura e del Turismo dopo la presa visione avvenuta durante il TDLAB.
E con un costo davvero irrisorio se pensiamo al beneficio che tutti ne trarrebbero, Stato compreso!!
Anche per il fatto che nessunissima nazione al mondo c'è ancora arrivata.

Non voglio trarre delle conclusioni affrettate ma solo ragionarci un pochettino sopra … chiedendo oltretutto agli audaci lettori dei suggerimenti per farmi capire:

a) Alle OLTA's non converrebbe di certo che a questo programma gli siano date gambe … la cosa mi pare abbastanza ovvia, considerato che non si potrebbero più permettere alcun assoluto dominio.

b) E' dai tempi di Gesù che esistono i Giuda, e forse ancor prima di lui … esistono ancora?
c) Chi è che non vuole che sia almeno visionato (intendo nella condizione di essere esaminato da una platea di persone che del settore se ne capisce) nonostante tutte le mie richieste affinché questo avvenga nel minor tempo possibile?
Bene, aspetto i vostri suggerimenti, grazie!!






martedì 25 novembre 2014

C'era una volta la parity rate

Il problema della “parity rate” ormai è discusso a livello mondiale.
E mentre la cosa sta dando un pazzesco fastidio a gran parte del ricettivo, pochissimi a parte, i dibattiti sull'argomento si susseguono incessantemente.

Mentre di soluzioni, oltre al demandare all'autorità antitrust, manco a parlarne.
Che il motivo sia che a molti conviene così?

Tutti ripetono le stesse frasi e non si riesce a venirne fuori, anche perché la carta moneta canta (e pure gli spiccioli) e di musicisti che vorrebbero suonare, ce ne sono in gran quantità.
Mentre le OTA's dispongono di un sacco tanto di “note” per le corde di viola, violino e pure di violoncello che male non fa … però a loro.

Recentemente poi, l'autorità antirust della Germania in una loro sentenza datata 1° marzo 2014, ha deciso che la parity rate non è obbligatoria, ma mica è finita qua, per carità.
Adesso si è in attesa del ricorso di booking.com e poi chissà quante altre cosette da valutare al meglio di altre.
E musica sia.

Francia, Austria, Ungheria, Svezia, Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna si stanno dando da fare nella medesima maniera, mentre da noi l’autorità italiana dovrà verificare, ma non prima del 15 luglio 2015, se le OTA's ostacolano la concorrenza sul prezzo e sulle condizioni di prenotazione nei diversi canali di vendita.
Per farla breve, insomma, se la clausola della parity rate sarebbe anti-concorrenziale … ma per esserne certi, dicono che ci voglia almeno un anno per valutare.

Ma se l’hotel deve garantire lo stesso prezzo su tutti i canali di distribuzione, il viaggiatore come può trovare sul mercato le offerte più convenienti?
C’è puzza di cartello.
E mica solo da oggi.

Come già detto, i precedenti bracci di ferro fra autorità e OTA's sono tanti, ma di soluzioni manco a parlarne.
E poi con i ricorsi e contro ri ricorsi che di certo le OTA's effettueranno, sempre che la “sonata” non gli vada bene alla prima … altrimenti alle calende greche l'ardua sentenza.

Però la soluzione esiste … eh già! … ed è anche semplice semplice, ma difficile difficile da individuare per chi non la sa.





Il BTO e la sindrome della rana bollita

Giorni fa, rileggendo alcuni appunti datati relativi agli anni della formazione aziendale, ahimè purtroppo abbastanza lontani, mi sono imbattuto in una citazione relativa ad un testo di Noam Chomsky dove si parlava della "sindrome della rana bollita".


In poche parole, rifacendosi a ricerche scientifiche, Chomsky ci racconta che, se prendete una rana e la buttate nell'acqua bollente, con tutta probabilità questa salterà fuori immediatamente spaventata a morte. 

 

Se invece la posate delicatamente in una pentola piena d'acqua a temperatura ambiente, non ne riceverà alcun danno e nuoterà tranquilla.

Se poi accendete il fuoco e lasciate crescere la temperatura, gradualmente, prima 40°, poi 50°, poi ....la rana accetterà la situazione fino a lasciarsi bollire e morire.


Gli scienziati chiamano questo atteggiamento "sindrome della rana bollita" come metafora della situazione umana che si appresta a varcare la soglia di trasformazioni irreversibili.

Inizialmente ho pensato che la storia fosse troppo vecchia per essere riproposta ancora in una sessione di aggiornamento formativo manageriale.


Poi però, riflettendo attentamente; ho dovuto ammettere che esistono ancora molte casistiche dove la sindrome della rana bollita potrebbe essere la spiegazione più semplice .


Sarà questo un caso?








lunedì 24 novembre 2014

E' morto il turismo, evviva il turismo

All'inizio del BTO 2014 mancano ormai pochissimi giorni.

Ma a quanto pare, seppur i panels che spiegheranno (?) il cosa s'abbia da fare per la ripresa del turismo nazionale (sì, vabbeh) siano forse belli che pronti da qualche mese … e a quanto capisco c'è solo ma metterli in ordine per dar loro una parvenza di logicità, nonché probabilmente in base anche al tempo che possono prestare i relatori per l'avvenimento, ebbene; pare che questi relatori non abbiano ancora buttato giù niente per l'occasione.
Qualcosa non va, diciamocelo pure.


