domenica 31 agosto 2014

Pernottamenti stranieri (per Stato) in Italia (primi 5 mesi) e comparazione con gli anni precedenti






sabato 30 agosto 2014

Una delle due possibilità per contrastare il dominio delle recensioni truffaldine

... e per maggior colpa degli imbecilli che a quei giusti che non restano inerti, dicono oltretutto che devono stare zitti e che così non si fa (Luciano Ardoino).

E' un classico del web … uno ci scrive una cosa intelligente che possa finalmente ostacolare le delinquenziali faccende che avvengono in merito alle recensioni del ricettivo, e nessuno (quasi) ci fa il minimo caso.

La cosa brutta è che addirittura la soluzione è datata 2010, come a dire che di tempo se n'è avuto per la miseria … ma niente da fare ed è passata in cavalleria.

E mo cerco di riproporla nella speranza che qualche anima buona sia più intelligente delle precedenti.
Faccio quindi un bel cut&paste di una cosa che Frap1964 aveva scritto qui più o meno 4 anni fa e definita allora "molto interessante" da uno degli attuali vice-coordinatori del TDLAB (Edoardo Colombo), allora consigliere di MVB e project manager di italia.it ma probabilmente più impegnato a produrre altro che ... 
Considerando poi che fu ed è una cosa “intelligente” si comprende il perché non abbia più avuto il seguito dovuto.
Vabbeh, nulla di strano, e forse perché quando le "soffiate" sono utili per tutti, ecco che non vengono considerate nelle stessa maniera di quando invece producono per se stessi?
Mah!

Da tutte le parti si parla di miglioramento della qualità dell’offerta turistica nazionale, ma non si prevede un sistema nazionale di valutazione della qualità di tutta la filiera turistica.
Visto che si parla di identificare univocamente ogni elemento della filiera, mi piacerebbe che all’insieme di tali identificativi venisse affiancato un quality-code, ovvero un identificativo unico rilasciato da un ente appositamente preposto (ENIT andrebbe benissimo).

A quel codice dovrebbe corrispondere una password univoca da inviare alla mia casella di posta (o in alternativa invio del tutto al mio domicilio in forma cartacea e reinvio gratuito).
Con Q-id e password dovrei poter accedere ad un portale espressamente predisposto, sul quale poter esprimere la mia opinione su tutti gli elementi della filiera coinvolta (secondo i loro identificativi, opportunamente tipizzati) rispondendo a semplici (e poche) domande con voto da 0 a 5, per singolo elemento della filiera.
Ovviamente in più lingue.

I dati (per singolo elemento, ma in forma aggregata) dovrebbero essere pubblici e pubblicati su di un portale (indovinate quale).
Questo scatenerebbe una corsa di tutta la filiera al miglioramento continuo dei servizi nei confronti degli utenti turisti.
Ovviamente i medesimi dati potrebbero essere utilizzati da ENIT per avere anche statistiche + ragionevoli e non i numeri +/- inventati che passano ora.
Naturalmente io turista dovrei essere invogliato ad esprimere la mia opinione tramite appositi concorsi a premi con viaggi in palio.

P.S. Già alle origini di italia.it c’era chi aveva pensato di usare il portale con finalità del tutto analoghe (Massimo Colomban).
Non è un’idea innovativa, ma farebbe fare un deciso balzo in avanti al turismo di questo Paese, imho.

… ovvio che, in questo caso, non esisterebbero più i venditori di recensioni poiché sarebbe facilmente controllabile che in quel dato ricettivo non ci sono mai stati e altre cosette immaginabili.

… come ovvio è che quel programma sia stato poi perfezionato ma … per ora non posso dire altro.






venerdì 29 agosto 2014

Lo studio della disabilità nelle scuole alberghiere ?

Occorre rieducare il settore del turismo per permettere a chi di noi non è stato granché fortunato con la propria salute, almeno di non essere anche “mazziato” in conseguenza della sua disabilità.

Non è possibile che un direttore, un proprietario o di chi ne fa nell'occasione le veci, non sappia nemmeno cosa sia un tetraplegico e un paraplegico, per non usare parole ancora più incomprensibili a questa gente.

Per fortuna io non lo sono ma credo che sia nell'indole di qualsiasi essere umano prestare attenzione a chi non lo è, e avendo diretto catene alberghiere ho sempre fatto in modo che i miei collaboratori superassero in fretta questa “ignoranza” per poter affrontare nel miglior modo qualsiasi eventuale evenienza.
E' mai possibile che lo si faccia per un idioma e non per una cosa così importante ?
Non e forse anche questa la "qualità".
Poi, girando il mondo mi sono chiesto molteplici volte il perché questa materia, la disabilità, non sia inclusa nelle scuole alberghiere almeno per dare quelle nozioni principali a chi poi prenderà questo indirizzo.
Infatti in tutte le nazioni dove ho lavorato non ho mai visto questa possibilità e … non si potrebbe partire per una volta dall'Italia ?

