lunedì 30 settembre 2013

Ecco il perché Papa Francesco non avrebbe mai messo come Ministro del Turismo la Michela Brambilla, tantomeno Piero Gnudi per non parlare poi di Massimo Bray.

Jorge Mario Bergoglio è il Papa, e di Papa della religione cristiana ce n’è uno solo, su questo non ci piove e nemmeno si annuvola il cielo.

Ma voglio sperare che di uomini così ce ne siano altri nel pianeta, e perché no, anche in Italia.
Semplice, pratico e mettetelo voi l’aggettivo più bello che lo possa descrivere nella giusta maniera.
E poi dà la speranza che non è cosa di poco conto.

Papa Francesco poi, ha già passato dei gran brutti momenti nell’Argentina del crollo economico, e la scorza che ha maturato durante quell’esperienza è talmente dura che l’ha portato a essere un gran bel punto di riferimento.
Ed è molto amato per aver saputo realizzare le decisioni e le scelte migliori nei periodi più bui.
Guardate che cos’è riuscito a fare in pochi mesi in Vaticano e poi ditemi se questo non è vero.

Quindi Papa Francesco sarebbe un perfetto Presidente del Consiglio italiano.
Eresia?
Può essere, ma possibile che non ci sia nessun altro come lui?
Semplice, pratico e mettetela voi la parola che più serve a questa nazione … forse l’onestà?
Sì!
Si paga il conto e si porta la borsa da solo … sciocchezze? … allora ci aggiungo che sistema per bene lo Ior in quattro e quattr’otto … vi sembra nulla?
Senza parlare del “repulist” effettuato in poco tempo.
Ora, che persone così posano scalare le scale gerarchiche della politica nazionale non ci credo nemmeno se lo vedo, e non ci vuole di certo un profeta a capirlo … guardatevi intorno (destra. centro, sinistra, di sopra, di sotto e da tutti i lati e le curve del mondo) e ditemi voi se ce n’è uno che gli possa somigliare nella sola unghia del mignolo, anche perché, nel qual caso se ne presentasse uno, ecco che di botto sarebbe preso a calci nel sedere e allontanato irrimediabilmente.
O no?

E di una cosa sono più che certo: Papa Francesco non avrebbe mai messo come Ministro del Turismo la Michela Brambilla, tantomeno Piero Gnudi per non parlare poi di Massimo Bray.

Il motivo?
Lui ama tutti, non ci vuole sicuramente del male, le brutte cose non le fa e mai accetterebbe di inserirci qualcuno per il solo motivo di accontentare le lobby che a loro volta compiacciono gli adepti … con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

P. S.: Degli altri settori non me ne capisco e non ne parlo, ma credo che anche lì … mo gli scrivo e glielo chiedo se accetterebbe di fare il Presidente del Consiglio per un po’, e per far vedere a ‘sti “fanfaroni” il come si fa.

Amen.








domenica 29 settembre 2013

Lettera aperta a chi scriverà la prossima lettera aperta al prossimo Ministro del Turismo

Allucinante!

Ormai è quasi dato per certo che anche questo Governo cadrà ancor prima di aver terminato il suo mandato.
Il prossimo sarà il 63esimo in 67 anni (il primo fu quello di De Gasperi dal 13.07.1946 al 28.01.1947).
Mentre il più inattaccabile per brevità fu il 1° Governo Fanfani (18.01.1954 - 08.02.1954) … 15 giorni senza per altro ottenere la fiducia.
Italia Campione del Mondo!

Quindi altre nuove elezioni (e giù palanche buttate nel cesso), altri ministri e avanti il prossimo al Turismo.
Non che mi dispiaccia granché rivedere Massimo Bray prendere la strada per ritornarsene alla Treccani, per carità.
Ma l’imminente sarà della medesima insipienza  dei predecessori … nell’ambito?
Penso proprio di sì!

Infatti in quelle cadreghe ci va sempre a finire chi meno ne sa e chi meno ci sa fare, e che poi ne combina di tutti i colori … ma per disposizioni del suo partito d’appartenenza e per chissà quale motivo (facilmente immaginabile), ecco che putacaso ci finisce … e tira a campà.

Qualche mese per cominciare a capirne un po’ e poi il nulla assoluto, l’indecisione, le perenni retromarce per la loro salvaguardia e per non intralciare l’associazione di turno che grida a squarciagola che così non si fa.
Poi tocca all’altra che a sua volta s’incazza, e la storia continua all’infinito.
Ed ecco che allora partono a razzo i vari Programmi per la ripresa di questo settore (e giù altre palanche), dove ognuna di queste (le associazioni) ne partorisce alla stregua delle pantegane e che non riportano altro che le stesse cose di altri saccenti che scrivevano oltre mezzo secolo fa.

