lunedì 31 dicembre 2012

Turismo: Buon Anno 2013





N. B.: La nuova classificazione alberghiera di qualità l'ho finita proprio in questo momento e quindi, come promesso, entro il 2012.

Previsioni dalla medesima:
Le recensioni fasulle se ne andranno definitivamente a quel paese e così pure coloro che se ne sono avvantaggiati vendendosele in tutte quelle maniere non propriamente ortodosse, nonché quegli albergatori che hanno sfruttato più l'astuzia che la bravura nell'innalzamento della propria qualità alberghiera.
Con la nuova classificazione saranno inoltre facilmente identificabili quegli alberghi che sarebbero da "rinnovare" completamente oppure da ... e le OLTA dovranno obbligatoriamente abbassare il ... ma lo saprete più avanti.
E tante altre cosette che ...

Buon 2013!

luciano ardoino




sabato 29 dicembre 2012

Perché i bloggers così pazzi da pensare di poter cambiare l'Iva sono quelli che la cambiano ... forse

... e io speriamo che me la cavo.

Il Governo greco ha intenzione di ridurre l’Iva sulla ristorazione per il nuovo anno (2013), come parte degli sforzi per affrontare la recessione, attirando di conseguenza anche più turisti attraverso un buon piano di marketing che pubblicizzerà la cosa.

La proposta è del ministro del turismo greco, Olga Kefalogianni, che prevede di ridurla dall’attuale 23 al 13 per cento con l’obiettivo di invertire la contrazione del settore e sostenere un piano più ampio per promuovere l’industria del turismo greco.

La cosa non è neanche nuova, per carità, poiché già nel 2009 l’allora presidente francese Sarkozy decise che mangiare al ristorante in Francia sarebbe costato fino al 12% in meno per merito di un accordo con i delegati dei ristoratori che si riunirono, ben 8 associazioni senza accapigliarsi e senza contraddirsi come sovente accade qua, e fecero delle proposte all’Eliseo.
Questi signori considerarono per il prossimo futuro (dati “seri” alla mano) un calo del 3% nella ristorazione e che avrebbe arrecato molti rischi di licenziamenti, fallimenti e quindi chiusure a gogò.

E senza tanto patimento e in poche parole, l’Iva scese dal 19,6% al 5,5%, ma in cambio i ristoratori si impegnarono ad abbassare i prezzi del 12% e a 40.000 nuove assunzioni per i tre anni a venire.
Inutile dire che avvenne l’immediata firma e il ministro di allora all’Economia francese, Christine Lagarde, propose l’accordo al parlamento europeo di cui non si seppe poi nulla, almeno io.
Ma come andò a finire?

Beh, l’ultima notizia che ho trovato in merito è questa ed è del recente 29 ottobre 2012 su Le Figaro; quindi è abbastanza recente.
E dove si dice che un tal Thomas Thévenoud (?) sia molto critico sull’avvenuto calo di allora dell’Iva per opera di Sarkozy e promessa a suo tempo da Chirac, poiché i prezzi sono diminuiti del solo 2,5% e non come promesso.
Inoltre i lavoratori non sono aumentati di 40.000 unità ma di 5.000.

In questo momento non ho tanta voglia di andare a cercare la verità sul web, ma se “questo” s’è pure incazzato, presumo realtà sia.
Anche perché avrà di certo portato i dati a lui più pertinenti e produttivi per attestare poi la sua tesi.
Però mi chiedo se questo (Thomas Thévenoud) ci sia, nel senso che … se ragioni o meno.
E senza alcun dubbio propendo per il meno.

Ma come diavolo si fa a dire queste strunz stranezze senza pensare minimamente al cosa sarebbe successo se l’Iva fosse stata mantenuta al 19,6% ?
E l’esempio eccolo qua.

Infatti in Italia il risultato è stato che nel solo 2009, senza l’abbassamento dell’Iva, dati Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), se ne sono andati per la tangente qualcosa come 16.200 posti lavorativi (più dell’Ilva di Taranto), con oltre 22.000 chiusure.
Poi per gli anni 2010 – 2011 e 2012, sul sito della Fipe, puoi trovare come si cucinano i ravioli (scherzo, neh?) ma una cippa in merito alla forza lavoro di quegli anni presi in considerazione … e questa roba qua.


Comunque per darci una botta, nel prossimo anno è preventivato un aumento dell’Iva dal 10 all’11% (le minacce sono già arrivate), e questo comporterà un aumento della perdita di posti lavorativi (un’altra Ilva?); la chiusura di un numero non ben definito di attività, e tante altre cosette che fanno un po’ pena, per non dire di peggio.
Quindi perché non copiare i greci e a suo tempo i francesi, che nonostante la crisi mondiale con l’abbassamento dell’Iva ristorativa si sono salvati l’interno posteriore delle braghe?

… alberghi compresi che oltretutto hanno l’imposta del valore aggiunto più alta che tutti i concorrenti europei nonostante quest’industria sia quella che da le maggior palanche al nostro Pil.

In Grecia dicono che lo fa Gianni (Olga Kefalogianni), qui chi lo fa?

I Babbi Natale?







venerdì 28 dicembre 2012

Sono finito sulla prima pagina di La Repubblica (Genova) ma non ho fatto niente di male. Sono gli altri che lo fanno a ... !


E certo che resto scettico sul futuro turistico di Genova, come potrei altrimenti.

E’ da mo che leggo o sento, ma solo da queste parti, che siamo diventati i campioni del mondo, turisticamente parlando.

Infatti appena esci dai confini di questa città, non c’è più nessuno che te lo dice e manco lo leggi.
Beh, dopotutto è anche meglio così, giusto per evitare di fare delle gran brutte figure, neh!

E chi se ne sta zitto c’ha anche ragione, perdiana, perbacco, perdinci e per quello che vuoi ma non certo per il turismo.

Anche perché se le idee innovative le prendono da un blog (naturalmente senza nemmeno ringraziare) stiamo freschi.

Vabbeh, giusto per non menare oltremodo il can per l’aia vengo subito al dunque e pochi giorni fa ho letto, ma sul web ci sono anche dei video, che a Genova si sono studiati questa cosa qua … solo che la stessa e precisa cosa l’avevo scritta oltre nove mesi fa e un tocco, e vale a dire ben due mesi prima che la signora Sibilla diventasse assessore alla cultura e al turismo di Genova.

