venerdì 31 maggio 2013

Abbiamo il ministro del turismo in un ministero del turismo che non esiste e senza la delega al Turismo ... ma si può?

Dicono che noi diciamo e raccontiamo troppo su queste pagine … ma noi non diremmo se loro, oltre al dire ci mettessero il fare.
E il fare bene, naturalmente.

Poi, come d’uso in questi casi, c’è di mezzo il mare; sì, un mare di quello che vi lascio immaginare, e che immancabilmente ci ricopre ormai quasi totalmente … approssimativamente ne siamo immersi fino al collo, se non ancora più in su.

Due giorni fa scrivevo che è già passato più di un mese dalle nomine dei responsabili dei vari dicasteri del Governo Letta, ma a chi toccherà la delega del Turismo non c'è dato ancora a sapere.
Sarà per quello che il Ministro della Cultura e del Turismo (?) Massimo Bray, ben se ne guarda bene dal nominarlo?
E tutti (quasi) sanno che quel ministero è stato abrogato nel '93 per ...

Ora sta di fatto che quel DDL ha ancora venticinque soli giorni per essere attuato, dopodiché diventa carta straccia.
Infatti, lo scopo del DDL è convertire in legge un decreto-legge di Monti (ved. qui) che essendo stato emanato il 26 aprile 2013 va convertito in legge entro 60 gg. (entro il 25 giugno 2013).
Altrimenti decade, anche perché il DDL perde di significato (non puoi convertire un decreto-legge decaduto).
Nell'ambito di quel DDL Letta ha fatto infilare degli emendamenti per far diventare "subito" legge ciò che poteva invece emanare a sua volta con decreto-legge separato
(poi da convertire entro i canonici 60 gg).

Solo che il Governo ha ri-emendato l'emendamento una prima volta e poi una seconda, e praticamente vanno avanti per approssimazioni successive ... mentre nel frattempo hanno spostato alla prossima settimana la discussione in Aula del decreto che contiene appunto l'emendamento.
E ricordo che mancano solo 25 gg. alla scadenza del decreto, che se poi c’andiamo a togliere le feste e i giorni del dolce loro far niente, di questi ne restano veramente ben pochi; diciamo una decina, va!

In pratica alla Camera o respingono tutti gli emendamenti o il decreto ci sta che decada.
Nel qual caso “ciao ciao” o “bye bye” anche al passaggio di competenze sul turismo al MIBAC.

… e noi stiamo arzigogolando, ci diamo da fare e ci danniamo l’anima per trovare il come fare per aiutarli a toglierci dalla … (vedi sopra quella sostanza che tra un po’ ci arriverà fin sopra i capelli)?
Anzi, sono loro a chiederci: “dateci una mano”!

A fare che, se non esiste ancora nessuno che ha la delega per il turismo?
Una presa per i fondelli?
Personalmente credo proprio di si!

P. S.: E chissà perché quando c’è da aumentare una tassa, ecco che in un battibaleno, l’è già pronta e bella che servita, neh?










giovedì 30 maggio 2013

Meglio di niente, va … egregio signor ministro Massimo Bray.

Eh sì, poco alla volta ... ma non troppo poco, neh!
Comunque ... 

... il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Massimo Bray, ha deciso di consentire l’accesso gratuito ai luoghi della cultura sul territorio nazionale anche ai minori extracomunitari.

La limitazione ai soli minori comunitari dell’ingresso gratuito, secondo il vigente decreto ministeriale n.507 del 1997, ha portato sempre più spesso al verificarsi di spiacevoli e imbarazzanti situazioni, non degne di un Paese che guarda all’integrazione tra i popoli e vede nel suo patrimonio culturale una delle principali risorse; una norma che contrasta inoltre con i principi della Convenzione sui diritti del fanciullo ratificata a New York il 20 novembre 1989.

In attesa di un adeguamento normativo coerente con l’ordinamento e con gli obblighi internazionali, il Ministro ha dato disposizione a tutti gli uffici del dicastero di recepire immediatamente queste valutazioni, consentendo così l’entrata gratuita nei musei statali anche ai minori extracomunitari.

Ok, va bene!

Infatti, a suo tempo, dopo esser venuto a conoscenza con immenso con stupore e pensando sempre peggio nei confronti di chi decise le “genialate” che vi vado a elencare di seguito, e che riprendo da un mio post scritto non molto tempo fa, in merito ad una dicitura posta in bella evidenza che appariva nel sito dei Musei di Roma, e che faceva un po’ così:

BAMBINI
Bambini NON cittadini europei: da 0 a 18 anni pagano comunque un biglietto intero anche se appena nati.
Bambini cittadini europei: da 0 a 6 anni non compiuti non hanno bisogno di prenotazione e non devono essere segnalati nel form di prenotazione.
Da 6 a 18 anni, devono prenotare un biglietto gratuito.