E con i Programmi s’innesta il circolo vizioso delle lettere aperte sul web che suonano sempre la medesima litania composta di una sola nota: il MI.
MI si che so che cosa s’abbia da fare … Mi sono bravo/a a dare i giusti suggerimenti … MI ascolti, la prego, e vedrà che con le convention che lei MI pagherà, cambierò nel meglio questo settore.
E giù palanche a gran volontà che per puro caso prendono sempre la stessa strada, ma il risultato è che non cambia una benemerita mazza, mentre la colpa rimane sempre degli altri.

Da molto tempo leggo svariati complimenti all’indirizzo di tale e tal altro/a, vedo continuamente degli apprezzamenti regalati all’oratore di turno (e ce ne sono talmente tanti che nessuno riuscirà mai a contarli tutti), sento gratificare il professorone che diffonde luce alla platea che di botto s'illumina d'immenso: sì, quei gran sapientoni che seppur a contatto con chi decide le sorti nazionali o regionali di questo comparto ottengono lo stesso risultato che arare il fondo del mare … e nel mentre le altre nazioni ce lo mettono sempre in quel posto.

Ma è mai possibile con tutti ‘sti eccellentissimi del turismo non si riesca mai a combinare niente di buono?
O sarà forse che gli eccellentissimi, alla pari del ministro del turismo di turno, non ne capiscano a loro volta ‘na sega?
Aumentando però inesorabilmente le nostre spese ... al loro indirizzo.
Qualcosa non va!

P. S.: Fanfaroni ... e noi coglioni!









sabato 28 settembre 2013

Io non scrivo recensioni false su TripAdvisor, non farlo anche tu

Non vorrei dire: io l’avevo detto, ma ecco, io l’avevo detto.

Se scrivete recensioni su TripAdvisor (e Google, Yahoo, Amazon, Yelp, Citysearch) spietate, offensive, inaffidabili, quasi sempre anonime, a volte addirittura false, capace che qualche procura si mette a indagare.
Perché non è il caso di avere dubbi: oltre che poco etico, scrivere recensioni false è un reato.

[Sto per usare una parola complicata, ASTROTURFING, fate finta di niente e continuate a leggere, la spiegazione è semplice]

Eric Schneiderman, procuratore generale di New York, ha indagato sull’astroturfing.
– Allora, cos’è questo astroturfing?
Una tecnica per alterare la percezione che abbiamo di un certo prodotto.
– Su cosa si basa l’astroturfing?
Sull’idea che molti giudizi positivi o lusinghieri influenzino le scelte dei consumatori.
Okay, vi ricorda qualcosa?
No?
Riproviamo.

Astroturfing uguale false impressioni positive su contenuti pubblicati in rete. Una tecnica affidata spesso a persone retribuite per produrre artificialmente un’aura positiva intorno al bene da promuovere.
Okay.
E cosa è venuto fuori dall’inchiesta del giudice americano?
1) Diciannove società sono state colte, come dire, con le recensioni nel sacco.
Multate non solo loro che si occupano di reputazione online e posizionamento sui motori di ricerca, ma pure i clienti: ristoranti, società di trasporti, dentisti, night club.Multa complessivamente patteggiata: 350mila dollari, circa 260mila euro.

2) A scrivere la maggior parte delle recensioni false, per una cifra compresa tra uno e dieci dollari a recensione, sono cittadini di paesi asiatici tipo Bangladesh e Filippine (hey, con tutti i tagli degli ultimi tempi, ci avviciniamo al compenso di un critico gastronomico).

Curiosità: come hanno fatto a smascherarli i segugi della polizia newyorkese?
Con un trucchetto non proprio originalehanno finto di aprire una yogurteria a Brooklyn, e poi contattato diverse agenzie.
Quelle inconsapevoli, si sono affrettate a proporre recensioni favorevoli sui social media.
Se vi state chiedendo come mai a New York non abbiano di meglio da fare, datevi bassi voti in frodi sul web.
Il fenomeno negli Stati Uniti sta assumendo proporzioni inquietanti.
Capita sempre più spesso di leggere annunci del tipo:
“Abbiamo bisogno di qualcuno che scriva 2-3 recensioni al giorno. Il lavoro durerà almeno tre settimane. Offriamo un dollaro a recensione”

Secondo i capoccioni della società di consulenza Gartner, entro il 2014 una recensione su sette pubblicata sui social media sarà falsa. Ma l’intervento della procura di New York e il deterrente delle multe, potrebbero segnare un giro di vite nella battaglia contro la falsificazione dei contenuti online.
State sbadigliando?

Trattasi di cose americane, pensate, trattenendovi garbatamente dal farlo notare?

Ecco, prima di liquidare la questione con il classico “Da noi non accadrebbe mai”, siete proprio sicuri che non ci riguardi?








venerdì 27 settembre 2013

Ancora tu ... ma non dovevamo già leggere il programma ... BTO Edu

Bisogna proprio dirlo, la Basilicata macina sempre di più nell’ambito del turismo e il prossimo 3 di ottobre … (ved. immagine a lato).