Sarà anche una combinazione (non ci credo) ma qualcosa non mi quadra nel modo giusto.
Comunque sia, ieri, sul presunto copia e incolla c’ho scritto un post ed ho informato la stampa che almeno un grazie lo potevano anche dare, ma solo La Repubblica (addirittura in prima pagina), tra Il Secolo XIX, Il Giornale, Il Corriere Mercantile e la TV che qui la va per maggiore, Primo Canale, ha raccolto la mia supplica e … eccovi il pezzo sul giornale La Repubblica.
In corsivo quello che ha scritto la gentile giornalista Wanda Valli, mentre i puntini e la scrittura normale l'ho inseriti io tanto per darci una botta.

Tassa di soggiorno, galeotto fu il blog 
… Luciano Ardoino eccetera eccetera “bacchetta” Odone e l’assessore Sibilla dopo l’accordo: L’idea l’ho lanciata io sul web. Almeno un grazie …”.

Un “miserrimo grazie”.
Non chiedeva di più, Luciano Ardoino ... all’assessore Carla Sibilla e al presidente della Camera di Commercio, Paolo Odone che, pochi giorni fa, hanno siglato un accordo, il primo in Italia, per usare a beneficio dell’immagine di Genova, i soldi pagati dai turisti per la tassa di soggiorno.
Lui, Luciano, però, l’aveva già pensato da tempo, dopo aver studiato a lungo la vita turistica di Barcellona dove è in atto dai primi anni Novanta un meccanismo simile e che dà ottimi risultati.

Ma non è certo Barcellona l'unica città del mondo che ha fatto da tempo 'sta cosa qua, e nell'emisfero se ne contano a iosa con gli stessi risultati brillanti.
Basta leggerli un po' per benino e farsene una idea per poi tramutarla nella realtà genovese ed il gioco è bello che fatto.

Tanto che sul suo blog “Tutto sbagliato tutto da rifare” aveva scritto verso la fine di marzo: “A Barcellona la Fondazione per la promozione turistica è un mix tra pubblico e privato, tra Comune e Camera di Commercio, con il finanziamento diviso esattamente a metà”.
Per poi aggiungere, e si si arriva al punto: “A Genova si potrebbe incominciare con le “palanche” della tassa di soggiorno, anche per fare in modo che queste vadano a finire proprio al turismo”.
Mesi dopo è successo proprio così, e lui si lamenta del manco un grazie.

Poi segue dell'altro che si può tranquillamente bignamizzare con ... beh, Luciano c'è rimasto anche male, anche perché da quello che ha sentito nell'intervista rilasciata da Odone e dalla Sibilla, non è che questo marketing per la sua città venga fatto nella maniera più giusta.
E ci sarebbe, secondo lui (intendo me), molto dell'altro per produrre una cosa veramente certosina con tutte quelle palanche.

E poi un grazie non costa niente come niente è costato il suggerimento, che diamine!

Di Wanda Valli e un po' di me




giovedì 27 dicembre 2012

Non dico tanto ma almeno un grazie, no?


No!

Infatti ... Paolo Odone, il presidente della Camera di Commercio di Genova, in relazione con la Carla Sibilla che è l’assessore alla cultura e al turismo della medesima città, e dove vivo tanto per intenderci, hanno siglato, due o tre giorni fa a Palazzo Tursi, il primo accordo in Italia tra un Comune e una Camera di Commercio sulla gestione dei fondi della tassa di soggiorno, con tanto di giornalisti e la ripresa delle TV.

Bene, bravi e finalmente qualcosa di produttivo, sempre che poi sappiano anche il come fare per farli rendere nella maniera migliore.
Aspettiamo e vedremo.
Solo che in queste pagine di Tutto sbagliato tutto da rifare, e ben molto tempo prima che i sopraddetti si studiassero sta bella cosa dell'intesa Camera Commercio/Comune di Genova, oltre ad esserci scritta pari pari la medesima cosa, s'era elencato anche il come si doveva fare.
Però al blog, che è stato veramente il primo che l’ha pensato in Italia, non un cenno e manco un misero grazie.

Eh si, il 18 marzo scorso, nove mesi e un tocco fa (la signora Carla Sibilla veniva nominata assessore due mesi dopo), suggerii che i soldi della tassa di soggiorno genovese avrebbero dovuto essere usati e bla bla bla ... in poche parole e per darci 'na botta, avevo proposto un milione e poco più di euro a testa, che poi (ma guarda un po’) è la stessa cifra stanziata da loro per l’occasione.
Consigliavo inoltre tante altre belle cosette per il marketing estrapolate da una città europea che seguo attentamente da moltissimi anni … vabbeh, qui c’è scritto tutto nei minimi particolari, nonché l’esempio da seguire.

Ovviamente non facendone un perfetto copy and paste, neh, anche perché le realtà delle due città sono completamente diverse.
In poche parole c’era tutto, ma proprio tutto quello che s’aveva da fare dopo l’entrata in vigore della tassa di soggiorno (e non solo) nel capoluogo ligure (1° marzo 2012) per non disperdere quelle “palanche” in altri rivoli che poco hanno o avrebbero a che fare col turismo.
Chi si sarà cuccato la mia idea per farsela poi "involontariamente" sua?

Ora, molto probabilmente, qualcuno mi parlerà di casualità, combinazione o putacaso di chissà chi lo sa … ma che diamine: almeno un miserrimo grazie avrebbero anche potuto dirlo, o no?
No!

… anche perché, a conferma, nel qual caso ce ne fosse ancora di bisogno, ci sarebbero tutti quei contatti (click) degli interessati su quelle medesime pagine e proprio nei tempi sospetti.
Ancora coincidenza, circostanza fortuita, concomitanza o forse un più semplice copincolla?

Fiducioso aspetto dopo aver lasciato ben in evidenza le orme.






GoHasta, il Google dei prezzi parla italiano



Si comincia con le camere d’albergo: tariffe che cambiano in tempo reale, per sapere sempre quanto è giusto pagare. Ma la super startup promette di allargarsi presto ad altri beni e servizi.

Alessandro Sottocornola, fiorentino classe 1975, è entusiasta. Effettivamente, la sua idea e quella del socio Silvio Paoli promette davvero di rivoluzionare il mondo dell’ e-commerce. Una dei pochi macrosettori che, fra l’altro, riescono a crescere nel pieno della crisi. Non a caso rivela di avere alle spalle un grande e misterioso sponsor. Cosa hanno partorito? Al solito, la semplicità trapiantata al mondo di oggi: applicare una delle forme di contrattazione più vecchie del mondo – la borsa valori e le relative aste che vi si tenevano per determinare il prezzo di beni e servizi – anzitutto alle camere d’albergo. E poi, passo dopo passo, a ogni altra categoria di merci di cui possiamo avere bisogno ogni giorno. Basterà connettersi a GoHasta – questo il nome del servizio – e, a seconda di dove ci troveremo, sapremo sempre se il prezzo che stiamo per pagare (o almeno, che ci viene indicato o richiesto) è quello giusto. No, non c’è Iva Zanicchi a girare la ruota ma un potente “Google del prezzi”, come lo chiama il suo inventore, che svela i retroscena in anteprima a Wired.it, visto che il lancio è in programma per gennaio. Un potente motore di calcolo per non farsi fregare. Ma anche per vendere senza ingannare. 