La prerogativa del BTO, a sentir quelli che l'hanno creato, è di dare dei suggerimenti validi (gocce o perle di immensa saggezza per non farti cadere nelle rotaie … Mind the Gap) affinché il popolo ne abbia a raccogliere l'immensa (?) utilità per poter finalmente togliersi dalla bratta perenne.
Però a dispetto di cotanta (boh?) restano e aumentano i suicidi, continuano e aumentano i fallimenti, perseguono e aumentano le chiusure ad oltranza e la gente viene immancabilmente  licenziata (aumentando) o altrimenti porta via gli zebedei da questo Paese ... anche loro aumentano.
Calcolate voi il danno! .. e non che altre manifestazioni sui generis siano granché meglio, neh!

Ma cosa mai potranno inventare di non già sentito dire o letto in questi pochi giorni che mancano all'inaugurazione del BTO?
Forse che tra questi siano presenti dei futuri Guglielmo Marconi, Leonardo da Vinci, Galileo Galilei etc. che con un loro lampo di genio sapevano mettere giù un qualcosa di veramente innovativo per estasiare e dare beneficio all'immensa platea?
Chiaro che scherzo con queste allusioni ai grandi (davvero) della storia, ma come si fa a pretendere in poche ore di dire cose di sicura utilità, se non solo ed esclusivamente per se stessi?

Cino Wang Platania, solo che pochi giorni fa, consigliava 'sta cosa (ved. immagine sotto) che personalmente reputo saggia, ma per il fatto che sarebbe cosa buona e giusta, è molto probabile che non si farà mai. E chissà il perché non c'abbiano mai pensato, e questo anche se sono anni che lo vado scrivendo proprio su queste pagine che "loro" mi dicono di leggere assiduamente?
A meno che non vengano considerate come migliori le proposte degli amici e amici degli amici … e senza dimenticare i parenti, poiché non si fa, vero?


Poi calcolando che, se non hanno prenotato già prima gli eventuali visitatori, il costo attuale per entrare al BTO 2014 è di circa 300 euro.
Ma non vi sembra ridicolo pagare una simile cifra, e poi di 'sti tempi, per ascoltare cose che si sanno già?
Che i visitatori lo facciano per mettersi in mostra o per poter poi dire o scrivere sul web che “io c'ero” … oppure nella speranza di raccogliere qualche briciola per comparire con nome e cognome magari in qualche post degli organizzatori che durante e a posteriori, per elencarne il loro grande successo, non mancheranno certo di inserire in ogni dove?
Ma successo decché se non per loro stessi? … e se consideriamo che il turismo va sempre più da far schifo!!
Non viene ovvio pensare che se in quei posti dessero davvero quei buoni consigli non si sarebbe con la merda fino al collo come in verità è?
Sfugge forse a qualcuno che la maggior parte di quei signori seminano dal tempo che fu i loro suggerimenti alle istituzioni (che poi li assumono) con poi dei risultati che è meglio non dire, va ... ma che sono sotto gli occhi di tutti e che pare facciano PE-NA.
Anche qui qualcosa non quadra, neh!


Chiaro è che anche in questo caso, ecco che spunterà il genio (per modo dire) di turno (probabilmente non è neanche una lampada ad olio poiché non fa alcuna luce) per sostenere che chi critica lo fa perché cerca d'essere inserito nell'ambaradan … ma la teoria dice che la prima gallina che canta è quella che ha fatto l'uovo … facendomi pensare che sia/siano poi questi che vorrebbero averne anche una pur piccola poltrona.

Poi, personalmente vorrei che i visitatori aumentassero a dismisura al BTO 2014, ma che ascoltassero cose da cui davvero poter imparare da chi ne sa di più … ma in questo caso, notando molti nomi ivi inclusi tra i relatori, non credo proprio.

P. S.: Poi, nei prossimi giorni, parlerò dell'utilità dei panels degli anni scorsi per capire se davvero ebbero quel gran succeso che a quei tempi qualcuno/a ci raccontò incessantemente sul web.





domenica 23 novembre 2014

S'i fosse acqua

 … i' l'annegherei

Il lettore mi consenta una confidenza.
Il fatto che i “professori” o se volete chiamarli “guru”, quelli che sfiatano le loro perle di saggezza da manco un soldo bucato e per di più fuori corso, elenchino a più non posso le priorità da fare per uscire dall'impasse del turismo e quindi per ritornare all'auge dei tempi ormai trascorsi, ma la va sempre da far schifo, personalmente mi sta alquanto sulle “ralle”.

Ma parliamo di fatti come qui c'è d'uso, lasciando il fiato o lo sfiato ai sopraddetti e agli interessati adepti.

Da quando sono rientrato in questo benedetto Paese ne ho inquadrati e “mirati” una ventina o poco di più.
Sono sempre gli stessi, e con una pletora di seguaci che definire inde … fessi è ben poca cosa.

I professoroni e i guru parlano, scrivono e danno dei suggerimenti che poi vengono attuati da altri “inde” (poi vi spiego chi sono) che a loro volta valorizzando (con le nostre palanche) le esortazioni dei “prof e guru”, non riescono a fare nemmeno un cerchio con un bicchiere.
D'altronde sono suggerimenti del razzo!!
Infatti il turismo dello Stivale fa sempre più pena, le nazioni a noi concorrenti vanno (corrono) da far paura, mentre ad alcuni non resta che suicidarsi (alcuni lo hanno fatto … poche balle), chiudere baracca e burattini o indebitarsi fino all'osso con le banche per pagare solo le tasse … mentre i fornitori sono ancora li che aspettano di ricevere quello che gli hanno dato per poter andare avanti.
Poi degli impiegati che hanno dovuto lasciare a casa per l'impossibilità di pagarli, beh; non ne parliamo, va.
Restano quelli che hanno deciso di emigrare da altre parti, ma di questi ne parlerò una prossima volta.