Quindi web, innovazione e cultura patrocinata dalla Regione e il tutto eseguito dal BTO Educational.
Solo che a sei giorni dall’evento non si sa ancora un bel niente del programma.




Vuoi vedere che non hanno ancora fatto in tempo a stilarlo perché è ancora in corso quello che stanno effettuando in Sardegna proprio in questi giorni?



Prima domanda
Saranno diversi nei contenuti oppure gli basterà cambiare il nome della Regione… boh!
Vedremo!

Seconda domanda
Ma non c’è nessun’altro in Italia che s’intenda di queste cose qua che ovunque ti giri ci sono loro, e che magari altri avrebbero avuto più tempo per prepararlo (il programma della Basilicata visto che tra breve … e ancora non c’è) in maniera più tranquilla e rilassata?

Terza domanda

Quarta domanda
Mi fermo qui, va! … per ora.







giovedì 26 settembre 2013

Perché il BTO?

L’agenzia regionale di promozione turistica In Liguria ha ideato il progetto .

È stato avviato un bando pubblico per cercare cinque artisti video maker internazionali, con lo scopo di ottenere video-racconti dedicati alla Liguria.
Il bando si chiuderà il prossimo 30 settembre, quando una commissione formata dagli esperti del BTO educational inizierà le selezioni per invitare i cinque video maker vincenti.
L’intero progetto, proposto per la prima volta in Basilicata da un’ idea di Mikaela Bandini, si inserisce nella piattaforma CAN’T FORGET ITALY (impossibile dimenticare l’Italia, www.cantforget.it/it).

I video maker sono invitati a raccontare la Liguria con i loro occhi e la loro creatività. Lo scopo di questi video è di essere molto virali e di attirare l’attenzione del popolo della rete ed invogliare la condivisione.
I vincitori selezionati saranno ospitati in Liguria una settimana dal 14 al 20 ottobre e spesati per 2500 euro.
Durante il soggiorno produrranno un video, la cui proprietà sarà di .
Dopo la conclusione della fase creativa e la pubblicazione on-line dei lavori video, sarà fatto un concorso tra i video che avranno ottenuto almeno 2.500 visualizzazioni sul canale YouTube di CAN’T FORGET ITALY.
Tutti i video saranno pubblicati su piattaforme web.2.0.

I temi scelti e proposti agli aspiranti video maker della Liguria sono i seguenti: Sport vista mare, Borghi, persone e storie, Genova so cool, Street Food-Liguria Style, Liguria in time lapse (tecnica video molto usata sui canali web).
I videro devono avere una durata di circa 120 secondi e saranno pubblicati su un video blog dedicato all’esperienza.
Il bando può essere scaricato sul sito Agenzia in Liguria.

Ora, dando per scontato che la scelta della mia Regione nei confronti della Mikaela Bandini è da me più che condivisa ... la domanda non è chi sono quelli del BTO, ma perché BTO farà le selezioni (?) … e chi saranno gli esperti (?) … che cosa ne sanno di video promozionali turistici (?) … e bla bla bla.

C’è qualcuno che mi può delucidare in merito poiché vorrei tanto imparare e capire … anche se credo di esserci già arrivato.

Ah dimenticavo: " ... e quanto costerà alla mia Regione questo loro, si può dire "lavoro da grossista""?






mercoledì 25 settembre 2013

Giusto!

I Giusti con le loro azioni nei tempi bui dei totalitarismi hanno salvato in Europa la speranza nell’umanità.
Hanno mostrato che ogni uomo in qualsiasi circostanza nel proprio piccolo può assumersi una responsabilità e spingere la storia in una direzione diversa.

E Gino Bartali, toscanaccio burbero e schivo dal grande cuore lo è, salvando al vita a circa 800 ebrei durante il nazismo ... senza dimenticare che involontariamente ... attentato a Togliatti.
Infatti, Ginetaccio è stato un campione non solo sulla strada, ma forse ancor di più nella vita.
Il suo nome, dopo la medaglia d’oro assegnatagli dal presidente Azeglio Ciampi nel 2006 per la sua attività durante la guerra, da ieri, è iscritto fra i “Giusti delle Nazioni” allo Yad Vashem, il Sacrario della Memoria a Gerusalemme, insieme con altri italiani (oltre 500), tutti non ebrei, che ebbero il coraggio di dire di no alla barbarie nazista.
Persone che hanno riscattato in parte l’onore dell’Italia fascista alleata dei tedeschi, segnata dalle Leggi Razziste e dalle persecuzioni. 

“Ginettaccio” aveva ragione nel suo modo di dire “gli è tutto sbagliato gli è tutto da rifare”: perché lui, quel che poteva fare, già lo aveva fatto.
Rischiando la vita durante l’occupazione tedesca come staffetta in bicicletta tra Firenze i molti luoghi dove si nascondevano gli ebrei braccati.
Macinando chilometri e, sotto il naso dei nazisti, trasportando i documenti falsi preparati sotto la regia della Curia di Firenze.