Ci spieghi com’è sbocciata l’idea di GoHasta?

“Come molte idee, GoHasta nasce da un viaggio. Arrivo a Roma e mi accorgo che l’hotel che ho scelto è esattamente di fronte alla mia seconda scelta: hotel entrambi centrali, bagno in camera, adatti a una famiglia. E lì mi scatta una molla che avevo dentro da tanto tempo: perché ho scelto uno e non l’altro? La risposta è semplice: per il prezzo, perché, a parità di offerta, costava meno. Adoro l’economia e tutto quello che avevo letto, studiato, ascoltato si è concentrato in quella parola: prezzo. Così, nata l’idea primordiale, era il 2010, sono avvenuti tantissimi incontri con amici e collaboratori, di cui molti si sono poi persi per strada, e alla fine siamo rimasti in due soci: io e Silvio Paoli, con un’idea sempre più ardita e raffinata: creiamo la Borsa dei prezzi dove tutti, sia chi vende sia chi compra, concorrono a determinare i prezzi. GoHasta, cioè, è come la Borsa di Milano, New York, Londra. Però, invece di vendere azioni, calcoliamo in tempo reale il prezzo di un hotel in un determinato luogo nel giorno o nei giorni che interessano al cliente. Funziona tutto in modo molto semplice: mostriamo lo storico del prezzo, da dove viene, e il suo andamento futuro previsto. Il cliente vedrà i prezzi scendere o salire e comprerà quando lo ritiene più opportuno. È come giocare in borsa, però con camere d’albergo, e non si rischia nemmeno un singolo euro d’investimento, perché se ritieni il prezzo troppo alto, semplicemente non compri. Se nessuno comprerà, allora il prezzo sarà destinato a scendere, e viceversa”. 

Di siti e servizi per trovare i prezzi dei prodotti ce ne sono molti: cos’avrà GoHasta di particolare?

“Qui è tutto totalmente diverso, e sicuramente più evoluto e divertente. Sugli altri siti vedete dei prezzi fissi, magari scontati, ma i prezzi cambiano molto lentamente. Su GoHasta si muovono: salgono o scendono e saranno i clienti a determinare lo stop all’asta. Per gli hotel, poi, GoHasta rappresenta uno strumento potentissimo: a cosa serve a loro un coupon ora? A nulla. Il gestore va sulla sua camera e darà via all’asta al ribasso come meglio crede. Oppure ha venduto tutte le camere e in città è tutto esaurito? La sua asta sarà al rialzo fino a che qualcuno non la ferma e acquista la camera. GoHasta è il più potente motore di calcolo dell’e-commerce e darà sempre come risposta il prezzo reale di mercato in un determinato posto. Certo, è un suggerimento. Poi clienti e venditori faranno la loro parte”.   

La geolocalizzazione è il futuro (se non già il presente) delle applicazioni Web?


“Ma l’economia ha sempre avuto anche il carattere geolocalizzato: l’olio in Toscana costa meno che se lo esportiamo in Giappone. Le automobili costano meno qui e di più di là. Adesso l’informazione di base è più diffusa, riusciamo a veicolare meglio l’informazione su alcuni beni e l’utente cerca di informarsi. Leggevo una ricerca in cui si diceva che il 60% delle persone prima di acquistare in un negozio si collega col telefonino e controlla se il prezzo è più o meno quello giusto. Con GoHasta noi gli diamo questa risposta in tempo reale. Il web si sviluppa dove vuole il popolo di internet, noi abbiamo tradotto in un ambiente online una richiesta che viene dal mercato, da parte di chi vende e da parte di chi compra”. 

Quali altre funzioni integrerà GoHasta?

“Stiamo lavorando sulla funzione di GoAlert ovvero un sistema molto semplice dove avvertiamo il cliente se il prezzo dell’hotel che gli piace tanto, ma che non poteva permettersi in quella data, è vicino al prezzo da lui desiderato. La stessa informazione la diamo anche all’hotel, avvicinando cliente e venditore. Come dire: veniamoci incontro. Domanda e offerta”. 

La crisi e la situazione che viviamo hanno un po’ a che fare con un servizio del genere, il cui obiettivo è tornare a dare il giusto prezzo alle cose, o no?

“La crisi ci ha finalmente svegliati, prima un caffè poteva costare da 80 centesimi a 1 euro e 20 e nessuno diceva nulla. Certo che da sempre si sta attenti ad alcuni prezzi e poi si sbagliano completamente altri acquisti. I nostri nonni andavano al mercato e sapevano cosa e dove comprare e quando perché guardavano e ricordavano. Adesso lo facciamo noi di GoHasta per tutti”. 

Chi si nasconde dietro al progetto e quali saranno i passi dopo il lancio di gennaio?

“Questa è la vera domanda. Dietro a due imprenditori determinati come me e Silvio c’è uno dei piùgrandi gruppi industriali di Italia. Ci stanno aiutando a fare i passi giusti ma in autonomia. In passato molte delle loro imprese sono diventate dei successi, con noi stanno facendo un salto triplo nel vuoto, perché siamo uno dei progetti più ambiziosi del web in questo momento: un Google dei prezzi, un Ebay del booking, un Airbnb evoluto. Siamo pronti al lancio, ci mancano ancora alcuni dettagli e poi ci divertiremo. Vogliamo essere online al momento in cui tutto sarà perfetto. E magari, se nel frattempo troviamo anche altri capital venture, il lancio lo faremo ancora più esteso. Perché non crederai mica che ci fermeremo a vendere solo e soltanto camere d’albergo?”.


mercoledì 26 dicembre 2012

Turismo: adesso BASTA, scrivere o dire sempre le stesse cose


Che lo staff di Mario Monti abbia copincollato qualcosa o tutto, di quanto scritto precedentemente da Pietro Ichino sul suo blog e a favore delle primarie PD di Matteo Renzi, beh; ormai è alquanto risaputo, ma che lo stesso Ichino sia l’artefice del “saggio” sulla cultura e il turismo (pag. 13) che appare sull’Agenda dell’ex Primo Ministro, non c’è verso di saperlo.
E allora chi cacchio l’avrà scritte quelle strun stranezze lì riportate sull’Agenda di Mario Monti?

