lunedì 18 giugno 2012

Nel nuovo decreto per lo sviluppo, la cultura e il turismo non sono sviluppati" per una miiin... cippa


Un decreto, l'ennesimo testo corposo.
Ben 188 pagine, tra norme, articoli, allegati e relazioni tecniche.
Illeggibile ai più sia per la pesantezza, sia per l'eterogeneità che caratterizza il decreto.

Certo, contrariamente da quanto accadeva in passato ora sussistono delle relazioni che in qualche modo aiutano alla lettura di norme di difficile comprensione.
Ma cosa sviluppa questo decreto sviluppo?
Il titolo è il seguente:

MISURE URGENTI PER LA CRESCITA DEL PAESE

Mi soffermo su due aspetti, dopo aver provato a conferire una lettura generica al testo del decreto, perché per offrire una opinione certa servirebbero settimane di studio, e questo tempo a disposizione non sussiste.
Ho maturato la sensazione, facendo salva la premessa come sopra citata, che questo decreto corre in una direzione specifica.
Incentivare l'edilizia, edificazioni ed ancora edificazioni, sburocratizzare il settore considerato e favorire interventi nel settore energetico.
Non si investe lì ove in Italia si dovrebbe investire prima di ogni cosa, vista la particolarità del nostro Paese.

Il settore della cultura e del turismo.
Nulla di tutto ciò.

Eppure sarebbero quelli i settori dove concentrare interventi degni di ogni decreto che si arroga la presunzione di disporre misure volte a sostenere lo sviluppo in tal Paese.
Ma ovviamente ogni individuo ha il proprio concetto di sviluppo e l'oligarchia vigente ha la propria e tale decreto ne è la massima espressione ed è rappresentata, tale espressione, a parer mio da due disposizioni.
La prima è il piano nazionale per le Città.
L’obiettivo del piano nazionale per le città proposto è quello di coordinare una serie di interventi nelle aree urbane relativi a nuove infrastrutture, alla riqualificazione urbana, alla costruzione di parcheggi, alloggi e scuole, grazie anche all’utilizzo di risorse economiche disponibili provenienti da economie o da revoche di programmi edilizi non più realizzabili.
Edilizia, edificazioni, costruzioni.
Il tutto coordinato da una cabina governativa di regia.

La seconda è rappresentata dal fatto che in questo decreto emerge la volontà di incentivare la realizzazione di infrastrutture energetiche, in particolar modo quelle che sono attualmente in attesa di autorizzazione, che riguarderebbero ingenti investimenti di operatori di mercato, per un ammontare di oltre 10 miliardi di euro, totalmente di capitale privato. 

Nel testo della relazione di presente nel decreto si legge che, ove celermente autorizzati ( i programmi di infrastrutture energetiche), potrebbero contribuire significativamente alla crescita economica e all’occupazione, con effetti anche sulla riduzione del costo dell’energia per i consumatori domestici e per le imprese.

Ma visto che il principale problema è rappresentato spesso dalle Regioni, che dicono no ad interventi che devastano l'equilibrio ambientale cosa ha pensato di fare il Governo?

La nuova norma pone all’Amministrazione dello Stato procedente in regime concorrente l’onere di attuare tutti i possibili tentativi di leale collaborazione, esperiti i quali, analogamente con le procedure di legge già previste in caso di dissenso espresso, si fa ricorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per un decisione definitiva, in modo da pervenire alla chiusura del procedimento.

Ovvero se la Regione manifesta un dissenso verso l'opera voluta dallo Stato,sarà l'articolazione dello Stato, quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri a dover conferire l'ultima parola.
E parlano anche di leale collaborazione.

Alla fine penso che la norma che rappresenta bene la situazione che verrà in Italia è quella come definita dall'articolo 58.
Si prevede l'istituzione presso l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura di un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti nel territorio della Repubblica Italiana. Le derrate alimentari sono distribuite agli indigenti mediante organizzazioni caritatevoli..
Detto in breve visto che rischieremo di perire tutti di fame, lo Stato mette le mani avanti, poiché con questo Decreto tutelerà solo i soliti soggetti che mirano a conseguire il profitto, si devasterà l'ambiente, si edificherà ad oltranza, non si investe nel lavoro, non si investe nella cultura, non si investe nel turismo, non si investe per l'Italia ma si investe l'Italia con la macchina del profitto selvaggio. 


7 commenti:

vinc ha detto...