Pazzesco!
E proprio sul tipo pre Guerra d’Indipendenza statunitense o apartheid sudafricana.

Di conseguenza, sul sito, seguono una marea di “cavolate” senza testa né coda … però aiutandomi con l’apporto di frap1964, anche per capire il come sono potuti arrivare a queste str … anezze qua.
La villa di Tivoli, come la Reggia di Caserta si adeguano semplicemente alle norme nazionali dettate dal DECRETO MINISTERIALE 20 APRILE 2006, N.239 (PUBBLICATO NELLA GAZZ. UFF. DEL 26 LUGLIO 2006, N.172)

Modifiche al regolamento di cui al decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507: «Norme per l'istituzione del biglietto d'ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali».

Se si fa una verifica, ci si accorge che con il decreto del 1997 la gratuità d’ingresso per i minori di anni 18 era riservata ai soli cittadini italiani, mentre con il decreto del 2006 è stata estesa ai cittadini della sola unione europea.

Ci sta quindi che, finalmente nel 2013, qualcuno abbia capito che forse non è molto furbo pretendere il pagamento (anche ridotto) dei minori per i turisti extra UE, anche perché questo allontana di sicuro i visitatori con figli al seguito.
Ma chi fu il geniale ministro che ebbe questa brillante intuizione, e il 20 aprile 2006 firmò un decreto così concepito?

Un filosofo pugliese: Rocco Buttiglione.

Non c'è molto da meravigliarsi: già due anni prima la commissione europea ne aveva bocciato (due volte) la designazione a commissario europeo per la giustizia, libertà e sicurezza dopo le sue dichiarazioni sui diritti di gay, donne ed immigrati.

Fu allora il primo commissario europeo designato a non ricevere l’approvazione di una commissione dell’Europarlamento.
Ignoro se abbia mantenuto il primato.

Quindi, meglio di niente egregio ministro Massimo Bray … ma si ricordi che da lei mi aspetto ben altro, anche se, lo ammetto, non è che questo sia poco, neh!

P. S.: Pertanto, da come potrà ben costatare, qui nel blog non si critica solo per il piacere di farlo, ma se qualcuno fa delle cose intelligenti, beh; glielo diciamo sempre scrivendo.

Però diamoci una botta con dell’altre, neh!















mercoledì 29 maggio 2013

Il Ministro Bray scrive così ... e c'è chi risponde cosà

Di Massimo Bray

I messaggi che ricevo ogni giorno attraverso Facebook, Twitter e la casella di posta elettronica collegata al mio sito web sono particolarmente utili per individuare problemi che, da solo, non riuscirei ad identificare.

Il numero delle segnalazioni è davvero molto alto: sono convinto che sia un segno della voglia di partecipazione e di conoscenza, così come della sensibilità e della passione che animano moltissimi cittadini in difesa del patrimonio artistico, del paesaggio, dei principali beni comuni del nostro Paese.

Ringraziandovi, vi faccio una proposta: quella di segnalarmi le priorità che, secondo voi, dovrei affrontare nei prossimi mesi.

Vorrei poi discutere le proposte ricevute con le comunità di riferimento, per ciascun settore: i docenti, i tecnici, i professionisti, le associazioni per individuare, caso per caso, risposte adeguate.

Risposta

Egregio signor Ministro della Cultura e del Turismo,
peccato che anche questa volta, come si evince nel suo post, abbia dimenticato (volontariamente?) di scrivere la parola "turismo".
Parrebbe che lei la menzioni solo ed esclusivamente per definire l’altra “fetta” del suo Ministero che appunto contempla, almeno lo dovrebbe, sì la Cultura ma anche il Turismo.

Infatti, nell'ultima sua presso la Commissione delle due Camere riunite del 23 maggio 2013, risulta che (ved. anche link al video) lei abbia parlato per l’equivalente di 8.060 parole (nove fogli A4) menzionando la parola “cultura” 117 volte, quella “culturale” 33, “culturali” 50 … e solo due volte "turismo".
Non c'è che dire ... 200 volte contro le miserrime due.

Mi preme informarla che amo la Cultura in una maniera che definirei esagerata, ma lei sta cominciando a farmela odiare.
Anche perché reputo che non sia giusto che esistano figli o figliastri, e che le due “cose” debbano obbligatoriamente e necessariamente, procedere in simultanea.
Permettendomi quindi di ricordarle che il suo Ministero è sì quello della Cultura ma lo è anche dell’altra fetta: il Turismo.

Mi chiedo inoltre che valore possa avere questo suo post per proporre delle priorità che, secondo noi, dovrebbero essere affrontate nei prossimi mesi.
Forse che lei non le conosca le discrepanze di questo settore, considerato che bazzica la "cultura" da molto tempo?
In merito le ricordo che altri c’hanno già provato, in altri settori e ben prima di lei (Spending Reiew, tanto per farle un esempio), a chiedere l’aiuto della popolazione italiana, senza per altro mai realizzare alcunché di quanto ricevuto.
La solita storia?

