giovedì 31 marzo 2011

Silvio, tu lo sapevi?

Dall'ultimo spot di Silvio Berlusconi: "L’Italia è il Paese che ha regalato al mondo … più di 100 mila chiese e monumenti, 40 mila dimore storiche, 3.500 musei, 2.500 siti archeologici e più di mille teatri. Lo sapevi?"
Devo confessare che si, qualcosina la sapevo, però non certo con questa precisione certosina.
Ma sarà vero?
Perché se anche queste cifre rispecchiano quel 50% del patrimonio artistico/culturale che era menzionato nello spot e che in verità non è neanche il 5%; ebbene, qualcosina di dubbio ce l’ho.
Comunque, a parte i miei dubbi, noto che il Presidente del Consiglio si ostina a darmi del “tu”.
Niente di male, per carità, ma allora consentimi di fare altrettanto con te Silvio, e spero mi sia concesso anche il chiamarti per nome.
“Tu lo sapevi” che da quando hai eletto la Michela Vittoria Brambilla, dapprima a sottosegretario con delega al turismo, dopodiché ministro, questo settore in Italia è andato sempre più degradando nonostante fosse già abbastanza bistrattato dai suoi predecessori?
Infatti in molti si pensava che di peggio non si potesse fare, mentre invece lei ci sta riuscendo, e anche alquanto bene.
E lo sai che in quasi tre anni dall’avvento di colei, l’incidenza del turismo sul Pil ha perso un bell’1%, e che tradotto in soldini sono svariati miliardi di euro?
Ma non avevi detto che quell’incidenza l’avresti raddoppiata in quattro, poi cinque e quindi in dieci anni?
Beh, la prossima volta dirai che saranno 20 gli anni necessari per il raddoppio, o forse mai con la Brambilla di mezzo?
E “tu lo sapevi” che nonostante questi dati siano anche accertati  dalla Banca d’Italia, l’addentatrice di polpacci che non molla mai più la presa (parole tue), continua imperterrita a raccontarci che tutto va bene e che i turisti sono aumentati in maniera spropositata?
Cosa ne dici, ma soprattutto, tu lo sapevi?
E’ un tuo consiglio l'arrancarsi obbligatoriamente all’ottimismo sfrenato, o c’è arrivata lei da sola, magari nel tentativo di ritenerci tutti degli scemi?
“Tu lo sapevi o lo sai” che la responsabile di questo dicastero continua a “di-menarla” col fatto che in Europa siamo i migliori, mentre non c’è una volta che i dati (quelli reali) confermano che sia anche vero?
Silvio, tu lo sai che non c’è associazione, a parte quelle presiedute da gente di parte, che è soddisfatta del suo “lavoro”?
E che dire degli operatori del settore che tra l’innumerevole altro, lamentano il tanto pubblicizzato (da te e da essa, in campagna elettorale e non solo) calo dell’Iva turistica sugli stessi livelli europei (nazioni turisticamente a noi concorrenti), e che invece non è cambiato di una sola virgola?
Anzi, col federalismo e la tassa di scopo ...
Tu lo sai quante decine di migliaia di lavoratori (tempo indeterminato e quello determinato) si sono persi da quando “chillallà” l'hai messa fare 'sto mestiere?
Tu riesci a capire il danno all’erario, all’indotto e anche al mio fegato?
Vedi, ora potrei scriverne di molte altre, ma sono cose dette e ridette all’infinito; quindi correrei il rischio di tediarti un po’ troppo.
Pertanto mi limito a queste cosette per poterti dire se tu lo sai che la situazione del turismo nazionale è veramente messa male?
Bene, sperando d’averti informato “anche se parzialmente” dell’accaduto e del non certo allegro futuro che ci spetta con gente così che guarda la luna nel pozzo, io ti saluto.
Ah scusa dimenticavo, un'ultima cosa.
Se tu lo sapevi, bene; perchè se per caso così non fosse stato, adesso lo sai!
E visto che il problema è per colpa tua (tu l'hai messa lì), adesso trova il rimedio.

mercoledì 30 marzo 2011

A Cagliari cani e gatti come se piovesse

L’impressione che ho nell’ascoltare o leggere la Brambilla è sempre più desolante.
Volete l’ennesimo esempio?
Incentivare l’occupazione decchè, se tra lavoratori a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato non passa giorno che non se ne perdano qualche unità (centinaia).
In verità Cagliari ha si aumentato le presenze turistiche nel 2010, ma credo che il fatto sia principalmente dovuto all’ottima performance delle crociere che con 159.763 croceristi approdati nella stagione 2010 (112.419 nel 2009 ma 24.072 nel 2006), ha dato la possibilità di un bel segno più.
E risulta abbastanza improbabile che il sopraddetto incremento possa essere stato ottenuto per mezzo delle “dimore” che concedono l’autorizzazione agli amati quadrupedi di sostare nottetempo in Cagliari.
Infatti nel capoluogo sardo (fonte portale turisti a 4zampe) vi sono “solo” due B&B (in Sardegna a questi è concesso avere al massimo 6 stanze cad.), due alberghi (uno con 18 camere e 4 suite) ed un ristorante, dove non credo sia tollerato il pernottamento ai nostri cari amici.
Un po' pochino per fare dei grandi numeri.
Pertanto basta fare due conticini per capire che la cosa è abbastanza improbabile, e che quel segno più non derivi di certo dai cani e dai gatti.
In questo caso sarebbe giusto chiederci il perché la ministra continui ad eleggersi salvatrice della Patria o, non appena c’è qualche cosa che funziona bene, a prendersene i meriti con delle altre causali.
Ma il capire delle “teste” così non è certo il mio pane ... pertanto continuano ad essermi alquanto indigeste ed incomprensibili.
Può anche darsi che sia stato il Floris, il sindaco di Cagliari, a dirle così; beh, in tal frangente, allora l’errore è anche il doppio.
Chi può credere ad una simile "boutade"?
O forse è la solita “compiacenza” che si rivolge a colei che ti premia?
Difatti, in quell’occasione, il “buon” Emilio è stato “particolarmente” premiato per la creazione di un'Italia più animal friendly.
Che va bene, per carità e niente da dire, ma da qui all’affermare che il merito della buona performance turistica a Cagliari è dovuta grazie ai servizi per i proprietari di animali … credo che ce ne passi.
Inoltre m’era parso d’aver udito questa medesima “cosina”, ripetuta dalla ministra con tanta enfasi di auto elogio, a TeleCamere, la trasmissione di Rai 3 che viene messa in onda nel primo pomeriggio della domenica.
Ma rivedendo il video della trasmissione nel sito della Rai … ho notato che è sparito proprio dove c’era quel bel pezzetto.
Che l’abbiano forse tagliato perché si sono accorti che il racconto era davvero improponibile?
Oppure sono io che me l’ho sono sognato?
Sarà quel che sarà ma resta il fatto che la dichiarazione l’ha fatta, e pertanto risulta sempre più incomprensibile il perché a ‘sta gente sia permesso di prenderci in giro.
Una briciola di turisti (e presumibilmente residenti) non son di certo decine di migliaia di persone per potersene fare del vanto e permettere un segno più di una tale consistenza.
Si, ho capito, sono cose di poco conto, ma se sbaglia queste, figurati un po' quelle grandi.

lunedì 28 marzo 2011

Continua la debacle del turismo italiano nonostante abbiamo la fortuna di avere il miglior ministro del turismo al mondo (lo pensa lei?)