Quindi, alla fine della questione e facendo le dovute somme: i prof e i guru (presunti, neh), agevolati dai “fessi”, consigliano gli “inde” di attuare dei progetti che come al solito ottengono dei risultati da fare PE-NA (vedi situazione attuale del turismo ricettivo e non solo).

… ed ecco che alle prossime riunioni, congressi, manifestazioni e mi sono rotto i foglioni … ci trovi sempre gli stessi prof e i medesimi guru per sfiatare altre str ... anezze.

Beh; mi si vuole spiegare che logica c'è?

P. S.: Per “inde” intendo le istituzioni che si lasciano consigliare dai sopraddetti “prof e guru”; “inde” che di turismo ne capiscono quanto ne capisco io di sanità (zero), e che quindi non sapendo che pesci prendere, ecco che danno gambe al nulla col l'ovvio uso delle nostre palanche che immancabilmente vanno a finire agli stessi “prof e guru”.

Ma siete proprio così fessi? ... spezzate quel belin cerchio e il turismo si risolleva in un batter d'occhio.
Ma se non lo fate voi che davvero col turismo ci lavorate in prima persona, loro di certo non lo faranno mai.
Poi se volete un consiglio sul dove mandare quei prof e quei guru, scrivetemi da parte che ve lo dico ... qui non si può!!


P. P. S.: E per guru, intendo quelli che hanno già dimostrato di aver fatto qualcosa di produttivo e non dei piccioni viaggiatori che dove hanno beccato ... vabbeh ... ma nonostante questo te li vedi da tutte le parti.








sabato 22 novembre 2014

S'i fosse fuoco ...

Forse ai più sfugge il fatto che siano sempre i “furbi” a dire ai fessi come si risolvono i problemi del turismo italiano (i fessi ovviamente ci credono, altrimenti che cippa di fessi sarebbero?).
I furbi parlano, parlano e parlano e pure scrivono, scrivono e scrivono da tutte le parti (Parlamento, congressi, manifestazioni etc.) coinvolgendo così le istituzioni a seguire i loro messaggi, ma è abbastanza evidente che di turismo non ne capiscono nulla, altrimenti è fuori di dubbio che davvero se ne capissero qualcosa, le cose di conseguenza dovrebbero andare al meglio.

Solo che anziché migliorare, il settore peggiora sempre di più, e questo è un noto dato di fatto.

Pertanto se uno più uno fa sempre due, l'arcano dilemma mi sembra pertanto risolto.
E fino a qui non ci piove … poi è anche ovvio che qualche “fesso” che continuerà a pensarla diversamente, beh; esisterà sempre.
Ma con questi non c'è niente da fare.
D'altronde le università per capire i “fessi” non esistono ancora, come non esistono le scuole per permettere ai “fessi” di non esserlo più, e pertanto non ne tenterò minimamente alcuna soluzione.

Però per cercare di capire, dovrò martoriarmi gli zebedei, mannaggia a me.
E lo farò ascoltando i video della riunione avvenuta pochi giorni fa a Roma durante l'avvenimento del secondo “BarCamp” al Parlamento, per la precisione. 
Arrivando al dunque che, finché ci sarà quella gente a raccontarci la storia dell'uva, non cambierà mai un'emerita mazza, e sarebbe giusto l'ora di vedere di cambiare.
Se poi lo dicono anche i risultati che fanno sempre più pena, non vedo il perché non lo si debba fare al più presto.

Nel primo video c'è anche Rodolfo Baggio (ved. qui), docente della Bocconi e un sacco di altre cose, nonché onnipresente in quasi tutte quelle accennate sopra: meeting, riunioni, congressi e bla bla bla).

A parte l'inizio dove afferma che sarà “rapidissimo” … dal 15:45 al 25:50 … che tanto rapido non pare che sia, Baggio inizia parlando di distanze abissali con il resto del mondo in questo settore, ma senza accennare al fatto che nelle altre nazioni non esiste l'arte del blateramento come invece accade da noi.
No, non ne parla proprio, infatti Baggio dimentica (?) che negli altri Stati a noi concorrenti, c'è gente che ben conosce gli olezzi di quei tre sostantivi che permettono a chi ha lavorato (LA-VO-RA-TO) davvero sul campo, di capirne a sufficienza ... e vale a dire l'odore del sangue, della cordite e della merda ... “profumi” che solitamente si conoscono solo dopo svariati anni di battaglie e accanite lotte per mantenersi a galla, e non certo tra i banchi di scuola.
D'altronde è alquanto risaputo che la pratica supera qualsiasi teoria, no!
Mentre pare che qui la teoria sia al di sopra di tutto ... ma per piacere.
Ed è sufficiente daro uno sguardo qua per vedere la differenza tra "chillillà" e "chilliqua" che fiatano da tutte le parti … e poi fate un po voi se sia il caso di continuarne con 'sto belin d'andazzo e con 'sta gente.