Di Pietro Ichino dicono sia un giuslavorista di indubbia fama e valore, ma io che di queste cose non me ne capisco un passero; di valutarne la veridicità della nomea non ci penso proprio.

E poi come faccio a fidarmi di uno che dice d’aver riportato sul suo blog parte dell’Agenda già dal 29 settembre 2012 … blog dove per altro, non trovi un post con la data manco a pagarlo oro?

Diciamo che assomiglio un po’ a San Tommaso che come ben si sa eccetera eccetera.
Infatti, per quanto riguarda il mio ambito, il turismo, molte volte non sono mancate le opinioni della gente sulle presunte eccelse conoscenze nel settore di tal Tizio o tal Caio (forse lo dice Sempronio che con loro è sempre insieme), competenze che poi alla fine dei conti si sono riscontrate delle catastrofiche panzane.
E i fatti, poche balle, lo attestano più che ampiamente.

Dando così sempre maggior adito al fatto che, pur disponendo di grandissimi campioni (se lo dicono tra di loro), beh; l’Italia non è che eccella poi molto in tutti i settori che si conoscano (lavoro, finanza, sanità, turismo e bla bla bla), e non credo sia proprio il caso d’incominciare un’attenta disamina per far capire in che situazione di “emme” ci troviamo per farlo capire anche ai più agnostici o a quelli interessati a parlar bene di loro.

Comunque sia sta faccenda qua, esaminiamone la grande innovazione su quanto riportato a pag. 13 dell’Agenda, e poi fate un po’ voi se non vi stanno prendendo per il retro.

Il patrimonio culturale del nostro Paese non ha eguali al mondo, per vastità nello spazio (dai monumenti alla gastronomia, dai teatri alle chiese) e nel tempo (dalle incisioni rupestri alle avanguardie).
E’ una ricchezza non de localizzabile, non riproducibile altrove.
Per il nostro Paese è dunque una scelta strategica “naturale” puntare sulla cultura, integrando arte e paesaggio, turismo e ambiente, agricoltura e artigianato, all’insegna della sostenibilità e della valorizzazione delle nostre eccellenze.

E ora ditemi se non avete almeno sentito o letto queste parole almeno qualche svariato milione di volte e … ma per piacere.

I progetti promossi recentemente per il sito archeologico di Pompei, l’Accademia di Brera, la Galleria dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte dimostrano che anche in periodi difficili è possibile trovare le risorse per tutelare il nostro patrimonio.
Intese con le fondazioni di origine non bancaria o forme calibrate di partnership pubblico-privato potrebbero consentire un allargamento dello spettro delle iniziative finanziabili.
Musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche devono essere accessibili ai cittadini e ai turisti in modo più agevole e la qualità dell’offerta deve migliorare, anche sperimentando forme di sinergia e collaborazione tra il privato sociale e le istituzioni statali.
Investire nella cultura significa anche lavorare per rafforzare il potenziale del nostro turismo, poiché già oggi cultura, bellezze naturali ed enogastronomia sono i pilastri della nostra attrattività, anche rispetto a Paesi che presentano il maggior potenziale di sviluppo turistico (Russia, Brasile, Cina, India, Golfo).

Beh, qui oltre alla logorroicità del racconto, ci sarebbe anche da dire che probabilmente all’autore è sfuggito che oltre alle belle parole ci sono queste cose In Germania, a Ruhr, dopo la chiusura della miniera, la Regione del Land e lo Stato hanno investito più di 300 milioni di euro per la riqualificazione ambientale e la bonifica del territorio.
La miniera è diventata un Museo.
Ogni anno ci sono 2 milioni e duecento mila visitatori che sono andati al Museo della miniera.
Per fare un confronto, a Pompei i turisti sono 2 milioni e seicento mila.
Appena quattrocento mila in più.
La vecchia miniera è diventata una nuova attività che produce cultura e guadagni.
Il Museo ha creato 10 mila posti di lavoro.

E poi?
E poi si organizzano tour sulle orme di Lutero o percorsi culinari nella Foresta Nera: anche in Germania, scoprono i turisti, si mangia bene, e si paga di meno.
I tedeschi sono stati i primi a intuire lo sviluppo del turismo dalla Cina e stanno aprendo i primi alberghi ideati per i turisti orientali, che hanno le loro esigenze.

Ora, alla vigilia dell'Itb, la gigantesca fiera del turismo, la più grande al mondo, che si aprirà il 5 marzo a Berlino, si cerca di convincere la Merkel a tornare sui suoi passi: la cancelliera ha voluto una tassa straordinaria sui voli, che penalizza le compagnie low cost e il turismo giovane.
Forse ci riusciranno, ormai la crisi è alle spalle.
In rapporto con la Germania, l'Italia dovrebbe triplicare almeno il suo fatturato turistico. 
Ma negli ultimi tre anni all'Itb non si è presentato nessuno dei nostri responsabili politici per il turismo, evidentemente occupati da cose più importanti.
Vedremo se mancheranno anche il prossimo appuntamento. 

Qualche altro esempio?
Beh, se volete fare la notte del 2020 … ma personalmente non ne ho già più voglia di dire sempre le stesse cose.

Ovviamente, per quanto concerne il turismo sull’Agenda di Monti o Ichino qualsivoglia, non poteva di certo mancare che … la macchina turistica va però governata meglio: oggi ci sono troppi centri decisionali, poco coordinati e con insufficiente massa critica per affrontare con successo la competizione globale.
Per questo è necessario rafforzare il coordinamento centrale e incidere sul sistema ricettivo, fieristico, infrastrutturale, formativo, normativo e fiscale per renderli coerenti con un’offerta turistica che intercetti nuovi bisogni e migliori la qualità complessiva.

Ma no?
Ma va?

E di cambiare quelli che comandano il turismo e magari metterci qualcuno che finalmente ci racconta delle cose nuove ma soprattutto che poi le fa, non se ne parla mai, vero?






martedì 25 dicembre 2012

Turismo: Sotto l’albero di Natale, niente; solo palle di vetro rotte, e non solo di vetro.


Caro Gesù bambino, ormai sono 2012 le volte che tutti gli anni rinasci a Betlemme e dei quali, gli ultimi 60, li ho vissuti in prima persona.

Inutile dirti che ti voglio un bene della Madonna (scusami il paragone ma m’è venuto di botto) che neanche t’immagini (no, veramente penso tu lo sappia), ma anche quest’anno, di turismo, sotto l’albero non ce n’è manco l’ombra.