Poi che i 100 alberghi contattati abbiano risposto in questa maniera nonostante le Leggi … vabbeh, si sa.

Il video che comprova questa “ignoranza” è qua sotto.








giovedì 28 agosto 2014

Progetto “Salvate un Direttore d’albergo”

Il progetto “Salvate un Direttore”, promosso dal Ministero del Turismo prevede l’affidamento volontario di un Manager da parte di un Hotel o di un’associazione di categoria.

Si tratta di una formula di compromesso per cui il Direttore, in cambio di vitto e alloggio, farà piccoli lavoretti di manutenzione* restando a disposizione dell’albergo che lo ospita.

*Visto che il revenue, le risorse umane, il problem solving, F&B , il marketing e il budget sono stati affidati a persone competenti … della digitalizzazione?

Questo progetto sta prendendo piede a Marozia, Sporletto, Gambalonga e Rondina, mentre presto sarà a disposizione anche di Tralinchia e Bestazzo … a voi la rima di quest'ultime due!
Ed ora il ministro del Turismo Dario Franceschini ha proposto di estenderlo in tutto il Paese, creando una vera e propria rete nazionale di pro- Fesso- nisti in giro per l’Italia.

A Milano il progetto “Salvate un Direttore d’albergo”, è coordinato dalla WWF (visto che è stato inserito nella lista degli animali in estinzione) mentre in Liguria è stato organizzato dal Toro Verde che altro non sono che le fontanelle dell'acqua poste lungo la via … se riesci a trovarle!

A sostegno dell’iniziativa, la Provincia ha erogato incentivi ai proprietari partecipanti al progetto per migliorare la propria struttura (visto che le categorie attribuite ai tempi non corrispondono ai requisiti obbligatori di oggi)

Si può trovare un quadro complessivo di proposte presso la segreteria di questo blog (oppure qui) dove Alberto Lavorgna, Roberto Peschiera e il sottoscritto resteranno a disposizione per chiarimenti in merito.

That’s all folks……….. nonché ricchi premi a gogò e alcuni immancabili cotillons.

Di Alberto Lavorgna






Liguria: nel primo anno del Piano Turistico Triennale le presenze nazionali sono calate del 13,2%, poi (nel secondo anno, l'attuale) si presume anche di peggio

Senza tanti giri di parole passo subito ai fatti e a quella gara effettuata in data 17 luglio 2012 dalla Regione Liguria (assessorato al turismo) in merito a chi avrebbe dovuto portarci tanti turisti.

La gara in questione era questa: MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER LA FORNITURA DI SERVIZI VOLTI AL RILANCIO DELLA DESTINAZIONE “LIGURIA” MEDIANTE LO SVILUPPO COMMERCIALE DEI SUOI PRODOTTI TURISTICI – DURATA MESI SEI - IMPORTO PRESUNTO DI GARA EURO 42.000,00= (QUARANTADUEMILA/00) IVA ESCLUSA. CIG 4436600E20, aggiudicatasi dallo Studio Giaccardi e Associati di Ravenna con lo “sconto” di 2.000 euro per un importo totale di euro 48.400,00 (iva inclusa) con firma e accordo raggiunto in data 16 ottobre 2012 ... portandolo così (combinazione?) sotto la soglia di gara.

In poche parole un nuovo Piano turistico Triennale con queste prerogative ben messe in rilievo (ved. immagine sotto) … tutto il resto della proposta la si può trovare qui, e che avrebbe dovuto innalzare considerevolmente la presenza dei turisti in questa Regione già nel 2013 ... si presume (imho).


Ora dal documento non sono riuscito ad estrapolare le parole “estero” oppure “stranieri” (pare non ci siano proprio) ma credo che siano incluse a priori trattandosi di un piano triennale atto a migliorare il prodotto della Liguria.
Ma molte frasi della proposta riportano al web, all'internet e se non ricordo male anche ai social.

Infatti credo (imho) che parta da qui l'affannosa ricerca dell'Agenzia InLiguria per essere inseriti nelle migliori posizioni nazionali in merito ai click ricevuti come se questi dovessero portare a valanghe i turisti (vedi qui che la cosa però non pare accada non avendo nell'Italia intera un grande riscontro).
Contatti che per lo più sono avvenuti nei confini italiani.