Ma inizio …
… Baggio parte in quarta con i Big Data (ma senza accennarli ... però chi non è fesso l'ha capito di già), arzigogolando perle di grande saggezza (vabbeh … ) con sagace maestria (questa si), per poi coinvolgere al più non posso l'estasiata platea che non vede l'ora di … e zac, dopo circa sei minuti di curve e contro curve, tra armadi, coltellini svizzeri, oggettini, filoni e il fatto che non c'è la copertura totale del territorio nazionale (wi-fi) che ovviamente non permette ai medesimi una chiara disamina, toh, eccoli qua i salvatori dell'Italia, e finalmente lo dice: i Big Data.

Ma allora perché non pensare di risolvere prima 'sta cavolata della totale copertura nazionale (e sono d'accordo)?
Il perché ve lo spiego dopo, a meno che non si pensi di mettere prima i Big Data e solo dopo il wi-fi. Come a dire che prima ti metti le scarpe e solo dopo i calzini.
Ma in Italia 'sta cosa si fa; eccome se si fa.

Baggio poi si diletta con dei numeri a caso e sulla bontà del TDLAB.

TDLAB di cui preferisco non perdere altro tempo considerata l'inutilità dimostrata, visto che l'hanno fatto praticamente da soli, ma cercando l'adesione di (ved. immagine al lato).

Mi soffermerò solo sul fatto che quei dichiarati 300, e poi paragonati impropriamente ad altri 300 giovani e forti … ma per piacere, e non si vergognano nemmeno un po a tentare una similitudine con la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane nel Regno delle due Sicilie (?) … mentre al TDLAB non furono 300 ma “solo” 72 (ved. qua il dettaglio dei presenti) e tra cui, ahimè, pure me.
Se poi consideriamo che solo gli “esaminatori” erano più di una ventina che paragonati a quei 72 arrivati "inutilmente" da tutta l'Italia, beh; appaiono anche troppi … senza contare che hanno scritto quello che gli pareva ... probabilmente da marketizzare?? ... o forse  per marketizzarsi??
Comunque sia, e per farla in breve, il Baggio, nella totalità di quei 10 minuti ha praticamente pubblicizzato solo ed esclusivamente i Big Data.
Possibile che questi siano l'unica o la cosa principale da fare per toglierci definitivamente dalla bratta perenne?
E pensare che l'autore dell'allegra chiacchierata a senso unico e non alternato, nello stesso video, ha sostenuto di non saper fare del marketing … alla faccia del bicarbonato!!

Ma subito dopo di lui, la parola passa a Edoardo Colombo (ne conosciamo già l'utilità) da cui, ma tu gurada che strano, parte il suggerimento ai funzionari e ai dirigenti istituzionali di riuscire ad attuare l'innovazione (che si riferisse anche lui ai Big Data?) e quindi li consiglia di accettare tutto quello che lor signori proporranno.
Sostenendo così di volerli aiutare a scegliere per il meglio.
Mio Dio che … ma come si può definire una cosa così?
Ma ora un saltino all'indietro.

Circa un mese fa, dopo aver visto un video di Euro Beinat che dei Big Data ne è il “l'autore” italiano, mi entusiasmai e la cosa mi incuriosii a tal punto da “immedesimarli” in un mio certo programma per scovare il ricettivo sommerso. Così gli scrissi per vedere di unire le due cose ... poi invero, mi accorsi che i big data nel programma c'erano già e oltretutto ben più precisi di quelli.
Comunque la risposta molto cortese e professionale che mi fece di rimando Beinat la riporto qui sotto e ...


'anvedi che strano, proprio quei due!!

P. S.: … i cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
Non c'è una definizione di fesso … chi è fesso è fesso, e basta!
I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.
Non bisogna confondere il furbo con l'intelligente. L'intelligente è spesso un fesso anche lui.
Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.
Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne.
I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.
Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.
L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.
Il fesso, in generale, è stupido. Se non fosse stupido avrebbe cacciato via i furbi da parecchio tempo.
Il fesso, in generale, è incolto per stupidaggine. Se non fosse stupido, capirebbe il valore della cultura per cacciare i furbi.
Ci sono fessi intelligenti e colti, che vorrebbero mandar via i furbi.
Ma non possono:
a) perché sono fessi;
b) perché gli altri fessi sono stupidi e incolti, e non li capiscono.
Per andare avanti ci sono due sistemi. Uno è buono, ma l'altro è migliore. Il primo è leccare i furbi. Ma riesce meglio il secondo che consiste nel far loro paura:
a) perché non c'è furbo che non abbia qualche marachella da nascondere;
b) perché non c'è furbo che non preferisca il quieto vivere alla lotta, e la associazione con altri briganti alla guerra contro questi.
Il fesso si interessa al problema della produzione della ricchezza. Il furbo soprattutto a quello della distribuzione … parte del resto, del grande Giuseppe Prezzolini, lo trovate qui


... ma si può mettere la gente in quelle stanzette a discutere di turismo ammucchiati e in piedi così ??

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venerdì 21 novembre 2014

Bye bye Italy

mercoledì 19 novembre 2014

Il BTO per me

Oggi, in merito al BTO 2014, mi farebbe piacere raccontarla così … e parliamoci chiaro, anzi; considerato che solitamente lo faccio ma probabilmente non si recepisce granché (mannaggia al mio scarso italiano), questa volta il sia “chiaro” (una volta per tutte) è per chi mi leggerà.

Dai, non ci vuole poi molto, anche se faccio degli errori di sintassi a volontà.