Arrivano degli altri dati e manco a dirlo, ancora una volta, vediamo la schiena degli altri che sempre più s'allontanano e fuggono via.
E mentre noi annaspiamo nella mediocrità, la Brambilla and Co. dicono l’opposto, e il tutto va bene Madama la Marchesa è diventato il suo moto perpetuo, che non solo non serve ad un bel fico secco di niente, no; ma fa anche del gran danno al Paese.
Gli indici di STR Global, che rilevano l’incremento dei flussi turistici nel nostro continente dice che tutta l’Europa è in crescita sul fronte del turismo.
Ma non da noi (ettepareva).
Il Global Hotel Industry performance for the month of February 2011, ha pubblicato lo scorso 18 marzo che tutti gli indicatori rilevati in Europa in merito a Occupazione, ADR e RevPAR, risultano notevolmente migliorati rispetto al mese corrispondente del 2010.
L’Italia invece e purtroppo, ha visto un lievissimo innalzamento di RevPAR e ADR, ma non quello dell’occupazione.
Va per la maggiore l’Europa dell’Est: “Tutte le sottoregioni dell’Europa hanno registrato una crescita nell’occupazione e nella tariffa media giornaliera nel mese preso in esame, ha affermato Elisabeth Randall dell’STR Global, e una delle più brillanti performance di questo mese riguarda l’Estonia e la sua capitale Tallinn, Capitale Europea della Cultura 2011, con un incremento del RevPAR pari al 37,2%. Nonostante la crescita,  l’Estonia partendo da una base molto bassa lo scorso anno, ha riportato un RevPAR di soli 24,26 €.
Lo studio ha evidenziato numerosi punti, ma appare rilevante che, mentre la maggior parte dei centri europei del turismo sta registrando trend positivi, viceversa in Italia cala l’occupazione e crescono le tariffe, sia per quanto riguarda l’occupazione, le tariffe e il RevPAR; quindi l’Italia non sembra aver altrettanto beneficiato di questa ripresa del turismo.
A farla in breve; gli altri fanno i fatti, noi solo parole.
Infatti comparandola con gli altri Paesi europei a maggior vocazione turistica e competitori, l’Italia ha avuto un calo del 2,4% dell’occupazione, mentre Germania, Spagna e Russia sono tutti in forte rialzo.
Da come si può evincere dall’immagine seguente, il BelPaese ha il più basso livello di occupazione mentre le tariffe sono le più alte d’Europa … e dopo le varie tasse di scopo è presumibile che se ne vedranno delle belle … o forse, com’è più presumibile; delle gran brutte.


Paese
Occupazione
Variazione%
ADR
Variazione%
RevPAR
Variazione%
Germania
59,0%
+3,6%
EUR93.82
+2,0%
EUR55.40
+5,7%
Italia
49,5%
-2,4%
EUR105.52
+3,3%
EUR52.26
+0,8%
Russia
49,7%
+9,2%
RUB5459.42
+1,3%
RUB2712.40
+10,6%
Spagna
58,7%
+6,2%
EUR82.54
-1,1%
EUR48.49
+5,0%
Regno Unito
66,2%
-1,6%
GBP79.78
+3,9%
GBP52.80
+2,3%


Risulta inoltre (e speriamo che quelli là lo leggano) che se anche il Regno Unito ha subito un calo dell’occupazione (-1,6%), il valore di febbraio rimane pur sempre il più alto d’Europa (66,2%).
Pertanto è anche abbastanza banale rilevare che quella minima crescita del RevPAR (0,8%) è da attribuire solo all’aumento della tariffa media giornaliera, che ha registrato un alto incremento del 3,3%, per ora.
Infine c’è da rilevare che Germania, Spagna e Russia, hanno registrato un forte aumento dell’occupazione (Russia addirittura del 9,2%) e del RevPAR, cresciuto del 5-10%, pur aumentando solo leggermente la tariffa media giornaliera, mentre e addirittura, come nel caso della Spagna, pure abbassandola.
Da noi?
C'è Michela Brambilla.

domenica 27 marzo 2011

E-Marketing: i 10 punti chiave per avere successo

Il marketing del turismo non è certo il mio punto forte e chissà se dopo questa “confessione” il Matteo Marzotto ed il Paolo Rubini se ne approfitteranno.
Credo proprio di si, e che si faranno una sonora risata al mio indirizzo con l’aggiunta di chissà che.
D’altronde, su queste pagine, li ho sempre giudicati dei dilettanti, e notoriamente … chi la fa l’aspetti.
E’però possibile che il mio poco sia sempre maggiore del loro tanto, ma non ci sono possibilità di riscontri; restano i loro risultati che da eclatanti si sono man mano affievoliti con l’uscita di quelli della Banca d’Italia.
Diciamo che quel +5,3% dei turisti stranieri che nel 2010 hanno fatto visita al nostro Paese (dicevano loro), si è tramutato in un “solo” +0,8%; almeno i dati dicono così.
Comunque sia o in qualsiasi modo sarà, (poiché poco m’importa di quello che dicono o pensano di me), di questo settore prediligo di gran lunga il controllo qualità alberghiero, la logistica del luogo, quella del personale lavorativo e naturalmente la contabilità; degli "altri" mi fido ben poco e l'esperienza m'ha detto così.
Ah, non disdegno le statistiche e i dati che credo siano una fonte molto importante; però quelle vere/veri e non certo quelli/e che ci vogliono far credere (vedi Brambilla and co.).
Però questo non vuol dire che non segua attentamente l’evolversi anche dei “rami” di non mia stretta spettanza o preferenza.
Il marketing del turismo fa pur parte del turismo, lo dice la stessa parola, e di conseguenza m’informo, e sempre cercando di capirne i risvolti, anche quelli più a me oscuri, mi do da fare per imparare.
Chiaro che abbia scelto quello che reputo, se non il migliore, sicuramente uno dei più bravi d’Italia in questo settore: Josep Ejarque con la sua FourTourism di Torino.
Stessa cosa mi capita anche per gli altri “tralci” di questa sezione, come per esempio quando ho bisogno di un parere riguardo alla bontà, programmazione e composizione di un sito turistico, di una informativa giurisdizionale nell’ambito o via dicendo; beh, in questo caso è chiaro che chiedo, m’informo e seguo quello che mi arriva da “frap1964”, perché statene certi che sarà la soluzione più giusta e migliore.
E senza tanti fronzoli o giri di parole, alla moda che più piace a me.
Nell’ultimo ricevuto da Ejarque, attraverso il suo Destination and Tourism, ho rivisto piacevolmente quello che da tempo vado dicendo in merito alle innovazioni del marketing del turismo internazionale, e vale a dire che “oggi vincono le comunicazioni che privilegiano il contatto diretto con il cliente, il suo coinvolgimento e la costruzione di una relazione.”
Diciamo che è un po’ un ritorno all’antico che auspicavo pazientemente.
E per uno che segue da vicino le vicissitudini statunitensi, la cosa era facilmente programmabile senza essere dei grandi indovini o preveggenti.
Infatti, e statene più che certi, che se anche non tutte, ma molte delle cose che succedono là, prima o poi qui c’arrivano.
Ci vuole tempo e basta saper aspettare.
Per l’appunto, in tempi non sospetti, osai affermare e quindi scrivere che sulle Agenzie turistiche non si sarebbe mai posta la parola “fine”, e questo nonostante il calo dei fatturati eccetera eccetera, riscontrati a livello anche mondiale, nonché la grande paura dei molti “saccenti” che ne proferivano l’imminente o futura definitiva chiusura.
Chiaro che “alcune” non vadano bene e l’augurio dei tanti era anche per questo.
Alcune sono arroganti e pensano che il turismo viva e progredisca solo per merito loro, ma il contatto diretto dell’agenzia col cliente non potrà mai essere soppiantato da nessun’altra cosa.
Alcune volte (non tante) mi ci sono scontrato, ma dopo le prime avvisaglie sono sempre state ridimensionate e se ne sono anche rese di conto.
Non dimentichiamo che il rapporto qualità/prezzo siamo sempre noi del settore alberghiero a doverlo fornire, e quindi se uno sa far bene il proprio mestiere, di conseguenza anche l’altro dovrebbe farlo nella forma migliore.
E se non è in grado dovrebbe cambiare mestiere.
Comunque per Josep Ejarque i 10 punti chiave per avere successo nell’E-Marketing sono:

-          Raggiungere più clienti potenziali possibili
-          Creare un’esperienza convincente nel website
-          Massimizzare il valore del tempo dei clienti, mantenendo costanti le relazioni
-          Raggiungere alta qualità nei contenuti: informare e comunicare
-          Gestire il social networking e favorire la creazione di contenuti generati dagli utenti
(UGC)
-          Sviluppare le vendite, direttamente o indirettamente
-          Offrire soluzioni su misura o pacchetti dinamici: il turista deve trovare la proposta che cerca
-          Coinvolgere gli operatori turistici per lanciare il portfolio prodotti
-          Assicurarsi una effettiva distribuzione elettronica delle informazioni dirette ai viaggiatori attraverso tutti i canali
-          Dimostrare la validità degli investimenti, valutazione delle performance e benchmarking

Che condivido alla massima potenza, anche se per molti sono cose semplicissime ed anche banali ... si, è vero; ma per chi le sa.
Continua ...

sabato 26 marzo 2011

Fiji, the second house of Jesus

Those unbelievable Fiji Islands
There's a tiny little place on this planet where tribal ancient traditions meet progress and new technology, where untouched and generous nature meets respect and awareness, where friendliness is not just a word but a way of living, where just the sound of the name inspire of holiday, relax and magic. This is Fiji, a place that never stops to amaze me.
For sure you might have heard and seen of those mysterious Fiji Islands. Many stories have been told in many movies, many celebrities choose these Islands for their vacations, many myths surround this South Pacific archipelago and many travel agents underline the beauty of these shores but what if one day you will leave your old world behind and take the crazy decision to transfer your family and live in this far away island nation?
First thing first!
Fiji is a small Island nation of 300 more islands most of which is habited only by a few families or villages. Fiji’s territory (mostly water) covers an area of 18400 square kilometres and it is located about 3000 kilometres from Australia, 2000 from New Zealand, 5000 from Hawai’i and 7000 from Japan, just on the Antimeridian and 500 kilometres north of the Tropic of Capricorn. The 2 biggest Islands (Viti Levu and Vanua Levu) are home of the majority of the population that is part native Fijian and part indo Fijian. Being populated by a half of Indian rooted people and a half of indigenous natives gave this country the opportunity to be one of the happiest multicultural places in the world. You can find Methodist or Catholics churches, Hindu temples, Muslim Mosques, Orthodox temples and this multi culture doesn’t stop on religions. Being so close to New Zealand and Australia there are also al lot of people from these nations that have brought their food (mostly Chinese and Italian), way of living and, most of all their sport, Rugby.
The history of Fiji is relatively short but complex. It seems that the first tribes arrived on these islands around the 3500 BC but the first real Fijian tribes arrived on these lands only 3500 years ago. The first Fijians were great merchants, good canoe builders (but bad sailors), fearsome warriors and scary cannibals (believe me on the “scary”). Cannibalism in Fiji stopped about 140 years ago when some courageous Christian missionaries spread the gospel to the right Chiefs. Before that moment there’s no count of how many courageous became main course but there are some tales that I suggest only to not-easily impressionable folks. The First European explorers (Seventeenth century) stayed away from the shores for... valid reasons but eventually, European and Americans started the “white colonization” of the Fiji Islands. In 1849, Chief Epenisa Cakobau was found guilty by the Americans of burning a settlement on Nukulau Island and asked him a refund of 44000 US$. Cakobau, afraid of an American invasion, gave up Fiji to the British Crown. The English colonized the islands in a way that was protecting, maybe excusing, the natives and, to provide labour to the sugarcane plantations, came up with the Idea of “importing ” some Indian harms. Already after the beginning of the 20th century the Indians living in Fiji were more than 60000. Fiji became independent only in the 1970 and at that time there were some incomprehension between the 2 populations.
Fiji is also famous in its modern history for the 4 coup that have taken place. I don’t want to bore you with all the details of the political unrests of those years but it is curious to see that only a few shots were fired during the first coups and none during the last (which, in 2011, is still in place).
Today Fiji is a happy Republic governed by Commodore Frank Voreqe Bainimarama who took power in 2006 to stop the spreading corruption of his predecessor. Lot of media (especially Australian) are trying to convince the world of the wrong doing of our Commodore and how he overthrown democracy but, after so many years in Fiji, let me tell you that life is actually better without democracy and a just ruler. In fact, even if the next elections are scheduled to be in 2014, the living situation in Fiji is slowly improving, unhappiness between the natives and the indo-Fijian are fading, economy is going up, tourism has never been better, bureaucracy is becoming less complicated and crime is diminishing. ..and all without firing one single bullet but seeking approval of the chiefs, the people, improving where’s needed and cutting out the bad herbs.
Don’t get me wrong, didn’t I say that this place is magic?
But magic maybe magic is the wrong word. I’d say it’s more mysterious.
Fiji is mysterious in its legends, rich in colour and deep in the tribal tradition of the natives. Still today some practices are performed as daily life, still today the stories of an ancient world are told to the young and still today a visit to a small village far away from a city will show that we don’t need many things to live a decent life. All we need is our roots, our dears, our nature and to be truth to ourselves.
I was reading a few months ago that lot of people in Fiji are living under the poverty line but the Fijian are the richest poor in the world. Thanks to the luscious nature, Fijian people living in a traditional village can grow a vast amount of crops, fish and incredible diversity of fruits from the sea and build whatever they need from the multi functional coconut plant (which Fiji is rich in almost every corner).
If you’re thinking “OH, I WANNA LIVE LIKE THAT” hold your horses, this life is reserved to the natives Fijian.
Indian, European, Australian and all the other expats in Fiji are considered a source of income for the local community so, unless you create a company of some sort that employs local workforce or unless you find a local company that employ you providing you with a working permit, you cannot live in Fiji for more than 6 months at time. This is the duration of the tourist visa.
Seems paradise, isn’t it?... well, not all that glitters is gold.
As in many other island nations like Fiji, the young want to live in the cities and search for more “professionals” ways to prosperity. Call it progress, call it the root of all evil, call what you want but this is not stopping Fiji to keep its heritage alive. One of the most curious things I’ve discovered on the outer islands is that, in a family, the first born son cannot leave the Island so he can look after his relatives and the island community. Also, if the first 4 sons al all males the 4th son will learn all the mother skills and duty to help the household with the duties and responsibilities that only a woman in Fiji can provide. This might open up the discussion of sexual freedom in Fiji but it is a story I might write in the future.
As you can imagine, it is not easy to keep your roots firm in the ground if your community lives on a outer island with just a few families but traditions, commitment, knowledge of nature, a couple of tourists to entertain every now and then, and a couple of bilo of Kava at the right time makes this all possible.
If you don’t know what Kava is:
Kava (yaqona) is the traditional South Pacific substitute to Italian espresso. The effect are very different and explain a great deal about these civilizations. If Italian espresso (i’m talking about a good short black) wakes you up, gives you energy and doesn’t make you sleep at night, Kava is the opposite. After a few bowls (bilo = a half coconut shell full) you might feel sleepy, lazy and not in the mood to do anything. The drinking of Kava is not only part of a Fijian social life but is, culturally speaking, the most important step to understand and be part of a Fijian community or event.
When you’ll enter in a village for the first time you have to bring some Kava as a gift that you, the Chief, and the rest of the “high society” must drink to celebrate you arrival. If a Minister will celebrate a new building opening or a VIP arrival, Kava must be drunk! If a citizen of a village has done wrong, to excuse himself Kava must be gifted to the local Chief.
Kava..Kava... what’s that?
Kava is a drink extracted from the powder of the Yaqona root diluted in water. If somebody in Fiji offers you a bowl of Kava, clap once to accept it and 3 times after you drank it ... in one go!
How does it taste? .. like mud but there’s an anesthetic aftertaste.
Usually, after a Kava ceremony (Savusavu), you will enjoy a surprisingly performance of dancing and singing by the boys and the ladies of the village. A show that I cannot describe with words. A Must see for yourself... or, if you had some kava, you can search on Youtube for “Kava ceremony”.
The Kava ceremony is also a ceremony of nature.
The
myth of Kava in the South Pacific tells us of a love story where nature embraces and amplify the noble feeling. A nature that in Fiji gifts us with incredible surprises like the Fijian Crested Iguana, the Incredible flower Tagimoucia, endemic species of indescribable beauty, incredible landscapes rich of mysterious stories, entertaining legends of islands and seas, endless plantations of Papaya, Coconuts and Pineapples, and the strength of untameable cyclones.
Yes, cyclones are a part of Fiji daily life between November and April. Nothing to worry. Everything that goes down will be rebuilt. Fiji’s mother nature is good but nature, as we have seen recently in Japan, cannot be controlled. Luckily in Fiji we’ve never had major Tsunamis or major Cyclones.
Fiji is the paradise for tourists.
People that just want to have a chink of this marvellous micro-world perfect for divers, anglers, honeymooners, nature lovers and thrill seekers, Fiji offers an indescribable sea life, white sandy beach, lush forest and plantation walks, traditions, legends and stories to be told all life long, dreamy sunset on the South Pacific sea and resorts and hotels for every pocket and expectations.
But will you really make that crazy decision?
In my purely personal opinion,
Fiji is a land of understanding and personal confrontation.
I’ve seen many expat families come here with lots of expectations and go back just after few months of Fiji life. I’ve seen heaps of rampant entrepreneurs going back with the tail within their legs, I’ve seen lots of dreamers with their dream broken and, you know, reality hurts!
Living in Fiji means:
First of all to be open and understanding.
People here say that with this heat (basically over 23 Celsius all year long with peak of 34 in February) you cannot run and be hurry, you have to stay cool... in the real and modern meaning of the word. No rush but patience. No hurry but slowly. No upset but ... well if locals makes you upset with their calm mood, you’re wrong, you’re in Fiji... explain yourself, make the locals understand where you came from.. It’s not Europe or America everywhere on this planet.
As you, workers and entrepreneurs from the modern world, might think, working in Fiji with the locals is not easy... Who said it was. It is not! It takes al lot of... patience and understanding.
A promotion done by the Fiji Tourism Authority a few years back said: “Fiji, the way the world should be”. Could it be true?
Well, if your Idea of living in a different place could be this, you cannot say it unless you live it.
So, first of all, get in the
Fiji mood, relax, take a deep breath, go on a vacation and spend a few weeks in the magic and mysterious islands of Fiji.
By Ivan Pisoni
36 years old, Italian.
Founder and co author for the blog
ItalianiaFiji.it.
Founder, webmaster and co owner of the tour operator for the
Fiji Islands Vacanzeafiji.it.
Director for
Global Premium Service LTD.
Still living in
Fiji since 1996