Ma di turisti nazionali non se ne sono visti poiché è lo stesso Osservatorio Turistico della Liguria a sostenere che gli italiani sono calati (nel primo anno del triennale) nella percentuale così suddivisa: arrivi -9,7% e presenze del -13,2%.
Chapeau!

Perché dico questo?

Semplice.
Fui presente ad una sola riunione in Regione con quei signori (dicevano che avrebbero ascoltato le opinioni di quelli dal "basso") e non passarono che pochi minuti per rendermi conto che il risultato sarebbe poi stato questo per via di certi discorsi che mai ho udito nella mia vita dopo 45 anni in questo settore e in tantissime parti del mondo … e così pure non pensai minimamente di astenermi dal dirlo in diretta.
Diciamo che pensai che delle nostre opinioni non fregava granché (fumo negli occhi?) e che il progetto era già bello che studiato a priori. 

La soluzione ?

Beh, io ho già dato col solo risultato di farmi prendere in giro e quindi la lascio a voi, ma credo che sia talmente ovvia che non sia certo il caso d'aggiungere altro.

Quindi la dialettica, la brachilogia, la maieutica, l'ironia e l'etica non credo abbiano granché funzionato, e magari si se usava il solo buon senso, forse le cose sarebbero andate meglio.

P. S.: Di solito si guarda ai risultati e quando questi non ci sono secondo le aspettative, beh; si cambia registro.








mercoledì 27 agosto 2014

Turismo Liguria: dati e statistiche ... ma quelli veri ?

Lo sanno tutti che i dati e le statistiche in Italia (ma non solo) sono programmate per soddisfare i palati di chi li fa emettere e di conseguenza poter raccontare tutte le fanfaluche altrimenti impossibili e per di più inimmaginabili.


Ma a volte ne becchi qualcuna che va al di là di qualsiasi comprensione terrena.



Ed è il caso dei pernottamenti della Liguria che per mezzo dell’Osservatorio Turistico della Liguria, che ovviamente è sotto l'egida dell'assessore al turismo regionale Angelo Berlangieri, ebbene per il 2013 segnala un aumento dei turisti stranieri (arrivi +15,6%, presenze +15,2%) e un netto calo dei turisti nazionali ( arrivi -9,7%, presenze -13,2%).

Risultando così che tra stranieri e nazionali s'è avuto un incremento di alcuni punti percentuali … questo secondo ciò che dicono loro.



Sul caso delle presenze nazionali ne parlerò a breve poiché risulta che nel 2012 siano stati spesi 40.000 euro (Iva a parte) per farle aumentare impiegando dei professionisti della materia che però non pare, come vedremo nei prossimi giorni, siano riusciti nell'intento (come “imho” previsto già su queste pagine molto tempo prima), quindi per ora esaminiamo per bene quelli stranieri.



I dati dell'Osservatorio Turistico della Liguria sono i seguenti (ved. immagine sotto).




Dall'immagine (ved. cerchietto rosso) si evince che la fonte è stata estrapolata sull'elaborazione di dati Istat.



Di seguito (ved. immagine sotto) inserirò i dati della Banca d'Italia, che per quanto mi riguarda sono e restano i più autorevoli, in merito allo stesso periodo.





Incredibile ma vero!

L'Osservatorio Turistico della Liguria si attesta sul circa + 15% mentre la Banca d'Italia dichiara, per la medesima cosa e il periodo, un – 5,5%.

La differenza tra l'andare e l'avere è quindi dell'oltre 20% che corrisponde approssimativamente a qualche miliardo di euro … tanto per dire.

Ma vediamo il confronto tra l’indagine sul turismo internazionale dell’Italia e le stime dell’Istat poiché è presumibile che la questione sia già sorta nei tempi addietro.



Infatti … (vedi immagine sotto)






Alla faccia di quello 0,1%.



A conferma della situazione non troppo felice (per nulla) del turismo ligure dell'anno scorso arrivano poi questi dati sugli occupati nei “servizi” per via del confronto con il 2012 (ved. immagine sotto) e che dovrebbero dimostrare che il calo del settore è stato abbastanza evidente.







Inutile aggiungere che il 2014 sarà un completo disastro e questi signori si applicano e pagano i “mi piace” nonché i “tweet” sui social per farne fronte … ma di questo ne parlerò la prossima volta e di quei 40.000 euro più iva che ... a presto. 









martedì 26 agosto 2014

La dimostrazione di cosa servono i "mi piace" su Facebook ed i tweet nel turismo

I “mi piace” su facebook ti fanno e fanno contenta la gente ma in alcuni casi sono una manifestazione clamorosa di stupidità (imho) e proprio per questo hanno avuto e continuano ad avere successo.