Sono altresì felice che lei si sia “convinto” della voglia di partecipazione e di conoscenza, così come della sensibilità e della passione che animano moltissimi cittadini (parole sue) … ma non credo che ci sia stato il granché bisogno di doversene accertare.
Oppure sull’accaduto lei ci gioca?


Risulta infatti, seguendo la sua pagina facebook, che se dapprima (ved. immagini a lato) lei riceveva a malapena qualche “mi piace” per tacito assenso (?), ecco che all’improvviso, in pochi minuti (dal giorno della sua nomina a Ministro) ha raggiunto delle cifre ragguardevoli in quanto alla gradevolezza di quello che dice.

Che mai sara?




Mi perdoni, egregio Ministro, ma sono uomo più da fatti che di parole, e da lei ho/abbiamo ben altre attese che aumentare il suo consenso su "fb" per opera di qualche "bonario ricercatore di notorietà", oppure la metta lei la parolina più idonea per definire quelli che mai l’hanno considerata, ma che nell'improvviso acciaccano il “mi piace” a qualsiasi sua ...

Ultimamente ho arzigogolato su un altro che, non molto tempo fa, ha “preso” (ottenuto?) (conquistato?) una posizione notoria istituzionale, all’incirca sul suo medesimo livello, e quando “chillullà” scrive (su facebook) che mangia chessò i fagioli (le giuro che è vero) all’improvviso gli arrivano valanghe di piacevoli consensi sottoforma degli immancabili “mi piace” per i potenti.
Che i “fagioli” altrui siano diventati così ricercati?

That’s all, nella speranza che continuiate a farmi sorridere … ma invero non lo fate (di far sorridere) con chi in questo settore ci vive; e manco tanto agiatamente, neh! 
... prego vedere suicidi anche in questo settore, i quali, come vera priorità, sarebbero completamente da eliminare.

P. S.: Da me i “mi piace” non li prenderà mai finché non realizzerà qualcosa che vada oltre il fiato o delle battute sulla sua tastiera … ma so bene che ben poco le importa, anche perché ci sarà sempre qualcuno a cui piacerà che lei mangi i fagioli.

Buon appetito a lei e a chi abbocca!









Chi ha la delega al turismo in Italia?

Sì, sarò anche un rompicoglioni ma è l'unica possibilità (oggi vale!) che abbiamo per svegliarli un pò.
Sennò continuate pure con la solita solfa, e i risultati saranno sempre gli stessi ... però evitate di lamentarvi.

E il primo mese se n’è andato senza colpo ferire, ma soprattutto senza “proferire”, da quando sono stati nominati i Ministri del nuovo Governo Letta.

E trenta giorni non sono ancora stati sufficienti per definire precisamente chi ha la delega del turismo …

… ovvio è che aspetteranno che passi, o trapassi a miglior vita, l’ultimo DDL che dovrebbe spostare la competenza del turismo al Ministero dei Beni Culturali prima di pronunciarsi.
Sì, certo, campa cavallo … e intanto l’estate è arrivata.

E se solo qualcuno volesse rendersene conto e decidesse di andare a vedere se nelle altre nazioni europee hanno per caso le nostre stesse perenni problematiche in questo dato settore … giusto per ammansirci col detto “mal comune, mezzo gaudio” … manco per sogno!



Campioni del mondo!
Eppure quante parole si spesero in merito, circa quattro mesi fa in quel di Roma, nella prima Conferenza Nazionale del Turismo patrocinata dal PD?
E quante ne spesero con quelle organizzate dalla predecessora, Michela Vittoria Brambilla, e quante se ne spende giornalmente per opera delle 10.001 associazioni che di questo comparto si occupano sul suolo italiano?
Beh, la conferma l’avremo con tutte l’altre che erogheranno nel futuro, come fiato alle trombe.

Qualche recente conferma?











martedì 28 maggio 2013

Chiedere è lecito, rispondere sarà nostra cortesia

Come già ho avuto modo di dire innumerevoli volte, e vale a dire che se le str … anezze le fanno dei componenti di destra, di centro o di sinistra, personalmente non mi può importare di meno.
Quello che m’importa e mi preoccupa non poco, è che continuino a farle.

E su questa “cosetta” di seguito vorrei cercare di capirne la logica e l’eventuale, se c’è, produttività.

Nella Legislatura passata, la XVI, Elisa Marchioni, presentò e propose (Atto Camera 4017) la "Trasformazione dell'ENIT - Agenzia nazionale del turismo, in società per azioni a maggioranza pubblica per la promozione e la commercializzazione dei prodotti turistici nazionali in Italia e all'estero".

