mercoledì 30 novembre 2011

Si sono dimenticati di Piero Gnudi, il nuovo ministro del turismo italiano. Errore freudiano o ... ?

Sarà un caso, una combinazione, uno sbaglio o sarà quel che volete, ma su Il Giornale di oggi 30 novembre 2011 (pagina 5), il nuovo ministro del turismo Piero Gnudi non c’è.

E la cosa è strana, perché nel disegnino che rappresenta “tutta la squadra” di Mario Monti, manca proprio quella “carega” li, e non c’è nemmeno il nome del sostituto della Brambilla.

Possibile che si siano dimenticati proprio di Lui?


Ma bando agli scherzi!
Però se tanto mi da tanto e il Dott. Sigismund Schlomo Freud (Sigmund Freud) con la sua teoria psicologica (in particolare, la psicoanalisi) affermante che la casualità del lapsus è solo apparente...

Comunque sia e se per caso il Gnudi c'è ancora, vorrei ricordagli che (vedere qui) e poi (vedere qua) e tira a campà.

Cresce l'attesa per la statua della Brambilla


martedì 29 novembre 2011

Asshotel o Federalberghi ... chi avrà ragione? Uno, l'altro o (opzione più probabile) nessuno dei due ?


Per me questi ci godono o non sanno quello che dicono, e se dopo tanti anni di “apprendistato” nel turismo ancora non hanno capito quello che dicono, beh; di certo mai lo sapranno.

Il prezzo delle camere degli alberghi rimane praticamente stazionario (un piccolo + percentuale da fonti Trivago per l’anno in corso) … poi dicono che sono arrivati più clienti … ma nello stesso contempo che s’è perso un 10% di fatturato (e tutto nel medesimo giorno).
E’ evidente che qualcosa non gira per il verso giusto.

Così quando pensi d’esserti fatto l’idea di come la va, ecco che subito dopo devi rivederla in fretta e furia, poiché ed infatti c’è sempre qualcuno che naturalmente dice l’opposto di quello che poco prima avevi letto o sentito.

Bisognerebbe comprendere chi “dei quali che citerò” sia il visionario dotato di quel potere di convinzione nei confronti di coloro che ci credono ancora.
Eh si, mi riferisco ancora una volta  alle statistiche dei “benpensanti” del turismo nazionale,  anche e perché non m’arrendo di certo con ‘sti … “ok, lo penso ma non lo dirò”.
Ora non so se sia partito prima il Bernabò Bocca, quello di Federalberghi (presidente) e una lista di “cariche” lunga così, o il Filippo Donati di Asshotel (presidente anche lui) … nome dell'associazione che i suoi predecessori probabilmente avrebbero potuto "ideare" un pò meglio, considerato che in lingua inglese “ASSHOTEL” vuol dire tutt’altro ... ma si può sempre fare.
Comunque sia il nome, nella stessa data (28 novembre 2011) i media riportano che … il turismo va bene (Bocca), il turismo va male (Donati).
Ma se invece del turismo “ad andare” fossero un po’ loro, chissà se ci sarebbe molta gente che piange o si dispera.

Bernabò Bocca: Il turismo alberghiero italiano ha fatto segnare anche ad ottobre un risultato positivo rispetto allo stesso periodo del 2010 … ottobre ha dunque registrato un +5,4% di presenze complessive (+2,3% di italiani e +8,3% stranieri). Alla luce di questi dati i primi dieci mesi 2011 vedono una crescita di presenze pari al 2,6% (+1,3% gli italiani e +5,4% gli stranieri …

Filippo Donati: Gli alberghi italiani stanno registrando un calo medio dell’8-12% a livello di fatturato nel 2011, ma quello che preoccupa gli operatori è anche la diminuzione degli utili …

In verità sarebbe anche possibile, ma come già detto … se consideriamo che i prezzi degli alloggi, sul suolo italiano, hanno avuto tra un vai e vieni naturalmente dipendenti dall’alta e bassa stagione, un seppur piccolo incremento sul costo della singola camera … beh, possibile non è!

E allora?
E allora bisognerebbe che ‘sti “signori” si “organizzassero” un pochettino, in maniera che di queste str … anezze non se ne sentano e vedano più. Ma per piacere!

Ma campa cavallo … e se non campano o galoppano i cavalli, beh; trottano gli asini.

P.S.: Della diminuzione degli utili sono pienamente d’accordo, ci mancherebbe anche d'altro, ma per il resto ...

lunedì 28 novembre 2011

Via la Brambilla e via anche l'insegna

La scritta a caratteri cubitali e dorati, voluta dall'ex ministro del turismo per indicare il suo ufficio, è stata rimossa pochi giorni dopo l'insediamento del nuovo Governo.

E sostituita con una più sobria indicazione sulle porte a vetri.

Michela Vittoria Brambilla, appena diventata ministro del Turismo, guardando la facciata dei suoi nuovi uffici era sbottata: «Perchè non c'è scritto niente? Gli altri ministeri hanno tutti la scritta...La voglio anch'io».

I suoi collaboratori spiegarono al nuovo ministro senza portafogli che quello del Turismo era solo un dipartimento della Presidenza del Consiglio.
Il ministero del Turismo è stato infatti abrogato con un referendum nel 1993: nelle insegne esterne non si poteva certo scrivere "Ministero del Turismo".
La Brambilla fece spallucce, e ordinò gigantesche lettere dorate.
E scrisse (forse è meglio dire: fece scrivere) "MINISTRO DEL TURISMO".
Il palazzo indicava in pratica non un'istituzione pubblica, ma la carica di una singola persona.

Venerdì scorso la scritta però è scomparsa, anche perchè il ministro Piero Gnudi, davanti ai caratteri dorati, ha strabuzzato gli occhi, e ha subito ordinato di smantellare le lettere giganti, sostituite da una scritta sui vetri delle porte.

«Le lettere d'oro le hanno levate stamattina alle 11 e non so dove le abbiano messe», racconta un usciere, «Il nostro è solo un dipartimento, prima della Brambilla mai nessuno aveva voluto insegne così grandi.
Non so dove abbiano messo le lettere, forse negli scantinati. Chissà quanto sono costate...».


Fonte

L'Enit (Agenzia nazionale del Turismo) si classifica quarto tra gli Enti italiani per trasparenza eccetera eccetera, però c'è un però ...


Sarà anche vero ma personalmente “me pare tutta ‘na str … anezza”!
Ma andiamo per gradi e vediamo il perché.

Pochi giorni or sono l' Enit si è aggiudicato il quarto posto, collocandosi nella fascia alta di valutazione su cinquantadue Enti nazionali analizzati, nel Monitoraggio della Civit.
Il riconoscimento è avvenuto il 18 ottobre scorso presso la Scuola superiore della Pubblica Amministrazione nel corso dell’incontro tra la C.i.V.I.T (Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle pubbliche amministrazione ) e gli OIV (Organismi Indipendenti di Valutazione) degli enti pubblici nazionali, soggetti creati in attuazione della “Legge Brunetta” (Dlgs 150/2009), per assicurare elevati standard qualitativi ed economici del servizio pubblico mediante la redazione di “Piani triennali della performance”.

Al primo posto di questa “speciale” classifica appare l’ICE, l’Istituto nazionale per il Commercio Estero, che sul proprio sito dichiara che:
"Questo importante risultato è stato conseguito grazie all’elevata professionalità di tutta la struttura ICE, con l’assistenza consulenziale altamente specializzata dell’OIV e il supporto della Struttura Tecnica Permanente.
Il Piano triennale (2011 –2013) della Performance dell’ICE adottato a gennaio 2011 individua la strategia da attuare per sostenere le imprese che esportano sui mercati internazionali con procedure e piani operativi improntati alla massima efficienza, efficacia ed economicità.
L’ analisi effettuata dalla CIVIT posiziona l’ICE al primo posto rispetto a tutte le altre amministrazioni pubbliche e gli riconosce l’elevata qualità della strategia adottata, dal punto di vista della completezza, comprensibilità e in particolare della adeguatezza alle esigenze di internazionalizzazione espresse dalle PMI italiane".