E ovviamente sai a cosa mi riferisco, vero?

Innovazione ma soprattutto facce nuove, e che non ce la stiano a raccontare pari pari come tutte l’altre volte, quelle stesse che non producono null’altro che il perenne e logorroico bla bla bla improduttivo.

Si vabbeh, oggi bisogna esser tutti più buoni e lo sarò anche perché tu vuoi che sia fatto così … però, possibile che sotto ‘sto belin di albero non ci si possa mai trovare niente?

In verità qualcosa ciò (c'ho) trovato, ed è l’Agenda di Mario Monti, ma porcaccia la miseria (pardon, scusa), non ti sembra che siano le stesse cose lette e sentite dal tempo che fu?
E se non ci credi, beh; eccotele qua a pagina 13 del medesimo.

Il patrimonio culturale del nostro Paese non ha eguali al mondo, per vastità nello spazio (dai monumenti alla gastronomia, dai teatri alle chiese) e nel tempo (dalle incisioni rupestri alle avanguardie).
E’ una ricchezza non de localizzabile, non riproducibile altrove.
Per il nostro Paese è dunque una scelta strategica “naturale” puntare sulla cultura, integrando arte e paesaggio, turismo e ambiente, agricoltura e artigianato, all’insegna della sostenibilità e della valorizzazione delle nostre eccellenze.
I progetti promossi recentemente per il sito archeologico di Pompei, l’Accademia di Brera, la Galleria dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte dimostrano che anche in periodi difficili è possibile trovare le risorse per tutelare il nostro patrimonio.
Intese con le fondazioni di origine non bancaria o forme calibrate di partnership pubblico-privato potrebbero consentire un allargamento dello spettro delle iniziative finanziabili.
Musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche devono essere accessibili ai cittadini e ai turisti in modo più agevole e la qualità dell’offerta deve migliorare, anche sperimentando forme di sinergia e collaborazione tra il privato sociale e le istituzioni statali.
Investire nella cultura significa anche lavorare per rafforzare il potenziale del nostro turismo, poiché già oggi cultura, bellezze naturali ed enogastronomia sono i pilastri della nostra attrattività, anche rispetto a Paesi che presentano il maggior potenziale di sviluppo turistico (Russia, Brasile, Cina, India, Golfo).
La macchina turistica va però governata meglio: oggi ci sono troppi centri decisionali, poco coordinati e con insufficiente massa critica per affrontare con successo la competizione globale.
Per questo è necessario rafforzare il coordinamento centrale e incidere sul sistema ricettivo, fieristico, infrastrutturale, formativo, normativo e fiscale per renderli coerenti con un’offerta turistica che intercetti nuovi bisogni e migliori la qualità complessiva.
In questi mesi è stato preparato e sottoposto a consultazione un Piano strategico per il turismo, che non è stato ancora adottato per la chiusura della legislatura.
Occorre riprenderlo e lanciare un programma di azioni concrete a breve e a lungo termine.

E per quanto riguarda l’insufficiente massa critica di cui il Mario Monti accenna, beh; noi di tutto sbagliato tutto da rifare la nostra piccola parte l’abbiamo sempre fatta e la facciamo anche oggi, neh? 

Happy Xmas soprattutto a te!




domenica 23 dicembre 2012

Oh happy day and so this is Christmas






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A Natale Bernabò Bocca c'ha messo lo zampone, anzi, lo zampino!


E pensare che oggi avrei voluto essere buono in occasione dell’imminente Santo Natale, ma Bernabò Bocca, il presidente di Federalberghi c’ha messo lo zampone, anzi lo zampino … mannaggia a lui!

Leggo che … “ e ribadiamo ai partiti la sollecitazione affinché in queste settimane di campagna elettorale dicano chiaramente alle imprese ed ai consumatori quali iniziative concrete intenderanno assumere per il rilancio di un settore (turismo) che indiscutibilmente e' e rimane tra i pochi a detenere alta potenzialità economica ed occupazionale”.

In poche parole “egli” chiede che vengano elaborati dei programmi sul turismo da parte dei partiti politici, e morta la.

Ma Bernabò Bocca che è anche vice presidente del CNEL (cosa di cui ci sono grossi problemi per comprenderne l’utilità), ha mai letto un programma del turismo fatto da pseudo tecnici del settore imprestati alla politica per l’occasione dell’elezioni?

Conosce la conformazione lavorativa (avvocati, architetti, ingegneri, giornalisti, politici, e in particolar modo dei bla bla bla, ma manco uno che di turismo ne masticato in quantità) di chi li dovrebbe o dovrà elaborare ‘sti grandi programmi sul turismo?

E soprattutto, il presidente della Sina Hotels Group (sempre Bernabò Bocca che a vent’anni ne era già l’assistente al Presidente e vale a dire completamente differente da questo “ipotetico” caso qua), ha presente la fine che fanno questi documenti (6 o 7 paginette, sempre che vada bene) una volta che sono stati elaborati da compagnia bella?

In conclusione … come può un partito politico elaborare un buon piano del turismo se le istituzioni e i “Guru” nazionali si devono affidare alla Boston Consulting Group oppure alla Partner PricewaterhouseCoopers per averne uno (piano o progetto) che oltretutto non viene neanche portato a termine?
Senza poi contare che alla politica, del turismo, non frega niente.

E che cippa se ne fa quel B. Bocca di quel quasi nulla?

Ma per piacere!







sabato 22 dicembre 2012

Ieri oggi e domani


Quando vidi il figlio (appena laureato) dell’Amministratore Delegato di una catena alberghiera lavorare come lift in un Hotel di Fort Lauderdale (Miami), rimasi letteralmente di stucco, ma la prima cosa che pensai fu: “Quell’AD è un genio” e immediatamente lo contattai per conoscere le causali di quella presenza alquanto insolita.

Beh, l’AD dopo essersi scusato  per aver dimenticato d’avvisarmi (non ce n'era bisogno ma ne ho molto apprezzato il suo "saperci fare"), mi suggerì inoltre di non dargli il minimo privilegio (ma non l’avrei fatto ugualmente), e di considerarlo con lo stesso criterio di tutti gli altri collaboratori dell’albergo, anzi …

Per due anni quel giovane eseguì il proprio lavoro con l’umiltà e la serietà in moda ai migliori del settore e sovente lo impiegai per svolgere altre faccende in appoggio ai vari dipartimenti dell’Hotel, nessuno escluso.
A farla in breve, per quel “lift” ne immaginai una gran bella carriera nel comparto alberghiero.

