lunedì 24 ottobre 2011

Perchè gli assessori o quelli che ... non vengono selezionati da società di executive search (cercatori di teste) ?

Probabilmente la mia è la più grande utopia ma la speranza l’ho sempre; si sa mai.
Mi riferisco ai vari responsabili istituzionali del turismo nazionale, regionale e via cantando; ai vari “capi” degli enti preposti a questo settore; agli assessori (circa 8,000 in Italia) che alla moda del “io speriamo che me la cavo” cercano di mandare avanti un comparto che potrebbe dare un’enorme ricchezza, ma che invero così non è.
E la responsabilità è prettamente del loro non saper fare (l’inesperienza)!
Non tutti per carità, alcuni fanno bene il loro mestiere, ma la stragrande maggioranza di questi sono dei personaggi “infiltrati” (politicamente?) che del turismo hanno come bella consapevolezza, la settimana bianca, il weekend al mare o quel test “all inclusive and full immersion” per due giorni sui barconi della Senna, tanto per permettere loro di dire che hanno anche delle “famose” esperienze internazionali.
Sovente mi capita di leggere delle cose che non stanno né in cielo né in terra; sentire degli assessori che si vantano di numeri che manco le “capre” ci credono più, e tantissime altre “cosine” che per riportarle qui ci vorrebbe l’equivalente delle pagine della Treccani.
Poi, i risultati, quelli veri, la spiegano lunga.
E per di più hanno una tale presunzione da riuscire a mandare su tutte le furie anche la persona più brava e più calma del mondo.

La politica in una situazione economica generale di crisi sembra sempre più fatta di scelte di natura finanziaria, di tagli e di numeri, quasi si parlasse della conduzione di un’azienda.
Eppure, nella selezione dei pubblici amministratori, non si adottano mai i criteri tipici di una grande azienda quale, per analogia (dimensione del budget, numero di dipendenti, ecc.), potrebbe essere considerato un comune o una regione.

Come mai, infatti, si è attenti alla scelta dei manager di società quotate in cui sono investiti i nostri risparmi e che sono accuratamente selezionati da società di executive search mentre si affidano, non già i nostri risparmi, ma addirittura la qualità della nostra vita (compreso il futuro e il benessere dei nostri figli), a persone che gestiranno budget enormi per il territorio, le infrastrutture, l’istruzione, la sanità, i servizi sociali, il turismo ecc. senza nessuna verifica di attitudini e competenze, se non quelle teoricamente derivanti dal consenso elettorale ricevuto?
Non sarebbe il caso che, in una società complessa come la nostra che richiede capacità di visione lungimirante e indiscutibili attitudini manageriali, i profili, se non dei candidati alle elezioni, almeno quelli degli assessori “tecnici”, venissero vagliati, in modo indipendente, da società di cacciatori di teste e non su soli criteri politici discrezionali e fiduciari, con i nostri soldi e sulle nostre teste?

Creare valore per i cittadini, in termini di qualità della vita, dovrebbe costituire la missione di un buon amministratore pubblico, così come si richiede a quello privato di creare valore per gli azionisti e anche per gli altri portatori di interessi.
Parlo certamente di sfide e di obiettivi impegnativi e per un attimo vorrei trascurare la mia presunta utopia.
Perché non possiamo avere veramente il “MIGLIORE” della piazza (che anche se viene da fuori male non fa) per valutare, governare, innovare eccetera eccetera, per quel dato settore (in questo caso il turismo) per il bene comune?
Ma ce li vedete 14 assessori (chessò, facciamo in una città come Genova) che anziché essere lì per meriti (politici?), fossero stati scelti da una società (seria) di cercatori di teste, una di executive search, che dopo aver attentamente valutato gli eventuali candidati, ne scelga il più idoneo per ogni settore?
Riuscite ad immaginare 14 assessori così … che sicurezza e certezza darebbero alla città?