venerdì 25 marzo 2011

Alla fine della fiera ... di Genova

Al massimo usatevi l'internet se proprio lo volete, dice il Lombardi.
O forse è meglio metterla sotto la forma, ahimè fin troppo usuale da queste parti, che a nessuno “tocca” la responsabilità di avere avuto torto o chi eventualmente ha sbagliato.
Beh, lo si sapeva di già che sarebbe andata a finire così.
Nel precedente fondo avevo manifestato unicamente delle problematiche che riguardavano il senso politico dell’accaduto e cosa, a mio modestissimo avviso, andava fatto per ovviare a future simili problematiche.
Avevo scritto d questioni solo politiche perchè continuo a pensare che nel turismo e nella cultura, che per me rimangono le uniche vere e possibili fonti di guadagno per questa città (tutto il resto viene di conseguenza), non c’è destra o sinistra che tenga, e le due “cose” dovrebbero andare in perfetto accordo.
Ma campa cavallo…
Trascurando volutamente, per non "urtare" nessuno, di inserire un mio personale commento sull'operatività della Fiera di Genova.
Però dopo aver letto la “difesa” di Paolo Lombardi, il Presidente della Fiera di Genova, devo caratterialmente cadere nel tecnico e nella logica di quello che veramente si può definire un buon marketing.
E giuro che non lo volevo fare, ma quando ce vò, ce vò.
E poi basta con ‘sta mania di far intendere che "siam tutti bravi", che non abbiamo mai niente da imparare, che non sbagliamo mai e il logorroico: “l’emmu sempre fetu cuscì” (abbiamo sempre fatto così).
Non se ne può più.
Leggo, dal buon Lombardi, che nel 2011 internet la fa da padrona e quindi quello che conta non è il depliant, ma che la rassegna dei fiori abbia un sito fatto bene.
Beh, per prima cosa il sito di Genova Fiere è piuttosto antiquato (la spia è anche il Copyright 2002-2006 di fondo pagina), lo si vede analizzando il codice delle pagine HTML (ad es. usa ancora le tabelle invece dei fogli CSS, ma questo conta dal punto di vista strettamente tecnico). Quello dei Fiori va un pò meglio.
Sul piano dell'usabilità, ad es., il pannello delle news dovrebbe stare a dx e non a sx: il 90% della popolazione mondiale è destrimano.
Dal punto di vista grafico non è certo il massimo (non è nemmeno centrato sul browser) e abbastanza ridotto nel complesso delle informazioni (vedi mappa del sito).
Non sembra utilizzare uno dei tanti Content Management System (CMS, anche open source) che oggi vengono normalmente usati per siti informativi di questo tipo.
C’è poi da dire che i contatti giornalieri (110) che riceve il sito sono veramente ben poca cosa, perché se ci togliamo quelli dei tecnici che inseriscono le news e quelli degli impiegati che sicuramente hanno nella home page il sito della Fiera, si arriva a 40/50 contatti al dì.
Senza contare che Genova è la città più vecchia d’Italia e di conseguenza non è che l’internet sia tanto trattato.
Comunque sia, e come sempre al finale delle mie “critiche costruttive”, vorrei infine lanciare un consiglio: “è stato fatto, negli anni addietro, un censimento di provenienza dei visitatori?”.
Perche se si, io non l’ho mai visto (che mi sia sfuggito?); se invece no, si potrebbe cominciare a farlo per capire dove e come eventualmente distribuire il marketing negli anni a venire.
Insomma, un database semplice semplice.
E già che ci sono, un altro mio piccolo parere al Dott. Paolo Lombardo: “Vada sul sito relativo all’EXPO, ecco... oggi i siti si fanno in questo modo qui (oltre che dal punto di vista grafico è valido anche dal punto di vista tecnico, se si analizzano le pagine HTML). 
Video, foto, links ai social network, ecc. ecc.”.
Perché con 40/50 contatti al giorno non si va da nessuna parte e a qualcuno “tocca” per forza … rimediare, perché non è molto vero che a Genova tutto va bene; o no?

giovedì 24 marzo 2011

Albert Einstein sapeva di Michela Brambilla ?