Dell’ex Deputata Marchioni, ne ho sempre considerata la buona preparazione in questo settore (il turismo), ed è forse per questo che non è stata rieletta alla Camera alle ultime votazioni politiche.
Si vede che in Italia si usa così!
E anche se non sempre, come appunto in questo caso, ne ho apprezzati gli intenti per migliorare l’imbarazzante ambaradan che circonda l’intero comparto.
Infatti, non credo che la trasformazione dell’Enit in Società per Azioni sia un gran successo, anche perché presumo che gli immensi (per me) problemi dell’ente siano tutt’altri, come ho già avuto modo di scrivere innumerevoli volte su di questo blog.
Presumo sia quindi inutile ripeterli ad oltranza, anche se male, a molti, non farebbe di certo.

Comunque tornando alla proposta … ebbene, la 4017 si arenò nell’iter, poiché il 15 febbraio 2012:

Manuela DAL LAGO, presidente, invita il relatore, onorevole Froner (PD), ad integrare la relazione con l'illustrazione delle proposta di legge C. 4017 Marchioni.
La Froner parla e illustra, dopodiché...
Manuela DAL LAGO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
E poi non se ne sono più occupati, non ritenendo evidentemente la cosa come una priorità.

C’è da notare che nella stessa Commissione (la X della Camera dei Deputati) era presente nella passata Legislatura (la XVI) anche Andrea Martella (e ancora c'è), anche lui del PD ma non cofirmatario della proposta della Marchioni.

Passa il tempo ed ecco che Andrea Martella, nell’attuale Legislatura (la XVII) il 26 aprile 2013, presenta a sua volta una Proposta di Legge, la C. 848, che fa un po’ così:
"Trasformazione dell'ENIT-Agenzia nazionale del turismo in società per azioni a maggioranza pubblica per la promozione e la commercializzazione dei prodotti turistici nazionali in Italia e all'estero".

Semplice deduzione
Perché ci si ostina a perdere del tempo (?), e di conseguenza a farlo perdere ai componenti della Commissione preposta, per cose e fattori che molto probabilmente si areneranno nuovamente nell’iter … e che in verità “presunta” (la mia) non servono a una benemerita cippa?

Non sarebbe forse meglio, nel qual caso non avessero delle innovazioni da proporre per il benessere di questo settore sempre più allo sbando e considerato che ne copincollano l'altrui; cominciare a pensare di chiedere in giro, e vale a dire a chi questo settore lo conosce e che magari dispone di buone soluzioni che non aspettano altro che l’essere discusse nelle sedi appropriate (come appunto la X Commissione della Camera dei Deputati)?

Suvvia, chiedere è lecito e rispondere sarà nostra totale cortesia.











lunedì 27 maggio 2013

E zac, il portale degli animali, non è più lì ... ma è là


E’ sparito!

Eh sì, il portale “brambillesco” degli animali www.turistia4zampe.it si è completamente dissolto. Almeno così sembra.
E al suo posto, se cerchi nel web, il link rimanda all’ormai tristemente famoso “portalone”.
Eh?

Eh già, l’incredibile www.italia.it che nonostante abbia impegnato parole a gogò (pardon, parolacce) e altrettanti scritti da tutte le parti del pianeta, ancora adesso non è riuscito a raggiungere un pur blando credibile motivo (?) del perché sia ancora in vita.
Va beh!

E perché il sito turistia4zampe si è eclissato?
A chi dava fastidio?
Era forse scaduta la concessione (expire date)?
Vediamo!

Il sito www.turistia4zampe.it fu creato dall’allora Unità di missione per il rilancio dell'immagine dell'italia - Dipartimento del turismo dal compianto Giorgio Medail in data 15 luglio 2009 alle ore 13:32 e 59 secondi, e di conseguenza, non rinnovando l’autorizzazione triennale, avrebbe dovuto “scomparire” non prima del 15 luglio 2015.
Sì, va bene, ma oggi siamo al 27 di maggio 2013, mentre, a quanto sembra, l’ultimo accesso al sito (variazione) s’è avuto il 15 di maggio 2013. 
Quindi due mesi prima del dovuto … zac, è sparito!

Poi cercando nel web, per fortuita combinazione (?) o chissà che, ci s’imbatte in questo http://www.vacanzea4zampe.info/, che se vai leggermente ad indagare, beh; scopri che è la medesima cosa del suo predecessore … almeno lo è molto all’incirca ... ma molto!

C’è da dire anche che l’Unità o la Struttura per il rilancio dell’immagine dell’Italia, fino a qualche giorno fa e proprio (quasi) in concomitanza temporale con la sparizione del vecchio sito, era sotto la presidenza della Flavia Coccia, struttura che col nuovo Governo è decaduta per opera della “Spending Review” “montiana”, ed è probabile che questa abbia traslocato le sue spettanze ad altri, tra cui ovviamente anche il portale degli animali.
E fino a qui, nessun male, per carità … anche se ci sarebbe qualche problema di "palanche" (le nostre) che sarebbero state spese ...