E Gino Bartali su queste pagine c’entra di diritto anche se qui si parla solo di turismo … basta il solo nome di questo blog … sennonché il “Ginetaccio” fu uno dei miei idoli di gioventù nonostante fosse alla fine della sua carriera, e questo per via di quella sua eterna voglia di migliorare gli altri e se stesso, anche quando vinceva con distacchi chilometrici.

E sempre sarà “Tutto sbagliato tutto da rifare”.









martedì 24 settembre 2013

Turismo: il link di "Destinazione Italia" è stato rimosso da tutte le parti ... quasi

Hanno cancellato o rimosso tutti i link che riportavano a "Destinazione Italia" discusso nel Consiglio dei Ministri di pochissimi giorni fa.
Strano, vero.
Che si siano accorti d'aver scritto delle sciocchezze e cercano di metterci rimedio?

... ah, quasi tutti rimossi perché ... vedi qui (fintanto che ci resterà).

Comunque diciamocelo chiaramente, il nostro è un Paese stupido.

Talmente stupido che, oltre a trascurare i propri interessi, fa di tutto per favorire quelli di altre nazioni.
Non lo dico sulla base di sensazioni: lo dimostrano i fatti. 
È notorio che sulle carte geografiche l'Italia è la migliore piattaforma turistica europea proiettata nel Mediterraneo e non solo.
In teoria, siamo straricchi di cultura e turismo.
In pratica, ignoriamo di averle a nostra disposizione, se non in quelle elencazioni chiacchierone dei relatori di turno, e le poche che utilizziamo sono tragicamente rallentate da una burocrazia acefala, straordinariamente attrezzata per rendere improduttivo tutto ciò che toccano.

Massimo Bray, il ministro della Cultura e del Turismo, vuole portare la gestione del portalone italia.it (una cosa catastroficamente irripetibile nel mondo) mentre le Regioni s’incazzano perché lo vorrebbero sotto il patrocinio dell’Enit (dove presumibilmente riuscirebbero anche a peggiorarlo considerate le aspettative).

Domande
Ma perché non c’è mai una volta che la pensano nella stessa maniera?
Ed è mai possibile che la logica li porti perennemente al contrasto?
Quante maremma maiala di concezioni esistono nel turismo?

Risposte plausibili
Boh?

E il perché del mio "boh" è scritto nell’immagine sotto ... e qui (dove ancora non sono riuscita a rimuovere il link)



Ma come maremma maiala si fa a pensarla così!
Colpa di chi?
Non certo degli alpini.








lunedì 23 settembre 2013

Turismo: Ne azzeccassero una anche solo per sbaglio ...

Mettiamo il caso che per un motivo inimmaginabile il portalone italia.it vada a finire all’Enit (ved. pag. 23) come piattaforma di comunicazione (e vabbè) e di promo commercializzazione (e vabbè) che comprenda i portali regionali (e non vabbé per niente).


Ma cosa vuol dire “che comprenda i portali regionali”?
E poi, questa mescolanza abbraccerà sia la comunicazione sia la promo commercializzazione?

A che scopo vendere quando c’è già chi lo sa fare in maniera davvero certosina (ved. OLTA) e che andrebbe contrasto in tutt’altra maniera?
E ancora … che cosa picchio commercializzi se prima non innalzi la qualità?

Oppure il motivo è che bisogna far lavorare “qualche amico” che immancabilmente non produrrà un bel fico secco sennonché l’incazzamento generale com’è sempre avvenuto?


Ne sono quasi certo in entrambe le supposizioni, e vale a dire; denaro a gogò e incazzamento, tranne ovviamente quei “qualche amico” che addirittura difenderà ad oltranza la bontà del progetto.

Supposizioni … ma neanche poi troppo
Fumo buttato lì tanto per non scontentare le Regioni, anche perché se vai a ben (ma anche male) vedere i portali regionali sono tutti diversi, ed è immaginabile il risultato catastrofico di un mix tra tutti.
Mentre il solo import dei vari contenuti darebbe luogo a un'accozzaglia senza alcun senso.

Ma poi come si può pensare di avere una "strategia digitale" se nemmeno c'è quella sui prodotti turistici?
Sennonché il tempo dei portali "informativi" è dato per finito già da un bel pezzo.
Ma poi, ne servono veramente 20 e tutti diversi dall’altri (in realtà sono molti ma molti di più) o lo scopo è solo quello di ... vabbé, avete ben capito, neh!

Ma non s’è sempre detto che ciò che conta sono i servizi a valore aggiunto collegati agli eventi e al turismo "per motivazione" … a farla in breve la qualità?

A oggi non vedo alcuna possibilità per ENIT di produrre un progetto che sia minimamente credibile e non credo abbiano proprio né capacità né competenze, sia sul piano tecnico che su quello meramente turistico.
Basta solo guardare il loro portale istituzionale... (sic!).