Diceva Einstein che il vero problema sono coloro che riescono ad entrare senza scrupoli nella macchina operativa.
Ma alla domanda: “Chi è responsabile di questo problema?” Einstein rispondeva: “La raccomandazione politica.
Non so il perché io oggi abbia incominciato scrivendo così, o forse lo so.
Mah?
… il Ministero dell’Industria e Commercio della Spagna dichiara che i turisti internazionali sono aumentati di 235.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2010 e la percentuale è del + 4,5% che porta il totale a 5,5 milioni di presenze (non notti) per gennaio e febbraio.
Non male, anzi.
Quindi gli spagnoli sono in netta ripresa dopo la debacle degli ultimi anni cominciata subito dopo il 2007.
Aumentano gli arrivi dai Paesi Bassi (217.485 turisti +23%); dalla Francia (761.478 turisti + 4,9%); Regno Unito (poco più di un milione +5,6%) e dalla Germania (878.257 + 0,5%) per quanto riguarda i maggiori in outbound.
E la Spagna ha ricevuto 52,6 milioni di turisti stranieri nel 2010, che è il 1,0% in più rispetto al 2009.
E noi?
Embè, noi, dopo aver letto e ascoltato per tutto l’anno degli “ipotetici” incrementi che raggiungevano addirittura delle percentuali sul + 30/35% (vedi qui), alla fine ci siamo dovuti accontentare di un miserrimo + 0,8%.
Un momento, non fraintendetemi, non ci “sputo” di certo sopra a quel + 0,8%.
Infatti tutto ciò ch’è meglio ed ha un pur minimo segno più, è ben accetto.
Solo che con quelle percentuali “bulgare” che c’hanno fatto credere per molto tempo…
Vabbè, tanto lo si sa che fanno così, anche se non se ne capisce il perché…forse.
Il fatto strano (neanche poi troppo) è che sovente abbiamo ascoltato e letto che la Brambilla, il Marzotto, il Paolo Rubini e bla bla bla, eleggevano l’Italia come il principale Paese europeo in fatto di arrivi internazionali.
La stessa Untwo (Organizzazione mondiale del turismo) dava, per i primi sei mesi del 2010, un bel + 5,3% che non si sa il perché sia svanito nel nulla nei sei mesi a seguire.
Mentre la Spagna la si vedeva ad un + 0,4% (con l'aggiunta del "sarcasmo" della Brambilla and co. per il risultato "povero" ottenuto dagli iberici), che quasi quasi porta  a pensare che tanto giusti non l'erano ‘sti dati qui.
Da quest’anno poi, il Chairman della medesima (Untwo) sarà la Brambilla e allora, di percentuali, chissà se ne vedremo ancora delle più belle.
Io credo di si, voi?
Sono molto soddisfatta del lavoro dell’Enit, dichiarava non molto tempo fa la Brambilla con grande magniloquenza, e pur comprendendo che la mia impressione non conti praticamente nulla, io non sono soddisfatto per niente!
E non credo neanche d’essere il solo, mentre tanti altri tacciono per probabile convenienza.
Carta canta verba volant.
E Einstein?
Lui diceva che …

mercoledì 23 marzo 2011

La Brambilla: a due a due, fino a farli diventare ... dispari


Ma si può che dopo un decennio del terzo millennio, ci sia ancora qualcuno che racconta che l’Italia dispone del 50% del patrimonio artistico culturale del mondo intero?
Si vede che per quel “qualcuno” si può, ed è successo anche ieri.
Proprio in un momento in cui l'immagine del Presidente del Consiglio non è che vada per la maggiore a causa dei presunti festini ad Arcore, il Premier Silvio Berlusconi si cimenta in spot finalizzati per la promozione del turismo italiano e s’inventa (o gliel’ha suggerita la Brambilla) questa bella “boutade” sull’Unesco.
E’ da mo’ che si sentono ‘ste str…anezze, e si sentono fino a fare addirittura la parte degli sbruffoni («Abbiamo il 40% dei capolavori planetari!», «No, il 50%!», «No, il 60%!») giocando a chi la spara più grossa.
Primato che, per quanto ne so, spetta alla ministra del turismo Michela Vittoria Brambilla.
Che nel portale in cinese con il logo «Ministro del Turismo» lancia un messaggio al popolo dell' Impero di mezzo e sostiene che l' Italia «possiede il 70% del patrimonio culturale mondiale».
Bum!
E il Machu Picchu, i templi di Angkor, le piramidi, Santa Sofia e il Topkapi a Istanbul, il Prado, San Pietroburgo, la Torre di Londra, la cittadella di Atene, i castelli della Loira, Granada, la città proibita di Pechino, il Louvre, la thailandese Sukothai, il Taj Mahal, il Cremlino, l' esercito di terracotta di Xi' an, Petra, Sana' a e tutto il resto del pianeta?
Per Lei e Lui gli altri si spartiscono gli avanzi.
Adesso il Primo Ministro, ma soprattutto la ministra del turismo (dei e dai “grandi numeri”) e che forse ha organizzato tutto questo bel “teatrino”, è scesa di un po’, e dal 70 è arrivata al 50%, ma anche lì sbaglia e della più grossa, perché i siti italiani sono “solo” il 5 per cento scarso, 45 su 911 .
E continua così l’andazzo delle statistiche e dati che giornalmente la Sciura ci regala, e che sono sempre, ma guarda il caso, a suo personale favore.
Diciamo per fare la sua bella figura, va!
Ma cosa crede, che siamo tutti scemi o ignorantelli?
Di seguito i 45 siti Unesco italiani
E gli altri 866, mica noccioline, sono qui.
Mentre Lei è ancora là a fare il ministro del turismo italiano.
Ma si puo?

martedì 22 marzo 2011

Anche Ugo lo sa che la Brambilla ...