E fino a qui niente di male … solo che, facendo un giretto sul sito C.i.V.I.T., ecco che nel merito appare questa precisazione:
In relazione alle notizie di stampa con le quali si afferma che la CiVIT avrebbe inserito “al primo posto assoluto tra i Ministeri e gli Enti Pubblici, l’Istituto per il Commercio con l’Estero”, per quanto riguarda la pianificazione e la gestione della performance, la CiVIT precisa quanto segue:

a)  la detta valutazione è relativa agli aspetti procedimentali previsti nel Piano della performance adottato dalle amministrazioni nel gennaio del 2011;
b) il monitoraggio condotto dalla CiVIT ha riguardato gli strumenti di misurazione della performance e quindi la conformità alle indicazioni e alle metodologie fornite al riguardo dalla CiVIT;
c) nessuna valutazione ha svolto la CiVIT sulla performance, cioè sui risultati conseguiti dalle amministrazioni;
d) una vera graduatoria della performance, effettivamente realizzata nel corso del 2011, potrà essere redatta soltanto nei primi mesi del 2012 e si articolerà nel raggruppamento delle singole amministrazioni su almeno 3 livelli di merito in relazione ai risultati ottenuti.

In poche parole … se sulla prima classificata la CIVIT non ha svolto nessuna valutazione sulla performance, cioè sui risultati conseguiti dalle amministrazioni … figuriamoci sulla quarta classificata, e vale a dire, l’Enit.

A seguito del “premio”, si sono naturalmente “sprecate” le auto lodi e gli auto compiacimenti e complimenti sui media, tra di cui fa certamente capolino quella del GM dello stesso Ente, Paolo Rubini, che così dice: “… nel contempo, in un'ottica di razionalizzazione dei costi, abbiamo provveduto ad incrementare le entrate garantendo una serie di servizi nuovi agli stakeholders e questi sono fatti, non parole, come attestano i positivi attestati ricevuti".
.
E allora andiamo a vedere ‘sta “razionalizzazione dei costi” e già che ci siamo, anche i “fatti, non parole”.

Sul Piano della Performance 2011 – 2013 dell’Enit (art. 10, comma 1, Decreto Legislativo 27 Ottobre 2009, n 150) ci dovrebbe essere scritto (probabilmente a pagina 79) che: “ … sottoposto al processo di verifica e revisione a cadenza semestrale al fine di individuare le eventuali carenze e criticità riscontrate nell’attuazione del ciclo di gestione della performance”.

Ora dato che il “premio” del quarto posto su 52, è dovuto anche alla “Trasparenza” eccetera eccetera dei vari enti ...allora perché questa cadenza semestrale non si trova sul web o da qualche altra parte?
Che ci sia sfuggita la cosa o che magari all’Enit si sono dimenticati del fatto?

E poi … ‘sta razionalizzazione dei costi” si evince dal risparmio dell’8,75% qui a margine (probabilmente a pagina 83)?

Dulcis in fundo, mi farebbe veramente un gran piacere conoscere il nome di quell’ente italiano che si è classificato 52esimo, nonché quelli un poco prima, grazie!

domenica 27 novembre 2011

Brambilla ma quanto mi costi

L'ex ministro del turismo ha decuplicato le spese del suo dicastero.

Tra corsi per insegnare alla polizia come trattare gli stranieri, siti internet milionari e call center
Michela Vittoria Brambilla ha molta fantasia, e rimarrà nella storia anche per aver lanciato come ministro del Turismo "la carta dei diritti del turista" e iniziative "animal friendly" per aiutare i padroni di cani, gatti e altre bestiole a fare vacanze rilassanti, attivando pure un sito Internet ad hoc (www.turistia4zampe.it). 

Anche alcune spese del bilancio del suo dicastero fanno sorridere. 
Per insegnare alla polizia locale italiana come trattare i turisti stranieri nel 2010 sono infatti stati spesi 534 mila euro (per corsi di 36 ore in cui gruppi vigili urbani venivano addestrati a "tecniche relazionali, problem solving e gestione dello stress"). 
Altri 200 mila sono serviti a formare nuovi manager per "l'innovazione turistica".

Per stampare la carta del turista sono stati usati 51 mila euro di soldi pubblici, mentre il contact center dedicato ai viaggiatori è costato la bellezza di 2,4 milioni. 
Non sappiamo quanti hanno telefonato alla Brambilla per utili consigli sulle bellezze del Belpaese. 
Sappiamo però che l'ex ministro non ha fatto economia per la comunicazione e la promozione: il nuovo portale Internet (dopo gli sprechi milionari di Francesco Rutelli) è costato altri 5,4 milioni di euro (per coloro che vanno in Campania, il sito consiglia di assaggiare la pizza Margherita), mentre per dipendenti e uffici della neonata struttura di missione "per il rilancio dell'immagine dell'Italia" gli italiani hanno pagato 6,3 milioni.

L'imprenditrice che vende pesce ha deciso di investire, infine, 255 mila euro in una "Conferenza nazionale del turismo" (che ha lasciato poche tracce) e finanziare i suoi viaggi e i suoi convegni con un milione tondi tondi. Leggendo il conto finale, però, non si ride molto: rispetto al 2007 le spese correnti del dipartimento sono aumentate di oltre 4 milioni, mentre quelle per il solo funzionamento sono passate da 684 mila euro a 15 milioni tondi tondi.

sabato 26 novembre 2011

Il Fatto Quotidiano, la Brambilla e quella precisione che si vorrebbe in Italia, ma ...


E ora un po’ di precisione!

Chi scrive (e da cui in questo caso,copincollo) è probabilmente la persona più autorevole (Frap1964) che abbia mai incontrato peregrinando nel web (e vale a dire da quando ho iniziato questo blog … 3 anni or sono), e benché il turismo non sia schiettamente il suo ambito (non me ne vogliano gli altri che qui ci scrivono) è l’autorevolezza nelle sue disamine …
E non dico altro, se non che … ce lo vedrei “meritocraticamente e anche assai” aggirarsi in quei “meandri” del ministero (il turismo e non solo) per far “luce” e “pulizia” in tante “cosette”.
Per ora m’accontento (eccome) d’averlo come amico commentatore su “Tutto sbagliato tutto da rifare” … alla moda di “ognuno ha quel che si merita”, e credetemi … non è cosa da poco e ce ne fossero.
E se visto, ma soprattutto se m'è concesso, parlo con Lei Egregio Dott. Piero Gnudi, nuovo Ministro del Turismo; veda un pò di circondarsi di persone degne (e qualcuna c'è ancora), e che magari ... beh, faccia Lei.

Ma bando ai complimenti …  da qui comincia il copincolla.


[post aggiornato dopo la pubblicazione]

Il Fatto Quotidiano di oggi, a pagina otto, pubblica un pezzo di Daniele Martini dal titolo “L’ultimo regalo della Brambilla. Un giornale online da 4,5 milioni“. Sottotitolo: il progetto è fermo, ma i manager vengono pagati.
Come noto il Fatto può già contare su tre querele ad opera di MVB, di cui due personali ed una tramite l’Avvocatura dello Stato (la terza dopo la pubblicazione dell’editoriale di Marco Travaglio nel primo link).
A titolo di “sincero ringraziamento” il quotidiano ha pubblicato, circa un mese fa, un primo pezzo sui presunti contratti dei consulenti per l’innovazione dell’ex-ministro e, più di recente, un secondo sull’attuale direttore di ENIT, ex-braccio destro della rossa di Calolziocorte in Confcommercio giovani e responsabile della banca dati dei Circoli della Libertà.
E’ seguita smentita e controreplica.

Leggendo l’articolo odierno ci si rende facilmente conto che il presunto “giornale on-line” di cui si parla è  in realtà il risultato del “bando di gara per l’assegnazione dei servizi tecnici relativi alla redazione del portale nazionale del turismo” di cui si era già data notizia QUI un anno fa.
La gara fu vinta dal raggruppamento temporaneo di impresa Monrif – PaesiOnLine – Zeppelin il 17 novembre 2010 con aggiudicazione in via provvisoria, poi confermata il 25 novembre con delibera del CdA di Promuovitalia, azienda partecipata al 100% da ENIT, su cui vigila il DSCT della Presidenza del Consiglio.
TheBlogTV, azienda esclusa, annunciò subito ricorso al TAR, ma quindici giorni dopo rivelò a Giacomo Dotta di Webnews la decisone di soprassedere.
Secondo Il Fatto Quotidiano, però, l’azienda seconda classificata, UNICITY Spa, avrebbe invece fatto ricorso al TAR del Lazio per “irregolarità nella valutazione delle offerte” e la sentenza sarebbe attesa a breve; nel frattempo è passato un anno.
I termini per il ricorso al tribunale amministrativo scadevano a fine anno 2010.
In attesa delle decisioni dei giudici amministrativi sarebbe stata quindi approntata una “redazione volante” e sostitutiva di quella di gara, composta da “Junior web content editor“.
Questo potrebbe spiegare la situazione effettiva ed “anomala” dei contenuti del portale che già era stata descritta QUI nel luglio di quest’anno.
Per questo presunto “giornale on-line” ci sarebbero in ballo 4,5 milioni di euro, contro gli originali 2 milioni e 30mila euro + IVA della base d’asta di gara.
Difficile dire quali siano le cifre esatte, anche perché l’importo di aggiudicazione non è mai stato rivelato nei verbali pubblicati.
Tuttavia spulciando il bilancio 2010 di Promuovitalia, l’azienda partecipata al 100% da ENIT e stazione appaltante di gara, si legge a pagina 30-31 che
La Società, su incarico dell’Amministrazione, nel corso dell’esercizio ha garantito:
Attività di supporto e assistenza tecnica inerenti lo start up e la gestione a regime del
Portale Nazionale del Turismo www.italia.it.