E mo si parte.
Il BTO è un gran successo come presenze, è molto probabilmente è di enorme aiuto alla cassa della Fondazione Sistema Toscana … e qui, per far capire meglio, apro una piccola parentesi.
La Fondazione Sistema Toscana ha chiuso il 2013 in rosso (è il secondo anno consecutivo) per oltre mezzo milione di euro (per la precisione: € -566.116).
Hanno coperto il rosso con un fondo di riserva, praticamente asciugandolo del tutto (residuo: € 3.809).
Hanno perdite pregresse per oltre due milioni di euro.
In teoria avevano fatto un margine operativo lordo positivo, rispetto al 2012, ma risultano oneri straordinari per oltre 700.000 euro (crediti inesigibili) che portano il conto economico in rosso.

La forza lavoro mediamente occupata presso la Fondazione durante l’esercizio e ripartita per categoria è la seguente:
- numero dirigenti: 2
- numero impiegati: 34
- numero giornalisti: 6
- numero tecnici audio/video 2
Totale unità per struttura 44

Hanno avuto contributi nel 2013 per 5,5 milioni di euro (€ 5.499.043).

La relazione di missione poi non è che sia il massimo, perché non si capisce dove abbiano concretamente speso i soldi sui vari progetti.
Ma la Legge non dice che … ?

Non si capisce, ad esempio, quanto costi BTO, ma pare che sia anche una buona fonte di ricavi (chapeau!! Giancarlo Carniani & co.).
E il progetto "Voglio vivere così" da 18 milioni di euro non è che sia andato molto bene considerate le presenze della Bankitalia.

Quindi onore al BTO e ai suoi autori … ma la mia opinione, pardon per l'ardire, è che anche di fronte al ben fatto, si può sempre fare di meglio … ari pardon.
Mi spiego.

Perché ascoltare cose trite e ritrite (è la mia misera opinione) che si sono udite o lette innumerevoli volte sul web e da tutte le parti, e non sentir “quasi” mai il “si può e il si deve fare così”?
L'innovazione, porca paletta!!
E invece ti devi sorbire i “soliti noti” che si marketizzano col nulla, ma che poi, in considerazione del fatto che lì (e non solo) ci sono stati, vendono le loro inutili opere da tutte le parti (enti governativi, Stato, Regioni, Province, Comuni etc.) e i risultati si vedono (nel senso che non si vede una minkia di buon risultato) ... infatti è inspiegabile il perché prestino (dietro lauto pagamento) il loro sapere a quelli sopra citati, che seppur con dei poi miserabili risultati, te li ritrovi anche l'anno appresso a danno della comunità e di chi avrebbe davvero qualche buono e giusto consiglio da offrire al loro posto.

Perché invece il BTO non raggruppa davvero le idee geniali che gli italiani sanno sempre scovare e prima di tutti gli altri abitanti del mondo?
Possibile che siano sempre gli stessi ad avere il lampo di genio e che non esista altro che aumentare i "mi piace" o i "retwitt" o quei belin di #hastag per poter avere qualche turista di più ... almeno succedesse, ma pare proprio di no.

Personalmente sai chemmefrega di sentir blaterare qualche “piccione viaggiatore” che mi dice per l'ennesima volta il come vanno le cose, e questo magari col solo cambiare qualche soggetto o complemento oggetto, per non parlare di quelli di specificazione, quando il succo è sempre lo stesso?

E se ce ne sono state, di innovazioni nei BTO precedenti (6 anni), beh; non ne ricordo nemmeno una.
Colpa della mia memoria?

Belle le interviste ai grandi “guru” di questo settore, ma razzo, che cosa hanno mai detto che già non si sapesse dal tempo che fu?
Forse che l'ascoltarlo in diretta dia una grande soddisfazione?
E perché non mettere di fronte 'sti grandi personaggi (i presidenti, gli AD, i GM e i che minkia ne so) con chi, con nuovi programmi che ci toglierebbero dall'impiccio ormai perenne … e qui faccio riferimento ai dati sempre disuguali sulle presenze, la spesa e i pernottamenti (che oltretutto costano una barcata di nostre, e non solo, palanche) di cui non se ne può più e che non ti fanno mai capire quali siano quelli veritieri, non permettendo così quel marketing davvero mirato e quindi produttivo alla massima potenza?
Faccio poi allusione al sommerso (circa 40.000 realtà) che non pagando il dovuto all'erario (enorme danno) producono una schifosa sleale concorrenza mettendo in chiara difficoltà che si comporta seguendo le regole.
Faccio richiamo ad una classificazione alberghiera che non è che quella attuale sia il massimo poiché non calcola la qualità e il saperci fare di quel dato ...
E con questa mi abbino all'indispensabile necessità di assemblarla con le recensioni, che ormai sono più seguite delle medesime classificazioni nelle scelte degli eventuali clienti.
D'altronde lo vorrebbe anche l'UNTWO e non solo!!
Faccio poi cenno alle false recensioni … insomma, mi riferisco a tutti questi problemi (certamente di non poco conto e che produrrebbero un enorme vantaggio al ricettivo nazionale sotto tutti i punti di vista) che invece sono stati già risolti con un solo programma (eh già!!), ma che non si riesce a presentare da nessuna parte, se non perennemente in queste pagine qua.
Chiaro che sto facendo del marketing alle mie proposte e al mio programma, ovvio.
Lo devo forse nascondere? ... no, non ci penso proprio.
Ma potrebbero essercene anche delle altre innovazioni, mica solo la mia, che però ... boh!