Ugo è un cane intelligente e tutte le volte che mi appropinquo (ammazzate oh, che parolona) nei pressi del computer di casa per scrivere qualcosina e dare il mio piccolo apporto quotidiano (naturalmente critico) al turismo nazionale, lui è lì; sul tappetino e mi guarda.
E neanche i suoi amichetti là, al di fuori in giardino, riescono a distoglierlo dal suo “gravoso” impegno; credo che per Ugo sia un piacevole “lavoro” ascoltarmi mentre gli spiego il perché il turismo in Italia non và.
Eh si, non va affatto bene.
Una carezza, un biscottino di quelli che non fanno mai male e tante parole, naturalmente le mie.
Ah, se solo Ugo potesse parlare, ma sono certo, anzi stracerto, che con quegli occhioni, lui già lo fa.
Credo anche che Ugo, a forza di sentirmi parlare di turismo, se ne capisca molto più di tanti che lì c’avvezzano e fanno i professoroni.
Comunque sia o comunque sarà, oggi gli ho letto l’ultima della Brambilla che dice così: Il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla interviene nel dibattito infuocato di questi giorni sull’incoming lampedusano, compromesso dagli sbarchi di migliaia di profughi. “Nei prossimi giorni vareremo misure di compensazione a sostegno dell’attività turistica dell’isola di Lampedusa – ha detto il ministro – L’isola di Lampedusa vive di turismo. Sono già allo studio misure di compensazione che nei prossimi giorni verranno rese note proprio per promuovere la stagione estiva dell’isola. Entro pochi giorni contiamo di risolvere, secondo il piano predisposto dal ministro Maroni, il problema degli sbarchi, fermandoli, per poterci dedicare alla promozione ed al sostegno di tutta l’attività turistica dell’isola attraverso misure che saranno messe a punto da un apposito comitato”.
Da notare l’espressione di Ugo una volta finita la sopraddetta dichiarazione, ipotizzando l’ovvia sonora risata che m’è sfuggita di conseguenza.
Ilarità che s’è subito smorzata al pensiero di quanto letto, e non per l’affermazione in se stessa che credo giusta se effettuata da un ministro del turismo per questi casi; no, per carità.
Ma perché ahimè e oramai, sono troppo abituato alle "boutade" di propaganda della Brambilla.
Vedi raddoppio dell’incidenza del turismo sul Pil; il portalone sempre pronto ma che a quanto pare in verità non lo è; l’abbassamento delle tasse turistiche … eccetera eccetera, ma con tanti e tanti eccetera ancora.
Per non parlare delle statistiche e dei dati sulle presenze turistiche che per lei sono sempre notoriamente maggiori della realtà.
E anche di gran lunga!
Lo stesso Matteo Marzotto, il presidente dell’Enit, aveva detto che si sarebbe dato da fare per Lampedusa; promettendo addirittura, in occasione della BIT di Milano, la sua presenza nell’isola per poter capire e dare il suo sostegno a questo problema di non poco conto.
E mi dicono che lì non l’hanno mai visto (questo fino a tre/quattro giorni fa).
Ora che il problema sia veramente grave lo sanno anche i sassi, ma di vere soluzioni non se ne sono ancora sentite; intendo quelle di una certa consistenza e fattibilità.
Ma solo parole e promesse che a dirle non costano niente, se non per riempire qualche fondo vuoto di giornale o pagina web.
Veramente troppo poco, e lì, dove vivono di solo turismo, si sono già perse molte prenotazioni per la prossima Pasqua.
E' anche intuibile che la pubblicità che involontariamente scaturisce da questo ambaradan, sarà un gran bene per l'isola di Lampedusa, mentre l'attuale pernottamento che sicuramente stà avvenendo per mezzo delle forze dell'ordine, girnalisti, associazioni eccetera eccetera contribuirà alla manzanza dei turisti.
Eh no, caro Ugo, anche tu lo sai che così non si fa, ed è da mo’ che la si mena in questa maniera!
Vero?
Bau, che vuol dire, SI!

lunedì 21 marzo 2011

Confindustria alberghi VS TripAdvisor

L’interessante face to face avvenuto il 15 marzo a Firenze tra Confindustria Aica, Confindustria Firenze e Confindustria Alberghi da una parte e TripAdvisor dall’altra, ha lasciato il tutto com’era.
Ma non avevo alcun dubbio.
Lorenzo Brufani e Vittorio Deotto, rispettivamente portavoce Italia e Country manager Italia per TripAdvisor, e i 70 albergatori intervenuti provenienti da tutta la Penisola, se le sono suonate "educatamente" di santa ragione.
Tuttavia, a parte alcuni momenti di chiara tensione sulle questioni anonimato delle recensioni, trasparenza del servizio e assistenza agli albergatori, l’incontro si è svolto in maniera del tutto “civile”.
Dibattito ben moderato da Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi, Angelo La Riccia, direttore commerciale di UNA Hotels and Resorts; Resorts e Stefano Rosselli, consigliere con delega alla gestione dei rapporti con il mondo web.
Mentre del mio pensiero su TripAdvisor non vorrei aggiungere altro; tanto ho detto e non certo di bello.
Spero solo che l’idea (di frap1964 e in  piccolissima parte anche mia) ch’è stata inviata ad un Senatore della Repubblica (proposta accolta come molto innovativa per il nuovo Codice del Turismo), e che sarà presentata quando lo schema di decreto si trasformerà in provvedimento sottoposto all'approvazione dell'assemblea per presentare degli emendamenti e modificare il testo che sarà stato proposto, e in particolare sullo specifico articolo 13 comma 3.
Vale a dire quella cosa che dovrebbe proprio limitare il potere di TripAdvisor e di conseguenza farcela un po’ e per bene da soli, naturalmente migliorando tutto l’ambaradan.
Ma questa è un’altra storia e staremo a vedere.
Comunque tornando a noi e alla discussione tra quelli sopra citati, non sono emersi che pochi nuovi elementi a completare un quadro di rapporti già chiaro, che a mio parere e per la prima volta in assoluto i rappresentanti di TripAdvisor, incalzati dalla perentorietà delle domande, non hanno potuto evitare di replicare in maniera coerente con gli interrogativi posti, senza svicolare troppo o rimanere evasivi come già in passato è accaduto troppe volte.
1. Scarsa assistenza da parte di TripAdvisor in caso di diffamazione
Molti albergatori hanno denunciato la mancanza di collaborazione ed assistenza da parte di TripAdvisor. In particolare uno dei presenti ha portato il caso di un gruppo che, a fronte di una cancellazione oltre i termini della cancellation policy, ha diffamato l’hotel online dichiarando che erano stati sottratti 4.000 euro dalle carte di credito in modo indebito.
La prima cosa da fare in questi casi è denunciare con l’apposito modulo online l’accaduto a TripAdvisor, in modo che questo possa parlare con l’autore della recensione, chiarire la situazione e fare da intermediario tra le parti. TripAdvisor ha chiarito che il sito non può dare all’hotel i dati dell’utente.
In seguito però a grossi problemi riscontrati nella gestione del customer care, per cui la grandissima quantità di problematiche emerse ha permesso la risoluzione di ognuna solo in tempi biblici, TripAdvisor si sta già muovendo per ampliare il reparto dell’assistenza ai clienti, in modo da risultare molto più efficiente nella gestione delle lamentele.
2. Questione anonimato degli utenti
TripAdvisor ha dichiarato di essere una community e dunque non procederà alla richiesta di nomi e cognomi, come non li richiedono le altre community. TripAdvisor può solo fare da tramite tra l’hotel e l’utente.
TripAdvisor ha ricordato che al momento di rilasciare il commento, l’utente è obbligato comunque a spuntare un flag con cui attesta di aver soggiornato nella struttura e che quindi si assume tutta la responsabilità di quello che dichiara nella recensione.
3. Graduatoria TripAdvisor e fattori che incidono sul Ranking
TripAdvisor ha chiarito che la graduatoria dipende da un algoritmo matematico che non è possibile svelare e che si basa principalmente sui vari parametri richiesti agli utenti al momento del rilascio della recensione. Un peso notevole hanno anche le recensioni più “fresche”: le recensioni più recenti hanno più peso e dunque favoriscono il miglioramento del ranking.
4. Ranking che non tiene conto del numero delle recensioni dell’hotel
Ponendo il caso che un hotel possieda solo 5 recensioni tutte positive, a punteggio pieno e molto recenti, questo può sopravanzare l’hotel con centinaia di recensioni però più vecchie e con una media leggermente inferiore. E’ chiaro che in breve tempo, non appena passeranno alcuni giorni senza che il primo hotel riceva nuove recensioni, scenderà di graduatoria e tutto tornerà alla normalità.
Ndr: A questo proposito la redazione di Booking Blog ha chiesto apertamente a TripAdvisor perché non fosse stato fatto nulla negli ultimi anni per correggere o migliorare l’algoritmo. TripAdvisor ha dichiarato che sono convinti del corretto funzionamento dell’algoritmo e che per questo non si sta pensando attualmente di modificare il sistema.
5. Atribuzione di un punteggio di qualità alla recensione
TripAdvisor sta già valutando se e come ponderare qualitativamente la recensione: un commento che recita “albergo bellissimo, ottima location, eccellente servizio” non può essere equiparato ad un commento che cita in modo completo come sono le camere, la colazione, la piscina e i dintorni.
6. Differenziazione settore alberghiero da quello extra-alberghiero
Questo suggerimento trova d’accordo anche TripAdvisor, poiché la cosa vale anche per altri Paesi come la Francia o l’Inghilterra. Si sta perciò pensando di chiedere alle varie APT le liste comprendenti solo gli alberghi per trovare la migliore modalità per distinguerli dalle altre strutture.
7. Rapporto TripAdvisor – Expedia
Secondo TripAdvisor, pur appartenendo ad Expedia, attualmente il portale di prenotazioni vede TripAdvisor in termini leggermente conflittuali, perché questo si schiera spesso a favore della disintermediazione degli hotel e vende pubblicità ad altri competitor a fini commerciali.
8. Uso delle recensioni negative come minaccia
TripAdvisor ha affermato che anche in questo caso l’unica cosa da fare è contattare il sito direttamente. Il problema delle estorsioni è diffuso in tutta Europa, per questo TA ha assunto un gruppo di esperti in frodi sulle carte di credito per intervenire in questi casi specifici.
Vabbè, se ci danno retta, tutto questo decadrà, e poi vediamo se non va meglio.