A pag. 23 del bilancio si legge che la società avrebbe incassato dal DSCT di Michela Vittoria Brambilla al 31/12/2010 e con riferimento alla commessa “PORTALE NAZIONALE DEL TURISMO” la cifra di 1.863.865,50 euro.

A pag 34, nella tabella di “dettaglio del Valore della Produzione del prospetto di bilancio, relativo esclusivamente alle commesse in corso alla data di chiusura dell’esercizio 2010” si legge inequivocabilmente che il totale della commessa “PORTALE NAZIONALE DEL TURISMO” è pari a 4,565 milioni di euro, mentre il valore magazzino al 31/12/2010 è pari a 528.000 euro.
Secondo il Fatto  Quotidiano di oggi

Dei circa 4 milioni e mezzo di euro in ballo per il giornale online della Brambilla, al momento è stato speso più di 1 milione e mezzo.
Quattrini serviti soprattutto per pagare gli stipendi a 5 “Project manager” voluti dall’ex ministro, suoi conoscenti o stretti collaboratori politici, ingaggiati con un contratto della durata di 3 anni. 
I 5 “manager” dovrebbero occuparsi di tecnologie e innovazione, di comunicazione digitale e social network, della promozione e del coordinamento delle redazioni locali e del media designer.
Due dei “project manager” ingaggiati con contratti triennali dovrebbero essere, con ogni probabilità, Edoardo Colombo, coordinatore del comitato per l’innovazione nel turismo, nonché membro del CdA dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, e Luca Moschini, titolare di Viamatica, che ha in gestione il sito personale dell’ex-ministro e quello governativo dei turisti a 4 zampe.
Una terza potrebbe essere Diletta Grella, citata nel medesimo articolo de Il Fatto Quotidiano, anch’essa sotto presunto contratto a tre anni, già consulente esperta del DSCT per la strategia di promozione, valorizzazione e comunicazione , anche a livello mediatico, dell’immagine Italia e della sua offerta complessiva.
Sui restanti nomi, invece, si possono fare al più delle possibili ipotesi (al momento senza alcuna conferma).
“E metteremo tutto online perché ogni cittadino conosca i costi del progetto, con chi lo realizzeremo, il suo scopo.
Anche questa iniziativa rappresenterà un modo per cambiare finalmente registro in questo settore.

[17/10/2008 - SMAU Milano - MVB]
— 
Non c’è da sorprendersi quindi che più di qualcuno le abbia affibbiato il titolo di ministro Bramballa.

Nota a margine: dal profilo Linkedin di Maurizio Goetz risulta che la sua presenza nel comitato per l’innovazione del turismo di MVB sarebbe terminata nell’ottobre 2011.

Dal profilo Linkedin di Luca Moschini risulta che il suo incarico di Advisor for ICT – Ministry for Tourism si sarebbe concluso nel novembre 2011.
L’esistenza di un contratto di consulenza tra Promuovitalia S.p.a. ed Edoardo Colombo è anche dichiarata nel suo CV allegato al decreto di nomina nel CdA dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione (vedi a pag. 11). La durata effettiva del contratto non è esplicitata; il decreto risale al 31/05/2011.


2010- Oggi
Promuovitalia S.p.a.
Consulente esperto per la progettazione e lo sviluppo di piattaforme di social network
2010- Oggi
Dipartimento per lo Sviluppo e Competitività del Turismo
Membro della commissione di valutazione Progetti di eccellenza

2009- Oggi
Speakage Srl
Consulente per la realizzazione di piattaforme digitali di social media


venerdì 25 novembre 2011

L'ultimo (per ora ?) "regalo" della Brambilla. Un Giornale online da 4,5 milioni di euro


 
Dopo essersi baloccata con www.italia.it, il criticatissimo e secondo molti osservatori inutile portale del turismo costato la bellezza di svariate decine di milioni di euro (tra Stanca, Rutelli e la medesima), l’ex ministro del Turismo stava raddoppiando con un altro giocattolo, una specie di giornale online.
Un gingillo pesante e caro, altri 4 milioni e mezzo di euro, con una redazione bella folta di 20 giornalisti: un direttore, 5 redattori a tempo pieno, 10 redattori specializzati nel web e 4 redattori in lingua (inglese, francese, spagnolo e tedesco).
Al momento e per fortuna i quattrini per lanciare l’iniziativa sono stati spesi solo in parte e in altra parte semplicemente impegnati, ma c’è il rischio che alla fine debbano essere tirati fuori tutti quanti, nonostante la Brambilla abbia dovuto traslocare dal suo ufficio ministeriale di Via della Ferratella in Laterano a Roma.

Una specie di giornale online, lo chiama Daniele Martini sul Fatto Quotidiano.

La gara per il lancio del quotidiano da sovrapporre al portale è stata espletata e c’è un vincitore, un raggruppamento di 3 imprese: Monrif Net Srl-Zeppelin group Srl-Paesionline Srl.
La prima è una società di cui è presidente e amministratore un giovanotto, il ventitreenne Matteo Monti Riffeser della famiglia di editori della Nazione, Resto del Carlino e Giorno.
La seconda è un’azienda di Bolzano che si occupa di vendita di software e la terza è una società dei Castelli romani, amministrata da un certo Luca Cotichini, specializzata in guide turistiche e offerte di pacchetti vacanza online presentati da appena un anno anche in tedesco, spagnolo e francese. 

Monrif e le altre due aziende per ora sono ferme sulla porta perché il nuovo giornale è finito in una specie di limbo.
La seconda classificata nella gara, la società Unicity, ha ritenuto che la commissione giudicante avesse commesso irregolarità nella valutazione delle offerte e quindi ha fatto ricorso al Tar del Lazio.

La sentenza è prevista a breve.

Anche se  i giudici amministrativi dovessero decidere di rimettere in discussione la graduatoria, però, la sentenza di per sé non potrebbe fermare il giornale della Brambilla che continuerebbe a progredire quasi per forza d’inerzia, magari anche a dispetto di Dio e dei Santi, drenando altri quattrini pubblici.

Solo il nuovo ministro, Piero Gnudi, potrebbe far ritornare nel cassetto il costoso progetto, magari dando l’indicazione di smontare il giocattolo al direttore generale delle Politiche turistiche del ministero, Roberto Rocca.
Facendo così capire anche con questa decisione di voler far calare il sipario sulla precedente gestione della politica turistica, contrassegnata da decisioni estemporanee e spesso clientelari e da strappi continui. 

A partire dalla scelta di commissariare l’Enit, l’ente del turismo, per arrivare alla decisione di nominare un direttore, Paolo Rubini, con un curriculum vuoto di incarichi in ambito turistico, ma in cui spicca la sua attività di collaboratore della Brambilla nel lancio dei Circoli berlusconiani della libertà. 

Dall’idea di far nascere una società per i convegnisti, Convention Bureau, capace in appena tre mesi di mangiarsi più di 500 mila euro, alla scelta del ministro di affidare la guida di questa nuova struttura allo stesso direttore dell’Enit assegnandogli un secondo stipendio di altri 130 mila euro. Tutte faccende molto criticate e ora al vaglio, tra l’altro, della Corte dei Conti e sulle quali anche il Pd vorrebbe fare chiarezza.

