venerdì 7 ottobre 2011

Dopo tre anni, per quel che ne so, il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Calvini, ha detto la parola "turismo". Alleluja


Ci ha messo tre anni ma alla fine ce l’ha fatta, anzi non è che l’ha fatta, l’ha detta!
Giovanni Calvini, il presidente Confindustria di Genova, ha detto la parola “turismo”.
Roba da non credere.
Hei un momento, sempre che non mi sia sfuggita qualche sua dichiarazione precedente, si sa mai.
Infatti il buon Calvini, che non rientra per nulla nelle mie priorità d’interesse, può anche aver detto la parolina senza ch’io me ne sia reso di conto.
Però c’è sempre il motore di ricerca Google che conferma questa mia tesi, poiché se digiti “turismo con Giovanni Calvini”, ti trovi di colpo davanti al Sahara … niente, solo sabbia e manco una pur semplice e banale palmetta.

Mentre ieri, leggendo Dossier Liguria, in allegato a Il Giornale, Giovanni Calvini dopo aver naturalmente parlato del Porto (ma va ?); disquisito sulla collina degli Erzelli (ma no?); ragionato sulle incertezze di Fincantieri (embè);  considerato il rinsaldamento dell’high tech (ma tu guarda un po’); dissertato sull’edilizia (e vai); riflettuto sul rapporto colla sindachessa (ettepareva) … e poi l’immancabile analisi sulla Gronda, la metalmeccanica, chimica, farmaceutica e terziario avanzato (che col turismo un pò anche c'entra), ecco che finalmente … no, non ancora.
Prima ancora due o trecento paroline sulla cantieristica navale, fiore all’occhiello della nostra economia, sulla Cina per le commesse avvenute recentemente; sulla logistica e l’inevitabile disamina su Calata Bettolo che parlarne ancora un po’ male non fa (dicono loro).
Di solito però quando si parla sempre delle stesse cose è perché non si sono risolte, o no?
E sarebbe inutile dire che non è mancato all’appuntamento il Terzo Valico (e come si fa?), e dopo un breve cenno ancora sul Porto (ari), ecco che alla domanda del giornalista: “Cosa si aspetta la città di Genova dall’Expo 2015?”, finalmente si parla di turismo.
Alleluia!

E’ una grande occasione per rilanciare il turismo”, sostiene il presidente di Confindustria della città, che continua con: “Per ottenere un buon riscontro sarà necessario costruire già da adesso un piano strategico …”.

Ma mi si perdoni: “Niente di meglio o seppur leggermente o banalmente innovativo che risentire le medesime “illuminanti cose” dei secoli addietro sul tipo … sarà necessario costruire già da adesso un piano strategico?”.
Ma per piacere!
Ma Lui imperterrito continua così: “Genova è riuscita a sfruttare bene alcuni investimenti dell’ultimo decennio, penso al G8, a Genova Capitale della Cultura, alle Colombiadi del 1992 (che forse proprio di questo decennio non sono), quando fu inaugurato l’Acquario e furono gettati i semi per lo sviluppo del settore. Le premesse ci sono, ora bisogna prendere coscienza che il turismo è una vera e propria risorsa”.
In questo caso ci sarebbe da dire che i “semi” dell’Acquario (l’unica cosa che a Genova “tira”) sono stati gettati anch’essi nel lontano 1992, e se tanto mi da tanto, mi sa che questi “semi” siano stati avariati o giù di li, perché se dobbiamo ancora aspettare un pochettino per vederne la fioritura e poi i suoi frutti … campa cavallo.

Di seguito la seconda domanda del giornalista: “Tra i turismi c’è quello congressuale, spinto dal Salone Nautico. Cosa rappresenta?”.
E il Calvini di rimando: “E’ l’asset fondamentale per tutto il settore nautico, è il principale momento d’apertura della città. Gli investimenti fatti negli ultimi anni sono andati nella direzione del consolidamento, ne è la prova l’esposizione in mare delle barche. Ma la Fiera non può vivere solo sul Salone, mi auguro nasceranno nuove vetrine. Per esempio, di recente, a Genova si sono incontrati più di 1.500 agenti marittimi e non sarebbe sbagliato pensare a un evento sullo shipping”.
Da notare che nell'articolo di Dossier Liguria c'è scritto "shitting" che in verità vuol dire completamente un'altra cosa ... ma che forse la spiega già lunga.