P. S.: E prima di fare la promo commercializzazione di un prodotto, bisognerebbe pensare a migliorare il prodotto che si vuole vendere, o no?








domenica 22 settembre 2013

Turismo: Semplicemente una gran buona e bella idea




... che l'assessore del Turismo della Liguria, Angelo Berlangieri, ha recepito nel primo secondo dopo essere stato informato del fatto, organizzando così la possibilità d'attuazione già dal secondo secondo (pardon).
Beh, che dire; un buon assessore che sa ascoltare ... e non è poco!

Tutto in due giorni (ved. qui).







sabato 21 settembre 2013

Ballegge

Due soldi di speranza li ho sempre avuti in tasca e questo nonostante che l’avvicendamento al comando del turismo l’abbiano ottenuto delle persone … lasciamo stare, va.

Ma con l’avvento di Andrea Babbi, il DG dell’Enit, credo d’averla spesa tutta e le palanche della speranza, zac, sono scomparse di botto.

E dire che per due minuti e pochi secondi ci avevo creduto, mannaggia a me.

Comunque sia, ieri l’altro, al Consiglio dei Ministri, viene presentato e discusso il progetto “Destinazione Italia” dove tra l’altro, per favorire la ripresa nazionale, a pag. 23 (Misure per un Turismo capace di cogliere le opportunità globali), fa capolino la seguente dicitura (ved. immagine sotto).


Che a quanto pare dovrebbe essere addirittura opera del DG dell'Enit, considerato che se la pubblicizza sul web ...


Mentre il Babbi poco prima ne affermava l’impossibilità (promo commercializzazione) per via di una sconosciuta Legge, e vale a dire che secondo lui ne esisterebbe una che vieterebbe all'Enit di poter fare intermediazione o se volete la promo commercializzazione, mentre qualche mese prima la pensava diametralmente all'opposto ... e prima ancora (ved. qui).

Bum! ... ed è mai possibile che passi da una opinione all'altra nel breve spazio di poco tempo?
E ... dov'è finita la "sua" Legge?
Oppure vuoi vedere che hanno avuto bisogno di leggere su queste pagine che quella Legge era una bufala ... non di mozzarella, neh!

Tempo fa leggevo che Il Babbi si trovava in difficoltà per via di alcune incomprensioni interne nell’ente e bla bla bla, e che aveva l’intenzione di ritornare laddove era venuto, ventilando l’uscita di scena … cosa che tra l’altro non mi turba i sogni e nemmeno la veglia.
Se ne va?
Chissenefrega!
Il peggio che può succedere è che tutto rimanga esattamente come adesso e che quindi il non peggiorare è già di per sé una buona cosa.
Amen!

P. S.: Serve dell’altro per far capire che quella Legge non è mai esistita e che di balle nel turismo ne abbiamo due bocce (balle) così. 








venerdì 20 settembre 2013

Si salvi chi può da chi ha la soluzione (etilica) alle Olta

Scusate se mi cito pur consapevole della mia marginalità ma sarò breve, anzi brevissimo ... and I wonder whether the original principle is so flexible in practice.

Chiunque voglia o ambisca a contrastare le OLTA o OTA ripercorrendo la loro strada è e sempre sarà, un eterno illuso, e mi si perdoni l’ardire … anche un po’ scemo.
Perché dico questo?
Semplice!

Tutti i santi giorni appare lo scienziato di turno, che previo qualche ragionamento di pochi minuti e il dovuto scambio d’opinioni sul web, ecco che di colpo gli si accende la lampadina del genio, e in men che non si dica ti sforna una soluzione che mai più ti saresti aspettato.
Poi?
Avanti con il prossimo pisquano che s’è bevuta qualche botte di alcool etilico per tenersi un po’ su di quel tanto, perché solo un ubriaco può pensare così … e ti basta aspettare qualche solo minuto che d'improvviso comparirà la prossima “loro” soluzione etilica.

Domanda.
Avete mai fatto caso alla perfezione di chi fa intermediazione alberghiera (OTA o OLTA) e di tutto l’ambaradan che nel tempo hanno costruito spendendo svariate centinaia di milioni di dollari o euro l’anno?
E basta là (a buon intenditore poche parole), anche perché se una soluzione c’è, ebbene questa non può assolutamente ripercorrere il loro medesimo terreno, e non sarà certo motivo di soluzione l’aver inserito due dita nella presa della corrente elettrica per far in modo d’accendere la lampadina del genio ma bruciandosi irrimediabilmente il proprio cervello.

Ma allora dobbiamo sopportare che questi signori ci costringano a dei tassi d’intermediazione pazzeschi (fallimenti e chiusure) e al fatto che le tasse (due o tre miliardi di euro?) le paghino all’estero?
NO!

Soluzione.
La fantasia è più importante del sapere e tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa … di Albert Einstein.
E chissà che quello sprovveduto non s'aggiri di già … ma assolutamente non nello stesso terreno!











giovedì 19 settembre 2013

La chiusura del cerchio della promo commercializzazione (per quattro gatti al bar)?