A questo proposito il deputato Ludovico Vico ha avanzato una proposta di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulle responsabilità amministrative nella gestione della politica turistica, dell’ente del turismo, del Dipartimento del ministero e sull’operato dell’ex capo di gabinetto, Claudio Varrone.

Dei circa 4 milioni e mezzo di euro in ballo per il giornale online della Brambilla, al momento è stato speso più di 1 milione e mezzo:
Quattrini serviti soprattutto per pagare gli stipendi a 5 “Project manager” voluti dall’ex ministro, suoi conoscenti o stretti collaboratori politici, ingaggiati con un contratto della durata di 3 anni. 

I 5 “manager” dovrebbero occuparsi di tecnologie e innovazione, di comunicazione digitale e social network, della promozione e del coordinamento delle redazioni locali e del media designer. 
Ma considerato che per ora il giornale non c’è, probabilmente non si stanno ammazzando di lavoro, e considerato anche l’impegno dei “project manager” da solo non è sufficiente a far girare un portale, nel frattempo è stata allestita una redazione volante con altri professionisti definiti “Junior web content editor”, cioè redattori che scrivono, selezionano, mettono e tolgono i contenuti dalle pagine online.


Al momento nel cassetto quindi ci sono ancora circa 3 milioni di euro.

Tre milioni che forse potrebbero essere utilizzati altrimenti e meglio per promuovere l’Italia turistica nel mondo.
... e poi, praticamente il progetto è fermo ma i manager vengono pagati!
… e non credo siano finite qui le “scoperte” sulla Brambilla.

giovedì 24 novembre 2011

Classifica dei portali turistici regionali (Novembre 2011) per contatti ricevuti


mercoledì 23 novembre 2011

Genesi o Apocalisse il silenzio del nuovo ministro del turismo (e sport) Paolo Gnudi ?


Ora, nessuno s’è mai sognato che il Gnudi sia stato, è o sarà in grado di diventare un “Dio” del turismo, e quindi sono ben lungi dall’ipotizzare che sappia realizzare in soli sei giorni la “Genesi” del suo nuovo dicastero; ma che magari possa farci pervenire, volesse il cielo, una seppur parvenza di quello che intende fare per prima … gliene saremmo eternamente grati.

D'altronde ci sono due e passa milioni di persone che nel comparto s’arrangiano nell’andare avanti e trepidamente attendono.
Infatti di priorità ce n’è a iosa per “rimediare” alle decisioni “apocalittiche” della predecessora.

Similitudine improponibile quella della Genesi col Gnudi?
Certamente!
Ma quali “armi” si possono usare se non queste, per “risvegliare” quel generale torpore che accompagna il settore da svariati anni … ma che dico, decadi.

Quindi “similitudiniamo” a volontà e vediamo (di nascosto) l’effetto che fa.

Genesi
Il primo giorno il buon Dio creò la luce, differenziando il giorno dalla notte, il bianco dal nero, il mattino dalla sera (Legge della Polarità).
Il secondo giorno Dio separò le acque del cielo dalle acque della terra, le acque ideali celesti dalle acque attive terrestri.
Il terzo giorno l’Altissimo separò il mare dalla terraferma e ordinò alla terra di produrre i vegetali ed a questi di essere autosufficienti.
Il quarto giorno l'Assoluto creò il Sole, la Luna, le stelle e creò la suddivisione del tempo in giorni, mesi, anni. Il mondo venne ordinato, schematizzato, inquadrato.
Il quinto giorno Dio creò i pesci per il mare e gli uccelli per il cielo.
Il sesto giorno il Creatore creò gli animali per la terra e l'uomo, a cui venne affidato il compito di continuare l'evoluzione del creato.

Ipotetica Genesi del Paolo Gnudi e nostra speranza
Primo giorno: Riassetto dell’Enit per procedere rapidamente alla nomina del suo presidente e quindi poter rilanciare una promozione ad oggi irrazionalmente frammentata.
Secondo giorno: Calcolare una revisione della fiscalità. Per esempio, a cominciare dal meccanismo della tassa di soggiorno, verso un modello più equo e diffuso su tutte le imprese del turismo, e che non penalizzi gravemente, come ora, la competitività della destinazione Italia.
Terzo giorno: Lotta reale e incisiva all’evasione fiscale e contributiva, che in questo settore distorce anche la competitività tra le imprese.
Quarto giorno: Convocazione del tavolo con le Regioni per ridisegnare competenze e ruoli di un’azione condivisa in vista della stagione 2012.
E anche per quelle susseguenti, visto che in Italia si parla sovente solo del “IERI”, mentre del domani … campa cavallo.
Infatti spetterà a lui l’arduo compito di convincere tutti gli assessori regionali a collaborare per la ricostruzione del brand Italia (cosa importantissima che potrebbe essere svolta anche il primo giorno su suggerimento di frap1964) . Così com’è, fa letteralmente … vabbè, avete capito.
Quinto giorno: Accesso al credito (QUELLO VERO) per le imprese del turismo, a partire dal Progetto Italia & Turismo nel quale il precedente governo ha coinvolto cinque istituti di credito con un impegno 3,5 miliardi di euro.
Urge capire dove, come e quando queste risorse verranno erogate ... se mai lo saranno, considerato che ancor non lo sono nonostante i “famosi” precedenti “brambilleschi e non solo” proclami.
Sesto giorno: Cambiare alcune cosette del nuovo Codice del Turismo, che così com’è fa un po’ …
E poi il settimo giorno, riposo per entrambi (perlomeno per il buon Dio), perchè del Gnudi non si sa un granché.

E che Dio (quello Vero) mi perdoni per averlo “nominato”, ma più che una Genesi, me pare ‘n’Apocalisse ... molto silenziosa, alla moda di questi "nuovi" che dopotutto non mi dispiace neanche tanto, ma silenziosamente troppo assordante.

martedì 22 novembre 2011

Perchè Corrado Passera (si dice) voleva anche il ministero al turismo ? E quei 150 miliardi di euro che Intesa San Paolo ...


Un nostro vecchio post di giugno 2010, trattava di BIIS, Banca Intesa e Infrastrutture controllata da Intesa San Paolo che valutava in 150 miliardi di euro l’investimento che dovrebbe cambiare il nostro settore turistico nei prossimi 5 anni; e allora m’è balenata una supposizione.
Ed eccola qua.
Però prima una piccola precisazione.
Corrado Passera, l’allora AD di Intesa, è diventato il nuovo Ministro dello sviluppo, infrastrutture e trasporti, ma da più parti s’era alzata l’ipotesi che lo stesso avesse richiesto al Monti la creazione di un mega-ministero, uno con annessi anche quello del turismo e dell’ambiente.

E di questo, nel caso si fosse realizzato, Tutto sbagliato tutto da rifare, ne sarebbe rimasto contento (almeno io), poichè queste cose, in Giappone, esistono dal tempo che fu, e i risultati non fanno poi così "schifo", anzi.
Comunque sia in terra nipponica, le Ragioni di opportunità istituzionali e politiche hanno alla fine fatto virare verso la scelta di affidare a Piero Gnudi turismo e sport e a Renato Balduzzi, molto gradito alle regioni (Vasco Errani ha già espresso il suo parere positivo sull’esecutivo Monti) l’ambiente.
Ma anche in questi due settori cruciali molte decisioni dipenderanno proprio dal Corrado Passera al quale, come detto, è stato affidato il super ministero dello Sviluppo economico e infrastrutture, cui fa capo anche il settore del commercio (e di conseguenza i pubblici esercizi e le attività di ristorazione).
E in questo caso, per me, il cerchio si chiude, mentre mi “partono” evanescenti supposizioni.

Ma ora un po’ di storia per farvi capire meglio.
Comunque e "forse", Banca Intesa San Paolo puntava, e ancora punta, a una rapida industrializzazione del nostro prodotto turistico attraverso una regolarizzazione del settore, vale a dire con una sostanziale riduzione della presenza degli albergatori privati a vantaggio delle catene alberghiere, NH Hoteles in primis.
E questo era già nell’aria.

Ma chi è NH Hoteles?
Pochi anni fa la Jolly Hotels di proprietà della famiglia Zanuso/Marzotto, fu scalata in Borsa da una cordata formata dal Gruppo bancario Intesa San Paolo, uno dei maggiori in Italia, e dalla spagnola NH Hoteles, che li ha incorporati nel proprio portafoglio assieme ai Framon Hotels, catena alberghiera di origine siciliana, fondata dalla famiglia Franza proprietaria dei prestigiosi alberghi in Sicilia, Firenze, Roma, Milano e Venezia.
NH Hoteles allo stato attuale risulta la maggiore compagnia alberghiera in Italia con oltre 50 alberghi e 8000 camere, mentre nel mondo, gestisce 349 alberghi con più di 52.793 camere in 22 Paesi di Europa, America e Africa.