Ma vuoi vedere che questo è un chiaro segnale che la Struttura per il rilancio dell’immagine dell’Italia ha chiuso definitivamente i suoi battenti … for ever?
(Il cielo lo volesse!)

Non si spiegherebbe il motivo del passaggio così repentino del portale degli animali, poiché se ci fosse stata qualche possibilità nel rivederla riaperta, non l’avrebbero di certo fatto avendo ancora di due mesi di contratto.
A meno che … non si voglia accontentare chi prima quel presidente ce l’ha messa (la Brambilla?), e nel qual caso la Struttura dovesse ipoteticamente riaprire, far poi cadere nel dimenticatoio quel portale lì … ma no, non ci credo che facciano di ‘ste cose.
Neanche a parlarne, dai.

Oppure sì?






Quel Ministero (turismo) è come un battito di ciglia.

Il presidente dell’Assoturismo Confesercenti, Claudio Albonetti, si lamenta e sollecita che il Ministero del Turismo non venga cancellato.

Dice che sarebbe felice se arrivasse una smentita, dopo di che in Parlamento è stato presentato un emendamento con il quale si fa sparire definitivamente il ministero del Turismo inglobandolo, alla chetichella, in quello dei Beni Culturali. 
Ed è tutto vero!
Infatti … leggere qua.
Che poi serve sostanzialmente a trasferire il tutto al MIBAC.

Però che sia stato fatto alla “chetichella” non ci credo per niente, anche perché ne è evidentissimo lo scopo fin dagli albori di questo Governo.
Basta leggere i nomi del ministro e dei suoi due sottosegretari ed il gioco è fatto!

Probabilmente non lo è per il presidente di Assoturismo Confesercenti, il quale oltretutto dimentica che il ministero del Turismo non esiste … leggere qui.

Quindi e di conseguenza, non dovrebbe esistere nemmeno il Ministro del Turismo, secondo una banalissima logica, che ahinoi in Italia, non è manco troppo seguita … intendo la logica, neh!

Morale della favola?
Tutti in tavola … per “mangiarsi” definitivamente il turismo nazionale, mentre il “popolo”, continuamente abbocca.

Anche perché è e sarebbe veramente strano che Claudio Albonetti non sappia ‘ste cose.
Sennò perché fa il presidente di una importante associazione nazionale?

Che sia un battito di ciglia in regalo per farlo felice e contento (?) … intendo il popolo, neh!
















venerdì 24 maggio 2013

La nuova Classificazione alberghiera di qualità europea ?


Quando Davide Valpreda, mi ha inviato l’informativa che da lì a poco sarebbe partito il sondaggio sulla qualità degli alberghi UE, realizzato per mezzo di un’iniziativa dell’Hotelstar Union (di cui è socia l’associazione di Federalberghi) per una revisione del sistema di classificazione alberghiera unica per i Paesi del continente europeo, sulle prime ci sono rimasto maluccio.

E il motivo è semplice.
Oramai sono circa vent’anni che, nei ritagli di tempo libero, sto appunto buttando giù una classificazione alberghiera di qualità.
Questa avrebbe lo scopo di inglobare sotto un’unica misurazione, e realizzata ad hoc, soprattutto attraverso delle continue ricerche presso altri colleghi di tutti gli “spicchi” del settore alberghiero.  
E vedermela “soffiare” così, mi sarebbe tremendamente dispiaciuto.

Ma che cos’è questo survey?
In sostanza è un sondaggio attraverso il web cui tutti possono partecipare, e il risultato di questa indagine dovrebbe dare i parametri omogenei per la classificazione europea … dicono.

Inutile dire che sono andato di corsa a vedere, anche perché oltre alla curiosità, non credo proprio che una questione così importante possa essere risolta attraverso un semplice “survey”, ma richiede uno studio veramente approfondito per non creare gravi problematiche nel domani.
Infatti, ne abbiamo già abbastanza di “genialate” così, e i risultati ne confermano il non felice andazzo.

Ci sarebbe poi da dire che la Liguria si sta già adoperando, come prima Regione d’Italia e quindi europea, alla diffusione di questa nuova classificazione alberghiera (intendo quella con uno studio ventennale), che oltre a dare dei parametri di genuina qualità, permetterà un sacco di altre cose, e vale a dire che in pochi minuti ognuno avrà le stelle che si meritano, non dovendo più aspettare degli anni per le approvazioni delle varie istituzioni e bla bla bla.
Inoltre, sarà certo il risparmio di tempo e denaro per ottenerne il giusto e meritato risultato da parte degli albergatori e non solo, nonché un’infinità di agevolazioni che se dovessi elencarle tutte si farebbe notte.
Ma morta là, sennò “racconto” troppe cose.

Comunque sia, come detto, la curiosità è troppo forte e …

















… non ci posso credere.