Comunque shipping o shitting a parte, qualcuno gli spieghi che nel congressuale non esiste solo quello derivante dal settore marittimo (eccheccavolo), sennò è veramente questione di shitting.
Il congressuale è un turismo (ari eccheccavolo) che contempla anche quello di altri settori come la medicina, l’informatica e via cantando, e che in tempi recenti Genova s’è persa, per vari motivi, qualche decina di miglia di presenze.
E quei 1.500 che dice Lui, che tanta manna lo sono, per carità, ma che nel totale non sono niente.

Il congressuale è un turismo che produce mediamente per ogni congressista una spesa di circa 240 euro al giorno che vengono spalmati sulla città tra pernottamento, trasferimenti, ristorazione, tipografie, hostess, interpreti, fornitori d’impianti e piante, senza contare tutto il resto.
E Genova è stata ritenuta “non idonea” per la qualità dei suoi collegamenti aerei da una grande associazione internazionale che opera in campo medico.

L’Italia era stata selezionata superando concorrenti come Olanda e Svezia, dove Genova aveva le caratteristiche per l’ospitalità alberghiera e spazi per i congressi.
Ma siamo crollati sui collegamenti; siamo fuori, restavano in gara Milano, Venezia e Roma.
Ne azzeccassimo una.
E un recente convegno, molto importante, di una multinazionale dell’informatica si è già svolto invece a Torino e non in Liguria per la stessa ragione.

Sarebbe inutile aggiungere (ma lo faccio) che Giovanni Calvini finisca l’intervista sugli Erzelli (di nuovo!), menzionando l’imminente arrivo dell’Ericsson, e affermando che l’impegno sarà quello di favorire l’integrazione delle piccole aziende, in modo da chiudere il cerchio (quale?) del parco tecnologico, terreno comune tra l’università, grandi imprese, grandi centri di ricerca, come il Cnr e pmi.

E se per caso non si risolve niente (ettepareva) la colpa è sempre degli altri.
A Genova?
Si, e sennò dove, se non a Genova!





6 commenti:

B. C. ha detto...

Federviaggio e Fiavet hanno presentato oggi a Rimini l’indagine realizzata da Tradelab per la definizione dell’andamento dell’ultima stagione turistica. L’osservatorio ha preso in esame, nel periodo gennaio-agosto 2011, un campione di aziende associate attive nel tour operating nazionale, di dimensioni diverse e con un mix eterogeneo di destinazioni programmate. L’analisi ha messo in evidenza che nel periodo preso in considerazione, il settore ha registrato una diminuzione del 16% della domanda di viaggi organizzati e del 13% di fatturato, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, l’estate 2011 ha fatto registrare un calo del 21% dei viaggiatori e del 17% del fatturato, con una performance particolarmente negativa ad agosto. Registrato tuttavia un incremento della spesa media del viaggiatore, dovuto alla marcata contrazione dei consumi della fascia economicamente più debole della popolazione.