Quindi una catena alberghiera con dimensioni industriali, con decine di centinaia di alberghi segmentati dal low cost al lusso, e che dovrebbe favorire l’abbattimento dei costi e quindi anche dei prezzi.
Diciamo un po’ come è accaduto nell’industria manifatturiera tradizionale.
Naturalmente i sindacati sono favorevoli poiché hanno sempre guardato con malcelata diffidenza un settore assai poco sindacalizzato per via dei troppi gestori diretti, e della troppa polverizzazione aziendale.

E il Piero Gnudi, attualmente il ministro del turismo e che di certo non può essere definito un “fagiolino”, è stato, tra l’altro e fino a poco tempo fa, un membro del cda di Unicredit.
Unicredit che nel turismo sta “impegnando” forze e palanche in grande quantità, forse non al livello di Intesa, ma neanche ad uno strato molto inferiore, e basta andare sul web digitando “Unicredit + turismo” per capirne l’andazzo.
A questo punto c’è da ricordare che da più parti e già da tempo, s’è alzata l’opinione, più che legittima, che il turismo sia l’oro del terzo millennio, quindibasta fare due più due ed il gioco è fatto.

Pertanto, e a farla in breve, il Passera (Intesa) voleva (si dice) anche il ministero del turismo che però all’improvviso è stato dato al Gnudi (Unicredit), una Banca che oltretutto ha appena rilevato il 49% di BluHolding (Tour Operator), e così e pertanto, sono due le banche che in questo settore stanno “impegnando” un quantitativo industriale di euro (a miliardi in centinaia), e vuoi vedere che di quel due più due sanno già la soluzione?
Bah, non è neanche troppo difficile saperlo.



E perciò staremo a vedere, anche perché dalle prime loro “mosse”, nonostante i "nuovi" siano più propensi al “non dialogo” che al troppo berciare sullo stile della Brambilla, sarà semplice capirne la meta … e da qui che non ce le facciamo “scappare” di certo, ci e vi terremo informati.


lunedì 21 novembre 2011

Vogliamo darci 'na mossa Piero Gnudi, egregio "nuovo" ministro dello Sport e del Turismo, o no ?


Alla fine, stanco di leggere i soliti logorroici “auguri” (ruffiani ?) di buon lavoro a Piero Gnudi (il nuovo ministro del Turismo e questa volta con l’aggiunta dello Sport) da parte dei “capi” di questo e quell’altro, associazioni e assessori al turismo di tutte le specie, razze e varietà, nonché i concittadini (Bologna) che addirittura e di già “ambiscono” ad eventuali “corsie preferenziali” per via dell’amicizia di quel giretto fatto in bicicletta sulle rive dell’Eufrate (non è una barzelletta ma una cosa vera che potete leggere qui) che lo legano all’ex presidente dell’Enel … sono andato a vedere sul sito ufficiale, www.italia.it, e non c’era niente di comprensibile e interessante, come al solito.

Comunque è Piero Gnudi, che ha anche lo sport oltre al ministero del turismo, ma non quello della cultura.
E chissà perché non hanno pensato a un ministero con cultura e turismo insieme, poiché sono i più importanti in un Paese come il nostro, giusto per ottimizzare la valorizzazione del nostro inestimabile patrimonio.
Un Paese che sta cercando una strada per uscire da questa situazione del cavolo e non pare accorgersi che la strada ce l’ha lì davanti agli occhi, sfacciatamente visibile.
Poche balle!

Invece che albergatori e direttori di musei che si mettono d’accordo per offrire servizi al turista, avremo football e Uffizi, tennis e Canal Grande, ping pong e Colosseo, perché c’è la crisi. Loro saranno tecnici, ma questo resta un mistero.
I tre dicasteri di cui sopra avrebbero potuto essere accorpati tutti in un unico Ministero, quello del Futuro.
Evidentemente, siccome siamo in tempi di vacche magre, si è pensato che un futuro non ce lo possiamo ancora permettere … forse perché non c’è mai stato e dalle prime aspettative e da quello che già si vede, mai ci sarà (e parlo solo del turismo … del resto non so, ma immagino).

E poi tecnici del turismo decchè, visto che il Gnudi s’è sempre occupato di tutt’altro nel lunghissimo e apprezzabilissimo personale CV.

A 6 giorni dall’insediamento (passaggio di consegne tra i due Premier avvenuto il 16 scorso) dal Gnudi nessuna parola e non si sa ancora nulla, sebbene e probabilmente, il Piero lo sapeva già di questo suo nuovo incarico.
Anzi e in verità, il “nuovo” ministro del Turismo e dello Sport, Piero Gnudi, sabato scorso ha telefonato al presidente della Federazione di Pallavolo Magri per complimentarsi per la vittoria della nostra squadra ai Campionati mondiali femminili. ''Si tratta di un risultato frutto dell'impegno delle nostre ragazze, ha detto, e di tutta la Federazione cui vanno i miei complimenti e l'invito a proseguire su questa strada”.
Beh, forse era meglio pensare a qualcosa di più produttivo che non le “solite” lusinghe da un tanto al chilo, o magari esternale dopo o in concomitanza di ben altre parole.
Chessò, tanto per dire qualcosa: “Riunirò in poco tempo la X commissione delle Camere dell’Attività Produttive per eleggere o mantenere il nuovo Presidente dell’Enit” … visto e considerato che il cda di quell’ente non si riunisce dal tempo che fu, e che questa situazione fa tanto male al turismo nazionale, o no?


Ma e però, molto probabilmente, il Gnudi dovrà “cominciare” a capirci qualcosa, e quindi chiamerà a “raccolta” i grandi “sapientoni” del turismo nazionale, per esaminare le priorità e il da farsi.
Che già ce li vedo in perfetta “coda” attendere il proprio turno in Via della Ferratella in Laterano, 51 per andare a dire la propria teoria e dare i “giusti” suggerimenti.
Magari quegli stessi personaggi che non sanno, dopo svariati anni (decadi e decadi) di calpestio nelle stanze che contano del turismo, che senza la presidenza non si può chiamare un cda sul suolo italiano (vedi qui), o tante altre cosine che ancor oggi gridano vendetta per l’insipienza e l’inutilità.
Poche balle, se il turismo in Italia non raccoglie i frutti che merita, la colpa è soprattutto la loro:
Che mai, e ripeto mai, hanno saputo dare le “direttive” migliori al preposto di turno negli alti scranni costituzionali.

E chissà se tra questi farà capolino anche la Maria Concetta Patti, il Presidente di Promuovi Italia, agenzia tecnica del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo (“premiata” dalla Michela Brambilla), nonché Presidente Federviaggio-Confturismo, e dulcis in fundo, ex-amministratore Delegato del gruppo Valtur … si, in quella Valtur che la Patti, dal 1998 al 2011, ha “omaggiato” di oltre 300milioni di debito.

Dicono che il Gnudi sia un uomo di poche parole.
Ma com’è che ha cominciato già a parlare (congratulazioni alla pallavoliste) ma di fatti … comunque sia, dopo ben sei giorni del nuovo Governo (e con la fretta che c’è), nisba.
Che forse e quasi quasi, non era meglio metterci qualcuno che ne sapeva già qualcosa, o no?
E magari già che c'erano, inserirne uno un pochettino più giovane dei 73 oramai suonati (per amor del cielo, non ho niente con gli "anziani" che rispetto, adoro e da cui ho sempre da imparare); poiché si sa o si dovrebbe sapere, che la giovane età … è più veloce (non solo nello sport) … e qui non si tratta di maggiore esperienza (il Gnudi di turismo ne sa ben poco) visto che il turismo non è a “corrente” alternata, ma dovrebbe essere a corrente continua.
E domani i giorni saranno … sette.

domenica 20 novembre 2011

Turismo, i nuovi incarichi d’oro ordinati dalla Brambilla vengono bloccati al fotofinish


Il Fatto Quotidiano così scrive: ... a cui, nei commenti del post, segue la risposta del diretto interessato Paolo Rubini, il GM dell'Enit e ... (ved. commenti).