Ma per piacere, suvvia, ma che cos’è sta cosa qua?









giovedì 23 maggio 2013

La "Sindrome" dispregiativa culinaria è contagiosa?


La sindrome di chi la spara più grossa (credo sia proprio il caso di dirlo) è una malattia congenita che ha un'insolita facilità a propagarsi per contatto diretto o indiretto. 

Chiunque può essere contagiato, ma è notevole osservare che alcune persone hanno una smisurata tendenza al contagio: ad esempio i politici, i protagonisti dei Reality Show e la gente che prende delle posizioni istituzionali di non poco conto … di ciò si mormora e si dice.

La spiegazione è data dal fatto che in questi personaggi si sono riscontrati difetti più o meno gravi dell'organo cerebrale.
Il disturbo solitamente si sviluppa nella prima infanzia, specialmente per l'influenza di fattori ad alto contenuto di cazzate; esso può svilupparsi fino a diventare, nei casi più gravi, cronico e incurabile.

La sindrome si manifesta solitamente con la fuoriuscita incontrollata di strane parole senza senso, che comportano una crescita anormale soprattutto dal punto di vista mentale.
I portatori suscitano sempre molta simpatia e approvazione da parte della gente che dicendone bene, ci “marcia” o ci vorrebbe "marciare".

Origini ed effetti collaterali

Come detto, le origini del disturbo sono da ricercare nella prima infanzia.
Una volta instaurata la malattia bisogna intervenire subito perché a quel punto essa, se non prevenuta, inizia a degenerare e diventare cronica.
Questi sono gli stadi della sindrome:

1° stadio: intorno a 2-3 anni il bambino o la bambina, riceve segnali indesiderati dai telegiornali, dai cartoni della Disney e dalla trasmissione “cucina tu che io ho altro da fare”.

2° stadio: il ragazzo o la ragazza, ha il primo approccio con armi di distruzione di massa come FacebookMessenger, indovina chi viene a cena e altre cose culinarie svolte tra le quattro mura della propria casa.
Incomincia a cuocere delle uova al tegamino, in camicia o alla coque, che immancabilmente andranno bruciate, iper bollite e via cantando.
Che però quando il ragazzo o la ragazza vede che sono bruciate o iper bollite, non canta più, ma innalza delle imprecazioni senza musica appresso.
Dipende dalla radio se è accesa o meno.

Inizia poi ad appassionarsi alle soap opera, ai reality shows e di conseguenza a tutte quelle trasmissioni di cucina statunitensi, e a questo punto la malattia inizia ad essere pericolosa;

3° stadio: 50-70 anni, la malattia diventa cronica e il malato avrà regolari crisi di delirio che sarà ben felice di esporre a quanti più possibile.
L'effetto più potente del disturbo è che se il malato avverte nell'aria il suono di una cazzata ha l'irrefrenabile impulso di doverne dire un'altra, possibilmente più grossa; solo dopo averla detta si mostra felice e compiaciuto.

E questo caso che segue, può rientrare in questa sindrome?
“In Italia si è smesso da tempo di mangiare bene, purtroppo. Siamo corsi dietro alle mode, ai francesi, allontanandoci dalla nostra idea di cucina” dichiara la nuovissima sottosegretario alla Cultura e al Turismo, signora Ilaria Borletti Buitoni.


Io proprio non lo so se può essere la medesima cosa, ma se per caso lo è e se dovesse dirne un'altra della stessa portata ... non sarebbe meglio allontanarla immediatamente (e pure chi lì ce l'ha messa) per evitare dell'ilarità dalle altre parti del mondo ... nei nostri confronti?














mercoledì 22 maggio 2013

"Si ... può ... fa-re"


Se fai l’autostrada dei fiori, quella della Riviera Ligure che porta in Francia, deve uscire a Cervo e poi giri a sinistra.
Altrimenti se ci vai dall'Aurelia, devi giungere fino alle soglie di San Bartolomeo al Mare, poi chiedi in giro e arrangiati un po'.
Di cartelli stradali ce n’è in quantità e per arrivarci non devi far altro che cercare quello che indica Deglio Faraldi.

A volte, se non c'è troppo vento, ma non è che da queste parti ce ne sia più di quel tanto, t’è sufficiente seguire il profumo dell’antico, quello dei tempi passati che qui staziona e ci abita ancora, mentre dopo sette chilometri di una bellezza e della tranquillità eccezionalmente rara, ecco che ci sei … sei arrivato alla meta.
Deglio Faraldi, come già detto, mantiene ancora i profumi di un tempo e le case sono le stesse del secolo scorso.
Ei un momento, non far correre la mente troppo velocemente; le case sono sì quelle degli anni passati, ma sono state completamente rinnovate mantenendo però lo stesso paesaggio che fu, mentre le pietre sono le stesse di prima, e vale a dire quelle che mani sapienti hanno scalpellato con genuina maestria.