Figurati poi come sono felice quando scopro, nell'esempio che poi descriverò, che c'è gente che addirittura li paga con i miei soldi.

E la situazione è talmente idiota che se oggi non sei chiamato a pigiare quel belin di “I like”, in quel caso, ecco non sei abbastanza imbecille per essere considerato un personaggio normale.

Ma a che scopo ?
La spiegazione è tortuosa ma rivela che il “belinismo” non è solo uno stato d'animo molto diffuso, è che la gente ne è perfino compiaciuta e se lo crede davvero.
Taluni, quelli che si vendono le pigiate altrui, dicono che servono per far arrivare i turisti a mucchi, o almeno fanno il possibile per fartelo credere, mentre quelli che ci credono, li pagano e abboccano come vitelli.
Vitelli?
E certo, poiché siamo noi i tonni che hanno pagato, mica li pagano con le loro palanche, neh.
Può anche essere che non sapendo che pesci prendere (a parte i tonni) per far arrivare più turisti, ecco che gli assessori al turismo se ne accaparrano di ogni specie.

Comunque sia, e giusto per rifarmi un po', tempo fa ho mulinato io lenza nel web ed ho pescato una classifica che riporta pari pari tutti gli “I like” che le Regioni ottengono per mezzo dei loro portali e che dovrebbero quindi rispecchiare poi le presenze dei clienti, come se gli “I like” portassero gente a dimorare laddove questi provengono.

… e allora quale occasione migliore per far capire che questi “mi piace” non corrisponderanno mai alle presenze e ai pernottamenti che avvengono in verità in quella data Regione … oppure che sia una specie di catena di S.Antonio ?
Infatti parrebbe quasi che … io pigio a te e ti faccio pigiare, e poi tu pigi a me e mi fai pigiare … tanto di vitelli e tonni ce ne sono in abbondanza.

Ma adesso per far sì che le cose siano più chiare, inserirò agli assessori del turismo di tutti i colori nonché a quelli che stanno appresso col buzzo buono alla “genialata” dei “soliti furbi”, il seguente semplice schema con quattro colonne, e poi vedremo se abboccano ancora:

  • nella prima i “mi piace” che ha ricevuto quella data Regione;
  • nella seconda il “chi ne parla”;
  • nella terza l'engagement che altro non è che il passaparola dei miei tempi, con la differenza che allora era una cosa seria mentre adesso … vabbeh, abbiamo già dato. E infine …
  • nella quarta i pernottamenti (Bankitalia) del mese susseguente a questa ricerca pescata sul web.

… che secondo loro e chi ci crede dovrebbero avere una certa logica … e allora vediamo se è vero che ce l'ha.

Regione Mi piace feisbuc Chi ne parla media giorno Passaparola media giorno Pernottamenti
Diff. 2013 (5 m)
Toscana
250.000
11.600
4
-7,00%
Sicilia
230.000
6.200
3
+16,10%
Trentino Alto Adige
190.000
9.200
7
+0,40%
Puglia
71.000
1.850
3
-24,10%
Liguria
62.000
6.700
11
+3,70%
Marche
60.000
9.000
15
-36,00%
Veneto
36.000
11.100
35
-7,20%
Friuli Venezia Giulia
35.000
1.050
3
+3,80%
Emilia Romagna
27.000
2.000
7
-7,80%
Sardegna
23.000
1.100
5
-20,40%
Valle d'Aosta
18.000
2.300
13
+48,20%
Abruzzo
16.000
2.150
13
-19,30%
Basilicata
8.600
630
7
-33,30%
Umbria
8.400
140
2
-21,00%
Campania
6.200
10
0
0
Lombardia
5.000
290
5
-8,20%
Piemonte
2.100
50
2
-10,20%
Calabria
700
30
4
-33,00%
Lazio
300
0
0
+9,50%

No, non c'ha nessuna logica manco a cercarla con le lucciole e nemmeno col lanternino.

P. S.: Per la cronaca e per la precisione, che ci piace un sacco, anche i tweet non sembra che c'azzecchino tanto, anche perché la Regione che ne ha avuto di più (follower) stracciando la concorrenza (il doppio della seconda), sono le Marche che come pernottamenti ha però un – 36%.