B. C. ha detto...

MILANO - Anche Valtur è schiacciata dai debiti. Il tour operator siciliano che fa capo alla famiglia Patti, oberato da un passivo di circa 300 milioni, è al bivio col dissesto finanziario e sta studiando la strada per evitare il peggio. E le strade da imboccare sono due: una procedura fallimentare altrimenti aprire il capitale ad un nuovo socio. La prima ipotesi racchiude a sua volta un ventaglio piuttosto vasto di 'chancè, che va dalla ristrutturazione del debito ai sensi dell'articolo 182 bis della legge fallimentare (ovvero con l'assenso di due terzi dei creditori) al concordato preventivo, senza escludere l'amministrazione straordinaria come previsto dalla legge Marzano. Quest'ultima ipotesi sarebbe possibile visto che il tour operator siciliano ha i requisiti richiesti dal decreto: 300 milioni di debiti e almeno 500 dipendenti (il gruppo ne conta quasi 3 mila). D'altro canto, la famiglia Patti potrebbe anche tentare di trovare un 'cavaliere biancò. E il nome che viene indicato è quello di Invitalia, il fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà che fa capo al Governo. I contatti con la presidenza del consiglio e il ministero dello sviluppo per studiare questa ipotesi sono già in corso e la settimana prossima ci potrebbero essere degli sviluppi in questa direzione. Valtur, che ha un giro d'affari di circa 200 milioni di euro e 20 villaggi tra Italia, Mediterraneo e resto del mondo, a fine ottobre chiuderà il bilancio 2011. Tuttavia, nella settimana prossima il consiglio d'amministrazione dovrebbe riunirsi per esaminare la relazione preliminare relativa alla situazione patrimoniale del gruppo. Lo scorso anno il gruppo aveva riportato un passivo che ammontava a 303,6 milioni di euro e una perdita di 3,8 milioni. Più da vicino, l'indebitamento vede come soggetti maggiormente esposti le banche (nel 2010 erano 54 milioni), i fornitori (53 milioni) e l'Agenzia delle entrate (circa 15 milioni). In particolare, tra gli istituti di credito risulta Intesa SanPaolo che lo scorso febbraio aveva sottoscritto un prestito obbligazionario convertibile di 20 milioni di euro.

vinc ha detto...

Hi hi hi


Povero Calvini, colpito e affondato!


;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@frap

Cosa ne pensi di ciò?

Si riunirà la prossima settimana il cda di Valtur che dovrà prendere in esame la situazione finanziaria dell'azienda, gravata da un debito da 300 milioni di euro. In agenda le decisioni urgenti da prendere per mettere a punto un piano di salvataggio. Secondo quanto riportato oggi da alcune fonti di stampa per il tour operator guidato da Maria Concetta Patti potrebbero aprirsi due strade, ovvero quella del concordato preventivo o la procedura della legge Marzano nel caso di un intervento da parte di un 'cavaliere bianco'. Secondo alcuni rumors il dossier Valtur sarebbe già sul tavolo di Invitalia, il fondo governativo per il salvataggio delle imprese in difficoltà. Sulla questione TTG Italia ha interpellato direttamente l'azienda già dalla serata di ieri per avere un commento su quali saranno i possibili sviluppi, senza finora ricevere risposta.

Invitalia????????
E come mai????????

;-)

Anonimo ha detto...

Quindi Maria Concetta Patti che è il Presidente di Promuovi Italia si farà aiutare da Invitalia?

Anonimo ha detto...

Pertanto la signora Patti che gestisce o dirige una azienda turistica e che ha portato a 300 milioni di debito, è stata nominata presidente di Promuovi Italia?

E avanti con il merito e la meritocrazia.

Sob!

E questo debito in soli 13 anni?
Infatti ......

E' vicino il passaggio di Valtur La famiglia Patti firma a giorni (giu. fer.) Affare quasi fatto per Valtur. La famiglia Patti di Robbio di Lomellina sta per diventare il nuovo padrone del tour operator, che fa capo al gruppo bancario San Paolo di Torino. Il contratto e' sostanzialmente pronto: i legali stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli. La firma arrivera' entro questo weekend, al massimo all'inizio della prossima settimana La Fin.Cab (la finanziaria dei Patti), assistita da Efibanca (Bnl), acquisira' la Sotim e le sue controllate (oltre a Valtur ci sono anche varie proprieta' immobiliari). I Patti sono una famiglia di origini siciliane trapiantata nella provincia pavese, dove il capostipite Carmelo ha fatto fortuna all'ombra della Fiat, progettando e producendo cavi e componenti per automobili. Oggi il gruppo Patti, che ha stabilimenti in tutta Italia e un giro d'affari di circa 400 miliardi, e' tra i piu' importanti fornitori della casa automobilistica torinese. E proprio con la famiglia Agnelli, anche lei in corsa per acquistare Valtur attraverso Alpitour (il gruppo turistico controllato al 30 % attraverso la Ifil) potrebbe nascere un'alleanza per dar vita a un nuovo maxipolo del turismo in Italia. Soprattutto dopo il matrimonio tra Francorosso e Alpitour celebrato lo scorso dicembre.


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(28 gennaio 1998) - Corriere della Sera