Niente è mutato, manco la gente, che ti accoglie col sorriso migliore mentre con fare manuale ti saluta e ti benedice.
Da quelle parti si usa ancora così.
In tutto sono circa quaranta/cinquanta casette che messe a schiera fa il contorno alla via centrale del paese.

Non una strada con anda e rianda veicolare, poiché quella passa all’esterno del bel paesino, no, parlo di quella posta al centro che è un ciottolame tenuto alla moda che gli avi facevano oltre e oltre cent’anni fa.
Il “carruggio” lungo lungo non supera quasi mai i tre metri di larghezza se non quando all'improvviso l'anfratto si allarga in dolci piazzuole con immagini da mozzafiato.
E lì ci puoi trovare le vecchie fontanelle (ancora in uso e veramente perfette) che servivano per abbeverare i muli, le vacche e i viandanti che si volevano e si vogliono ancor dissetare.
L’acqua è fresca e sa di buono, anche perché è filtrata a caduta da una limpida sorgente del monte soprastante.

Al fine (in cima) di Deglio Faraldi c’è la piazza della chiesa, dove i rintocchi che regala il vecchio cappellano danno ancora una fragranza d’antico.
Un gran cavolo di pace e ti sembra d’essere a due passi dal cielo, che se allunghi la mano quasi quasi lo tocchi e puoi accarezzare le stelle che t'appaiono a milioni di milioni.
Due curve sopra, una volta, finiva la strada, proprio davanti alla locanda “Ai Torki”, dove tra melodie sopraffine di fisarmoniche arcaiche trovano spazio e sazietà anche gli stomaci più ampi.

I cibi sono pochi ma dettati dal fare dei nonni, e se qualcuno non ti desta dai sogni, ecco che ci dai fino a strafogare in quell’unto squisito che sa d’aglio, rosmarino, pomidoro e le olive locali più buone del mondo.

E se poi non ti basta (ma credimi che t’è sufficiente) c’è sempre qualcosa di più; di quel più che solo agli angeli del cielo è dato o concesso d’avere.

E lì puoi trovare un po' di camere se vuoi pernottare nell’assoluto silenzio fino al mattino, dove il cinguettio di passeri allegri ti annuncerà l’arrivo del nuovo giorno.

E ci potrai trovare anche delle case vacanze (la rossa e la gialla) completamente rinnovate e con tutti i confort possibili e immaginabili.

Da alcuni anni hanno ripristinato una strada che porta su fino a un prato, un enorme prato pianeggiante grande più di tre campi di calcio (u prou de Cuppetti), dove al bordo di questo hanno appena costruito un albergo con tutti i comodacci che si può preferire o anche proferire.

Da lì puoi vedere il mare, e il corollario che lo circonda dai tre lati degli Appennini non permette ai venti freddi alcunché accesso e nessuna dimora.
Ed è un posto che neanche t'immagini pur usando la fantasia migliore.
D’inverno ci vanno a svernare i “bauscia” o altra gente di tutte le razze, mentre d’estate si riempie di famiglie in cerca di pace e di tranquillità.
100 stanze e niente di più, ma costruite in perfetta simmetria con il paesaggio che quasi non ti accorgi che l’albergo esista, e il costruttore s’è fatto carico di ripristinare la strada che ti porta in quel paradiso.
In fin dei conti il Comune non ci ha speso una grande cifra, e tutti in paese lavorano lassù … il che non è poco per l’economia di questi tempi.

Il proprietario è un professionista, e non di quelli da un tanto il chilo che dicono di sapere già tutto, no; lui ci sa veramente fare, e tutti i giorni se ne studia una per migliorare l'intero ambaradan.
Oramai è diventato un business e se Deglio Faraldi che nei decenni era passata dai cento e più abitanti ai soli trenta, adesso è ritornata ai fasti di un tempo, anzi …
L’albergo dispone anche di una piccola infermeria e di un dottore della mutua, perché si sa che d’inverno con la gente anziana che risiede lì, ce n’è sempre di bisogno.
E questo è stato d’enorme aiuto anche ai paesi lì vicino.
Un dottore che, seppur giovane, è come quelli all’antica che non trovi più se non in questa bella parte del mondo.
Un momento, non è un ospizio, ci sono anche dei giovani di tutte l’età, che dall’alba al tramonto scorazzano felici sui prati.

E poi c’è l’animazione che li tiene contenti, mentre i bambini raccolgono ancora le lucciole dentro i barattoli di vetro.
Da qualche giorno ho sentito che dei benestanti stanno comprando dei terreni lassù per costruire la casa dei sogni e per i tempi futuri, ma il Comune sembra che … ma questa è un’altra storia che vi racconterò la prossima volta.

Peccato però che quello che vi ho narrato è verità fino alla locanda Ai Torki … poi da lì in su, è solo il mio sogno, ma l'è un desiderio che vorrei vedere realizzato in qualsiasi posto dell'entroterra ligure.