Il linciaggio al mio fegato, tanto per non perdere l’abitudine, continua … e in queste cose Federalberghi non lesina o si tira di certo indietro per poterne così consumare l’opera.

Infatti, da quelle parti vogliono di nuovo tentare l’intermediazione attraverso il loro italyhotels.it.

Tutti campioni del mondo a sentirli, ma il risultato è che le OTA o le varie OLTA qualsivoglia proferire, la fanno da padroni con delle percentuali da far paura, portando all’estero i loro ricavi nonché manlevandosi dall’obbligo di pagare le tasse nel Bel Paese … nulla d’illegale, per carità, ma s’ipotizza che un paio di miliardi di euro l’anno e forse anche qualcosa di più, mica noccioline, neh; se ne prendono la strada per altri Paesi (Expedia ha sedi in tutto il mondo ma la principale è a Bellevue, vicino a Seattle, nello stato di Washington. Più vicino, ad Amsterdam, il quartier generale di Booking.com).

Ma ora un po’ di storia e nemmeno troppo antica.

Dal principio fu Scegli Italia (di Lucio Stanca), poi cambiato nel famoso portalone “italia.it”, e detto nacque principalmente come progetto di booking (Ved. Art. 12 legge n. 80 del 14/05/2005).
Ma la piattaforma fu avversata in tutti i modi dai T. O. e dalle agenzie di viaggio, certe che in questo modo avrebbero visto contrarsi il loro giro d'affari.
Con la discesa in campo della Brambilla, parve che si ritornasse al progetto primordiale (booking) ma di nuovo l’intercessione dei T. O., l’Alpitour di Winteler (attraverso una lettera) su tutti che lamentava il fatto di aver già speso 2 mln di euro (movimentandone 11 durante il solo primo anno di vita) fece decadere definitivamente la proposta.
E grazie alla miopia (o totale cecità) di questa gente e dei vari ministri che gli dettero retta (i vari Rutelli, Brambilla e compagnia bella) fu ampiamente spianata la strada alle OLTA.

La storia recente e … il cerchio si chiude?
In merito alla “cosa” e alcuni mesi fa, Andrea Babbi non appena insediatosi sull’ambita poltrona di DG dell’Enit, sentenziò che il portalone dovesse attuare la politica dell’intermediazione per evitare queste discrepanze (ved. qui) per poi cambiare completamente opinione a causa di una “sua” presunta Legge che avrebbe vietato allo Stato qualsiasi possibilità di vendita poiché destinata ai privati.
Legge di cui non c’è traccia in tutte le Gazzette Ufficiali dalla Costituzione della Repubblica italiana (ved. qui) …

… ed ecco che il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, dichiara: “Sarebbe più semplice se l'Italia si dotasse di un proprio sito in grado di presentare le tariffe alberghiere più convenienti. Federalberghi ci sta provano con ItalyHotels.it. L'intento sarebbe renderlo operativo entro fine anno, «ma per portare avanti il progetto, promuovendolo su mercati internazionali, ci vogliono almeno 8 milioni di euro l’anno. L'idea è applicare non più del 10 per cento di commissione agli iscritti”. 

Ma come (?), prima si può promo commercializzare sul portale italiano … poi spunta una Legge (dov’è?) che dice che non si può e quindi ecco che Federalberghi parte con l’intermediazione alberghiera … strano, neh?
Pertanto la loro catastrofica esperienza maturata qualche anno prima non è servita a niente, e ci riprovano nonostante giri voce che Federalberghi stia inesorabilmente perdendo associati da tutta l’Italia.
E se continua così, si ritroveranno a intermediare solo quei quattro amici al bar davanti ad un bicchiere di coca e un caffè, mentre dei nostri guai (TripAdvisor, Expedia, Trivago e bla bla bla) non se ne parla proprio.

La soluzione?
La fantasia è più importante del sapere e tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.












martedì 17 settembre 2013

Felicità è buon Turismo


Il turismo è la principale industria del pianeta e quella che più mette in relazione gli abitanti della Terra. 
E se per l'opinione comune il turismo è un'attività tesa a soddisfare bisogni personali. costituisce in realtà un fenomeno con forti implicazioni sui tessuti economici e sociali delle destinazioni. e che fornisce ai decisori un valido strumento per la politica economica. 
Pertanto, se la politica economica non va bene si avrà un popolo che non è felice … e se non è felice, non si può fare un buon turismo.











sabato 14 settembre 2013

I Premi IgNobel 2013 del Turismo italiano

L’idea malsana e banale m’è venuta ieri leggendo i premi IgNobel 2013, e perché non dargli gambe anche per il turismo nostrano?
In poche parole gli IgNobel non sono altro che degli ignobili Nobel assegnati ogni anno dagli Annals of Improbable Research che per l’occasione convertirò in Annals of Improbable Tourism.

Alé, si parte!