Ma per piacere.






lunedì 25 agosto 2014

Turismo: quei 19.650,00 euro (Iva inclusa) che la Regione Liguria ha speso per il progetto Myliguria140 di cui non riesco a capirne l'utilità

Oggi vediamo di cominciare a raccontare il come e il dove vanno a finire le nostre palanche che lor signori (gli assessori del turismo) destinano per migliorare il turismo nelle Regioni, Province e Comuni.

E nel farlo, per ovvi motivi di campanilismo, comincerò proprio dalla mia Liguria .. però mi sa che di questa Regione ne parlerò più sovente dell'altre (d'altronde la seguo di più e tante cosette mi sono rimaste nella gola per troppo tempo), anche perché prossimamente qui avverranno le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale.

Detto sarà fatto per dare un senso ed un aiuto agli elettori nel dove mettere quella benedetta “X” affinché si possa scegliere per il meglio.
Ma com'è di consuetudine di questo blog, le critiche costruttive non avranno mai, per nessunissima ragione, una preferenza politica, sia essa di destra come di sinistra e centro pure ... ce n'è per l'asino e per chi lo mena.

Come, in ugual misura, non è detto che noi s'abbia ragione, ma i fatti (presenze e pernottamenti) pare che ce la diano, e poi … ma vedremo dopo.

Palanche che molte volte provengono dall'Europa ma che se andiamo a ben vedere son sempre le nostre che tornano indietro (in piccola parte).

Myliguria140 è un aggregatore dei tweet generati soprattutto dai blogger di questa Regione sulle infinite bellezze della Liguria, ideato dalla G&M (Giaccardi e Marongiu) Network srl di Ravenna e costato la cifra (DD 122 del 19.07.2013) di 19.965,00 euro con l'Iva inclusa.


Ma quello che salta subito all'occhio è quel: “Vi potete fidare dei contenuti della guida Myliguria140 esattamente come vi fidereste di cioè che leggete direttamente su Twitter: nel pieno rispetto della libertà della rete non c’è alcun controllo sui contenuti twittati nè sugli autori dei tweet”, che a parte il cioè al posto del ciò, la frase sopra citata la spiega già abbastanza lunga sull'utilità che può avere.
Vabbeh, andiamo avanti e scarichiamo la Guida#Myliguria140 per conoscerne meglio l'efficacia (ved. qui).

Testi a parte, trovo davvero utilissimi e molto comodi e friendly ed assolutamente web 2.0 i link (beh) non click-abili nel file .pdf (io non ci riesco), ma per il mobile, soprattutto, sono davvero un must.
Infatti, su uno smartphone, la guida in .pdf rimane ugualmente di una rara inutilità, imho.

Ma il massimo lo si ottiene ad esempio nell'utilissima e completissima guida di Genova per quanto concerne l'Acquario (ved. immagine sopra) che è il ricettivo che “tira” di più in questa Regione, e dove l'unica cosa menzionata nelle 89 pagine che non credo nessuno possa mai pensare nemmeno lontanamente di scorrere completamente (imho), è quella faccenda che se vuoi (i bambini da 7 ai 13 anni accompagnati dalla guida) puoi trascorrere una notte e bla bla bla, quando questa è vera in piccola parte ... oltretutto il tweet è stato inserito da uno dei proprietari del G&M.

La verità invece è che lo puoi fare una volta al mese e per 35 bambini alla volta (ved. qui).
Poi per i Musei, i Monumenti, prodotti tipici eccetera … lasciamo perdere che l'è anche meglio.

Apperò ... il video del progetto, che ha fatto un vero botto di visualizzazioni (147 in 8 mesi), è rigorosamente in inglese, che fa moooooolto ma mooooolto più trendy e international.

Mentre mi risulta davvero indovinata la scelta dell'hashtag-pesciolino che ben rappresenterebbe quelli che eventualmente abboccano (agenzia InLiguria in primis ? … a firma del dirigente Luigi Barlocco e della responsabile del marketing Francesca Montaldo ?), e con l'aiuto (involontario?) dell'assessore Angelo Berlangieri nonché dell'opposizione a cui 'sta cosetta è probabilmente sfuggita (imho)?
Mah, vai a sapere!
 
Tutto questo a presunta dimostrazione che sarebbe meglio inserire (dare il voto di preferenza) a chi di queste cose s'intende, almeno, in caso di non vittoria, per ostacolarne l'attuazione dall'opposizione ... e non a quattro signori che non se ne capisco un'emerita mazza fionda di questo settore, che nemmeno vanno a controllare e non si sognano manco di incaricare qualcuno di farlo in loro vece.
D'altronde come potrebbero se guadagnano più di 800.000 euro (i consiglieri liguri) lordi a quinquennio ?