Poi, le nostre strade si divisero, e a distanza di circa vent’anni l’ho rivisto ad una convention sul turismo (non in Italia), dove per combinazione eravamo seduti vicini, mentre nel frattempo quel lift era diventato anche lui Direttore Generale.
Non ebbi bisogno di molto tempo per capire che le mie previsioni nei suoi confronti erano andate veramente a buon fine, ma bando alle ciance, dopo averci scambiato delle opinioni neanche tanto semplici da affrontare se questo settore non lo conosci per bene, m’è parso davvero un vero professionista sotto tutti gli aspetti e, per come la vedo io, un gran tecnico con i fiocchi ed i controfiocchi.
E difficilmente ho queste considerazioni nell’altra gente.

E fu quello stesso “ex lift” che rinnovò nell’occasione l’accenno al perenne ringraziamento nei confronti del padre per averlo “consigliato” nel cominciare l’attività lavorativa dalle posizioni più umili e più pertinenti a lui in quei tempi.

La stessa cosa pensai e la penso anch’io tuttora, anche perché mi accadde la stessa cosa se non forse di peggio, come a dire che se vuoi veramente diventare un buon professionista in qualsiasi cosa, ebbene, devi farti tutta la gavetta del mondo e senza le raccomandazioni del caso.

La morale della storia è che adesso trovi gente che nel turismo hanno cominciato “domani” (se va bene) e da soli o tra loro, si giudicano già dei grandi esperti nonché dei perfetti tecnici o chissà che, ma che in verità sono degli emeriti ….ioni, che non è di certo come dire o scrivere … “campioni”.

E che tanto danno, danno al settore del turismo nel Bel Paese.
Ma questa è un’altra storia che presto vi racconterò.





venerdì 21 dicembre 2012

Anche questo è turismo

Fatti



E alla fine il piano triennale del turismo ligure, in collaborazione con l’Agenzia “InLiguria”, ha visto l’alba e quindi si parte.

Un “piano” dove tra le novità ci sarà un sistema, attualmente in fase finale di preparazione ma di cui l'assessore regionale ne è ben al corrente, il quale, oltre ad altre cosette sulle OLTA che per ora è meglio non dire, potrà mettere al riparo le strutture ricettive da giudizi diffusi in rete non sempre veritieri.

E due giorni fa (vedere video dopo 1'15")… l’assessore al turismo della Liguria, Angelo Berlangieri ha così dichiarato: “Noi cercheremo d’affrontarlo introducendo, in accordo con le associazioni di categoria, un sistema molto innovativo sulla certificazione di qualità delle strutture ricettive, che sia in linea con quella che è, non tanto per quella che è la classificazione per stelle che rimarrà ovviamente pressoché invariata, ma in linea con quelli che sono i criteri oggi dei blog e del web 2.0.
Però gestito a livello centrale, in modo tale che ci sia garanzia, sia per il turista, ma garanzia anche per l’operatore affinché non si verifichino degli episodi come talvolta si sono verificati, per cui c’è addirittura qualcuno che si vende per fare giudizi positivi o negativi su TripAdvisor”.

E’ si vero che verranno presi alcuni criteri dei blog e del web 2.0 per produrre la nuova classificazione alberghiera di qualità della Liguria, ma è bene aggiungere che la maggior parte del programma è dovuto essenzialmente alla qualità e vale a dire al mondo lavorativo negli hotel, estrapolando internazionalmente eccetera eccetera.

Il tutto quindi a chiaro vantaggio degli operatori alberghieri e quindi delle varie associazioni di categoria, ma soprattutto a favore dei clienti che troveranno … vabbeh, adesso non posso dire tutto, sennò che novità è?

Benefici anche per i T. O. e le ADV.

In poche parole … evvai!


P.S.: E tutto perché qui in Liguria finalmente c'abbiamo un'assessore che sa ascoltare chi ... sennò queste cosette andavano a finire in un altro Paese, e vale a dire tale e quale è già successo altre volte in passato. 




giovedì 20 dicembre 2012

Babbo Natale mi ha scritto una letterina e …


… e giuro che non c’avevo neanche mai pensato che potesse accadermi una cosa del genere.

Chissà, forse l’ha fatto per riportarsi in parità con le mie inviategli in tanti anni, e vale a dire da quand’ero bimbo con le richieste di giochi e giochini e poi dell’altre cosette di non grande conto col passare degli anni, e che lui m’ha sempre mantenuto (a parte quelle dell’anno scorso) con certosina scrupolosità.

Vabbeh, adesso mi tolgo ogni dubbio e apro la letterina ... 

Caro Luciano,
sono Babbo Natale e scusa se quest’anno ti scrivo io, ma lo faccio per prevenire la probabile tua che di certo stai già pensando, che forse hai già cominciato a buttare giù o che non sia addirittura in viaggio per raggiungermi presto.

Innanzi tutto lo faccio per chiederti scusa poiché non tutte le richieste dello scorso anno che mi hai inviato, hanno avuto un felice epilogo per te.
E manco per me.

Infatti è la prima volta, in più di mille e seicento anni, che mi capita di non portare a termine un solo desiderio altrui.
La mia non è una giustificazione, e ti prego di credermi, ma è che da qua, per le tue preghiere non ci si può fare niente, anche perché le cose di cui hai cercato la soluzione non sono nelle mie reali possibilità.

Considerato poi che sei un buon credente, per le richieste che non ho potuto esaudire ti consiglio di rivolgerti direttamente a qualche Santo del cielo che sono sicuramente quelli che le potranno soddisfare.
In verità, lo devi ammettere, l’anno passato mi hai chiesto veramente troppo, e ti aggiungo la tua lista, tanto per fartela ricordare.

M’hai supplicato di fare in modo che le associazioni alberghiere elencassero finalmente delle innovazioni e non le medesime cose che richiedono dal tempo degli Orazi e Curiazi, e che ormai dovrebbero sapere che in Italia non si possono attuare.
Poi in tempo di crisi … figurati un po’ se quelli al Governo lo possono capire.
Mentre se questi direttivi delle associazioni, sindacati e bla bla bla, non riescono a farsi ascoltare, forse è più giusto che li cambino, no?
Io c’ho provato in tutte le maniere, ma non c’è stato niente da fare.

Però in merito al tuo desiderio di cambiare il DG dell’Enit, beh; ce l’ho fatta!
Paolo Rubini infatti non c’è più e al suo posto t’ho mandato uno che il mestiere lo conosceva già.
Anzi ti prego (se puoi e se nel tempo lo meriterà davvero) trattalo bene, anche perché è un mio vicino parente: Andrea Babbi!