Ormai quest'anno è andato ma, in quello prossimo del 2015 al BTO, non potrebbero pensare d'inserirle davvero quelle belin d'innovazioni?

Questa di seguito è la mia personale opinione (ma mi sa che c'è lo "zampino pure di qualcun altro) nei confronti del BTO, e non mi "o me" se ne voglia.
Amo parlare così (goliardicamente finché ci riesco … poi m'inrazzo come fanno tutti), e se perderò qualche stima nei miei confronti, nessun problema, il tempo è sempre galantuomo.
Prima o poi c'arrivano tutti … idioti a parte.

MIND THE TRIPE

Dopo .TTisME dell’edizione 2013 di OTB – Overcooked Tripe Band – al centro il nulla, la voglia di cazzeggiare allegramente e l’orgoglio nel rivendicare il “Tarapìa Tapioco”OTB 2014 vuole fare un balzo avventuroso, si sposta l’attenzione dal bollito al "in zimino", da to boil a to stew.

E fa sua l’avvertenza che si trova sui treni locali d'Italia:
non gettare nulla dal finestrino”.
.

ovvero attenzione a quel vuoto, che c'è tra la banchina ed il vagone dei treni.


Attenzione a quello spazio sospeso sotto di noi nel passaggio da un punto in movimento ad un altro, attenzione da prestare in ogni momento alla supercazzola, mettendoci la zucca, trip-e, ma anche antani big-posterdati.

Il semelle è parte centrale nel lampredotto, e-scape, “scappare da”, è il nesso tra scribài con cofandina ed il mondo di tanti, condiviso.

Giocando su MIND the TRIPE, format e programma (sì-è-fico) di OTB 2014 sono pensati come un ponte tra vecchie bietole e nuovi bietoloni, tra chi si occupa di fuffa [in senso molto ampio] ed il mercato, quindi la competitività, con un caloroso invito a FUGGIRE: ed è per questo che l'apertura di OTB 2014 è affidata a Giorgio Perozzi [capocronista-cazzaro].

Qualche nota in più per voi, giusto per capire la parodia (ma forse non serve)

- ampi riferimenti ad "Amici miei" (ma chissà perché...)
- OTB (il "gruppo della trippa ormai stracotta"); ma tripe anche... (vedi poi)
- "in zimino": in umido, modalità molto diffusa a Firenze di servire il lampredotto
- to stew: cuocere in umido, stufare (ma non stufare nel senso di...)
- il video: la scelta si spiega da sè... credo.
- trip-e: viaggio... trippa... sciocchezze
- semelle: tipico panino toscano salato in cui si serve il lampredotto
- bietole: tipicamente servite col lampredotto in zimino / bietoloni: i fessi ?
- Giorgio Perozzi: personaggio di "Amici miei" nato a Firenze, capocronista de La Nazione … con figlio di nome Rockfeller (ecco chi è), un po' "rompi" … ma tanto buono, anche a suo danno, neh!!


P. S.: Oppure, razzo, di BTO fatene due, ma che in quella anche più piccola ci sia l'innovazione, e già che siamo ... la Monica Bellucci ... beh, mica sarebbe male, neh!! ... hei, sto solo scherzando, giusto per abbassare gli eventuali alti toni.
Ovviamente scherzo sulla Bellucci (anche se ... ) ma non scherzo per nulla sul fatto di farne due ... con il ringraziamento della Fondazione Sistema Toscana.

P. P. S.: ... qui si parla di qualche mld di euro risparmiati e l'innalzamento della qualità in tutto il settore ricettivo nazionale.
Ma se per il semplice fatto che quel programma non l'hanno arzigogolato loro o amici degli amici, adepti e trallallerollà, e allora non si deve nemmeno valutare ... beh; dalla goliardia all'inrazzamento il passo è molto breve.

Ah, il mio programma è questo qua (a mo).
.








martedì 18 novembre 2014

Pernottamenti stranieri per nazionalità (fino ad agosto 2014) ... ma i dati perfetti e in tempo reale, a quando? ... e al BTO 2014 se ne parlerà?

Nella seconda decina di novembre sono usciti i dati degli arrivi, della spesa e dei pernottamenti turistici stranieri riferiti al mese di agosto.
E secondo lo studio della Banca d'Italia che, fino a prova contraria e tra tutti gli altri che a migliaia ci vengono giornalmente forniti, è quello che c'azzecca di più.
Almeno per me.
Comunque a farla in breve, circa 70 (settanta) giorni dopo il fatto accaduto.

Dati che però non sono certi al 100% (neanche un po).

E' probabile che molta gente (i più sciocchi) non sia in grado di conoscere l'utilità d'avere dei dati perfetti e in tempo reale, anche perché non si spiega il motivo del perché ci si ostini a continuarne l'andazzo.
Mentre per pochi (quelli più intelligenti) è notorio che la conoscenza immediata di questi porterebbe di conseguenza ad agire, laddove ce ne fosse bisogno, per improntare un buon piano di marketing … ma sulla cosa ci sarebbe il bisogno di scrivere una Treccani per far entrare nelle zucche più bacate la sua immensa utilità.
Sempre che poi lo capiscano, neh … ma la vedo dura.

Ora, giusto per ricordalo un pochettino, il problema è stato risolto ormai da due anni ( che fa parte di un programma ben più ampio) e senza tanti grossi problemi (ved. qui le slides 7/8/9 e 10), ma parrebbe che a più non importi poi molto.
.