Poi … sito e tweet tutti e solo in italiano.
E vabbeh, mi si dirà ... ma stai proprio a guarda' il capello, però ...
E per forza rispondo, per via di quei 19.650,00 euro che se spesi in altro modo … imho!

P. S.: Io c'ero (solo la prima volta, neh!)

... e pensare che all'ultimo BTO (2013) c'erano ben 65 operatori per promuovere la Liguria in chiave social ... mentre i dati e le statistiche (quelli veri) di questo grande successo li inserirò a fine stagione. 

A presto … perché in seguito ce ne sarà da dire!... e chissà quante altre storie così ci sono in tutta l'Italia ? ... e se qualcuno mi spiega il perché ci si ostina ancora a farne uso di digitalizzazione in questa maniera, è il benvenuto davvero !





 












domenica 24 agosto 2014

Turismo: acqua, acqua, acqua, acqua, fuochino, fuochino, fuocherello, acqua, acqua, acqua

Oh perbacco, questo video m'era proprio sfuggito ma poi un amico m'ha chiesto se per caso l'avessi visto e … !



E mo andiamo a vedere se queste dichiarazioni corrispondono alla verità con i dati della Bankitalia … ma ci credo ben poco.

Regione
Percentuale con i primi 3 mesi 2013
Percentuale con i primi 4 mesi 2013
Percentuale con i primi 5 mesi 2013




Piemonte
-8,60%
-9,40%
-10,20%


Valle D'Aosta
42,70%
38,90%
48,20%


Lombardia
-10,20%
-10,20%
-8,20%


Liguria
7,90%
13,40%
3,70%


Trentino Alto Adige
3,30%
1,60%
0,40%


Veneto
-7,60%
-6,30%
-7,20%


Friuli Venezia Giulia
37,90%
28,30%
3,80%


Emilia Romagna
-11,20%
-8,30%
-7,80%


Toscana
-13,90%
-9,50%
-7,00%


Umbria
-34,50%
-21,10%
-21,00%


Marche
-25,50%
-36,00%
-36,00%


Lazio
2,90%
11,50%
9,50%


Abruzzi
-24,50%
-17,70%
-19,30%


Molise
-85,00%
-83,00%
-62,10%


Campania
-5,20%
-9,60%
0


Puglia
-27,90%
-23,00%
-24,10%


Basilicata
-35,00%
-36,70%
-33,30%


Calabria
-3,50%
-19,60%
-33,00%


Sicilia
16,30%
24,20%
16,10%


Sardegna
7,30%
-3,10%
-20,40%


Totale
-5,60%
-3,00%
-3,60%



E come volevasi dimostrare c'è un - 3% … ma indaghiamo un po', va!
Anche per capire da dove proviene quel segno più che non pare ci sia, neh.

Toh, eccolo qua.
Infatti furono quelli dell'Enit (manco a dirlo), che facendo riferimento alle vendite di 166 Tour Operator da loro “investigati”, emisero quel + 3,6%.

A questi punti ci sarebbe da chiedere il perché ognuno emetta differenti sentenze, le quali, se andiamo a ben vedere, ci vengono fornite in una maniera che definire esagerata (sono a centinaia quelli che ogni santo giorno danno dei numeri differenti l'uno con l'altro) è ben poca cosa.

Sapranno risolvere l'inghippo delle presenze e dei pernottamenti quelli del TDLAB ?
Anche perché questa è proprio materia loro a cui qualche suggerimento s'è già dato (ved. qui).







sabato 23 agosto 2014

Il digitale è come la carne in scatola

Noto sempre di più di non essere il solo a pensare che il digitale ci ha davvero rotto, considerando il risultato che da al turismo.

Ormai tutti pensano che la digitalizzazione sia l'arma migliore per combattere la crisi di questo settore, forse perché chi dovrebbe (le istituzioni, le associazioni e via dicendo) non sanno che fare, ma di turisti non se ne vede quasi l'ombra se non in quelle statistiche e in quei dati di chi ci marcia per dimostrare la sua grande bontà, sapienza e il saperci fare nonché per dare un senso agli stipendi (buoni) che percepiscono; ma dati e statistiche "fabbricati" ad hoc che però e immancabilmente non sono mai suffragati dai fatti. 

Suicidi, fallimenti, chiusure definitive o temporanee sono all'ordine del giorno se non a quello di ore, minuti e pure i secondi.