Fermato da una fronda interna al ministero il blitz per dare altri 130 mila euro al direttore dell'Enit Paolo Rubini, che sarebbe diventato consigliere di Convention Bureau, un carrozzone dotato di 7 milioni, finito in rosso in tre mesi.

Stava diventando un manager pubblico da guinness dei primati.
Uno capace di raddoppiare le sue entrate in appena due anni, da quasi 190 mila euro a oltre 400 mila, in barba alla crisi e alle promesse del governo di contenere gli emolumenti dei dirigenti. Paolo Rubini, 49 anni, direttore dell’Ente per il turismo (Enit) non ha raggiunto il traguardo per un soffio. 

È stato bloccato in extremis da una specie di fronda interna al ministero del Turismo guidato dal capo del Dipartimento per lo sviluppo, Caterina Cittadino, che non se l’è sentita di dare pedissequamente seguito alle disposizioni del ministro uscente, Michela Vittoria Brambilla, perentoriamente impartite attraverso il capo di gabinetto, Claudio Varrone

In base a quell’ordine a Rubini e a Mario Resca, amicissimo di vecchia data di Silvio Berlusconi, consigliere Mondadori e direttore dei Beni culturali, dovevano essere versati 130 mila euro all’anno ciascuno per i loro incarichi rispettivamente di consigliere delegato e presidente di Convention Bureau, società voluta a tutti i costi dalla Brambilla ufficialmente per incrementare il turismo dei convegni, ma che in pratica si è rivelata un’inutile costola dell’Enit, una specie di carrozzone in fasce, nato con la bella dotazione di circa 7 milioni, ma capace di accumulare 567 mila euro di passivo in appena 3 mesi di vita.

Se avesse avuto anche i quattrini di Convention Bureau, Rubini avrebbe fatto Bingo cumulando questa somma ai circa 190 mila euro di direttore dell’Ente del turismo, onnicomprensivi secondo il contratto, ma che poi si sono gonfiati con altri 5. 639 euro al mese che lo stesso Rubini si è assegnato per la reggenza della sede turistica di Tokyo, più 2. 639 per quella di Francoforte, più 406 euro per la reggenza della Direzione informatica. Senza contare i 16. 558 euro disposti e incassati dallo stesso Rubini a titolo di una tantum per la gestione dell’ufficio di Pechino dal 6 maggio al 24 agosto. 

Da dirigente dell’ente turistico si è messo in luce, tra l’altro, per l’ambizioso progetto di portare in mostra in giro per il mondo le opere di Michelangelo.

Un tentativo abortito e sostituito da un programma assai più sobrio, basato sull’esposizione dei lavori di un certo Roberto Bertazzon, “pittore, scultore e conceptual design”, un artista nato a Pro-secco a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, che ama dipingere e scolpire rane. 

Rubini si è distinto anche per il progetto Magic Italy in Tour, un programma studiato per rilanciare l’immagine dell’Italia in 19 città di 12 paesi europei attraverso una mostra su un camion in cui era presentato il meglio della cucina e della produzione agricola nazionale. Costo oltre 3 milioni di euro e organizzazione incerta, stando almeno a quel che ha raccontato alcuni giorni fa Laura Garavini del Pd in un’interrogazione alla Brambilla. Secondo la Garavini, per esempio, a Madrid in pieno luglio il camion è rimasto aperto nelle ore del solleone micidiale e delle piazze deserte, dalle 2 alle 8, per di più nel quartiere periferico di Madrid Rio.

... mentre per quanto riguarda quest'ultimo paragrafo del FQ, da Tutto sbagliato tutto da rifare, viene una specie di smentita, e che così spiega:

COS’E’ MAGIC ITALY IN TOUR?
"È un progetto di grande impegno che ha coinvolto il Ministero del Turismo e quello delle Politiche Agricole. Porteremo in Europa il marchio Italia e attorno a questo raccoglieremo tutte le unicità italiane".  Eugenio Magnani, coordinatore della Struttura di Missione per il rilancio dell'immagine dell'Italia presso il Ministero del Turismo, ribadisce con forza e chiarezza l'obiettivo che si pone il progetto 'Magic Italy in tour', una cavalcata in giro per l'Europa, che da marzo ad agosto (la prima tappa si è già tenuta a Colonia lo scorso novembre), porterà l'Italia, a bordo di un truck di grandi dimensioni, nelle piazze di 19 tra le principali città del continente. Dodici i Paesi attraversati dal tour: Svizzera, Germania, Austria, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia e Norvegia. "Faremo conoscere le peculiarità che può avere un'esperienza di viaggio nel nostro Paese e lo faremo nel miglior modo possibile, spendendo il meno possibile" dice Magnani.

Nelle intenzioni della Brambilla, Rubini avrebbe dovuto essere la colonna portante anche di Convention Bureau. La nascita di questa società ha seguito un percorso tortuoso. Il primo atto è una lettera dello stesso ministro Brambilla con cui si stabilisce che la nuova azienda sia finanziata con i soldi del ministero, ma sia formalmente costituita e partecipata da Promuovi Italia, altra società pubblica dipendente da Enit che di fatto, però, si occupa in prevalenza di faccende lontane dal turismo.
Il passaggio chiave è del 26 gennaio e porta la firma del capo di gabinetto del ministro, Varrone, il quale impone in sostanza al Dipartimento del Turismo di derogare ai propri poteri di controllo su Enit e controllate. In questo modo da quel momento in poi sarà la stessa Enit, cioè Rubini, a vigilare sulla gestazione della nuova società relegando in un scomoda posizione subalterna Promuovi Italia.

Quest’ultima, però, prende la cosa seriamente: mette in campo un’ipotesi di piano aziendale e studia la forma societaria più appropriata. Anche se volesse, del resto, non potrebbe prendere la faccenda sottogamba, visto che per ottemperare alla volontà del ministro è costretta a una variazione di statuto e a un aumento di capitale impegnativo: da 120 mila euro a 1 milione e 120 mila. L’atteggiamento cauto dei vertici di Promuovi Italia irrita però i vertici del ministero, i quali alla fine impongono lo statuto di Convention Bureau e nominano un consiglio di amministrazione composto in prevalenza da fedelissimi del ministro. Siamo tra febbraio e marzo di quest’anno e la situazione è già talmente compromessa e pasticciata che il consiglio di amministrazione non resta in carica che per il tempo necessario a insediarsi. A maggio il vecchio consiglio viene azzerato e in quello nuovo entrano Resca e Severino Lepore, proprietario dell’Harry’s Bar di via Veneto a Roma. E subito la società comincia a spendere soldi. Tanto che, siamo in luglio, Resca convoca un’assemblea straordinaria dei soci per un aumento del capitale sociale da 500 mila euro a 1 milione e per chiedere all’azionista Promuovi Italia nuovi soldi per ripianare i debiti.
Da Promuovi Italia esce così un altro milione e 500 mila euro per rimettere in corsa la società.

L’ultima stranezza arriva proprio nei giorni della caduta di Berlusconi. Poco dopo che il tabellone elettronico della Camera certifica la fine del governo, dal ministero parte la richiesta di aggiungere un altro milione alla dotazione di Convention Bureau, soldi che dovrebbero essere sottratti proprio alla dotazione di funzionamento di Promuovi Italia. Per i dirigenti di quest’ultima società è la goccia che fa traboccare il vaso, tanto che ora stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di liquidare Convention Bureau o di cedere la partecipazione, anche gratis. Per sottrarsi a un abbraccio non voluto e soffocante.


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♫♪ Caa-taa-reena, O Ho Ho!
... I’m in ecstasy! ( Si, Si, Si Si! ) ♫♪

♫♪ Caa-taa-reena! Ha, Ha, Ha! ( Ha, Ha, Ha! )
Just how long is the list, is the list ... ♫♪ ... O How happy my heart would be ...
Say its true, say ya do, Caterina! ♫♪


sabato 19 novembre 2011

L'Enit, la Puglia, il World Travel Market di Londra ... e la stessa Italia di sempre


Come al solito, se non ci vai di persona o se non “ti armi prima” con qualche conoscenza sul posto, e che poi possa darti qualche bella informazione, chessò,magari  attraverso un pezzettino di video con allegata una piccolissima relazioncina, non c’è niente da fare; di quello che succede del marketing dell’Italia turistica all’estero non c’è dato sapere.