E al BTO 2014 se ne parlerà di questo perenne problema?
No!
Eppure … dal to be al to do e “l'Italia sono io” …
MIND THE GAP ... attenti che c'è un vuoto!
Mah!

Comunque sia, i dati per nazionalità degli stranieri che hanno pernottato in Italia nei primi otto mese dell'anno 2014, sono questi di seguito.


Ma non avevano detto che dalla Cina stava arrivando un mucchio di gente ? ... - 25,77%




lunedì 17 novembre 2014

TDLAB: come creare consenso attraverso la partecipazione apparente in cinque semplici mosse


Spudoratamente copiata da Stefano Epifani (gliel'ho chiesto prima, neh ... aggiungendo però il Laboratorio del Turismo Digitale) e che mi piace un sacco tanto.

Perché?

Ve lo dico la prossima volta, prima devo aggiungerci qualcosina ...










domenica 16 novembre 2014

Quanta fuffa 2.0 nelle manifestazioni, nei convegni e nei dibattiti sul turismo

Perché nelle varie manifestazioni, nei convegni o nei dibattiti sul turismo si parla sempre dei problemi e mai delle soluzioni?
La risposta la si può trovare alla fine del post a seguito di un commento di Frap1964.
Ma vengo al dunque.

I 4 problemi di non poco conto che ci trasciniamo dal secolo scorso e che stanno danneggiando l'intera economia turistica, non solo quella italiana, sono scritti di seguito e ...

a) Le OTAs che non pagando le tasse laddove fanno disintermediazione (in Italia si presume qualcosa come 2,5 mld di euro all'anno che se ne vanno per la tangente), contribuiscono così, con delle percentuali da far paura, all'evidente calo della qualità ricettiva. Mentre la gente, taglia di qui, taglia di là e tirà a campà … se ce la fa!!

b) TripAdvisor che ha dato l'opportunità ai furbi di guadagnare sulle spalle dei fessi (siamo alle solite da mille e più anni), sta creando una miriade di grossi problemi che è inutile elencare qui … ormai lo sanno anche i sassi.

c) … e le recensioni che; ormai è dimostrato che sono importanti (quelle vere) al punto che sono più considerate delle stesse stelle alberghiere nelle priorità di scelta che hanno i turisti. Dati alla mano, neh!! Infatti l'Organizzazione mondiale del turismo (UNTWO) non fa che ripetere a gran voce che le medesime dovrebbero essere incluse nelle Classificazioni alberghiere di tutto il mondo per il chiaro innalzamento della qualità

d) … e quei belin di dati sempre disuguali gli uni dagli altri nonché forniti dopo dei mesi. Ma è mai possibile che non si capisca che l'utilità di dati certi e in tempo reale fornirebbe davvero la “mira” a qualsiasi piano di marketing, e questo sia per quelli a lungo che gli altri a breve termine?

… problemi che sono stati risolti (ved. slides sotto) ormai da due anni e oltretutto senza nessun costo ma solo molti benefici per gli operatori, ma parrebbe che freghi poco … nonostante nel mondo nessuno c'abbia ancora pensato. Permettendoci inoltre d'essere almeno per una volta i primi sulla terra, e sfruttare così l'immenso benificio che ne può tranquillamente derivare.
.

Di seguito il commento accennato all'inizio e che riguarda solo due di quelle quattro questioni sopradette:

Posto che la soluzione prospettata non è LA soluzione a tutti i mali, ma certamente è in grado di circoscrivere il problema delle false recensioni ad un fenomeno minimale e residuale, ci si deve anche rendere conto di un fatto preciso, ahimè.

Questa storia della brand reputation degli hotel consente di scrivere libri, indire convegni, prospettare consulenze, organizzare dibattiti, proporre sistemi e servizi di raccolta del sentiment sul web, ecc. ecc. ecc.

A pensarci bene, non conviene affatto risolvere il problema con un sistema semplice semplice che quantomeno certifichi l'effettivo avvenuto soggiorno in una struttura e la possibilità di tutelarsi dal piccolo e, pare, sempre più frequente ricatto "sconto-VS-recensione-negativa".

Ovviamente quella indicata non è LA soluzione a tutti i casi (gli incontentabili rimarranno, ad es.), ma certamente accoppiata ad un innovativo sistema di classificazione delle strutture ricettive basato sulla qualità dei servizi prestati e sulla qualità dei servizi percepita dagli utenti/clienti è in grado di dare al turismo italiano un valore aggiunto (e quindi un vantaggio competitivo) rispetto ai Paesi con i quali la dinamica dei costi ci vedrà sempre e comunque sconfitti in partenza.

Per non parlare del potenziale ridimensionamento dello strapotere delle OLTA.
E' un sistema che conviene a molti, ma certamente non conviene a tutti: se fra questi "tutti", per caso, c'è anche qualche tuo sponsor/amico è molto meglio far finta di nulla e lasciare che le cose rimangano come sono.

… credo che anche le altre due trovino riscontro nelle stesse causali.

Ma chi lavora nel settore è contento e gli sta forse bene che le soluzioni produttive e che non costano niente non vengano a galla, per permettere a quei pochi di poter continuare 'sta solfa a loro unico vantaggio?
E faccio un esempio con questo video sotto ...