Il ricettivo per sopravvivere deve sempre più limitare e limare le uscite e questo ovviamente a danno della qualità, dell'indotto e chi più ne ha più ne metta.
Non manca poi l'ingaggio di collaboratori pagati in nero, ovviamenti derivanti da palanche non certo bianche, per lo stesso motivo sopra descritto (non ce la si fa più con le tasse e balzelli vari), cosa che non mi sento assolutamente di condannare.
E molte altre cosette che non credo valga la pena di ricordare ma che ahinoi esistono senza ombra di dubbio.

Nei giorni scorsi persino Repubblica (due paginoni sull’edizione cartacea) si è intrigata di Fondi Strutturali, Obiettivi Tematici, Agenda Digitale e Accordi di Partenariato.

Roba tosta, di solito per soli addetti ai lavori.

Sarà il fatto che a Repubblica (ma anche su Il fattoquotidiano) vogliono enfatizzare cose risapute, ovvero che la UE ci ha accusato di non aver predisposto un piano strutturale per sostenere la competitività e dunque la crescita con i soldi che ci da.

Sarà che la componente digitale (Obiettivo Tematico 2) è stata buttata giù alla buona, con poche competenze, zero strategie e per l’ennesima volta con la Pubblica Amministrazione al centro dei possibili finanziamenti.

Tanto per cambiare.


Sarà che l’accusa in sintesi dice: ‘regimi di aiuto “generalisti” orizzontali andrebbero evitati”. E sostituiti da “un sostegno mirato alle imprese legato allo sviluppo tecnologico”.

Sarà che per l’ennesima volta l’incompetenza della nostra classe dirigente pubblica (la più pagata a livello europeo) ha partorito l’ennesimo pateracchio all’italiana.


Dunque veniamo a noi e prepariamoci a risolvere questo grave problema con l’ennesima stagione di convegni e di seminari su ‘come sarebbe bello il bel paese con il digitale e bla, bla, bla, bla‘. Dove una serie di non ben identificati pseudo-esperti di qualche cosa (la maggior parte delle volte sono esperti di lettura web e di copia e incolla) ci racconteranno delle mirabolanti avventure delle start-up della Silicon Valley, delle tante app che ci fanno vivere meglio, di come ci stamperemo la dentiera con una stampante 3D e di quella novità che si chiama internet (25 anni, ripeto 25 anni e ancora la chiamano innovazione) che è la cosa più bella, democratica e divertente del mondo.


A loro si uniranno amministratori delegati che diranno: ‘ehi ho scoperto l’eCommerce, che figata!‘. E tanti dirigenti pubblici che mostreranno come son riusciti a erogare servizi digitali 20 anni dopo dei loro cugini europei, spendendo 4 volte tanto. 
Ma bullandosi il doppio.


E il problema resterà irrisolto perché tutti confonderanno tecnologie abilitanti con innovazione, internet con il digitale e markette con piani industriali.

Ok, fine del piagnisteo da vecchio rompiballe.

Passiamo alla proposte.

La prima potrebbe essere una moratoria di almeno due anni.

Zero convegni, zero seminari, zero chiacchiere.

Tornare in trincea (cordite, sangue e merda) e risolvere i problemi di tutti i giorni che son tanti, perché chiacchierando di digitale il paese non cresce.


Poi vorrei che si smettesse di parlare di digitale perché è fuorviante.

Parliamo di futuro e basta.

Che ne dite?

Per ultimo direi ‘normalità’.

Nel senso che il digitale non è per niente innovativo, è semplicemente una componente matura per lo sviluppo dell’economia come lo sono le strade asfaltate, i cavi elettrici e la carne in scatola.

L'innovazione sono solo ed unicamente le idee e non gli hashtag, i “mi piace” con gli immancabili “retuit” che c'hanno fatto due bocce grosse così.


Di Gigi Cogo (il corsivo) e poco poco (il meno bello) di me

P. S.: Che poi non riesco a capire il perché lor signori non comprendano che con l'ausilio di quelli della cordite, sangue e della merda, i digitalizzanti avrebbero ... innanzi tutto una vita più facile e poi ce ne sarebbero molti di più.

Boh!











venerdì 22 agosto 2014

Ice Bucket Challenge ... fatto !

Turismo: e se a Genova costruissero una rampa di lancio per andare su Marte sullo stile Cape Canaveral ?

... ma non me ne frega niente!

Nemmeno l'ultimo degli albergatori del mondo che avesse putacaso una o la quasi totalità delle zone del proprio hotel disastrate per incuria o per vari altri motivi, beh; penserebbe di usare le poche palanche a disposizione (se ce n'è) per costruire una pista ciclabile intorno al suo ricettivo.