Si vabbè, è anche vero che ha esordito con innovazione, innovazione, innovazione, dopodiché la campagna ha il medesimo claim di quella del buon (ma non ben coadiuvato) Matteo Marzotto di 3 anni fa  e sul portale pensa di riciclare i contenuti dei portali regionali.
Lo so, alla faccia dell'innovazione, ma sono solo i primi giorni e forse col tempo …

E infine mi hai scongiurato di poter vedere il curriculum di tutti 'sti esperti 2.0 del turismo, giusto per verificare cosa caspita davvero conoscono del turismo nazionale ed internazionale, delle sue dinamiche e soprattutto del mestiere sul campo.
Ma credo che per questo ti debba rivolgere al Nostro Signore poiché neanche i Santi ci possono far niente, soprattutto per dar loro quell’esperienza che ti farebbe piacere avessero.
Ora ti lascio perché stanno suonando alla porta e vado ad aprire; forse sarà il postino …



… oh perbacco che combinazione, m’ha consegnato la tua letterina che ho aperto in un battibaleno e sopra c’è scritto che quest'anno vuoi solo un paio di scarpe con la suola e la punta di legno.

Che cosa ne vuoi fare?
Vabbè, lo saprai tu … amichevolmente, Babbo Natale.

P.S.: Per quanto riguarda TripAdvisor e le OLTA ti ricordo che devi pensarci tu!




mercoledì 19 dicembre 2012

Se il pedone diventa Regina, cavallo, alfiere o torre ... diventa importante ?


… e poi ci sono quelli che non appena il pedone diventa Regina, o alfiere, o torre o cavallo (nel gioco scacchi accade quando il pedone raggiunge la parte opposta della scacchiera), ecco che di botto s’accorgono del suo nuovo “ruolo”.

Infatti fino ad allora, “essi” consideravano il pedone poco o poco più di niente e non ci perdevano certo del tempo per conoscerne le future sue mosse, e una cippa importava se mangiava, beveva o faceva etcì.
Però una volta diventato importante, alé, felicitazioni, complimenti e auguri a gogò.

A tal punto che se per caso al “pedone appena promosso” viene solo da starnutire o dal dire che ipoteticamente sta cominciando a mangiare, la massa degli “amici per caso” si fanno in quattro per augurargli un sacco di bene con i prosit e buona digestione al seguito.

E la gara si fa tanto serrata, che il push sul “mi piace” (ad esempio su facebook, tanto per dire, neh?) è di una tale velocità che c’è chi pensa che Mark Zuckerberg stia approntando per l’occasione delle batterie, semifinali e quindi la finale per eleggere il più rapido “pusher adulatore” del mondo.

Comunque sia, Andrea Babbi è da poco il nuovo Direttore Generale dell’Enit e mai si era letto così tanto dell’ente del turismo nazionale e del suo primo responsabile.
Combinazione o “ma guarda un po’ che strano”?
Prima, al massimo, potevi trovare qualche trafiletto sui quotidiani web preposti al caso (turismo), e quasi niente sui social o sui blog, mentre chi ne scriveva in una circostanza per avvenimento fortuito, se ne guardava bene dal farlo ancora.

Adesso, a parte gli ovvi complimenti, l’augurio e gli auguri; ebbene, non si riescono più a contare il quantitativo industriale di post all’indirizzo dei vecchi “pedoncini”.
E ogni giorno ne escono di nuovi e tutti di una lunghezza impressionante, che quasi (?) sembra che lo scopo sia quello d’impressionare (?).
E perché?
E come mai a scrivere dell’Enit, del suo direttore generale nonché del presidente, negli anni passati eravamo solo noi?
Cos’è successo nel frattempo?
Ma soprattutto, se non saranno “omaggiati” di ugual considerazione … continueranno a pushare inde fessi?
Ed infine: è mai possibile che abbiano a cuore l'Italia (Enit) tutto ad un tratto e solo adesso che n'è arrivato uno nuovo ... che se magari ... forse ... probabilmente ... chissà se lui vedrà ... che ci sono anche loro e che ... mah e forse anche boh?


l'adulazione non viene mai dalle anime grandi, è appannaggio degli spiriti piccini, che riescono a rimpicciolirsi ancor più per meglio entrare nella sfera vitale delle persone intorno a cui gravitano. (Honoré de Balzac)

… é meglio cader preda dei corvi che degli adulatori, perché quelli divorano solo i morti, questi i vivi. (Antistene)

gli unicorni possono essere indotti in inganno per mezzo degli alberi; gli orsi per mezzo degli specchi; gli elefanti per mezzo delle buche; i leoni per mezzo delle reti, e gli uomini, infine, per mezzo dell'adulazione. (William Shakespeare)

… sappiate che tutti gli adulatori vivono a spese di quelli che li ascoltano. (Jean de La Fontaine)

… pedone o Re per me pari sono (luciano ardoino)






martedì 18 dicembre 2012

Gufo ? ... No grazie !


Roberto Peschiera è un Hotel Quality Advisor, e personalmente quando leggo la parola “Quality”, cerco in tutti i modi di approfondire.

Figurati poi se m’appare nel settore che amo e prediligo (il turismo), e dove questa parola è la base del tutto … almeno per me.

Qualità che se la conosci, ce l’hai e sai insegnarla, vuol dire togliersi da una marea di problemi.
Vuol dire dare al cliente quello che vuole, quello che cerca e che se l’ottiene te ne renderà di sicuro, anche involontariamente, del grande merito.
Credo infatti che non esista nessuna pubblicità o qualsivoglia marketing al mondo che possa rendere altrettanto come il passaparola.

Chiaro che ci voglia il tempo necessario, ma dopo un po’ non ce n’è per nessuno, e t’arriva di botto l’ambito “no complain” seguito di conseguenza dal “no refund”.
Il che non è poco, e chi è del mestiere questo lo sa.

Roberto è uno di questi e della qualità ne ha fatto la sua forza, forza che riesce a trasmettere a quelli che hanno avuto o hanno la fortuna di imparare da lui.
Ma da quando c'è il web, che ha innovato completamente il modo di fare il turismo, tra le cose che l’hanno migliorato sono invero apparse anche quelle che … TripAdvisor!

… come ad esempio la possibilità che hanno gli immancabili imbroglioni che minacciando false recensioni al malcapitato di turno cercano di ottenere del facile guadagno, delle cortesie non opportune, dei privilegi non dovuti e via cantando.