domenica 20 marzo 2011

Scusi, dov'è l'Euroflora ? Boh ?


... beh, se io fossi stato un consigliere regionale avrei alzato educatamente il ditino e, dopo aver ricevuto la possibilità di parola nell’aula della Regione, avrei chiesto (ma molto tempo prima) al Berlangieri, l’assessore al turismo regionale ligure, se le brochure o i depliant riguardanti l’Euroflora genovese, fossero al loro posto e in quantità sufficiente.
Ed avrei alzato anche entrambe le mani  poi memore di quanto rilevato da te tempo fa a Parigi, in merito alle datate (2004) brochure di Genova che ti hanno consegnato nel finire del 2010.
Tra meno di un mese comincia a Genova l’esposizione di piante e fiori che tutto il mondo c’invidia, e noi non abbiamo più neanche un depliant che evidenzi l’avvenimento.
Pensa poi al di fuori della città.
Vedi, io amo il turismo a prescindere dalla corrente che nel momento può occupare gli scranni più alti, e pertanto mi darei da fare per aiutare e per consigliare anche se la maggioranza è avversa alla mia fede politica, ma soprattutto non sono un consigliere.
E meno male, perché altrimenti impazzirei a misurare più i loro errori (dopo), che a dare (prima) l’eventuale e logico apporto.  
Ora sul tuo leggo che l'opposizione vuole scacciare l'assessore regionale e, gridando allo scandalo, vuole accertare di chi siano le responsabilità per questo grave errore.
Ma prima dov'erano?
E non è forse al Lombradi, il pres. della Fiera genovese, a cui dovrebbe essere rivolta la descrizione dell'inghippo?
Ma statene certi che se interrogato, dirà che tutto va bene e che siamo noi ad aver sbagliato.
Oppure si vuole che sia il Berlangieri a dover fare il suo lavoro?
Ma per piacere!
E in Provincia, in Comune; possibile che nessuno di entrambe le fazioni si sia accorto di niente?
Alcuni di certo diranno che la responsabilità è regionale.
Ma Genova dove l’hanno messa (?); non è forse in Provincia e nel Comune di questa città?
Qui, quo e qua hanno mancato, d’accordo; ma non è che Paperino, Pluto e Minnie hanno fatto di meglio.
E sfiga vuole che non ci sia mai un Topolino di mezzo che metta sempre le cose al suo posto.
Quindi credo che sia troppo facile dire che gli altri hanno sbagliato; cosa per altro vera, buona e giusta.
Ma è veramente cosa buona e giusta non averlo evidenziato a priori, ed eventualmente avere evitato il problema futuro?
Stessa cosa per quanto riguarda l’eventuale spesa fatta o chissà che.
E noi, i cittadini, gli albergatori, ristoratori e via cantando, che colpa ne abbiamo se tra destra e manca non ci s’accorge neanche di questo?
Non è “se Atene piange, Sparta non ride” il famoso detto, piuttosto che “Atene e Sparta se ne sbattono e ridono, mentre a piangere siamo sempre noi”?
L’errore c’è, niente da dire, ed è anche abbastanza pesante; inammissibile, assurdo e anche di peggio.
Ma andrebbe valutato sotto un’ottica aziendale, il turismo è un’industria (in questa barca ci siamo tutti), e vale a dire: “sono stati richiesti dai vari responsabili dei posti di smistamento non appena se n’è notato il calo nelle giacenze” e, all’atto dello studio fattibilità e distribuzione, “quanti ne sono stati stampati e quanti quelli distribuiti”?
E se si, a chi sono stati richiesti, che a sua volta doveva informare chi di dovere?
Troppe domande senza risposta che hanno un solo comune denominatore; l’indifferenza generale dei preposti e di chi dovrebbe "controllare"; sia lì che là, e che non sanno mai dare la giusta risposta, se non quella che la colpa è sempre degli altri.
No, caro Massimiliano, non ci siamo, non si fa così, ed è da mò che la si mena in questa maniera.
Se la maggioranza non se n’accorge, pensa a tutt’altro o non ne capisce di molto, non dovrebbe subentrare in aiuto l’opposizione con dei consigli mirati, e volesse il cielo, anche giusti?
O forse è più propensa ad emettere delle sentenze o denigrazioni a giochi fatti?
Genova l’ami o non se ne fa niente, e il turismo lo devi conoscere, sennò non se ne fa ancora ri-niente.
Se poi ‘sti “professoroni” pensano ancora che siano altre le possibilità della Superba per togliersi dall’impiccio della mediocrità più evidente, bene, allora si facciano avanti.
Magari, prima o poi, il petrolio, i diamanti o l’oro, lo trovano su qualche altura dell’entroterra, o chissà, forse dentro al nostro caro mare.
Scavate, setacciate e cercate e poi sappiatemi dire.
Perché qualcuno di loro l’ha già pensato e fatto prima, e sono ancora lì a cercare, setacciare e scavare.