Di certo l’andrebbe meglio e le soluzioni sarebbero prese per il bene (veramente) comune, e senza tanti giri e rigiri per accontentare quello e quell’altro.
E se poi ci va a finire anche un politico, beh; che male c’è (?), l’importante è che lì ci sia per meriti lavorativi in quel dato settore, e non per …
Possibile che non si possa fare?
E credo (anzi, ne sono certo) che se ci mettiamo d’impegno (i cittadini) per volere così … ebbene, con la massima calma, tranquillità e il ragionamento, si può!
E una volta per tutte; al diavolo i loro remesci politici.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

MAGARI FOSSE VERO!!!!!!

vinc ha detto...

Campa cavallo che l'assessore cresce.

:-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

Lasciami almeno la speranza.

:)

vinc ha detto...

@Luciano

Sarà il punto di forza delle prossime comunali a Genova?

:-)

annasirolo ha detto...

Non è attinente a questo post (o forse si), ma sto leggendo "The Travel & Tourism
Competitiveness Report 2011" *. Già alle prime tabelle si capisce quali sono i Paesi che investono/credono di più nel settore (Table 2: The Travel & Tourism Competitiveness Index 2011: Europe): la Svizzera, l'Austria e la Francia sono le prime per normative di settore; e ancora: Svizzera Germania e Francia sono tra le prime per investimenti ed infrastrutture turistiche...
Bene, perchè - visto che in Italia da soli non riusciamo a fare bene, perchè non facciamo un po' di bench-marking e cerchiamo di analizzare/studiare/capire/"copiare" le strategie di tali Paesi?
* il report è su internet;
@luciano: su internet no ho trovato le Leggi di riferimento di questi Paesi ai vertici della classifica del WEF.. hai nulla da pubblicare? Grazie!

annasirolo ha detto...

Questo è il commento sull'Italia:
"Italy moves up by one position to 27th overall,
and is ranked 20th in Europe. As well as its cultural
richness, with many World Heritage Sites, international fairs and exhibitions, and rich creative industries, Italy’s
strengths lie in areas such as the health and hygiene of
the country (27th), its air transport infrastructure (30th),
and especially its excellent tourism infrastructure
(ranked 1st). However, it faces a number of challenges
that bring its overall rating down. These include policy
rules and regulations, where Italy ranks 84th (consistently
getting worse over the past few years) because of its
lack of foreign ownership (ranked 112th) and its lack of
transparency in government policymaking (119th). In
addition, ground transport infrastructure requires upgrading,
there is insufficient focus on developing the sector
in an environmentally sustainable way, and the country
continues to suffer from a lack of price competitiveness."
Ma ..., mettere mano a queste criticità, non sarebbe un buon volano per far partire un'economia ormai statica?

Luciano Ardoino ha detto...

@Anna Sirolo

Ciao Anna, mi hai dato lo spunto per il prossimo post.
In verità l'avevo già notato ma m'ero completamente dimenticato.
Quì puoi leggere quello passato ... http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/2011/07/competitivita-dellitalia-nel-mondo-2010.html

Cosa vuoi dire con: "su internet no ho trovato le Leggi di riferimento di questi Paesi ai vertici della classifica del WEF"?

... e ciao

annasirolo ha detto...

@Luciano: cercavo le Leggi che regolamentano l'organizzazione turistica in Francia, Germania etc.. praticamente l'equivalente della nostra 135 ... Grazie

Luciano Ardoino ha detto...

@Anna Sirolo

Per quanto riguarda la Francia quì puoi trovare tutto http://www.tourisme.gouv.fr
sotto la voce (Réglementation, informations juridiques)

Per la Spagna è questa la pagina per trovare tutte le informazioni (http://www.poraqui.net/directorio/gestion-normativa-y-legislacion.php)

Che poi sono le dirette concorrenti.
Della Germnaia so molto poco anche per via della lingua tedesca che non conosco.

Sic!

annasirolo ha detto...

merci ;-)