E naturalmente non nella stessa maniera, ma con altre idee scaturite dai tre più grandi fattori attuali, e vale a dire; i giovani con le loro brillanti idee, l'industria che mettendoci le palanche darebbe un indubbio benessere attraverso l’indotto e facendoci uscire pure un bel qualcosa per se, e poi, dulcis o amaris in fundo, la politica, sì ma solo quella politica che puoi definire corretta.

E chissà a volte i sogni si avverano anche in questa vecchia Liguria ma fantastica come il più bel sogno di sempre.

Poi, se non ti accontenti e vuoi qualcosa più frizzante, beh; giù, a un tiro di schioppo c’è Cervo di cui è anche inutile spargere ancora delle parole che non riusciranno mai a descriverne l’immensa bellezza.
E Diano Marina, Sanremo, Alassio e … tutti luoghi dove, per qualsiasi età, è il raggiungimento dei sogni più … qui mettila tu la parola più giusta per descriverli al meglio, ma sappi che non ti basterà mai … perché questa è la Liguria!








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martedì 21 maggio 2013

Dimmi quanti loghi hai e ti dirò chi sei


Non c’è niente da fare … alla fine si ritorna sempre a parlare del portalone italia.it, di cui, per chi ancora non la sapesse (credo ben pochi), tutta la storia è inglobata in questo link qui.

E mentre ieri ne descrivevo le gesta riscontrate nella “fetta” cinese, dove era ancora pubblicizzato l’Expo di Shanghai 2010 al posto di quello di Milano 2015 (poi immediatamente cambiato, e che oltretutto non risulta neanche più nella copia cache di Google … complimenti a Luca (forse) e “conoscenti” che probabilmente hanno rinnovato anche … va beh!), ecco che sulla pagina del sito nazionale noto che lo svolazzo non c’è più.
Amen, rendiamo grazie!

Al suo posto il nuovo logo (fine anni ’80) con il “blu” leggermente più scuro (il nazionale) che pare sia costato “solo” 7/10 mila euro.
La non sicurezza del prezzo è dovuta essenzialmente a cinque minuti … prima "dice" una cifra, poi, dopo quei cinque minuti ne "dice" un’altra … va beh!

E vuoi vedere che la Corte dei Conti ha deciso di dare il portalone sotto l’egida dell’Enit, così tanto voluto dal suo nuovo DG?
Parrebbe di si (ma non si sa ... forse), e se così è staremo a vedere, che grande cosa riusciranno a fare.

Ma quanti loghi abbiamo in questo benedetto Paese che riportano tutti alla medesima cosa?
E per saperlo, chi meglio di Frap1964 e del suo blog Magic Italy?
Quindi copincollo (ho l’autorizzazione) ed ecco qui di seguito il tutto.

italia.it: addio mio bello addio…


♫ ♫ … lo svolazzo se ne va (parapa-pa-pa); se-e non e-sultassi anch’iiii-o sa-rebbe unaaaa viiil-taaà. ♫ ♫
Torna l’ Italia in logo fine anni 80 sul portalone.
Alleluia!


Ok, piano piano con i facili entusiasmi.
Cosa ha ideato la redazione (o l’ ENIT) nel contempo?
Memore dell’ indimenticato ed indimenticabile cetriolone ha ben pensato di coniare “a capocchia” anche un “nuovo” sintetico logo puntoIT



e di sbatterlo come brand “iconico” su tutti i vari social network collegati al portale italia.it, ovvero Twitter, Facebook, Google+, Foursquare, YouTube e Pinterest.



Fa eccezione Joinitaly, che proprio non riesce a rinunciare al doppio fumettone verde-rosso e, a fondo pagina, allo svolazzo brambillesco



mentre la versione cinese del portalone mantiene ben salda l’onda tricolore e, fino a questa mattina, pure…


E dunque, sicuramente, a questo punto, anche ENIT e tutte le sue varie sedi nel mondo avranno certamente e prontamente allineato le loro pagine con il “nuovo logo”, vista la situazione già segnalata oltre un mese fa.
Eccome no… appunto: NO.
E vabbè… con calma e pazienza…
Ah… però la pagina personale (?) di facebook del neo-direttore generale di ENIT Andrea Babbi invece sì.


Ma è davvero così difficile capire come il logo turistico nazionale debba essere UNO ed UNO soltanto?


P.S. 1 – Oibò, ora tocca allineare anche il logo in alto a destra sul blog…
P.S. 2 – A quando… ?


P. P. S.: E poi io passo per un gran rompicoglioni sullo stile della Gabanelli (così si dice e mi fa anche piacere), ma credo (anzi, ne sono sicuro) che se lavorassero "bene" non perderei certo del tempo per far capire loro che queste cose fanno proprio ... s'è capito cosa intendo, vero?
Diamine, e cosa ci vuole?
... e se il buongiorno si vede dal mattino ...