Allora perchè Gnudi ha appena dichiarato che: A partire dalle norme inserite nel Dl Sviluppo: «Con il decreto approvato venerdì – afferma il ministro – è stato fatto un importante passo avanti nella valorizzazione del turismo come una delle leve per il rilancio della nostra economia?????

http://www.avvenire.it/Economia/Pagine/intervista-a-gnuni.aspx

Luciano Ardoino ha detto...

Ah si?

Un fatto veramente strano!

;-)

frap1964 ha detto...

Si legge QUI (documento governativo, pag.13):

Vengono introdotte ulteriori misure organizzative per l’avvio e il potenziamento dell’attività dell’ICE. In particolare è fissata a 450 la dotazione organica dell’Agenzia con la conseguente entrata nei ruoli del Mise del rimanente personale dipendente.
Viene prevista nella Cabina di regia la presenza del Ministro con delega al turismo, del Ministro delle politiche agricole, del Presidente della Conferenza delle Regioni e del sistema cooperativo.
Viene inoltre avviata la riorganizzazione della rete ENIT all’estero. Il progressivo assorbimento delle 25 sedi all’estero dell’ENIT in quelle del Ministero degli Affari Esteri comporterà un risparmio pressoché integrale della spesa di funzionamento, stimabile in oltre 12,7 milioni di euro.
Come già previsto per la nuova Agenzia ICE, è previsto una significativa riorganizzazione dell’impiego del personale Enit a fronte di una mission e di attività che guardano in massima parte al contesto internazionale.

Il testo dovrebbe essere questo: art 41 commi 3,4,5

3. Al fine di razionalizzarne la struttura organizzativa, l’ENIT - Agenzia nazionale per il turismo opera all’estero nell’ambito delle Rappresentanze diplomatiche e consolari con modalità stabilite con apposita convenzione stipulata tra l’ENIT, il Ministero degli affari esteri e l’Amministrazione vigilante su ENIT. Il personale dell’ENIT all’estero, individuato nel limite di un contingente massimo di cinquanta unità definito in dotazione organica, può essere accreditato, previo nulla osta del Ministero degli affari esteri, secondo le procedure previste dall’articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in conformità alle convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e consolari e tenendo conto delle consuetudini esistenti nei Paesi di accreditamento. Il funzionario responsabile dell’ufficio è accreditato presso le autorità locali in lista diplomatica. Il restante personale è notificato nella lista del personale tecnico-amministrativo. Il personale dell’ENIT all’estero opera nel quadro delle funzioni di direzione, vigilanza e coordinamento dei Capi missione, secondo le linee guida e gli indirizzi strategici in materia di promo-commercializzazione dell’offerta turistica all’estero definite dalla cabina di regia di cui all’articolo 14, comma 18-bis, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, inserito dall’articolo 22, comma 6, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
4. A decorrere dal primo rinnovo del consiglio di amministrazione dell’ENIT-Agenzia nazionale per il turismo, uno dei membri è designato dal Ministro degli affari esteri.
5. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato e si farà fronte con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Luciano Ardoino ha detto...

Che per altro apprezzabilissima dato che da anni lo stiamo ripetendo, se non bastassero (e non bastano di certo ste cose dell'enit per rilanciare lo sviluppo del turismo) ci sono queste altre, sempre che qualcuno le creda attuabili.

Luciano Ardoino ha detto...

Chissà se invece quest'ultime proposte non avessero "già" fatto parte del piano dello sviluppo.

Sic!

:(

frap1964 ha detto...

@Luciano
Il buongiorno si vede dall'alba.
S'era capito subito che tipo di ministro era arrivato.
Dichiarazione di Briatore che ha deciso di chiudere il Billionaire, anche perché se arriva col suo panfilo a Porto Cervo gli tocca di pagare una tassa da infarto:
«L'Italia -aggiunge Briatore- è il Paese con le tasse più alte da pagare. Ok, paghiamo, saldiamo il conto, ma poi investiamo. Il ministero del Turismo andrebbe cambiato radicalmente».

Se l'ha capito perfino lui... ;-)

Jennaro ha detto...

Non poteva aspettare un altro poco Gnudi a lanciare 'sto decreto per lo sviluppo, mannaggia?!!

Nella sua irruenza deve aver colpito la terza condotta sottomarina che porta l'acqua verso Ischia... e adesso pare che sull'isola, per qualche mese (che combinazione luglio-agosto), ci sarà penuria d'acqua col rischio di un calo di turismo...

:(