IgNobel dell’Astronomia
Al Ministro della Cultura e del Turismo, Massimo Bray, che in soli venti giorni e per merito del “suo” decreto sulla Cultura ha prodotto un incremento dei turisti internazionali del + 31% … dice lui!
Più in alto di così ci sono solo le stelle.

IgNobel della Biologia
Alle associazioni di categoria con la causale di non essere ancora riuscite a distinguere le “piante” velenose da quelle mangerecce, nonostante non passi giorno che non si riuniscano da qualche parte a discutere i pro e i contro.
Quali?
Elargendo però le prime (quelle velenose) unicamente agli associati, mantenendo per se stesse e per chi gli fa piacere e aggrada, le seconde.
Infatti, non si capisce il perché esse esistano se non riescono quasi mai a ottenere quello che richiedono da tempo immemore se non per le cose di poco conto (ved. situazione del turismo nazionale).
P.S.: Ovviamente diranno che non è colpa loro ma di chi comanda il settore, e stai a vedere che la colpa è di chi si fa rappresentare da loro.

IgNobel per la Medicina
A Bernabò Bocca poiché si presume sia l’unico portatore sano al mondo del “virus della bugia” sulle statistiche e sui dati delle presenze turistiche, e probabilmente ricevuto per contagio dall’ex (per fortuna) Ministro del Turismo, Michela Brambilla.

IgNobel per la Pace
Indiscutibilmente a questo blog qui (tutto sbagliato tutto da rifare) che in 1.647 post s’è fatto un quantitativo inumano di nemici con le sue critiche costruttive.
Che seppur descrivendo con tutte le pezze d’appoggio, con le dovute millesimali spiegazioni e quant’altro dimostrando le perenni “balle e gli errori” dei preposti al comparto, non ha fatto altro che ricevere tonnellate di letame e dove gli “pseudo amici” (i più) non hanno nemmeno il coraggio di pigiare un “I like” per paura d’incappare nelle ire di chi in quel momento è preso di "mira" dalle critiche. 
P.S.: Chiaro esempio di “democrazia” italiana.

IgNobel della Psicologia
Al Direttore Generale dell’Enit, Andrea Babbi, con la giustificazione che la Corte dei Conti, che notoriamente per statuto interno delibera in 60 giorni, sta ancora esaminando la richiesta dell’Agenzia del Turismo avvenuta (primo annuncio di Babbi al BTO il 29 novembre 2012) 289 giorni fa è quindi ancora in attesa di ricevere formalmente l’incarico di gestione del portale italia.it.
Stessa cosa per i Buoni Vacanza (anche questi da marzo alla Corte dei Conti … dice lui), e non ultima la faccenda che la Legge vieterebbe al “portalone” di poter fare la promo commercializzazione, ma che invero la Legge non afferma per niente.  
Senza dimenticare che all’inizio del suo mandato triennale, il Babbi la pensava diametralmente all’opposto.
E c’è ancora chi ci crede.

IgNobel Ingegneria di sicurezza
A due consiglieri regionali in forza al PDL (non me né si voglia, grazie), tali Marco Melgrati e Marco Scajola (sì, stessa famiglia) che sono “sicuri” che la responsabilità dei pochi passeggeri che si sono imbarcati a Genova sui vari traghetti per la Sardegna sia da attribuire all’assessore al turismo della Liguria, Angelo Berlangieri.
Come a dire che se i cinesi non vengono in Italia, ecco che la colpa è “sicuramente” di chi gestisce l’aeroporto di Pechino oppure di chi amministra turisticamente distretti di Yanqing County e Huairou che appunto comprendono la capitale cinese.

IgNobel della Fisica
Scopo della fisica è lo studio dei fenomeni naturali, ossia di tutti gli eventi che possano essere descritti ovvero quantificati attraverso grandezze fisiche opportune, al fine di stabilire principi eleggi che regolano le interazioni tra le grandezze stesse e rendano conto delle loro reciproche variazioni.
Quest'obiettivo è raggiunto attraverso l'applicazione rigorosa del metodo scientifico e spesso la fornitura finale di uno schema semplificato.
Quindi l’ambito riconoscimento va a tutti coloro che, per meri interessi personali, di partito o chissà che, sono riusciti a complicare in maniera esagerata questo settore con Leggi, Leggine, Decreti e Decretini da far paura, contribuendo così al deterioramento dell’intero sistema.
Pertanto il premio va alle Regioni che “maremma maiala” ce ne fosse una che delibera come l’altra.

IgNobel della Chimica
A Enrico Letta con la causale di: “ma che razza di beveroni si fa” nel richiedere le Olimpiadi del 2024 (ved. qui il perché).

IgNobel dell’Archeologia
Agli esimi professoroni delle varie Università italiane, che seppur abbiano passato da mo gli ottant’anni, te li ritrovi ancora nelle Commissioni e nei Comitati del turismo nazionale per sostenere di voler cambiare la Governance.
Cosa giusta, per carità, ma come mai loro sono ancora lì?