E la stessa cosa è successa anche al World Travel Market del 2011 in quel di Londra.
Il WTM è indubbiamente la Fiera del Turismo più importante d’Europa, ma se cerchi qualcosa nel web per vedere o sapere il com’è andata … niente, nisba e ripassa la prossima volta che probabilmente sarai più fortunato.
Un po’ come nei cioccolatini “Boero” tanto di moda nella mia gioventù, e dove, se t’andava bene, ne potevi ricevere un altro in regalo trovando all’interno dell’involucro la scritta “HAI VINTO”, altrimenti la solita “menata” del “ritenta”.

Mentre l’unica cosa che ho “trovato” è questa, e che riguarda una “feroce lamentela” della Regione Puglia nei confronti dell’Enit (l’ente che pubblicizza l’Italia all’estero), presieduta (o forse è meglio dire commissariata ?) da Matteo Marzotto e che ha il Paolo Rubini come GM.

Chi parla è l’assessore al turismo regionale e che dice così: “… una tristezza, una figuraccia e che per di più c’è costata circa 40mila euro (mille euro a metro quadro). Per tutti sono stati allestiti dei banchetti bianchi distinti, ma tutti uguali, separati da un manifesto con l'immagine e il nome della singola Regione e una montagna di depliant dei singoli alberghi, masserie o campi da golf sparsi qua e la, senza una logica, senza un filo conduttore che raccontasse nel suo insieme questo Paese.
Quindi non è andata meglio per le altre regioni italiane (ad accezione della Toscana che si presentava da sola) che si sono affidate all'Enit (Ente Nazionale per il Turismo).

Una ammasso di brochure e di manifesti attaccati alle pareti. A partire dal logo grigio e nero col tricolore, all’assenza totale di qualsiasi scenografia che riportasse le bellezze delle varie Regioni. E soprattutto l’esagerata differenza con quello che ben hanno saputo invece dimostrare di saper fare gli altri Paesi, da quelli africani (con la ricostruzione di un pezzo di deserto nell'enorme stand) alle straordinarie scenografie dei ricchi paesi dell'Asia. 
Persino gli stand della Nigeria o della Etiopia erano più belli di quelli dell'Italia commenta Pierangelo Argentieri, il presidente del consorzio turistico “Welcome in Puglia”.
La percezione che abbiamo avuto, aggiunge, è stata quella di avere fatto un brutto sogno, di essere tornati indietro di quaranta anni. Senza idee, senza la voglia di essere protagonisti in uno dei settori vitali per la nostra economia. Si parla di turismo, gli si attribuisce un grande valore strategico, ma poi nessuno realmente sembra crederci davvero. E del quale nessuno sembra essere responsabile. Forse servirebbe anche un commissariamento del Turismo.

La più arrabbiata di tutti è però l'assessore regionale al Turismo, Silvia Godelli che dice: “… abbiamo un problema grave, ma molto grave, che è l'immagine che l'Italia porta all'estero. Siamo al punto che, andare con l'Enit finisce per rappresentare un danno di immagine perché ci mettono in padiglioni scalcinati, senza servizi, incapaci di garantire l'immagine di un Paese che subisce un danno. Se il nuovo ministro non cambia la tendenza io non andrò più alle fiere internazionali con l'Enit. Dove potremo trovare gli strumenti per presentarci come Regione Puglia andremo da soli; dove invece non ce la faremo, eviteremo di farlo.

Le responsabilità dell'Enit, racconta l'assessore al Turismo pugliese, non riguardano solo la brutta figura fatta a Londra. Noi, stiamo organizzando in questi giorni in Puglia il simposium, con 250 operatori Usa, e l'Enit di Roma, per i suoi contrasti interni con l'Enit di New York, ci ha messo i bastoni tra le ruote fino al giorno prima dell'inizio della manifestazione, con il rischio che saltasse tutto. E allora? E allora è giunto il momento di dire basta. Se noi dal sistema Paese, dall'Ente Nazionale del Turismo non soltanto non riceviamo il vantaggio di lavorare insieme, ma dobbiamo sudare le sette camice, visto che paghiamo anche molto per presentare la Puglia insieme al resto dell'Italia, quei soldi li investiremo facendo le cose da soli. Naturalmente non è un auspicio, perché la Puglia è una regione troppo piccola per andare da sola sul mercato, ma non vorrei vergognarmi di andare in giro per il mondo in manifestazioni in cui manca l'abc.

Attribuire tutte le colpe all'Enit, dice però Alessandro Semeraro, direttore di un piccolo hotel di charme di Ostuni, mi sembra troppo facile. Noi operatori abbiamo investito autonomamente, senza alcun aiuto della Regione. Non so se è giusto o meno. Penso però che la Regione deve essere più attenta a valutare la qualità di una partecipazione; è sbagliato e troppo facile dare le colpe sempre agli altri. Per me il fallimento di questa avventura rappresenta una nota dolente che va alla regione. Deve decidere in tempo se vale la pena oppure no di farsi rappresentare dall'Enit. Come ha fatto la Regione Toscana: loro hanno avuto il coraggio di mandare al diavolo l'Enit e presentarsi da soli. Noi abbiamo perso una occasione, che vuol dire un anno. Speriamo di non sbagliare anche con la Bit e dire poi il giorno dopo: abbiamo sbagliato».

Da questa esperienza negativa, suggerisce Fernando Nicoletti, direttore del più importante hotel del Salento con campo da golf annesso, dobbiamo imparare. La tristezza di quella esperienza ci deve migliorare e capire chi ha sbagliato e cosa correggere.

venerdì 18 novembre 2011

Come coinvolgere lo staff per migliorare le recensioni del vostro hotel


Avete mai notato che su Tripadvisor ‘Hotel bellissimo’ fa spesso rima con ‘Staff gentilissimo’?
Se le recensioni negative vengono scritte per molte ragioni, le recensioni positive, nella maggior parte dei casi, non mancano di citare l’attenzione ricevuta dal personale.
Più ancora del comfort della camera o della ricchezza del buffet, quello che davvero rende un soggiorno indimenticabile è l’accoglienza ricevuta dal personale.
Da tutto il personale.

Il successo di un soggiorno, infatti, non dipende solo dal perfetto inglese con cui l’addetto alla reception indirizza l’ospite al miglior ristorante della città, ma da quello che il Direttore riesce a sviluppare dai collaboratori.

In poche parole con uno buono, ma veramente buono e non tanto per dire, si avrà che …
Non sottovalutate  il sorriso della cameriera ai piani che l’ospite incontra per caso in corridoio e il cui gesto spontaneo, inatteso, dice al cliente ‘chiunque in questo hotel ha a cuore il tuo soggiorno’.
Ecco, questa è la differenza tra un soggiorno ‘soddisfacente’ ed un soggiorno ‘strepitoso’. Proprio così, perché è l’entusiasmo a rendere il commento virale, capace di suscitare emozioni e voglia di prenotare al volo in chi lo legge.

Ogni dipendente fa la sua parte

La gentilezza del personale, come abbiamo tante volte spiegato, è il valore aggiunto capace di lasciare un ricordo positivo anche in una situazione di non completa perfezione.
Tuttavia, talvolta si tende a sottovalutare come il ruolo di tutti i dipendenti sia importante e si puntano le proprie risorse formative esclusivamente sui membri addetti alla reception. Ricordate, è il lavoro di squadra che permette al vostro hotel di vincere. E una squadra funziona quando ciascun giocatore sente di poter dare il contributo decisivo. Anche la cameriera ai piani con il suo sorriso.
Il manager gioca un ruolo estremamente importante nella creazione di un clima favorevole all’interno dello staff quando riesce a motivare i dipendenti. Perchè la prima causa di malcontento tra i lavoratori non ha a che fare con lo stipendio o con i turni di lavoro, bensì con la mancanza di motivazione.

Può essere utile, in questo senso, unire alle proprie competenze in materia di management, alcune indicazioni di “assertive couching” (comunicazione positiva), ovvero la capacità di stimolare le persone a far leva sulle proprie risorse per conseguire efficacemente gli obiettivi.
Vi suggerisco alcune attività molto importanti, utili a valorizzare il lavoro di ogni membro dello staff e farlo sentire partecipe del comune progetto aziendale.

1. Parlate in maniera chiara e diretta
Non sempre le cose vanno bene e a volte può essere necessario prendere delle decisioni impopolari. L’importante è parlare con i propri dipendenti in maniera chiara e diretta: sebbene non sempre si abbia il tempo di esporre il motivo per cui si sia stabilita una particolare disposizione, bisogna tuttavia tener conto che impartire istruzioni senza un minimo di spiegazione può disorientare i dipendenti.