Ovvio è che quei soldi li userebbe dapprima per mettere a posto laddove ce n'è di bisogno, giusto per non far storcere il naso ai proprio clienti e magari riceverli ancora.
E questa è la logica delle più semplici cose.

Ma veniamo a chi la pensa diametralmente all'opposto … sì, ahinoi c'è ed esiste, e non credo sia nemmeno il solo in questa Italia a sostenere che le case si comincino dai camini piuttosto che dalle fondamenta.

Anche perché, a chi mastica davvero di turismo, prima di costruire o marketizzare una cosa, beh; prima pensa di migliorare il suo prodotto.
Un po' come la classica scatoletta di pomidoro (se l'ho già detto lo ripeto che male non fa) che puoi reclamizzarla in tutte le migliori maniere e fare anche una scatola con i fiocchi e pure i contro fiocchi, ma se al suo interno ci metti un prodotto da far paura … scordatelo ed è meglio cambiare mestiere.

Oggi a pagina 5 de Il Giornale (Genova) c'è un fondo a titolo “Il sogno di una pista ciclabile sul litorale da Nervi a Voltri”, e a proporre questa “genialata” è Lorenzo Pellerano, consigliere regionale (Lista Biasotti) all'opposizione.

In poche parole, nel fondo di Massimiliano Lussana, si parla di quanto sarebbe utile e bello per il turismo di questa città avere 'sta cosa, dimenticando però che di palanche non ce ne sono e che magari ci sarebbero degli altri ben più grossi problemi da risolvere prima di arrivare a … lasciamo perdere va.
Ma una cosa sola la voglio dire, ed è che non si possono togliere tremila sussidi a delle persone non auto sufficienti per mancanza di fondi e poi pensare ad una pista ciclabile (con quali soldi?), che oltretutto non procurerebbe una mazza fionda … ma poi vi spiego il perché.

Che ci si dimentichi dell'incuria dei Parchi di Nervi da dove dovrebbe partire o arrivare l'eventuale pista pedonale e ciclabile che nonostante i 4 mln di euro appena spesi, mantengono costante l'incuria degli anni passati?

E che dire di Voltri dove la negligenza dura dal tempo che fu? … per non parlare di tutto quello che sta nel mezzo tra queste due località ai confini di Genova (ved. foto a lato).
Ma soprattutto, chi manterrebbe la cura di quei 34 km allo stato originale e con quali soldi se non si riesce manco a tenere decorosamente questa città ?
Diciamocelo; è come fare una bella doccia e poi mettersi le stesse mutande di prima.

Nel pezzo poi si legge che il consigliere ha fatto delle personali ricerche sul movimento dei cicloturisti stranieri in Italia, estrapolando che le Regioni che ne ricevono di più sono il Veneto, la Toscana, il Lazio, il Trentino Alto Adigee, la Lombardia e l'Emilia Romagna dove non appare la nostra Regione.
Eppure è da mo che qui abbiamo la pista ciclabile più lunga d'Europa (dicono) e una marea di simil tocchetti che non finisce più.
Ma allora com'è questa faccenda che pur avendo tutto questo ben di Dio, qui non ci vengono con la stessa frequenza che esiste in quelle altre Regioni?
Semplice!
Le altre Regioni hanno un prodotto migliore (ricordate i pomodorini?) che oltretutto mantengono in buon modo … toh, proprio come dicevo prima.

Poi dell'augurio del giornalista sul fatto che quel consigliere potrebbe essere un buon assessore al turismo di questa Regione, beh; il mio di augurio è ben tutt'altro (uno con queste idee, secondo me che di turismo ne mastico da 45 anni … vabbeh, s'è capito), poiché pare che la Liguria non sia granché fortunata coi nominati attuali e del passato mentre sarebbe giusta l'ora di vederne finalmente qualcuno che … (imho) … vedi i risultati (quelli veri).
E di ipotizzarlo addirittura come presidente della Regione … dai, non scherziamo per piacere.

Il turismo è una cosa seria che dà da mangiare a tanta gente, ma che in Liguria ne potrebbe dare molto di più, ma se ci mettiamo di 'sta gente … campa cavallo che l'erba non cresce manco più, perché muore.

Ora ci sarebbe da capire se questa è una boutade pre elettorale, ma se già nelle solite “sparate” che solitamente si leggono o si sentono prima di qualsiasi elezione, però mai attuate poiché rimangono sempre dentro al cassetto dei sogni degli stolti che ci credono, si sostengono delle cose che non hanno nessuna logica principale (imho) di attuazione per il vero benessere della comunità … figurati dopo.