IgNobel della Salute Pubblica
Tutti quelli (e ce n’è) che pur non capendo una benemerita mazza del settore, profetizzano indefessamente di turismo sul web, sui social e in ogni dove, procurandomi un fegato tanto e due altre cose grosse così.

IgNobel della Probabilità
A me, anche perché è molto probabile che dopo questo post aumenterò considerevolmente il numero dei miei nemici più cari e … delle carogne.











  

venerdì 13 settembre 2013

Ma va là

Ieri leggevo l’ennesima dichiarazione di Andrea Babbi, il DG dell’Enit che in questi giorni dovrebbe trovarsi in Giappone nell’ambito della Jata “Tabihaku” di Tokio, fiera turistica in corso di svolgimento fino al 15 settembre.
Ed ecco che come al solito arrivano i "suoi” dati ... ovviamente positivi. 
It is better, thus it is (tant'è)!

Nell’occasione gli arriva anche l’aiutino di Riccardo Strano, il direttore dell’Agenzia dell’area Estremo Oriente, che attraverso le indicazioni che gli pervengono dai T. O. sulla vendita (vendita?) dei cataloghi Italia, dichiara che si evidenziano degli incrementi sull’ordine del 15-20% su base annua.

Cerco di argomentare.

Andrea Babbi dice che la presenza in questa fiera punta a rafforzare un mercato che ha ripreso a segnare un trend in salita nei confronti dell’Italia facendo registrare nel 2012, secondo la Banca d’Italia, una spesa per vacanze nel nostro Paese di 578 milioni di euro (+12,5% rispetto all’anno precedente) e circa 3 milioni di presenze.

Dati giusti, per carità, ma non credo che gli siano granché pertinenti considerato che è DG dell’Enit dalla fine di novembre 2012, e in un solo mese (dicembre 2012) è molto difficile riuscire a produrre questi risultati.
A onor del vero non è che se ne sia privilegiato, ma cosa non si fa o non si cerca per inserire il segno più davanti a qualsiasi dato (anche non pertinente) durante il proprio “regno”, neh!
Dimenticando però che non è poi così  giusto definire che il trend sia in salita (o forse è sufficiente un solo anno per poterlo affermare?) anche perché l’anno prima, il 2011, il decremento sui pernottamenti è stato del – 24,9%; quello sulla spesa del – 4,8% mentre quello sulle presenze alle frontiere fu del – 11,8% ... quindi, alla faccia del trend positivo.


Poi per quanto riguarda i primi sei mesi del 2013 rispetto all’anno precedente (anche questi dati Bankitalia) e quindi sotto la loro “responsabilità diretta", le presenze alle frontiere sono aumentate dell’8,8%, la spesa dei giapponesi del 3% ... però i pernottamenti sono invece diminuiti del – 11%.

E dove diavolo è quella percentuale del + 15-20% che afferma Riccardo Strano?
Vabbè, mancano ancora sei mesi e staremo a vedere se quel – 11% (pernottamenti) diventerà di botto + 15-20%.

















mercoledì 11 settembre 2013

Cos'è quello?









Turismo straniero: Chiusura dei primi sei mesi (arrivi, spesa e pernottamento) da tutte le nazioni di provenienza e confronto con gli anni precedenti

martedì 10 settembre 2013

La distanza tra Genova e Roma ... per l'Enit

Il termine fenomeno è utilizzato in riferimento ad un evento osservabile, talvolta nel linguaggio comune soprattutto se si tratta di qualcosa di speciale, (l’origine della parola è greca, da phainomenon = ciò che è manifesto e pertanto osservabile).

 E i “fenomeni” sono gli oggetti di studio da parte della scienza.

Che ci siano quindi degli scienziati che li studiano?
Anche perché solo dei “fenomeni” possono accorciare in brevissimo tempo (qualche minuto) la distanza che esiste tra Roma e Genova.

Ora, secondo i “fenomeni”, i chilometri che dividono le due ridenti città, sono di botto diventati 140 e non deve essere stato per niente facile farlo in così poco tempo.

Una volta, prima dell’avvento dei “fenomeni”, Genova distava da Roma in linea d’aria 401,44 km mentre scegliendo la strada più corta, questi diventavano 511 … ma come già detto adesso, li hanno ridotti a 140.
Beh, in fondo sono anche contento, e mi verrebbe anche da ringraziarli, poiché da oggi in un battibaleno raggiungerò la capitale e mi eviterò interminabili viaggi nonché esagerate spese.

P. S.: Una sola richiesta se fosse possibile: “Chissà se lor signori, i fenomeni, potessero accorciarmi anche la distanza che c’è tra la mia città, Genova, e le due capitali dell’Australia e del Canada per questioni di lavoro?

Grazie, sarei loro eternamente grato!


Ecco adesso ho pienamente capito quel “Noi facciamo i fatti” del suo Direttore Generale, Andrea Babbi, e il che cosa voleva intendere … forse.
Più "fatti" di così ...