... a questi signori interessa più che gli operatori del turismo tentino continuamente di arrampicarsi sull'asta per poi scrivere dei saggi, indire meting, manifestazioni e bla bla bla (sempre guadagnandoci), per raccontare come arrivare fino alla meta (la bandiera = turismo), mentre quel soldatino che ne ha capito la semplicità è, per loro, un gran rompicoglioni che va assolutamente messo nella condizione d'essere isolato e magari anche deriso. 
Sennò che minkia guadagnerebbero più!!

P. S.: Mi si vuole spiegare una volta per tutte perché non adottare immediatamente le soluzioni per il bene di tutti? ... visto che ci sono, neh!!
Ma che logica ha?




Turismo: Perché si preferisce il lamento alla soluzione? ... le recensioni false e malandrine

C'è un overdose di grandi problemi irrisolti nel turismo nazionale e pure in quello mondiale.
Un iperdosaggio di informazioni frammentarie che finiscono sempre per annoiare i lettori anche più attenti, rendendoli così insensibili ai problemi.

TripAdvisor è uno di questi e che ha dato l'eterna opportunità ai furbi di guadagnare sulle spalle dei fessi (siamo alle solite da mille e più anni), e che sta creando una miriade di grossi problemi che è inutile elencare qui … ormai lo sanno anche i sassi.

Alcuni di questi grattacapi li potete trovare nel video sottostante che si riferisce ad un intervento di Francesco Tapinassi (attualmente dirigente presso il MIBACT), di Pier Francesco Lotito (Ordinario di legislazione turistica all’Università di Firenze ed avvocato) e di Stefania Pierazzi (Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato – Responsabile del Settore Operativo) realizzato durante il BTO del 2013.


Non mancano poi quelli che affermano a più riprese che tanto non c'è niente da fare, che quei problemi non si possono risolvere, e quindi perché parlarne, scriverne o discuterne ancora.
Però se ne parla incessantemente un po da tutte le parti.
Ed è facile che anche quest'anno li risentiremo ripetere all'infinito con le medesime elencazioni e così pure negli anni a venire.

Quello che stona è che la soluzione esiste da quel dì, ma di questa non se ne parla mai (quasi), ma soprattutto non la si attua.
Il rimedio è questo (ved. slides sottostanti dalla 19 alla 26) … preferendo così continuare il lamento per chissà quali motivi, e senza assolutamente pensare che la soluzione è per tutti, TripAdvisor compreso, che di questa non può che beneficiarne eliminando completamente così delle accese e continue (più che giuste) contestazioni.
P. S.: E come mai questa “soluzione” non è e non sarà presente al prossimo BTO del 2014, mentre magari ci sarà il "lamento"?














sabato 15 novembre 2014

PromuovItalia e il "monitoraggio" da 1.690.000 euro

Ma vi rendete conto?

Uno manda un progetto (ad es: una Regione) ad un ente governativo (ad es: PromuovItalia) per farsi “monitorare” il piano di marketing che si presume abbia studiato (forse) prima di dargli gambe, e ovviamente spendendo delle nostre palanche, poi chiede a quell'ente di controllarne lo sviluppo.
Costo dell'operazione “monitoraggio” per 16 cosette (sì sì, sedici, mica di più) che non sto a dire (perché ne ho pietà, ma mi girano a mo di ventilatore) 1.690.000,00 euro (in un anno e per sta cosa sola).
Minkia, 3 miliardi di vecchie lirette … ma non se lo possono monitorare da soli? … e che cosa ci vuole?

Ma vediamo la storia dall'inizio.

Il travaglio di quell'ente ormai è sulla bocca di tutti e la magistratura sta indagando a tutto andare (però non si sa più una mazza), e di palanche non ce n'è più, anzi, ne mancano un fotio.
Ed ecco che sul sito appare l'attuale portafoglio commesse, che già da solo spiega ben bene la “certosina” (che però puzza come una gorgonzola), il momentaneo parziale rimedio.


Roba da matti!!

Ma dove cacchio sono andate tutte quelle palanche che hanno ricevuto per far andare avanti quell'ambaradan?
Lo sappiamo, lo sappiamo!!
Ma intanto, tié, beccatevele una parte qui alla voce “abstract progetti" ma prima munitevi di fazzoletti in gran quantità perché c'è da piangere a crepapelle … sì a piangere, perché a ridere a crepapelle siamo bravi tutti.
Mentre qui la situazione è davvero una cosa che va digerita all'opposto, in considerazione che l'entrata è avvenuta dal posteriore e mo ci esce dalla bocca.


Leggiamo, leggiamo e meditiamo, e all'ultima riga fa capolino 'sta (definitela voi il che cosa sia, io di scrivere delle brutte parole non ne ho più voglia) ... poi del resto ne parlerò più avanti nel tempo.

Progetti di eccellenza (decché?) per lo sviluppo e la promozione del sistema turistico nazionale.
E così tanto di “eccellenza” che i turisti sono in calo perenne.


Comunque 'sto “monitoraggio” (a che minkia serve non si sa … almeno io) ci costa la bellezza di quei 3 miliardi di vecchie lirette.

La conclusione?


Maremma maiala l'hanno coperta, ma se grattate con l'unghia il timbro della “censura” la si può ancora vedere … spero però che non lo facciate, neh!









P. S.: ... e scommetto che tutte quelle palanche non le hanno prese nemmeno quelli di Cape Canaveral che hanno "monitorato" lo sbarco sulla luna.