Stessa cosa (opportunità) per chi invece vuole “rovinare” una certa locazione, per il solo motivo che da lì è stato licenziato nel tempo che fu e probabilmente a giusta ragione, vista la reazione a posteriori.
O addirittura dal dirimpettaio del “sito” a cui magari viene negato il diritto di parcheggio per l’auto personale nei posti adibiti ai clienti del ristorante o dell’hotel.

E un’infinità di esempi che manco li cani …

E poi vallo a spiegare a quei 70 del team antifrode di Londra con i loro 25 sofisticatissimi sistemi di filtri il come fare per trovare i vari Mimì, Cocò e pure quell'altro che hanno scritto delle recensioni truffaldine.


Ma per piacere, inventatevene dell’altre.

E alla fine della favola, tanto per cambiare, a rimetterci è sempre quello che s’è sempre comportato bene e che paga le conseguenze delle malefatte altrui.
Quindi la qualità non è più un business per i migliori ma lo diventa per i più furbi.

E questo a Roberto, come pure a molti nostri colleghi non va proprio giù, e allora “Gufo ?, No Grazie!” e vediamo se si può fare qualcosa.




lunedì 17 dicembre 2012

Le calcolatrici della Confesercenti e del SWG di che cavolo di marca sono?


Dire che le statistiche in Italia si comportino in modo confuso, oscillante, incomprensibile è un’ovvietà.
Ma sovente riescono a fare anche di peggio.

Ma vengo al sodo.

Confesercenti e SWG il 26 novembre 2012, venti giorni fa: “Quasi otto italiani su dieci non faranno nemmeno un giorno di vacanza fra Natale e Capodanno e quindi, conti (i loro) alla mano, sarà una stagione invernale non troppo felice, infatti … il 79% dichiara che non farà nemmeno un giorno di vacanza tra Natale e l’Epifania 2012, il 9% partirà per Capodanno, il 5% per Natale e l’8% per un periodo compreso tra il 22 dicembre ed il 6 gennaio 2013. Totale: 22% di vacanzieri in questo fine 2012”.

A parte che mi farebbe tanto piacere conoscere la marca della loro calcolatrice, giusto per farmi due risate, ma mi si vuole spiegare il come si fa ad affermare che il 79% non farà nemmeno un giorno di vacanza, il che dovrebbe quindi dire che a farlo sarà il solo 21% … per poi sostenere che il 9% partirà a Capodanno, il 5% a Natale e l’8% all’Epifania … se la loro somma fa 24?
E subito dopo mettere che il totale è il 22%?

Ma quello che stona ancor di più è che …
Confesercenti e SWG il 16 dicembre 2012 così c’informano: “Nonostante il clima economico non positivo, torna a salire la quota di italiani che farà un viaggio durante le feste di fine anno. Secondo i dati del sondaggio Confesercenti-SWG, tra il 22 dicembre e il 6 gennaio 2013 il 21% degli italiani si prenderà una vacanza. Una quota che cresce di 4 punti percentuali rispetto al 2011, tornando ai livelli registrati nel 2010. In totale, dunque, saranno quasi 10.000.000 gli italiani adulti in viaggio per il periodo natalizio e di capodanno, 2 milioni in più rispetto al 2011”.

Ma come (?), prima quel 21% era poco mentre dopo venti giorni la stessa percentuale diventa 4 punti over all’anno precedente?
E addirittura parlano di due milioni di turisti in più rispetto allo stesso periodo del 2011.

E pensare che l’anno scorso, la Federalberghi disse che dovevano essere ben 14,3 i milioni di vacanzieri (Natale e Capodanno) sul totale del 24% della popolazione italiana.
Mentre adesso con dieci milioni sono riusciti a migliorarsi di due e col solo 21% degli italiani.
Fenomeni!

Conclusione
Beh, di conclusione non ce n’è, e l’unica sarebbe che la finissero di dare dei dati in questa maniera qua, che oltre a non servire a niente, confondono anche gli operatori.
O forse lo fanno per hobby e per farci divertire un po'? 








domenica 16 dicembre 2012

E' tutta questione di un'attimo


A volte mi domando s’io non sia completamente scemo nel tentare di continuare a spargere idee e possibilità di miglioramento ai quattro venti usando questo blog e non solo, nella speranza che veramente cambi qualcosa nel modo di fare il turismo in Italia.

Ma tant’é, e nonostante la convinzione che l’ebetismo prenda in me il sopravvento, ci do dentro che i tagliatori di legna del Klondike mi fanno un baffo.

Quindi ari eccomi a ragionare di Enit, OLTA e Seggitur; e chissà che prima o poi, sempre che non intervengano “ordini” dall’alto, i grandi “guru” (vabbeh, tanto per dire) nazionali del turismo non riescano finalmente a capirlo.

Nel post precedente ho raccontato il come e il perché nacque italia.it, e il come e il perché è stato un fiasco pazzesco.
C’è scritta poca roba, per carità, ma un’idea di come l’è andata, in fondo c’è; poi le palanche usate e che non sono servite a nulla se non … sono scritte qui.

Comunque, tanto per ricordarlo, Seggitur è un'agenzia di Stato (simile all’Enit ma neanche poi troppo) per la gestione delle tecnologie per l'innovazione nel turismo sotto il diretto controllo del Ministero dell'Industria, Energia e del Turismo spagnolo.
Collabora con operatori pubblici e privati.
Genera e gestisce tecnologie, conoscenza e innovazione per migliorare la competitività, la qualità e la sostenibilità nei settori ambientale, economico e sociale del turismo.
Ha in gestione il portale nazionale del turismo spagnolo, si occupa di CRM (Customer Relationship Management), gestisce un Contact Center, fa promozione e segue anche progetti di Qualità Turistica.

Seggitur inoltre fa anche intermediazione con commissioni ovviamente calmierate, restituendo poi al settore turistico i proventi con attività di promozione i cui benefici, evidentemente, ricadono su tutta la filiera.

E l’Enit?

Beh, l’Enit una cippa, un tubo e una mazza di niente di tutto questo, e tra un po’“ …  sarà rilasciata la release di Italia.it e il portale sarà orientato alla promo commercializzazione di promozione del marchio Italia anche attraverso i social media, e si appoggerà sui contenuti dei portali regionali, valorizzandoli”.
E così ce stata una gara di durata triennale sui contenuti da due milioni di euro per “valorizzare i contenuti dei portali regionali” ?
Ma per amor del cielo!

E le OLTA (Online Travel Agents), ovvero Expedia, Booking & Co., con ‘sta gente ci vanno a nozze.

E gli albergatori?
S’inquietano!

E Federalberghi?
Bho!

E le altre associazioni alberghiere?
Bho!

E io?
Continuerò a tagliare la legna, ma non nel Klondike.