2. Lasciate sempre aperta la porta del vostro ufficio.
Assicuratevi che i dipendenti si sentano liberi di rivolgersi a voi per qualunque tipo di problematica. Un dubbio irrisolto genera azioni sbagliate, risultati sbagliati e richiede un maggiore investimento di tempo per la correzione di quanto non costi una chiaccherata al momento opportuno. In questo modo avrete sempre il polso della situazione e potrete fornire una direzione prima che le procedure possano generare conflitti.

3. Girate tra i corridoi.
Anche se avete pianificato momenti di confronto periodici con il personale, osservare e parlare in maniera informale con i dipendenti durante l’esecuzione del proprio lavoro vi permette di coglierne aspetti che potrebbero essere migliorati.
Al tempo stesso, ascoltare l’opinione di chi esegue i servizi in prima persona vi consentirà di avere ottimi spunti su come migliorarli.

4. Investite nella formazione
Come avere un team preparato, felice e pronto a sorridere ai vostri clienti lo insegna il caso dell’hotel Cavendish di Londra, una delle cento migliori piccole aziende presso cui lavorare. L’hotel investe molto sulla formazione, organizzando anche momenti di aggregazione per i vari membri dello staff, dal momento che stare insieme al di fuori dell’usuale ambiente di lavoro rafforza la coesione.  Il dipendente su cui l’azienda ha scommesso, responsabilizzato dalla formazione ricevuta, sarà meno incline a lasciare il proprio posto di lavoro per passare alla concorrenza.  E sapete meglio di noi quanto il tasso di turnover sia alto nel settore alberghiero.

5. Mai davanti al cliente
Non contraddite le decisioni di un addetto che ha opposto un ‘no’ cortese ma deciso alla richiesta extra di un cliente.  Soprattutto non fatelo mai davanti al cliente. Parlate in privato con il dipendente, spiegandogli i  motivi che vi hanno indotto ad accordare un’eccezione al caso specifico e lodate il suo comportamento, se corretto.

6. Favorite una visione ad ampio raggio
Non sempre è opportuno dare troppe informazioni per coinvolgere i dipendenti nella progettualità aziendale. Seppure le strategie di mercato vi impongono di adottare cambiamenti nelle procedure e nelle attività, cercate di modulare le informazioni secondo la persona che avete davanti ed in maniera conforme al ruolo che ricopre, in modo da non creare disorientamento e confusione.

7. Coinvolgete i dipendenti nella creazione delle offerte
Se prevedete di attuare politiche di sconti ed offerte speciali è preferibile coinvolgere il personale nella loro ideazione. Sentirsi ‘autori’ stimolerà il loro ruolo di promotori delle offerte stesse.

8. Incentivate i feedback
Il dipendente viene citato in una recensione? E’ giusto premiare il suo buon  lavoro per spingerlo a fare sempre meglio. E’ importante creare una cultura della formazione e della crescita e soprattutto infondere entusiasmo per favorire il raggiungimento di risultati (vedi Training Tips: come e perché formare il vostro staff).

P.S.: Se poi siete in grado di fare tutto questo ma non ci sapete fare e credete d’essere il Gesù in terra (per non salire ancora più in alto)… cambiate mestiere che l’è meglio (e mi riferisco alla sola direzione)!

Fonte Booking Blog

Forza Signore e Signori, salite in "carrozza ... one" che si riparte. Il nuovo Ministro del Turismo c'è, e c'è anche un tal Lorenzo Sassoli de Bianchi (Valsoia) che vorrebbe una "corsia preferenziale".


Alè signori, salite in carrozza (o forse è meglio dire “salite sul carrozzone”) che si riparte.
Alla Camera dei Deputati devono ancora dare la fiducia al nuovo Governo e c’è già chi fa i conti (senza l’oste), lanciando dei refoli grugnanti nell’aria per ottenere il proprio tornaconto, eventuali "scopi", "mire" o chissà che.
Oggi Mario Monti, molto probabilmente, otterrà la fiducia anche alla Camera e di conseguenza i suoi Ministri si potranno mettere “di corsa” nella condizione di cominciare a “produrre” … per il bene dell’Italia … quella intera, però.
Notare che ho scritto “Italia intera” e poi ne vedremo il perché.

Ed ecco che i più “furbi” (se lo credono da soli) e che gli “amici” di quello o quell’altro dei nuovi che siedono negli scranni più alti, olè, partono in tromba per ottenere qualche corsia preferenziale … dicono.
Il primo, per quel che ne so, è un concittadino di Piero Gnudi, il nuovo (ahinoi) ministro del turismo.
Lui è un tal Lorenzo Sassoli de Bianchi, patron della Valsoia e presidente del Mambo che è l’uomo che sogna di portare a Bologna le Universiadi del 2019, e che così dichiara: “Certamente ora ci potrebbe essere una corsia preferenziale, dice Sassoli de Bianchi, legato a Gnudi da un’antica amicizia. Piero va in bici, io preferisco correre, ma 20 anni fa abbiamo fatto una corsa insieme sulle rive dell’Eufrate. La sua nomina può essere una grande opportunità perché è una persona capace, intelligente e affidabile e non ha mai fatto mancare il suo sostegno alla città. Anche quand’era presidente dell’Enel ha sostenuto iniziative molto importanti”.

Come a dire che continua, senza imbarazzo alcuno, l’andazzo “ministeriale delle corsie preferenziali” per il luogo di nascita o eventualmente per quello di residenza.
D’altronde s’è sempre fatto così e quindi, nonostante le “solite” eclatanti dichiarazioni che da adesso i “comandanti” saranno integerrimi e non si presteranno più a simili eccetera eccetera, perché cambiare?

Ci sarebbe da pensare che se uno ha delle "buone conoscenze" così "furbe", beh; ognuno ha le amicizie che si merita.
E se quel che si merita il Piero Gnudi sono questi ... ringrazio il buon Dio d'avermi dato la forza di togliermele d'intorno alle balle da tempo.

Inoltre e personalmente non è un gran problema che le Universiadi del 2019 si facciano a Bologna anziché a L’Aquila che ha richiesto la stessa manifestazione sportiva (e magari ce ne sono anche dell’altre), io sono di Genova, e detto non mi recherà alcun danno .
Ma non è giusto, anzi, è assolutamente sbagliato!
Primo perché ‘ste cose non si fanno (anche se ben sappiamo che in verità … ), ma da qui all’andare anche a dichiararlo sui media, beh, fate voi …
Secondo perché se il nuovo ministro deve perdere tempo per occuparsi di favorire questo o quell’altro a danno di altri, per il solo motivo che poi in quella città ci sono i suoi “amici”, e che magari le mogli sono a loro volta delle amiche e conoscenti di altre che “gironzolano” in bicicletta sullo Yángzǐ Jiāng o Yangtze Kiang, sai chemmenefrega.
Ma soprattutto c’è da considerare che il Gnudi, che di turismo ne conosce alquanto poco, forse è meglio che si dia da fare per capire al più presto con chi avrà a che fare (e di “marpioni” in quell’ambaradan ce n’è in gran quantità, e che cercheranno di raccontargliela alla loro maniera non appena verranno chiamati nel suo ufficio); dopodiché, nel più breve tempo possibile, cercare di penetrare in quegli intricati meandri per rilanciare il turismo nazionale e “armarsi” di gente “onesta” e che se ne capisca; o forse vuole darsi da fare per risolvere "solo" i problemi, le "mire" o le "ambizioni" dei suoi concittadini o addirittura riposare sugli “allori” (presunti) lasciati dalla Brambilla?
Ma per carità!

Forza, braghe di tela (che van bene per il sudore) e di corsa, visto che in bicicletta ci va già in quel dell’Eufrate … mentre noi restiamo qui in mutande a fare le Tigri.

P.S.: Personalmente e a questo punto, la manifestazione la darei di corsa a L'Aquila (anche perchè se la prende Bologna ... qualcuno può pensarla male ), poi "pregherei" quel tal signore di stare zitto e, d'ora in avanti, di farsi delle gite in bicicletta da solo ... e magari sulle rive dell'Avon (Australia) ...  e vale a dire, il più lontano possibile.
Ma ahimè (ahinoi), così non sarà mai ... poichè si sa come vanno 'ste cose.