sabato 19 marzo 2011

Lo studio dei disabili nelle scuole alberghiere

Ci saranno “quasi” tutti al primo workshop ''Buy Italy for all'', che altro non è che il parlare dei temi del turismo accessibile.
A cui si spera seguano i fatti.
Ci sarà Antonio Tajani, Commissario Europeo al Turismo, Francesca Martini, Sottosegretario al Ministero della Salute, Marino Finozzi, Assessore al Turismo della Regione Veneto, Matteo Marzotto, Presidente dell' Enit-Agenzia eccetera eccetera.
Saranno poi sicuramente presenti Tizio Caio e Sempronio con Mimì e Cocò, mentre non scarseggeranno le varie Grazie e Grazielle … , ma manca la persona che (per me) è la più importante nello specifico caso: Mariastella Gelmini.
Cosa ci vuole a capirlo?
Forse che sia necessario/a un/una cartomante, qualche scienziato esoterico o l’indovino di turno per erudirci che nelle scuole alberghiere è necessario inserire lo studio, almeno le basi, di questa materia?
Primo perché se qualche disabile ha la sfrontatezza di presentarsi “ovunque” per trascorrere delle ore felici, liete e serene in vacanza (e non solo), non c’è mai nessuno che sa che razzo fare.
Si, va bene, ci sono gli accompagnatori; ma la vogliamo dare qualche conoscenza a favore di questa gente che già per conto suo ha diversi problemi?
E poi, non sarebbe forse una buona dose di qualità alberghiera o turistica; cose in cui non eccelliamo di certo?
Secondo, perché sarebbe giusto l’ora, quella di dare la speranza ai portatori di handicap, che un domani gli attuali scolari, diventando adulti, possano osservare con maggior attenzione il dove parcheggiare la propria macchina; tanto per dare un esempio.
Di situazioni scabrose dovute alla negligenza o al non rispetto verso queste persone, se n’hanno a iosa, e quindi è abbastanza stupido il non fare qualcosa per rimediare.
Perché se capitasse a noi o a qualche nostro caro, di certo la si penserebbe diversamente.
Che diamine!
Comunque lode al merito al buon Marzotto per la felice pensata, che quando non parla di dati o statistiche m’è anche simpatico.
Quindi ben vengano gli oltre 50 buyer esteri, selezionati dagli Uffici dell' Enit-Agenzia e provenienti dal mercato europeo, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Danimarca, Belgio, Austria e Polonia che parteciperanno al primo workshop ''Buy Italy for all'', che si terrà nell'ambito della manifestazione Gitando.
Con esposizione di attrezzature, soluzioni di vacanza e di trasporto dedicata al turismo accessibile, in calendario presso i padiglioni dell' Ente Fieristico di Vicenza, dal 24 al 27 marzo prossimi.
Il potenziale mercato del turismo accessibile, che coinvolge le persone con esigenze particolari e i loro abituali accompagnatori (con un fattore moltiplicatore di 2.8) e' di oltre 4 milioni di persone in Italia, 65 in Europa e 600 nel mondo.
''L'accessibilità e' l'assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali, condizione indispensabile per consentire la piena fruizione della vacanza, spiega il Presidente dell' ENIT, Matteo Marzotto, e riguarda persone con esigenze speciali, legate non solo alla mobilità ma a problemi di salute cronici, persone con allergie alimentari ed ambientali, ipovedenti, ipoudenti o persone con disabilità mentali, bambini piccoli e persone anziane. Esse coinvolgono il soggetto portatore e la propria famiglia o nucleo, con un impatto numerico, oltreché psicologico, rilevantissimo.''
I temi del turismo accessibile saranno oggetto di un confronto approfondito in programma alle ore 14,30 del 25 marzo, al Centro Congressi di Vicenza.
Alè, dai!

venerdì 18 marzo 2011

Ma chi me lo fa fare di andare a scoprire che i turisti tedeschi che vengono in Italia non sono quelli che dicono Matteo Marzotto, Paolo Rubini o Michela Brambilla?

E anche quest’anno l’Internationalen Tourismusbörse, o se preferite  l’ITB, è stato affollatissimo. Oltre 11.000 espositori di 188 Paesi che si sono riuniti nelle sale conferenze nel quartiere Westend di Berlino e ogni ultimo spazio è stato esaurito.
Vabbè, guardo, critico, ascolto e … imparo.
Jürgen Buchy, presidente della Associazione tedesca dei viaggi (DRV), dichiara che l'anno scorso la Germania ha speso più soldi in outbound (viaggi all’estero) rispetto a qualsiasi altra nazione.
I tedeschi spendono circa 60 miliardi di euro all'anno in viaggi all'estero e la Spagna è ancora la prima destinazione, ma altri paesi del bacino del Mediterraneo non sono molto indietro; in particolare la Turchia, Cipro, Egitto, Tunisia e Marocco.
I tour operator tedeschi hanno registrato un fatturato nel 2010, grazie ad un recupero migliore del previsto, di 21,3 miliardi di euro (29,7 miliardi dollari), 2,5 per cento rispetto al 2009.
Ma perché dico questo tra tutte le altre cose viste o ascoltate all’ITB?
Perché non appena ritorno in Patria leggo che…
“… buone notizie dalla fiera ITB di Berlino per il turismo 2011 dalla Germania verso l’Italia.
Secondo il rapporto Reise-Monitor - realizzato dall’Automobil Club tedesco ADAC  - l’Italia è al primo posto come destinazione tra le mete estere in Europa per le vacanze pianificate nel 2011 superando Spagna, Austria, Turchia e Francia. Allo stesso tempo dall’analisi FUR (Istituto di ricerca sulle tendenze di viaggio dei tedeschi) emerge, per il 2011, una maggiore disponibilità di risorse per le vacanze segno di un superamento della crisi economica.”
E stessa cosa sul sito dell’Enit con: “L’Italia in testa nella preferenze dei tedeschi … come attestano i dati della Banca Centrale tedesca che registrano, nel periodo gennaio-settembre 2010, un trend in leggero aumento della spesa complessiva dei tedeschi in Italia (4,49 miliardi di euro rispetto ai 4,45 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente), commenta il Presidente dell’ ENIT-Agenzia, Matteo Marzotto e naturalmente il “suo” Paolo Rubini, GM della medesima.”
Ma come (?), possibile che le parole del Jürgen Buchy, il presidente della Associazione tedesca dei viaggi (DRV), le abbia sentite o lette solo io?
Che questo signore ci conti delle balle?
Sarà come sarà, ma sembra che anche lì non ci si trovi mai d’accordo (tutto il mondo è paese), e se per qualcuno la cifra è pari, statene certi che per l’altro è sempre dispari; o viceversa.
Comunque sia, il Marzotto dichiara che la spesa dei tedeschi in Italia è “leggermente” aumentata (4,49 miliardi di euro rispetto ai 4,45 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente) che in termini di percentuale è qualcosa che assomiglia, anche meno, all’uno per cento .
E allora perché quest’estate il “buon” Marzotto, con l’esaltazione del caso,  aveva dichiarato che i tedeschi erano aumentati del ben 5%?
Beh, niente di strano e nonostante ciò si va avanti.
Mi resta solo da capire il perché non si possano ottenere “veramente” le percentuali che dicono (Brambilla – Marzotto - Rubini) anziché “attaccarsi” sempre a quelle che più aggradano o che fanno piacere.
Anche perché così è un po’ troppo facile fare bella figura e magari prendersi anche qualche lode non proprio meritata.
Inoltre alcuni, amichevolmente, mi dispensano il "ma chi te lo fa fare!" d’andare a cercare il fatidico “pelo nell’uovo”?
Beh rispondo, passione e sogno.
La prima è una vera e propria pozione magica e energia allo stato puro.
Carburante con effetto defaticante.
Il sogno invece è un trasporto naturale verso qualcosa di intangibile, ma che allo stesso tempo ci fa sentire vivi e parte di un qualcosa che va oltre alla nostra singola individualità.
Questi elementi messi insieme permettono di fare cose inimmaginabili. Agiscono sugli elementi fisici, ad esempio modificando il grado di sopportazione della stanchezza. Ma anche su quelli psicologici, facendo superare ostacoli all'apparenza insormontabili. 
Spesso a questo "ma chi te lo fa fare!" viene affiancato un "ma cosa ti serve fare questo", dal momento che le azioni sospinte da passione e sogno, non sempre hanno un immediato ritorno visibile.
A volte capita che nemmeno l'avranno mai.
Ma anche questo è poco importante per chi ha deciso d'intraprendere un suo percorso.
Certo non è una passeggiata, però la soddisfazione è molta.
E se poi contribuisce a dare una mano per far si che migliorino le cose; beh, la soddisfazione è anche doppia.